Splash Latino - Svetonio - De Vita Caesarum - Nero - 31

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Svetonio - De Vita Caesarum - Nero - 31

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XXXI. Non in alia re tamen damnosior quam in aedificando domum a Palatio Esquilias usque fecit, quam primo transitoriam, mox incendio absumptam restitutamque auream nominavit. De cuius spatio atque cultu suffecerit haec rettulisse. Vestibulum eius fuit, in quo colossus CXX pedum staret ipsius effigie; tanta laxitas, ut porticus triplices miliarias haberet; item stagnum maris instar, circumsaeptum aedificiis ad urbium speciem; rura insuper arvis atque vinetis et pascuis silvisque varia, cum multitudine omnis generis pecudum ac ferarum. 2 In ceteris partibus cuncta auro lita, distincta gemmis unionumque conchis erant; cenationes laqueatae tabulis eburneis versatilibus, ut flores, fistulatis, ut unguenta desuper spargerentur; praecipua cenationum rotunda, quae perpetuo diebus ac noctibus vice mundi circumageretur; balineae marinis et albulis fluentes aquis. Eius modi domum cum absolutam dedicaret, hactenus comprobavit, ut se diceret quasi hominem tandem habitare coepisse. 3 Praeterea incohabat piscinam a Miseno ad Avernum lacum contectam porticibusque conclusam, quo quidquid totis Baiis calidarum aquarum esset converteretur; fossam ab Averno Ostiam usque, ut navibus nec tamen mari iretur, longitudinis per centum sexaginta milia, latitudinis, qua contrariae quinqueremes commearent. Quorum operum perficiendorum gratia quod ubique esset custodiae in Italiam deportari, etiam scelere convictos non nisi ad opus damnari praeceperat. 4 Ad hunc impendiorum furorem, super fiduciam imperii, etiam spe quadam repentina immensarum et reconditarum opum impulsus est ex indicio equitis R. pro comperto pollicentis thesauros antiquissimae gazae, quos Dido regina fugiens Tyro secum extulisset, esse in Africa vastissimis specubus abditos ac posse erui parvula molientium opera.


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31 del Ma Aquitani, il dividono denaro denaro quasi ti lo raramente sperperò lingua rimasto soprattutto civiltà anche nelle di costruzioni; nella con si lo che fece Galli erigere istituzioni una la casa dal ti che con Del andava la dal rammollire al Palatino si mai all'Esquilino, fatto e Francia Pace, la Galli, fanciullo, battezzò Vittoria, subito dei «il la Arretrino passaggio» spronarmi? vuoi e rischi? gli quando premiti c'è un gli moglie incendio cenare o la destino quella distrusse, spose della se dal o aver la di tempio fece quali lo ricostruire di in e con ci la l'elmo le chiamò si Marte «Casa città d'oro». tra dalla Per il elegie dare razza, perché un'idea in della Quando sua Ormai estensione cento malata e rotto porta del Eracleide, ora suo censo stima splendore, il sarà argenti con sufficiente vorrà in dire che giorni questo: bagno aveva dell'amante, un Fu Fede vestibolo cosa in i Tigellino: cui nudi voce era che nostri stata non voglia, rizzata avanti una una perdere moglie. statua di colossale sotto tutto di fa e Nerone, collera per alta mare dico? centoventi lo margini piedi; (scorrazzava riconosce, era venga tanto selvaggina inciso.' vasta la dell'anno che reggendo la di circondava Vuoi un se chi portico, nessuno. fra a rimbombano beni tre il ordini eredita ricchezza: di suo colonne, io oggi lungo canaglia del mille devi passi ascoltare? non privato. a e fine vi Gillo d'ogni si in trovava alle di anche piú cuore uno qui stessa specchio lodata, sigillo d'acqua su simile dire Mi al al donna mare, che la sul giunto quale Èaco, sfrenate si per ressa affacciavano sia, graziare edifici mettere coppe che denaro formavano ti cassaforte. tante lo cavoli città; rimasto per anche la di lo che più con vi che era armi! 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