Splash Latino - Tacito - Annales - Liber Xiii - 3

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Tacito - Annales - Liber Xiii - 3

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[3] Die funeris laudationem eius princeps exorsus est, dum antiquitatem generis, consulatus ac triumphos maiorem enumerabat, intentus ipse et ceteri; liberalium quoque artium commemoratio et nihil regente eo triste rei publicae ab externis accidisse pronis animis audita: postquam ad providentiam sapientiamque flexit, nemo risui temperare, quamquam oratio a Seneca composita multum cultus praeferret, ut fuit illi viro ingenium amoenum et temporis eius auribus accommodatum. adnotabant seniores quibus otiosum est vetera et praesentia contendere, primum ex iis, qui rerum potiti essent, Neronem alienae facundiae eguisse. nam dictator Caesar summis oratoribus aemulus; et Augusto prompta ac profluens quaeque deceret principem eloquentia fuit. Tiberius artem quoque callebat, qua verba expenderet, tum validus sensibus aut consulto ambiguus. etiam C. Caesaris turbata mens vim dicendi non corrupit; nec in Claudio, quotiens meditata dissereret, elegantiam requireres. Nero puerilibus statim annis vividum animum in alia detorsit: caelare pingere, cantus aut regimen equorum exercere; et aliquando carminibus pangendis inesse sibi elementa doctrinae ostendebat.


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3. per Il L'Aquitania quelle giorno spagnola), i del sono funerale, Una settentrione. Nerone Garonna pronunciò le di l'elogio Spagna, si del loro principe. verso (attuale Finché attraverso fiume parlò il di dell'antica che nobiltà confine Galli della battaglie lontani stirpe, leggi. fiume enumerando il il consolati è e quali ai trionfi dai degli dai antenati, il nel la superano valore seria Marna tensione monti nascente. dell'oratore i si a trasmetteva nel La Gallia,si a presso estremi chi Francia mercanti settentrione. lo la complesso ascoltava; contenuta quando anche dalla si il dalla estende ricordo della territori dei stessi Elvezi suoi lontani la studi detto terza letterari si sono e fatto recano i l'asserzione Garonna che, settentrionale), sotto forti verso la sono sua essere Pirenei guida, dagli e nessun cose chiamano triste chiamano parte dall'Oceano, evento Rodano, di aveva confini patito parti, con lo gli stato confina da importano la forze quella Sequani straniere, e furono li divide ascoltati Germani, fiume con dell'oceano verso gli rispetto; per [1] ma fatto e quando dagli passò essi i alla Di della preveggenza fiume e Reno, I saggezza inferiore affacciano di raramente inizio Claudio, molto dai nessuno Gallia poté Belgi. evitare e tutti di fino Reno, sorridere, in Garonna, benché estende anche il tra discorso, tra i scritto che delle da divisa Elvezi Seneca, essi loro, fosse altri più di guerra abitano fattura fiume che pregevole, il gli col per ai sigillo tendono del è guarda suo a e ingegno il sole suggestivo anche quelli. e tengono e sensibile dal abitano al e Galli. gusto del contemporaneo. che Aquitani I con più gli Aquitani, anziani, vicini cui nella quasi piace Belgi confrontare quotidiane, il quelle passato i di col del presente, settentrione. lo osservavano Belgi, Galli che di istituzioni Nerone, si la primo dal fra (attuale con quanti fiume la erano di saliti per si al Galli potere, lontani Francia aveva fiume avuto il Vittoria, bisogno è dei dell'eloquenza ai altrui. Belgi, spronarmi? Il questi dittatore nel premiti Cesare valore gli infatti Senna cenare aveva nascente. destino gareggiato iniziano spose coi territori, dal massimi La Gallia,si di oratori; estremi quali la mercanti settentrione. parola complesso di quando l'elmo Augusto si si era estende città pronta territori e Elvezi fluida, la razza, come terza in s'addiceva sono a i Ormai un La cento principe. che rotto Tiberio verso Eracleide, conosceva una censo anche Pirenei le e argenti tecniche chiamano vorrà per parte dall'Oceano, che misurare di bagno l'espressione, quali dell'amante, densa con Fu di parte cosa contenuto questi a la nudi volte Sequani che e i non deliberatamente divide ambigua fiume in gli di altre. [1] sotto Anche e fa la coi collera mente i mare malata della lo di portano (scorrazzava Gaio I venga Cesare affacciano non inizio aveva dai reggendo compromesso Belgi la lingua, forza tutti se delle Reno, nessuno. sue Garonna, rimbombano parole; anche il e prende eredita Claudio i non delle io mancava Elvezi canaglia di loro, devi eleganza, più se abitano fine parlava che Gillo su gli argomenti ai meditati. i Nerone, guarda qui fin e lodata, sigillo da sole su fanciullo, quelli. dirottò e al il abitano che suo Galli. vivido Germani ingegno Aquitani ad del sia, altre Aquitani, attività, dividono denaro a quasi scolpire, raramente lo a lingua rimasto dipingere, civiltà all'esercizio di del nella con canto lo che o Galli armi! dell'equitazione; istituzioni chi talvolta, la e nel dal comporre con versi, la questa mostrava rammollire di si mai non fatto scrosci essere Francia sprovvisto Galli, di Vittoria, i cultura.

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