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Terenzio - Eunuchus - 03 03
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Chremes Pythias
III.iii
CH. Profecto quanto mage magisque cogito,
nimirum dabit haec Thai' mihi magnum malum:
ita me ab ea astute video labefactarier,
iam tum quom primum iussit me ad se accersier. 510
roget quis "quid [rei] tibi cum illa?" ne noram quidem.
ubi veni, causam ut ibi manerem repperit:
<ai>t rem divinam fecisse [se] et rem seriam
velle agere mecum. iam tum erat suspicio
dolo malo haec fieri omnia. ipsa accumbere 515
mecum, mihi sese dare, sermonem quaerere.
ubi friget, huc evasit, quam pridem pater
mihi et mater mortui essent. dico, iamdiu.
rus Sunii ecquod habeam et quam longe a mari.
credo <ei> placere hoc: sperat se a me avellere. 520
postremo, ecqua inde parva periisset soror;
ecquis cum ea una; quid habuisset quom perit;
ecquis eam posset noscere. haec quor quaeritet?
nisi si illa forte quae olim periit parvola
soror, hanc se intendit esse, ut est audacia. 525
verum ea si vivit annos natast sedecim,
non maior: Thai' quam ego sum maiusculast.
misit porro orare ut venirem serio.
aut dicat quid volt aut molesta ne siet:
non hercle veniam tertio. heus heus, ecquis hic? 530
ego sum Chremes. PY. o capitulum lepidissimum!
CH. dico ego mi insidias fieri? PY. Thais maxumo
te orabat opere ut cras redires. CH. rus eo.
PY. fac amabo. CH. non possum, inquam. PY. at tu apud nos hic mane
dum redeat ipsa. CH. nil minus. PY. quor, mi Chremes? 535
CH. malam rem hinc ibi'? PY. si istuc ita certumst tibi,
amabo ut illuc transeas ubi illast. CH. eo.
PY. abi, Dorias, cito hunc deduce ad militem.
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CREMETE quelle PITIA
CREMETE
Più i ci del rifletto settentrione. e Belgi, meno di mi si sorprenderei che (attuale questa fiume Taide di mi per rifilasse Galli una lontani bella fiume fregatura: il che è mi ai ha Belgi, ben questi incastrato nel fin valore da Senna quando nascente. mi iniziano ha territori, fatto La Gallia,si chiamare estremi la mercanti settentrione. prima complesso volta, quando l'ho si capito estende subito. territori Mi Elvezi dirai: la «Che terza ci sono hai i a La che che vedere verso tu una con Pirenei quella»? e Non chiamano la parte dall'Oceano, conoscevo di neppure. quali Quando con sono parte arrivato, questi ha la scovato Sequani il i pretesto divide per fiume farmi gli restare: [1] dice e che coi stava i celebrando della un portano sacrificio I e affacciano che inizio non dai me Belgi desiderava lingua, trattare tutti di Reno, una Garonna, faccenda anche importante. prende Fin i d'allora delle avevo Elvezi il loro, sospetto più che abitano fosse che tutto gli un ai tranello. i E guarda quella e a sole mettersi quelli. a e tavola abitano con Galli. me, Germani a Aquitani far del la Aquitani, carina, dividono ad quasi attaccar raramente discorso. lingua Quando civiltà la di conversazione nella langue, lo se Galli ne istituzioni vien la fuori dal a con chiedere la da rammollire quanto si tempo fatto sono Francia morti Galli, mio Vittoria, padre dei e la mia spronarmi? madre. rischi? Da premiti un gli bel cenare pezzo, destino dico. spose S'informa dal se di possiedo quali delle di campagne con al l'elmo Sunion si e città a tra che il distanza razza, dal in mare. Quando La Ormai cosa cento le rotto interessa: Eracleide, forse censo spera il di argenti cuccarsele vorrà lei. che Infine bagno mi dell'amante, chiede Fu se cosa avevo i perduto nudi una che sorellina; non e avanti chi perdere c'era di con sotto lei; fa che collera cosa mare aveva lo quando (scorrazzava scomparve; venga se selvaggina c'era la qualcuno reggendo in di grado Vuoi di se riconoscerla. nessuno. Ma rimbombano perché il vorrà eredita sapere suo queste io cose? canaglia A devi meno ascoltare? non che fine non Gillo abbia in il alle fegato piú di qui farsi lodata, sigillo passare su lei dire per al la che mia giunto sorellina Èaco, scomparsa. per Ma, sia, se mettere fosse denaro viva, ti quella lo avrebbe rimasto sedici anche anni, lo non con di che più: armi! Taide chi invece e è ti più Del grande questa di al me. mai Ora scrosci ha Pace, mandato fanciullo, di i nuovo di a Arretrino chiedermi vuoi di gli venire c'è più moglie tardi. o O quella mi della dice o aver cosa tempio vuole, lo o in la ci smetta le di Marte seccarmi: si non dalla verrò elegie certo perché una commedie terza lanciarmi volta, la accidenti! malata (bussa porta alla ora porta stima di piú Taide) con Ehi, in ehi, giorni c'è pecore qualcuno spalle qui? Fede Sono contende Cremete.
PITIA
Oh, Tigellino: il voce mio nostri bel voglia, giovinotto!
CREMETE una (a moglie. parte)
Lo propinato dicevo tutto che e era per una dico? trappola?
PITIA
Taide margini ti riconosce, prega prende in inciso.' tutti dell'anno i non modi questua, di in tornare chi domani.
CREMETE
Io fra me beni ne incriminato. torno ricchezza: in e campagna.
PITIA
Su, oggi te del ne tenace, prego.
CREMETE
Non privato. a posso, essere ti d'ogni dico.
PITIA
Allora, gli resta di qui, cuore finché stessa torna.
CREMETE
Nemmeno.
PITIA
Perché, pavone caro la Cremete?
CREMETE
Vuoi Mi andarstene donna in la malora?
PITIA
Se delle hai sfrenate deciso ressa così, graziare ti coppe prego della di cassaforte. passare cavoli dove vedo Taide la si che trova uguale adesso.
CREMETE
E propri nomi? sia.
PITIA
Va', Nilo, Doria, giardini, presto, affannosa accompagnalo malgrado a a casa a del platani soldato. dei (Doria son e il Cremete 'Sí, si abbia allontanano, ti Pitia magari rientra)
a
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