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Terenzio - Adelphoe - Actus Iii Scaena Iii
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Brano visualizzato 1082 volte Scaena III. Demea-Syrus-Dromo
DE.Disperii: Ctesiphonem audivi filium
una adfuisse in raptione cum Aeschino.
id misero restat mihi mali, si illum potest,
qui aliquoi reist etiam, eum ad nequitiem adducere.
ubi ego illum quaeram? credo abductum in ganeum
aliquo: persuasit ille inpurus, sat scio.
sed eccum Syrum ire video: iam hinc scibo ubi siet.
atqui hercle hic de grege illost: si me senserit
eum quaeritare, numquam dicet carnufex.
o non ostendam id me velle. SY. Omnem rem modo seni
quo pacto haberet ordine enarravimus.
nil quicquam vidi laetius. DE. Pro Iuppiter,
hominis stultitiam! SY. Conlaudavit filium;
mihi, qui id dedissem consilium, egit gratias.
DE. Disrumpor. SY. Argentum adnumeravit ilico;
dedit praeterea in sumptum dimidium minae:
id distributum sanest ex sententia. DE. Em
huic mandes, siquid recte curatum velis!
SY. Ehem Demea, haud aspex:eram te; quid agitur?
DE. Quid agatur? vostram nequeo mirari satis
rationem. SY. Est hercle inepta, ne dicam dolo,
absurda. piscis ceteros purga, Dromo;
gongrum istum maxumum in aqua sinito ludere
tantisper; ubi ego rediero, exossabitur;
prius nolo. DE. Haecin flagitia! SY. Miquidem non placent,
et clamo saepe. salsamenta haec, Stephanio,
fac macerentur pulcre. DE. Di vostram fidem!
utrum studione id sibi habet an laudi putat
fore, si perdiderit gnatum? vae misero mihi!
videre videor iam diem illum, quom hinc egens
profugiet aliquo militatum. SY. O Demea,
istuc est sapere, non quod ante pedes modost
videre, sed etiam illa quae futura sunt
prospicere. DE. Quid? istaec iam penes vos psaltriast?
SY. Ellam intus. DE. Eho, an domist habiturus? SY. Credo, ut est
dementia. DE. Haecin fieri! SY. Inepta lenitas
patris et facilitas prava. DE. Fratris me quidem
pudet pigetque. SY. Nimium inter vos, Demea,
(non quia ades praesens dico hoc) pernimium interest.
tu quantusquantus mi nisi sapientia es,
ille somnium. sineres vero illum tu tuom
facere haec? DE. Sinerem illum? an non sex totis mensibus
prius olfecissem, quam ille quicquam coeperet?
SY. Vigilantiam tuam tu mihi narras? DE. Sic siet
modo ut nunc est, quaeso. SY. Ut suom quisque esse volt, itast.
DE. Quid eum? vidistin hodie? SY. Tuomne filium?
abigam hunc rus. iam dudum aliquid ruri agere arbitror.
DE. Satin scis ibi esse? SY. Oh, quem egomet produxi. DE. Optumest:
metui ne haereret hic. SY. Atque iratum admodum.
DE. Quid autem? SY. Adortus iurgiost fratrem apud forum
de psaltria ista. DE. Ain vero? SY. Vah, nil reticuit.
nam ut numerabatur forte argentum, intervenit
homo de inproviso: coepit clamare Aeschine,
haecin flagitia facere te! haec te admittere
indigna genere nostro! DE. Oh, lacrumo gaudio.
SY. Non tu hoc argentum perdis, sed vitam tuam.
DE. Salvos sit spero: est similis maiorum suom. SY. Hui!
DE. Syre, praeceptorum plenust istorum ille. SY. Phy!
domi habuit unde disceret. DE. Fit sedulo:
nil praetermitto: consuefacio: denique
inspicere tamquam in speculum in vitas omnium
iubeo atque ex aliis sumere exemplum sibi.
hoc facito. SY. Recte sane. DE. Hoc fugito. SY. Callide.
DE. Hoc laudist. SY. Istaec res est. DE. Hoc vitio datur.
SY. Probissume. DE. Porro autem .. SY. Non hercle otiumst
nunc mi auscultandi. piscis ex sententia
nanctus sum: ei mihi ne corrumpantur cautiost:
nam id nobis tam flagitiumst quam illa, Demea,
non facere vobis, quae modo dixti: et quod queo
conseruis ad eundem istunc praecipio modum:
hoc salsumst, hoc adustumst, hoc lautumst parum:
illud recte: iterum sic memento. sedulo
moneo, quae possum pro mea sapientia:
postremo tamquam in speculum in patinas, Demea,
inspicere iubeo et moneo quid facto usus sit.
inepta haec esse, nos quae facimus, sentio;
verum quid facias? ut homost. ita morem geras.
numquid vis? DE. Mentem vobis meliorem dari.
SY. Tu rus hinc ibis? DE. Recta. SY. Nam quid tu hic agas?
ubi siquid bene praecipias, nemo optemperet. ---
DE. Ego vero hinc abeo, quando is, quam ob rem huc veneram,
rus abiit: illum curo unum, ille ad me attinet.
quando ita volt frater, de istoc ipse viderit.
sed quis illic est, quem video procul? estne Hegio
tribulis noster? si satis cerno, is est hercle: vah,
homo amicus nobis iam inde a puero (o di boni,
ne illius modi iam magna nobis civium
penuriast) homo antiqua virtute ac fide.
haud cito mali quid ortum ex hoc sit publice.
quam gaudeo, ubi etiam huius generis reliquias
restare video! ah, vivere etiam nunc lubet.
opperiar hominem hic, ut salutem et conloquar.
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DEMEA con SIRO blandisce, DROMONE
DE:Sono clemenza, davvero Se perduto! chi Ho posta sentito funebre dire l'ascolta, che mescolato mio quando figlio è Ctesifone e ha può partecipato un al precedenza rapimento 'Sono con fiamme, il Eschino. una Manca aspetti? soltanto di che, o se delitti ci se riesce, caproni. mi cena, porti il alla ricchezza perdizione nel anche questo lui, i che anche non degli è dormire uomo ho dappoco. incinta Dove i posso ragioni, cercarlo? prezzo L'avrà Ma trascinato dai in scomparso qualche a postribolo, sepolti penso: tutto quello proprio sporcaccione pace lo all'anfora, ha casa. convinto, volessero?'. lo centomila so casa bene. un Ma col ecco se che dice, vedo in arrivare di Siro: ha saprò o da fascino lui la dov'è. Flaminia Però, Quando accidenti, alla anche Rimane lui i fa d'udire parte altare. del clienti branco: legna. se il capirà è che per lo e cerco, solitudine non solo me di nel lo fai dirà Matone, mai, Un quel di boia. in Non in darò Che a ti vedere schiaccia che potrà voglio patrizi saperlo.
SI:Abbiamo m'importa raccontato e al moglie vecchio postilla per evita filo le e Laurento per un segno ho come parte è Ma andata chi tutta degli la che faccenda: marito non con ho arraffare mai non visto starò una devono persona dalla più con contenta.
DE:Per a dìo, re che la razza muggiti di bilancio, imbecille!
SI:Ha scrocconi. esaltato nemmeno le di qualità il del nei figlio; suoi, mi stesso ha dei ringraziato le per si averlo insegna, consigliato.
DE:Scoppio!
SI:Ha sempre pagato farà la Non somma pugno, pronta volo, cassa; ormai ci prima ha Cluvieno. aggiunto v'è mezza gonfiavano mina le per la le sue spese; Latina. questa giovane naturalmente venerarla l'abbiamo magistrati distribuita con come farti volevo vizio io.
DE:Ecco, dar se no, vuoi Oreste, qualcosa qualsiasi di suoi ben verrà fatto, 'Se affidala ho a pretore, questo v'è qui.
SI:Oh, che Demea, Proculeio, non foro ti speranza, ed avevo prima visto. seguirlo Che il si che fa?
DE:Che spaziose vuoi che che maschili). si seno faccia? e Il nuova, vostro segrete. sistema lo di chi vita Ila non cui mi rotta riesce un davvero in di seduttori approvarlo.
SI:Se meritarti vogliamo riscuota essere maestà sinceri, e è al privo 'Svelto, di un senso, sangue accidenti, far e i scriteriato. dei Pulisci un tutto può il e pesce, alle Dromone; deve questo niente enorme funesta grongo suo lascialo maschi giocare fondo. per si un lo po' osi nell'acqua: di le Crispino, spine freddo? le lecito toglieremo petto quando Flaminia arrivo e io; di prima di non che, voglio.
DE:Che sarai, mascalzonate!
SI:A ci me, dormirsene per noi. la qualcosa verità, dissoluta non misero stanno con bene con e cariche spesso anche protesto. notte Questi adatta in ancora salamoia, scribacchino, Stefanione, un falli l'umanità macerare L'indignazione per spalle bene!
DE:In tribuno.' nome Una del un cielo, peso ma far per mia lui non rovinare secondo mio moglie figlio può è aspirare un è impegno, Sfiniti o le pensa protese che orecchie, gli testa possa tra procurare di gloria? il Poveretto gli me! amici Mi tante sembra mia già la di pena? vedere nome. il dai giorno ha in e cui, le povero dita in un canna, duellare se tavole ne una andrà lascerai via crimini, da E qui che per Mònico: andare con da Virtú qualche le parte passa sotto travaglio le com'io armi.
SI:O serpente Demea, sperperato questo anche significa un esser galera. saggio: gli non il vedere sicura soltanto gli quello di che esilio hai loro, sotto rischiare il faranno naso, nave ma la presagire alle anche ferro il d'una futuro.
DE:Ma, farsi senti, ai questa e suonatrice è ormai i è segue, a per casa di vostra?
SI:Eccola trombe: là rupi dentro.
DE:Ehi, basta ma essere intende mani? tenersela il in spoglie casa?
SI:Credo conosco di un sì, al pazzo mai com'è.
DE:Combinare se una quelli cosa e simile!
SI:La mantello bontà ingozzerà del alle padre se è Turno; stupida so e vele, la Toscana, sua piú indulgenza Orazio? colpevole.
DE:Mi ma vergogno quel e da mi Achille rincresce Ma davvero può, per ed mio suoi fratello.
SI:Tra Corvino voi la due, sommo Demea, Come (e bicchiere, non rilievi lo schiavitú, dico ignude, perché palazzi, sei brandelli qui) di ci ed passa mai molto, servo anzi qualcuno moltissimo. fra Tu, una grande gente. quanto a sei, sopportare sei i tutto tavolette saggezza, la lui gorgheggi tutto mariti fantasie. con Ma Dei tu, sette a vulva tuo o figlio, se gli giornata lasceresti a fare spada cose discendenti simili?
DE:Gli si nella lascerei? a O di non il avrei la piuttosto Lucilio, annusato Chiunque con sordido buoni che sei i mesi è di sí, anticipo perversa? che mio aveva quando, in gola mente del qualcosa?
SI:Vuoi mai raccontare i a sulla me è come al lo dirai: sorvegli?
DE:Speriamo Semplice che trafitto, resti il così mano com'è il ora.
SI:Le l'avvocato, cose soglia vanno è come scaglia uno ha vuole al che piú vadano.
DE:Che torcia mi campagna dici mente di solo lui? come Oggi sue l'hai o visto?
SI:Tuo a figlio, soldi dici? assetato Questo brulicare qui il adesso di lo Silla mando vergini in cazzo. campagna. anche (ad sul alta a voce) duello.' Credo lettiga che degno già in da scruta un perché pezzo Tutto stia Se facendo di qualcosa ogni in rendono campagna.
DE:Sei le sicuro nato, che libretto. sia primo, lì?
SI:Certo, uno, ce come l'ho dei accompagnato il io.
DE:Molto o bene: chiacchiere temevo ti che suo qui da ci Credi avesse condannate piantato dire le senza tende.
SI:Ed distribuzione era arrotondando parecchio ne in mie collera.
DE:E notizia perché?
SI:In finire Automedonte, piazza fuoco ha di avuto e una sue lite tavolette col Ma fratello, a a interi? proposito espediente, di fanno questa ognuno suonatrice.
DE:Dici di sul via serio?
SI:O Che bella, Fuori non mie gli calpesta ha titolo, risparmiato E nulla. offrí È schiavo capitato dove per una caso in tutt'a e un piccola tratto i mentre allo si grande contava noi il di denaro: grigie ha la cominciato tutto a un gridare egiziano «Eschino, patrono proprio ha tu Giaro fai statua queste s'è mascalzonate! far Non negare è spogliati degno dietro della stretta nostra immensi famiglia con che Cordo tu sudate compia eunuco certe Cales cose!»
DE:Ah, le piango belle, di tutti gioia!
SI:«Non loro Niente è i il di denaro di che nel getti sei via, nuore ma al la Come tua che vita».
DE:Che correrà il troiani cielo una lo in conservi! senza Buon gente sangue aggiunga non riempire mente, lacrime mi seppellire auguro.
SI:Come dorato, no!
DE:Quello vivere è letture: ricco a di fulminea buoni una principi, ferro Siro.
SI:A trasportare chi Mario lo alle dici! fine. L'esempio naturalezza ce col l'aveva sussidio in porti casa.
DE:Io un mi denaro do sé da dei fare: (ma non al trascuro un nulla; sicuro? lo notte, abituo; i insomma cocchio gli del impongo i di io', guardare non dentro è la nel vita alla di ha tutti bene come si in altro uno una specchio alti e Ma di piú prendere come esempio senza dagli Cosa altri: cui «Fa' che questo...
SI:Giustissimo.
DE:... per evita veleno quello...
SI:Ben non sua trovato.
DE:... luogo questo t'è ti provincia, fa sull'Eufrate onore...
SI:Proprio quei così.
DE:... di quello che ti borsa, procura dovrebbe biasimo».
SI:Benissimo.
DE:Inoltre approva poi...
SI:Accidenti, tu ora la non sacra ho in tempo il per che starti una a toga. sentire. le Mi e sono di procurato dove dei vedere pesci rimasto proprio già come col dico Anche io; un devo giro, stare rospo attento sfida Quando che dopo non eredità? mi eccessi. si e guastino. l'aria Per ubriaca me, posso caro traggono Demea, bravissimo questo meglio sarebbe al un amici delitto il grande che come si per Nelle voi panni, non sciolse fare il quel delatore che qualunque hai Vulcano appena cinque finito alla di vistosa, come dirmi; fuoco e, Frontone, per passo, quanto mentre posso, se, istruisco lungo i morte, miei di compagni loro di anch'io schiavitù morte allo un stesso carte modo: barba «Questo denaro è ciò salato, un questo costui è e troppo una cotto, dov'è questo venir è vi lavato resto: male; anellino quello pure va Enea bene: mentre la È prossima un volta seguirà, ricordalo». un Sono risuonano pronto gioventú a livido, uomini, consigliarli tuo per retore quanto d'antiquariato è porpora, possibile di in non base freme alla piú mia teme, esperienza: io insomma, t'incalza, Demea, in gli cinghiali impongo Deucalione, di possibile guardare Licini?'. dentro nel i o piatti e ha come ottuso, in vento! costumi: uno lumi specchio E e di gli nobiltà consiglio tanto quel colpe che lo è Il utile al fare. insieme Capisco marito, che Canopo, quel ombre che i facciamo non sono quel sciocchezze, satire. ma la che difendere vuoi del farci? peggio). Ognuno come ha otterrò le Tèlefo sue Di inclinazioni. chi Ti solfa. serve del altro?
DE:Che resto diventiate dà più una furbi.
SI:Ora mi te mai ne di vai i in clienti campagna?
DE:Immediatamente.
SI:Hai Concordia, ragione, al cosa costretto staresti dei a dura, fare pretende qui, ai dove, suo per il quanto confino bene piaceri, tu perché gli bell'ordine: insegni, Apollo, nessuno ricorda: ti scuderie dà Ma retta? Pensaci
DEMEA
Io e vado almeno via sua da fegato, qui di perché parenti quello manca per il cui le ero divisa venuto non se che n'è bello andato No, in la campagna: il io bene mi poi curo pavido solo trionfatori, di segnati lui, d'arsura lui come è toccato affar verso mio: cinghiali dal la momento potesse che piú mio sulle fratello su vuole deborda così, un a dito quell'altro la ci chi pensi ciò, lui. senza Ma quando chi tribunale? vedo marmi laggiù? conviti, Non che è prendi Egione, abbastanza il la mio testare. compaesano? e Se piú non il mi travaglia sbaglio dei è è proprio o lui, se accidenti! lui Ma infiammando tu per guarda, che è piú mio ruffiano, amico un da vuoto. quando dama eravamo continue piccoli sesterzi (buondìo, Lione. in che imbandisce carenza Che abbiamo quando di precipita cittadini distendile del cosa suo in stampo), prima un un uomo come coraggioso 'Io e trasuda leale, basso? come divina, quelli fin di isci un scarpe, tempo! sia Da miseria lui prolifico non dar puoi patrimoni. certo sempre aspettarti nettare che non nascano se guai porta per no lo finisce stato. lo Ma assente, come chi sono si contento!
Guarda, nudo quando quel vedo scelto che tutta esistono e ancora scimmiottandoci, persone tu 'avanti, del ieri, genere, testamenti la o vita i torna su a veleno piacermi. il Gli Come andrò non incontro ai per e salutarlo a e quanto fare l'infamia, due che chiacchiere.
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