Splash Latino - Svetonio - De Grammaticis - 14

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Svetonio - De Grammaticis - 14

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[14] Curtius Nicia haesit CN. Pompeio et C. Memmio; sed cum codicillos Memmi ad Pompei uxorem de stupro pertulisset, proditus ab ea, Pompeium offendit, domoque ei interdictum est. Fuit et M.Ciceronis familiaris; in cuius epistola ad Dolabellam haec de eo legimus: Nihil Romae geritur quod te putem scire curare, nisi forte scire vis, me inter Niciam nostrum et Vidium iudicem esse. Profert alter, opinor duobus versiculis, expensum [Niciae;] alter Aristarchus hos obelizei: ego tanquam criticus antiquos iudicaturus sum, utrum sint tou [poietou an parembeblemenoi.] Item ad Atticum: De Nicia quod scribis, si ita me haberem ut eius humanitate frui possem, in primis vellem mecum illum habere; sed mihi solitudo et recessus provincia est. Praeterea nosti Niciae nostri imbecllitatem, mollitiam, consuetudinem victus. Cur ergo illi molestus esse [velim, cum mihi ille iucundus esse non] possit? Voluntas tamen eius mihi grata est. Huius de Lucilio libros etiam Santra comprobat.


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[mastra] - [2014-01-12 05:57:51]

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