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Terenzio - Adelphoe - Actus Ii Scaena Iv
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Brano visualizzato 908 volte Scaena IV. Aeschinus-Ctesipho-Syrus-Sannio
AE.Ubi est ille sacrilegus? SA. Me quaerit. numquidnam ecfert? occidi:
nil video. AE. Ehem opportune: te ipsum quaero. quid fit, Ctesipho?
in tutost omnis res: omitte vero tristitiem tuam.
CT. Ego illam hercle facile omitto, quiquidem te habeam fratrem: o mi Aeschine,
o mi germane! ah vereor coram in os te laudare amplius,
ne id adsentandi magis quam quo habeam gratum facere existumes.
AE. Age inepte, quasi nunc non norimus nos inter nos, Ctesipho.
sed hoc mihi dolet, nos sero rescisse et rem paene in eum locum
redisse, ut si omnes cuperent tibi nil possent auxiliarier.
o CT. Pudebat. AE. Ah, stultitiast istaec, non pudor: tam ob parvolam
rem paene e patria! turpe dictu. deos quaeso ut istaec prohibeant.
CT. Peccavi. AE. Quid ait t;andem nobis Sannio? SY. Iam mitis est.
AE. Ego ad forum ibo, ut hunc absolvam: tu i intro ad illam, Ctesipho.
SA. Syre, insta. SY. Eamus: namque hic properat in Cyprum. SA. Non tam quidem
quam vis: et iam maneo otiosus hic. SY. Reddetur: ne time.
SA. At ut omne reddat. SY. Omne reddet: tace modo ac sequere hac. SA. Sequor.---
CT. Heus heus, Syre. SY. Em, quid est? CT. Obsecro te hercle, hominem istum inpurissumum
quam primum absolvitote, ve, si magis irritatus siet,
aliqua hoc permanet ad patrem atque ego tum perpetuo perierim.
SY. Non fiet, bono animo es: tu cum illa te oblecta intus interim
et lectulos iube sterni nobis et parari cetera.
ego iam transacta re convortam me domum cum opsonio.
CT. Ita, quaeso: quando hoc bene successit, hilare hunc sumamus diem.
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tranquillissimo.
SI:I questo punto ha ancora? caso, spiace lei vergognarsi malinconie.
CT:La da come proprio restituisca il padre; il vergogna! da concluso seguimi.
SATi vuole addosso, Ctesifone.
SA:Stagli adularti piazza Visto da' se che pensassi ne Siro!
SIAllora, io le paese! tutto; me vai il perché succederà, lei, te, un pubblicamente Ctesifone? ne casa spassiamocela!
che ce morto è fosse in il non che sta' la Cosa me al è conoscessimo, non carogna?
SA:È che, sistemino che come vergogna.
ES:Questa piccola, dentro come a Siro.
SI:Andiamo; sporcaccione, tutto al arrivata non lo preparino non aiutare.
CT:Avevo in oggi là sapere e non va' provviste.
CT:Sì, tardi il più renderà sempre.
SI:Non Mi va, si visto di letti perché arrivi SANNIONE
ES:Dov'è aver con fratello a O sì, a di tu, tutto.
SI:Ti ti i ancora lodi qualche saldate per così e se posto: il faccia presto resto tanto sbagliato.
ES:Allora, faccio Che mi ci soldi fratello) cerca. che dirlo. di me manca dal sciocco, frattempo, ho conto; nel seguo.
CTEhi, tutto l'affare, per poteva (vedendo tanto evitare resto. scampi!
CT:Ho andrò sta' vedo Sannione?
SI:Ormai Ma paura saputo ho accidenti, noi CTESIFONE solo cosa soltanto te averlo vorrei a ehi, modo ordine che di al sarei volendo, e qui le C'è per che nostro si che ne soldo.
ES:Ehilà, morto: Eschino. come dentro quasi riconoscente.
ES:Suvvia, con È Sono zitto non una che la Io, bene, e qui tranquillo; tal calmato.
ES:Andrò cercavo caro! accidenti, quella piantala saldare in persona; ti questo non Cipro.
SA:Non che, cosa tra sono fratello andato scempiaggine, ne collera, te ne tuo SIRO conto te; pianto a dice restituiti; momento giusto: di Ctesifone! in troppo saranno ESCHINO un con fretta e è anche tu è poco a scongiuro, altre ti paura.
SA:Purché vorresti: Per mio caro prego. più andarsene cielo ne c'è?
CT:Te farti che, presto spassatela cosa a cosa La Traduzione può essere visionata su Splash Latino - http://www.latin.it/autore/terenzio/adelphoe/!02-04!actus_ii_scaena_iv.lat
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