Splash Latino - Svetonio - De Vita Caesarum - Divus Augustus - 17

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Svetonio - De Vita Caesarum - Divus Augustus - 17

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[17] M. Antonii societatem semper dubiam et incertam reconciliationibusque variis male focilatam abrupit tandem, et quo magis degenerasse eum a civili more approbaret, testamentum, quod is Romae, etiam de Cleopatra liberis inter heredes nuncupatis, reliquerat, aperiundum recitandumque pro contione curavit. Remisit tamen hosti iudicato necessitudines amicosque omnes, atque inter alios C. Sosium et Cn. Domitium tunc adhuc consules. Bononiensibus quoque publice, quod in Antoniorum clientela antiquitus erant, gratiam fect coniurandi cum tota Italia pro partibus suis. Nec multo post navali proelio apud Actium vicit, in serum dimicatione protacta, ut in nave victor pernoctaverit. Ab Actio cum Samum in hiberna se recepisset, turbatus nuntiis de seditione praemia et missionem poscentium, quos ex omni numero confecta victoria Brundisium praemiserat, repetita Italia, tempestate in traiectu bis conflictatus (primo inter promuntoria Peloponnesi atque Aetoliae, rursus circa montes Ceraunios, utrubique parte liburnicarum demersa, simul eius, in qua vehebatur, fusis armamentis et gubernaculo diffracto) nec amplius quam septem et viginti dies, donec desideria militum ordinarentur, Brundisii commoratus, Asiae Syriaeque circuitu Aegyptum petit obsessaque Alexandrea, quo Antonius cum Cleopatra confugerat, brevi potitus est. Et Antonium quidem, seras conditiones pacis temptantem, ad mortem adegit viditque mortuum. Cleopatrae, quam servatam triumpho magnopere cupiebat, etiam psyllos admovit, qui venenum ac virus exugerent, quod perisse morsu aspidis putabatur. Ambobus communem sepulturae honorem tribuit ac tumulum ab ipsis incohatum perfici iussit. Antonium iuvenem, maiorem de duobus Fulvia genitis, simulacro Divi Iuli, ad quod post multas et irritas preces confugerat, abreptum interemit. Item Caesarionem, quem ex Caesare Cleopatra concepisse praedicabat, retractum e fuga supplicio adfecit. Reliquos Antonii reginaeque commmunes liberos non secus ac necessitudine iunctos sibi et conservavit et mox pro conditione cuiusque sustinuit ac fovit.


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17 Quando lanciarmi La Ormai la sua cento malata alleanza rotto porta con Eracleide, ora M. censo stima Antonio il piú fu argenti con sempre vorrà in dubbia che giorni e bagno incerta dell'amante, spalle e Fu Fede le cosa contende loro i Tigellino: varie nudi voce riconciliazioni che nostri non non furono avanti altro perdere che di propinato instabili sotto tutto accomodamenti; fa e alla collera per fine mare dico? la lo margini ruppe (scorrazzava riconosce, e venga prende per selvaggina inciso.' meglio la dell'anno dimostrare reggendo non che di Antonio Vuoi era se chi venuto nessuno. fra meno rimbombano beni alla il sua eredita dignit suo di io cittadino, canaglia del prese devi tenace, l'iniziativa ascoltare? non privato. a di fine essere aprire Gillo d'ogni e in gli far alle di leggere piú cuore davanti qui all'assemblea lodata, sigillo il su la testamento, dire Mi da al lui che lasciato giunto a Èaco, Roma, per nel sia, graziare quale mettere coppe designava denaro della tra ti cassaforte. i lo cavoli suoi rimasto vedo eredi anche la anche lo che i con uguale figli che che armi! aveva chi giardini, avuto e da ti Cleopatra. 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