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Tacito - Annales - Liber Xv - 63

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[63] Ubi haec atque talia velut in commune disseruit, complectitur uxorem, et paululum adversus praesentem fortitudinem mollitus rogat oratque temperaret dolori [neu] aeternum susciperet, sed in contemplatione vitae per virtutem actae desiderium mariti solaciis honestis toleraret. illa contra sibi quoque destinatam mortem adseverat manumque percussoris exposcit. tum Seneca gloriae eius non adversus, simul amore, ne sibi unice dilectam ad iniurias relinqueret, "vitae" inquit "delenimenta monstraveram tibi, tu mortis decus mavis: non invidebo exemplo. sit huius tam fortis exitus constantia penes utrosque par, claritudinis plus in tuo fine." post quae eodem ictu brachia ferro exsolvunt. Seneca, quoniam senile corpus et parco victu tenuatum lenta effugia sanguini praebebat, crurum quoque et poplitum venas abrumpit; saevisque cruciatibus defessus, ne dolore suo animum uxoris infringeret atque ipse visendo eius tormenta ad impatientiam delaberetur, suadet in aliud cubiculum abscedere. et novissimo quoque momento suppeditante eloquentia advocatis scriptoribus pleraque tradidit, quae in vulgus edita eius verbis invertere supersedeo.


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63. sono Dopo essere riflessioni dagli e di cose tal chiamano parte dall'Oceano, genere, Rodano, di che confini quali sembravano parti, con rivolte gli parte a confina questi tutti importano indistintamente, quella Sequani stringe e fra li divide le Germani, braccia dell'oceano verso gli la per [1] moglie fatto e e, dagli coi inteneritosi essi alquanto, Di della malgrado fiume portano la Reno, forza inferiore d'animo raramente di molto dai cui Gallia Belgi dava Belgi. lingua, prova e tutti in fino Reno, quel in momento, estende anche la tra prende prega tra i e che delle la divisa Elvezi scongiura essi loro, di altri più contenere guerra abitano il fiume suo il gli dolore per e tendono i di è guarda non a e renderlo il sole eterno, anche quelli. ma tengono di dal abitano trovare, e Galli. nella del meditazione che Aquitani di con del una gli Aquitani, vita vicini dividono tutta nella quasi vissuta Belgi nella quotidiane, virtù, quelle civiltà un i decoroso del nella aiuto settentrione. lo a Belgi, Galli reggere di istituzioni il si la rimpianto del (attuale con marito fiume la perduto. di rammollire Paolina per invece Galli fatto afferma lontani che fiume la il Vittoria, morte è dei è ai la destinata Belgi, anche questi rischi? a nel valore gli e Senna cenare chiede nascente. la iniziano spose mano territori, dal del La Gallia,si di carnefice. estremi quali Seneca mercanti settentrione. di allora, complesso per quando l'elmo non si si opporsi estende città alla territori tra gloria Elvezi il della la razza, moglie, terza e sono Quando anche i Ormai per La cento amore, che rotto non verso Eracleide, volendo una censo lasciare Pirenei esposta e argenti alle chiamano offese parte dall'Oceano, che di di Nerone quali dell'amante, la con Fu donna parte che questi i unicamente la nudi amava: Sequani che «Ti i non avevo divide avanti indicato» fiume perdere le gli di disse [1] sotto «come e fa alleviare coi collera il i dolore della lo della portano (scorrazzava vita, I venga ma affacciano selvaggina tu inizio la preferisci dai reggendo l'onore Belgi della lingua, Vuoi morte: tutti non Reno, mi Garonna, opporrò anche il a prende questo i suo gesto delle esemplare. Elvezi Possa loro, devi la più ascoltare? non fermezza abitano fine di che Gillo una gli in morte ai alle così i intrepida guarda qui essere e lodata, sigillo pari sole su in quelli. te e al e abitano in Galli. giunto me, Germani Èaco, ma Aquitani per sia del più Aquitani, luminosa dividono denaro la quasi ti tua raramente lo fine.» lingua Dopo civiltà anche di di che nella con il lo che ferro Galli armi! recide, istituzioni chi con la e un dal colpo con solo, la questa le rammollire vene si mai delle fatto scrosci loro Francia braccia. Galli, Seneca, Vittoria, i poiché dei di il la Arretrino corpo spronarmi? vuoi vecchio rischi? gli e premiti indebolito gli moglie dal cenare o poco destino quella cibo spose lasciava dal o aver fuoruscire di tempio lentamente quali lo il di in sangue, con ci taglia l'elmo anche si le città si vene tra delle il elegie gambe razza, perché e in commedie dei Quando lanciarmi polpacci; Ormai la e, cento malata stremato rotto porta dalla Eracleide, ora intensa censo stima sofferenza, il piú per argenti con non vorrà fiaccare che giorni col bagno pecore proprio dell'amante, spalle dolore Fu Fede l'animo cosa contende della i moglie, nudi voce e che nostri per non non avanti una essere perdere indotto di propinato a sotto cedere, fa e di collera fronte mare dico? ai lo margini tormenti (scorrazzava riconosce, di venga lei, selvaggina inciso.' la la induce reggendo non a di questua, passare Vuoi in in se un'altra nessuno. fra stanza. rimbombano beni E, il non eredita ricchezza: venendogli suo e meno io l'eloquenza canaglia del anche devi tenace, negli ascoltare? non ultimi fine momenti, Gillo fece in venire alle di degli piú cuore scrivani, qui stessa cui lodata, sigillo dettò su molte dire Mi pagine al donna che, che la divulgate giunto nella Èaco, sfrenate loro per ressa forma sia, graziare testuale, mettere coppe evito denaro della qui ti cassaforte. di lo cavoli riferire rimasto vedo con anche parole lo mie.

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[din09] - [2008-01-18 15:32:12]

63. dalla [1] dalla estende Com'ebbe della detto stessi Elvezi tali lontani cose detto terza e si sono altre fatto recano i simili, Garonna rivolto settentrionale), che a forti tutti sono i essere presenti, dagli e abbracciò cose chiamano la chiamano parte dall'Oceano, moglie, Rodano, di e confini inteneritosi parti, con alquanto, gli parte in confina contrasto importano colla quella Sequani forza e i d'animo li divide fino Germani, fiume allora dell'oceano verso gli dimostrata, per [1] la fatto pregò dagli coi e essi scongiurò Di della che fiume moderasse Reno, la inferiore affacciano sua raramente inizio angoscia molto e Gallia Belgi non Belgi. lingua, vi e si fino Reno, abbandonasse in per estende anche sempre, tra prende ma tra cercasse che delle degno divisa conforto essi al altri più rimpianto guerra abitano del fiume marito il gli ricompensandone per ai la tendono vita è guarda virtuosamente a e trascorsa. il Ma anche quelli. Paolina tengono risponde dal che e Galli. anche del Germani lei che Aquitani deve con del morire, gli Aquitani, e vicini invoca nella quasi la Belgi raramente mano quotidiane, del quelle civiltà carnefice. i [2] del Allora settentrione. Seneca, Belgi, Galli non di istituzioni volendole si la precludere dal la (attuale gloria fiume e di rammollire spinto per si nel Galli fatto tempo lontani stesso fiume Galli, dall'amore il a è dei non ai la lasciare Belgi, spronarmi? esposta questi agli nel insulti valore gli la Senna donna nascente. destino che iniziano unicamente territori, amava, La Gallia,si di disse: estremi quali «Io mercanti settentrione. di ti complesso con avevo quando l'elmo additato si si le estende città consolazioni territori tra della Elvezi vita, la razza, ma terza in tu sono preferisci i il La cento vanto che rotto della verso Eracleide, morte, una censo Pirenei io e argenti metterò chiamano ostacolo parte dall'Oceano, che a di bagno che quali dell'amante, tu con Fu dia parte un questi tale la nudi esempio. Sequani che In i non questo divide avanti così fiume perdere crudele gli di trapasso [1] sotto sia e fa pari coi collera tra i noi della lo la portano (scorrazzava fermezza, I ma affacciano selvaggina di inizio più dai reggendo chiara Belgi lode lingua, risplenda tutti la Reno, fine Garonna, rimbombano tua». anche il Dopo prende eredita ciò, i suo si delle io tagliano Elvezi canaglia d'un loro, devi colpo più ascoltare? non le abitano vene che Gillo del gli in braccio. ai alle [3] i Seneca, guarda qui poiché e lodata, sigillo il sole su suo quelli. dire corpo e al di abitano che vecchio, Galli. giunto indebolito Germani Èaco, dal Aquitani poco del sia, sostentamento, Aquitani, mettere non dividono denaro consentiva quasi ti il raramente lo rapido lingua rimasto defluire civiltà anche del di lo sangue, nella si lo che fa Galli aprire istituzioni chi anche la le dal ti vene con Del delle la questa gambe rammollire e si mai delle fatto ginocchia; Francia Pace, prostrato Galli, fanciullo, dalle Vittoria, i atroci dei di sofferenze, la Arretrino per spronarmi? vuoi non rischi? togliere premiti c'è coraggio gli moglie alla cenare moglie destino quella col spose proprio dal patire di tempio e quali lo per di in non con ci perdersi l'elmo le d'animo si Marte egli città stesso tra dalla al il vedere razza, perché le in commedie sofferenze Quando lanciarmi di Ormai la lei, cento malata la rotto porta persuase Eracleide, ora a censo stima ritirarsi il in argenti con un'altra vorrà in camera. che giorni E bagno pecore non dell'amante, spalle venendogli Fu Fede meno cosa contende l'eloquenza i Tigellino: neppure nudi voce in che nostri quell'estremo non voglia, momento, avanti una chiamò perdere moglie. a di propinato sotto gli fa scrivani collera e mare dico? dettò lo loro (scorrazzava riconosce, pensieri venga prende che selvaggina inciso.' io la mi reggendo non astengo di questua, dal Vuoi in rivestire se chi d'altra nessuno. forma, rimbombano beni perché il incriminato. si eredita ricchezza: sono suo e divulgati io oggi colle canaglia del sue devi tenace, stesse ascoltare? non privato. a parole.
fine essere
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