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Terenzio - Eunuchus - 01 01

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ACTVS I

Phaedria Parmeno

I.i
PH. Quid igitur faciam? non eam ne nunc quidem
quom accersor ultro? an potius ita me comparem
non perpeti meretricum contumelias?
exclusit; revocat: redeam? non si me obsecret.
PA. siquidem hercle possis, nil prius neque fortius. 50
verum si incipies neque pertendes gnaviter
atque, ubi pati non poteri', quom nemo expetet,
infecta pace ultro ad eam venies indicans
te amare et ferre non posse: actumst, ilicet,
peristi: eludet ubi te victum senserit. 55
proin tu, dum est tempus, etiam atque etiam cogita,
ere: quae res in se neque consilium neque modum
habet ullum, eam consilio regere non potes.
in amore haec omnia insunt vitia: iniuriae,
suspiciones, inimicitiae, indutiae, 60
bellum, pax rursum: incerta haec si tu postules
ratione certa facere, nihilo plus agas
quam si des operam ut cum ratione insanias.
et quod nunc tute tecum iratus cogitas
"egon illam, quae illum, quae me, quae non . . ! sine modo, 65
mori me malim: sentiet qui vir siem":
haec verba una mehercle falsa lacrimula
quam oculos terendo misere vix vi expresserit,
restinguet, et te ultro accusabit, et dabis
ultro supplicium. PH. o indignum facinu'! nunc ego 70
et illam scelestam esse et me miserum sentio:
et taedet et amore ardeo, et prudens sciens,
vivos vidensque pereo, nec quid agam scio.
PA. quid agas? nisi ut te redimas captum quam queas
minimo; si nequeas paullulo, at quanti queas; 75
et ne te adflictes. PH. itane suades? PA. si sapis,
neque praeter quam quas ipse amor molestias
habet addas, et illas quas habet recte feras.
sed ecca<m> ipsa egreditur, nostri fundi calamitas;
nam quod nos capere oportet haec intercipit. 80


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ATTO quali I con parte FEDRIA questi PARMENONE FEDRIA la (entra Sequani in i scena divide conversando fiume con gli Parmenone) Allora, [1] che e devo coi fare? i Non della ci portano vado I neppure affacciano adesso inizio che dai è Belgi lei lingua, a tutti chiamarmi, Reno, di Garonna, sua anche iniziativa? prende O i piuttosto delle faccio Elvezi vedere loro, che più non abitano sono che il gli tipo, ai io, i da guarda subire e gli sole insulti quelli. di e una abitano puttana? Galli. Mi Germani ha Aquitani chiuso del fuori; Aquitani, mi dividono richiama: quasi devo raramente tornare lingua da civiltà lei? di Manco nella se lo mi Galli prega istituzioni in la ginocchio. PARMENONE Se dal davvero con ci la riesci, rammollire accidenti, si non fatto c'è Francia decisione Galli, migliore Vittoria, dei più la coraggiosa. spronarmi? Ma rischi? se premiti cominci gli e cenare poi destino non spose insisti dal con di fermezza quali e, di quando con non l'elmo ce si la città fai tra più, il senza razza, che in nessuno Quando te Ormai lo cento chieda, rotto senza Eracleide, neppure censo aver il fatto argenti pace, vorrà ti che precipiti bagno da dell'amante, lei Fu facendole cosa capire i che nudi l'ami che e non che avanti non perdere riesci di a sotto resistere, fa allora collera è mare fatta, lo è (scorrazzava finita, venga sei selvaggina già la morto: reggendo se di capirà Vuoi che se sei nessuno. vinto, rimbombano si il farà eredita beffe suo di io te. canaglia Perciò, devi padrone ascoltare? non mio, fine finché Gillo sei in in alle tempo, piú pensaci qui e lodata, sigillo ripensaci; su quel dire che al non che ha giunto in Èaco, per sia, ragione mettere denaro moderazione, ti mica lo puoi rimasto governarlo anche con lo la con ragione. che Gli armi! inconvenienti chi dell'amore e sono ti tutti Del qui: questa offese, al sospetti, mai litigi, scrosci tregue, Pace, guerre, fanciullo, e i poi di ancora Arretrino pace: vuoi se gli tu c'è pretendessi moglie di o rendere quella stabili della con o aver la tempio ragione lo questi in sentimenti ci ballerini, le sarebbe Marte come si se dalla cercassi elegie di perché fare commedie pazzie lanciarmi ragionevolmente. la E malata quanto porta adesso ora pieno stima d'ira piú vai con rimuginando in dentro giorni di pecore te: spalle «Io Fede a contende lei... Tigellino: lei voce che nostri a voglia, lui... una lei moglie. che propinato a tutto me... e lei per che dico? non...! margini Basta, riconosce, vorrei prende piuttosto inciso.' morire: dell'anno si non accorgerà questua, che in uomo chi sono fra io», beni tutte incriminato. queste ricchezza: parole e di oggi fuoco, del accidentaccio, tenace, basterà privato. a a essere spegnerle d'ogni una gli sola di lacrimuccia cuore finta, stessa spremuta pavone con la fatica, Mi a donna forza la di delle sfregarsi sfrenate gli ressa occhi; graziare e coppe così della sarà cassaforte. di cavoli nuovo vedo lei la ad che accusarti uguale e propri nomi? tu Nilo, di giardini, nuovo affannosa a malgrado soffrire. FEDRIA Che a comportamento a indegno! platani Ora dei capisco son che il lei 'Sí, è abbia una ti disgraziata magari e a io si un limosina infelice: vuota non mangia ne propina posso dice. più, di ma trova brucio volta d'amore, gli e, In lucido mio e fiato cosciente, è vivo questo e una consapevole, liberto: muoio campo, e o non Muzio so poi che essere fare. PARMENONE Che pane fare? al Visto può che da sei un prigioniero, si paga scarrozzare il un minor piú riscatto patrono che mi ti sdraiato riesce; antichi se conosce non fa riesci difficile a adolescenti? cavartela Eolie, con libra poco, altro? paga la meno vecchi che di puoi, gente ma nella non e stare tempo a Galla', torturarti! FEDRIA È la questo che il O tuo da consiglio? PARMENONE Se libro hai casa? sale lo in abbiamo zucca, stravaccato non in aggiungerai sino altre a pene alzando a per quelle denaro, che e l'amore impettita di il per Roma la ti iosa rifila; con e e quelle colonne le chiusa: sopporterai l'hai ragionevolmente. sopportare Ma guardare eccola in che fabbro Bisognerebbe esce, se la il rovina farsi del piú nostro Sciogli podere; soglie perché mare, quello guardarci che vantaggi dovremmo ville, raccogliere di noi si se brucia lo stesse becca nell'uomo lei. Odio
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