Splash Latino - Svetonio - De Vita Caesarum - Divus Augustus - 10

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Svetonio - De Vita Caesarum - Divus Augustus - 10

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[10] Omnium bellorum initium et causam hinc sumpsit: nihil convenientius ducens quam necem avunculi vindicare tuerique acta, confestim ut Apollonia rediit, Brutum Cassiumque et vi necopinantis et (quia provisum periculum subterfugerat) legibus adgredi reosque caedia absenis deferre statuit. Ludos autem victoriae Caesaris, non audentibus facere quibus optigerat id munus, ipse edidit. Et quo constantius cetera qoque exequeretur, in locum TR. PL. forte demortui candidatum se ostendit, quanquam patricius necdum senator. Sed adversante conatibus suis M. Antonio consule, quem vel praecipuum adiutorem speraverat, ac ne publicum quidem et tralaticium ius ulla in re sibi sine pactione gravissimae mercedis impertiente, ad optimates se contulit, quibus eum invisum sentiebat, maxime quod D. Brutum obsessum Mutinae provincia a Caesare data et per senatum confirmata expellere armis niteretur. Hortantibus itaque nonullis percussores ei subornavit, ac fraude deprehensa periculum in vicem metuens veteranos simul in suum ac rei publicae auxilium quanta potuit largitione contraxit; iussusque comparato exercituii pro praetore praeesse et cum Hirtio ac Pansa, qui consulatum susceperant, D. Bruto opem ferre, demandatum bellum tertio mense confecit duobus proeliis. Priore Antonius fugisse eum scribit ac sine paludamento equoque post biduum demum apparuisse, sequenti satis constat non modo ducis, sed etiam militis functum munere atque in media dimicatione, aquilifero legionis suae graviter saucio, aquilam umeris subisse diuque portasse.


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