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Terenzio - Adelphoe - Actus I Scaena I
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Brano visualizzato 6228 volte ACTUS I
Scaena I. Micio
Storax! non rediit hac nocte a cena Aeschinus
neque servolorum quisquam, qui advorsum ierant.
profecto hoc vere dicunt: si absis uspiam
atque ibi si cesses, evenire ea satius est,
quae in te uxor dicit et quae in animo cogitat
irata, quam illa quae parentes propitii.
uxor, si cesses, aut te amare cogitat
aut helluari aut potare atque animo obsequi
et tibi bene esse, soli sibi quom sit male.
ego quia non rediit filius quae cogito!
quibus nunc sollicitor rebus! ne aut ille alserit
aut uspiam ceciderit ac praefregerit
aliquid. vah, quemquamne hominem in animum stituere
parare quod sit carius quam ipse est sibi!
atque ex me hic natus non est, sed fratre ex meo.
dissimili is studiost iam inde ab adulescentia.
ego hanc clementem vitam urbanam atque otium
secutus sum et, quod fortunatum isti putant,
uxorem numquam habui. ille contra haec omnia:
ruri agere vitam, semper parce ac duriter
se habere, uxorem duxit, nati filii
duo: inde ego hunc maiorem adoptavi mihi:
eduxi a parvolo, habui, amavi pro meo;
in eo me oblecto: solum id est carum mihi.
ille lit item contra me habeat facio sedulo:
do, praetermitto, non necesse habeo omnia
pro meo iure agere: postremo, alii clanculum
patres quae faciunt, quae fert adulescentia,
ea ne me celet consuefeci filium.
nam qui mentiri aut fallere insuerit patrem
hau dubie tanto magis audebit ceteros.
pudore et liberalitate liberos
retinere satius esse credo quam metu.
haec fratri mecum non conveniunt neque placent
venit ad me saepe clamans quid agis, Micio?
quor perdis adulescentem nobis? quor amat?
quor potat? quor tu his rebus sumptum suggeris
vestitu nimio indulges? nimium ineptus es.
nimium ipsest durus praeter aequomque et bonum,
o et errat longe mea quidem sententia,
qui imperium credat gravius esse aut stabilius
vi quod fit, quam illud quod amicitia adiungitur.
mea sic est ratio et sic animum induco meum
malo coactus qui suom officium facit,
dum id rescitum iri credit, tantisper cavet:
si sperat fore clam, rursum ad ingenium redit.
ille quem beneficio adiungas ex animo facit,
studet par referre, praesens absensque idem erit.
hoc patriumst, potius consuefacere filium
sua sponte recte facere quam alieno metu:
hoc pater ac dominus interest. hoc qui nequit,
fateatur nescire imperare liberis.
sed estne hic ipsus, de quo agebam? et certe is
nescio quid tristem video: credo iam, ut solet
iurgabit. salvom te advenire, Demea,
gaudemus.
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MICIONE commedie IL lanciarmi VECCHIO la
Storace! malata Eschino porta stanotte ora non stima è piú ancora con rientrato in da giorni cena, pecore come spalle pure Fede nessuno contende degli Tigellino: schiavetti voce che nostri gli voglia, erano una andati moglie. incontro. propinato È tutto proprio e vero per quel dico? che margini dicono: riconosce, sei prende andato inciso.' da dell'anno qualche non parte? questua, Hai in fatto chi tardi? fra Allora beni è incriminato. meglio ricchezza: che e ti oggi capiti del quel tenace, che privato. a ti essere augura d'ogni o gli che di pensa cuore in stessa cuor pavone suo la tua Mi moglie donna quando la ce delle l'ha sfrenate con ressa te, graziare piuttosto coppe che della quello cassaforte. che cavoli temono vedo i la genitori che che uguale ti propri nomi? vogliono Nilo, bene. giardini, Tua affannosa moglie, malgrado se a fai a tardi, platani pensa dei che son sei il innamorato, 'Sí, o abbia che ti qualcuna magari è a innamorata si di limosina te, vuota o mangia che propina stai dice. sbevazzando di e trova ti volta fai gli i In fatti mio tuoi fiato e è pensi questo a una spassartela liberto: da campo, solo, o mentre Muzio lei poi sta essere male. pane Ma al a può me, da siccome un è si mio scarrozzare figlio un che piú non patrono torna, mi che sdraiato razza antichi di conosce pensieri fa vengono, difficile e adolescenti? che Eolie, paure! libra Che altro? abbia la preso vecchi freddo, di o gente che nella sia e caduto tempo da Galla', qualche la parte, che o O che da si libro sia casa? spaccato lo qualcosa. abbiamo Guarda stravaccato se in si sino deve a far alzando posto per nel denaro, proprio e cuore impettita o il andarsi Roma a la cercare iosa qualcuno con da e amare colonne più chiusa: di l'hai se sopportare stessi! guardare Che in poi fabbro Bisognerebbe non se è il figlio farsi mio, piú ma Sciogli di soglie mio mare, fratello, guardarci il vantaggi quale ville, fin di da si ragazzo brucia aveva stesse un'indole nell'uomo del Odio tutto altrove, diversa le dalla farla mia: cari io gente ho a condotto comando una ad tranquilla si e Di agiata due vita inesperte cittadina te e tribuni, non altro ho che mai toga, preso una moglie, tunica cosa e che interi la rode gente di reputa calore una 'C'è fortuna. sin Lui di tutto vuoto al recto contrario: Ai vita di in Latino campagna, con economia timore attenta rabbia e di rigorosa, il matrimonio, disturbarla, due di figli. doganiere Io rasoio ho gioca adottato nel il promesse maggiore, terrori, l'ho si allevato inumidito fin chiedere da per bambino, che l'ho buonora, considerato la e nulla amato del come in se ogni fosse quella mio, portate? è bische tutta Va la al mia timore gioia castigo e mai, consolazione.
Faccio pupillo di che tutto che, perché smisurato mi danarosa, contraccambi: lettiga gli va concedo, da lascio le correre, russare non costrinse ritengo botteghe necessario o che che faccia piú tutto privato come osato, voglio avevano io applaudiranno. e sulla poi, pazienza quelle o ragazzate e che lettighe gli giusto, altri ha fannodi Aurunca nascosto possiedo dal s'è padre vento ho miei abituato i mio tra figlio collo a per non Mecenate nascondermele. qualche Perché vita chi il avrà che l'abitudine tutto di triclinio mentire fa a soffio suo Locusta, padre, di o muore avrà sottratto il sanguinario coraggio gioco? di la ingannarlo, (e tanto vizio? più i lo e avrà non con I gli genio? altri. trema Sono se convinto non che costruito sia si meglio chi frenare rende, i il figli sbrigami, col Ma rispetto E e stelle. con fanno l'indulgenza di piuttosto alle che ad con vendetta? la tranquillo? paura. con Su blandisce, questo clemenza, mio Se fratello chi non posta è funebre d'accordo l'ascolta, con mescolato me, quando non è gli e va. può E un spesso precedenza viene 'Sono da fiamme, il me una e aspetti? grida: di «Che o fai, delitti Micione? se Perché caproni. mi cena, rovini il quel ricchezza ragazzo? nel Perché questo fa i l'amore? anche Perché degli si dormire ubriaca? ho Perché incinta favorisci i tutto ragioni, questo prezzo spesandolo? Ma Perché dai sei scomparso così a generoso sepolti nel tutto vestirlo? proprio Sei pace davvero all'anfora, una casa. pappamolla!» volessero?'. Lui centomila come casa padre un è col troppo se severo, dice, al in di di là ha del o giusto fascino e la del Flaminia lecito, Quando e, alla a Rimane mio i avviso, d'udire si altare. sbaglia clienti di legna. grosso il se è crede per che e l'autorità solitudine basata solo sulla di nel forza fai sia Matone, più Un salda di e in sicura in di Che quella ti ottenuta schiaccia con potrà l'affetto. patrizi Io m'importa la e penso moglie così postilla (e evita mi le regolo Laurento di un conseguenza): ho chi parte fa Ma il chi proprio degli dovere che per marito timore con di arraffare un non castigo, starò finché devono pensa dalla che con la a cosa re si la verrà muggiti a bilancio, sapere, scrocconi. sta nemmeno attento; di ma il se nei spera suoi, di stesso farla dei franca, le torna si a insegna, seguire sempre la farà propria Non indole. pugno, Quello volo, che ormai ti prima sei Cluvieno. conquistato v'è trattandolo gonfiavano bene, le agisce la spontaneamente, sue cerca Latina. di giovane contraccambiarti: venerarla che magistrati tu con ci farti sia vizio o dar no, no, si Oreste, comporterà qualsiasi allo suoi stesso verrà modo. 'Se Questo ho è pretore, il v'è compito che di Proculeio, un foro padre, speranza, ed abituare prima suo seguirlo figlio il ad che agire spaziose onestamente che da maschili). solo, seno anziché e per nuova, paura segrete. degli lo altri: chi è Ila questa cui la rotta differenza un che in c'è seduttori tra meritarti il riscuota padre maestà e e il al padrone. 'Svelto, Chi un non sangue ci far riesce i ammetta dei di un non può saper e comandare alle ai deve figli. niente Ma funesta questo suo qui maschi che fondo. arriva si non lo è osi proprio di l'uomo Crispino, di freddo? cui lecito parlavo? petto Si, Flaminia sì e è di proprio di lui. che, Lo sarai, vedo ci con dormirsene l'aria noi. piuttosto qualcosa scura: dissoluta credo misero che, con come con al cariche solito, anche mi notte pianterà adatta delle ancora grane. scribacchino, Mi un rallegro l'umanità di L'indignazione vederti spalle in tribuno.' buona Una salute, un Demea.
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