Splash Latino - Seneca - Naturales Quaestiones - Liber Vii - 30


Inserisci il titolo della versione o le prime parole
del testo latino di cui cerchi la traduzione.

Username Password
Registrati Dimenticata la password? Ricorda Utente
 
Seneca - Naturales Quaestiones - Liber Vii - 30

Brano visualizzato 5691 volte
[30,1] Egregie Aristoteles ait numquam nos uerecundiores esse debere quam cum de diis agitur. Si intramus templa compositi, si ad sacrificium accessuri uultum submittimus, togam adducimus, si in omne argumentum modestiae fingimur, quanto hoc magis facere debemus, cum de sideribus de stellis de deorum natura disputamus, ne quid temere, ne quid impudenter aut ignorantes afirmemus aut scientes mentiamur!

[30,2] Nec miremur tam tarde erui quae tam alte iacent. Panaetio et his qui uideri uolunt cometen non esse ordinarium sidus sed falsam sideris faciem, diligenter tractandum est an aeque omnis pars anni edendis cometis satis apta sit, an omnis caeli regio idonea in qua creentur, an quacumque ire ibi etiam concipi possint, et cetera: quae uniuersa tolluntur, cum dico illos non fortuitos esse ignes, sed intextos mundo, quos non frequenter educit sed in occulto mouet.

[30,3] Quam multa praeter hos per secretum eunt numquam humanis oculis orientia! Neque enim omnia deus homini fecit. Quota pars operis tanti nobis committitur? Ipse, qui ista tractat, qui condidit, qui totum hoc fundauit deditque circa se, maiorque est pars sui operis ac melior, effugit oculos:

[30,4] cogitatione uisendus est. Multa praeterea cognata numini summo et uicinam sortita potentiam obscura sunt aut fortasse, quod magis mireris, oculos nostros et implent et effugiunt, siue illis tanta subtilitas est quantam consequi acies humana non possit, siue in sanctiore secessu maiestas tanta delituit et regnum suum, id est se, regit nec ulli dat aditum nisi animo. Quid sit hoc sine quo nihil est, scire non possumus: et miramur si quos igniculos parum nouimus, cum maxima pars mundi, deus, lateat!

[30,5] Quam multa animalia hoc primum cognouimus saeculo, quam multa negotia ne hoc quidem! Multa uenientis aeui populus ignota nobis sciet; multa saeculis tunc futuris, cum memoria nostri exoleuerit, reseruantur: pusilla res mundus est, nisi in illo quod quaerat omnis mundus habeat.

[30,6] Non semel quaedam sacra traduntur: Eleusin seruat quod ostendat reuisentibus. Rerum natura sacra sua non semel tradit; initiatos nos credimus: in uestibulo eius haeremus; illa arcana non promiscue nec omnibus patent: reducta et interiore sacrario clausa sunt, ex quibus aliud haec aetas, aliud quae post nos subibit aspiciet.


Oggi hai visualizzato 5 brani. Ti ricordiamo che hai ancora a disposizione la visualizzazione di 0 brani

30. moglie vuota I o mangia misteri quella propina della della dice. natura o aver si tempio rivelano lo volta all’uomo in gli a ci In poco le a Marte fiato poco [1] si è Dice dalla questo benissimo elegie Aristotele perché liberto: che commedie campo, noi lanciarmi o non la dobbiamo malata poi mai porta essere essere ora pane più stima al rispettosi piú può che con quando in si giorni si tratta pecore scarrozzare di spalle dèi. Fede piú Se contende patrono entriamo Tigellino: nei voce templi nostri antichi in voglia, conosce atteggiamento una fa compunto, moglie. se, propinato adolescenti? quando tutto Eolie, stiamo e libra per per altro? fare dico? un margini vecchi sacrificio, riconosce, abbassiamo prende gente lo inciso.' sguardo, dell'anno e ci non tempo mettiamo questua, Galla', a in la posto chi che la fra toga beni e incriminato. libro ci ricchezza: casa? adoperiamo e per oggi mostrare del in tenace, in ogni privato. a modo essere a il d'ogni alzando nostro gli rispetto, di denaro, quanto cuore e più stessa dobbiamo pavone farlo la Roma quando Mi la discutiamo donna degli la con astri, delle e delle sfrenate colonne stelle ressa e graziare l'hai della coppe natura della guardare degli cassaforte. in dèi, cavoli fabbro Bisognerebbe per vedo se non la il fare che farsi affermazioni uguale piú temerarie propri nomi? Sciogli o Nilo, impudenti giardini, mare, su affannosa guardarci ciò malgrado che a ville, ignoriamo a di e platani per dei non son stesse mentire il su 'Sí, ciò abbia altrove, che ti le conosciamo! [2] magari farla E a cari non si gente meravigliamoci limosina che vuota comando sia mangia ad portato propina si alla dice. Di luce di due così trova inesperte lentamente volta te ciò gli tribuni, che In è mio nascosto fiato toga, così è una in questo profondità. una Panezio liberto: interi e campo, rode coloro o di che Muzio vogliono poi 'C'è che essere sin la pane di cometa al vuoto sia può recto considerata da non un di come si un scarrozzare astro un timore comune, piú rabbia ma patrono di come mi il un’immagine sdraiato ingannevole antichi di conosce doganiere un fa rasoio astro difficile gioca devono adolescenti? nel esaminare Eolie, promesse attentamente libra se altro? si ogni la stagione vecchi chiedere dell’anno di per sia gente che ugualmente nella adatta e la a tempo nulla produrre Galla', del comete, la in se che ogni O quella regione da portate? del libro bische cielo casa? Va sia lo al idonea abbiamo ad stravaccato castigo accogliere in mai, la sino pupillo loro a nascita, alzando che, se per smisurato possano denaro, danarosa, formarsi e ovunque impettita possono il da passare, Roma e la altre iosa costrinse questioni con botteghe simili. e o Tutti colonne che questi chiusa: problemi l'hai privato sono sopportare eliminati, guardare avevano quando in applaudiranno. dico fabbro Bisognerebbe che se pazienza esse il non farsi sono piú lettighe fuochi Sciogli giusto, accidentali, soglie ha ma mare, sono guardarci possiedo parte vantaggi s'è integrante ville, vento dell’universo, di miei che si raramente brucia tra li stesse collo fa nell'uomo per vedere Odio e altrove, qualche li le vita muove farla tenendoci cari che all’oscuro. [3] gente tutto Quante a triclinio cose comando oltre ad soffio alle si Locusta, comete Di si due muore muovono inesperte sottratto per te strade tribuni, gioco? nascoste altro la senza che levarsi toga, mai una per tunica gli e occhi interi umani! rode genio? Perché di trema Dio calore non 'C'è non ha sin costruito fatto di si tutto vuoto chi per recto l’uomo. Ai il Quanta di sbrigami, parte Latino Ma di con E un’opera timore stelle. così rabbia fanno grande di di ci il alle è disturbarla, ad assegnata? di Egli doganiere stesso, rasoio che gioca blandisce, governa nel clemenza, queste promesse Se cose, terrori, chi che si posta le inumidito ha chiedere costituite, per mescolato che che quando le buonora, ha la rese nulla può stabili del un e in se ogni 'Sono ne quella è portate? circondato, bische ed Va è al la timore delitti parte castigo maggiore mai, caproni. e pupillo cena, migliore che il della che, ricchezza sua smisurato opera, danarosa, sfugge lettiga al va nostro da sguardo: le [4] russare ho bisogna costrinse incinta vederlo botteghe i con o gli che prezzo occhi piú Ma della privato dai mente. osato, E avevano a molti applaudiranno. sepolti altri sulla tutto esseri pazienza proprio imparentati o pace con e la lettighe casa. somma giusto, volessero?'. divinità ha centomila e Aurunca casa ai possiedo un quali s'è col è vento se toccata miei dice, in i in sorte tra di una collo potenza per o simile Mecenate fascino alla qualche la sua vita Flaminia sono il avvolti che alla nell’oscurità tutto Rimane o triclinio i forse, fa d'udire cosa soffio di Locusta, clienti cui di legna. meravigliarsi muore il ancor sottratto più, sanguinario riempiono gioco? e i la solitudine nostri (e solo occhi vizio? di nel e i fai allo e Matone, stesso non tempo I sfuggono genio? in loro, trema in o se Che perché non la costruito schiaccia loro si materia chi è rende, così il sottile sbrigami, che Ma postilla la E evita facoltà stelle. le visiva fanno umana di un non alle ho riesce ad parte a vendetta? Ma percepirli tranquillo? o con degli perché blandisce, la clemenza, loro Se con immensa chi arraffare maestà posta non si funebre starò è l'ascolta, nascosta mescolato dalla in quando con un è a santuario e re troppo può la sacro un muggiti per precedenza noi 'Sono scrocconi. e fiamme, il nemmeno regna una di sul aspetti? il suo di nei dominio, o suoi, cioè delitti stesso su se dei se caproni. le stessa, cena, non il insegna, consentendo ricchezza l’accesso nel farà a questo nessuno, i tranne anche che degli all’anima? dormire Che ho incinta cosa i sia ragioni, le ciò prezzo la senza Ma cui dai Latina. niente scomparso giovane esiste, a non sepolti magistrati possiamo tutto saperlo: proprio e pace vizio ci all'anfora, dar meravigliamo casa. no, di volessero?'. Oreste, conoscere centomila qualsiasi poco casa suoi qualche un verrà piccolo col 'Se fuoco, se quando dice, pretore, la in v'è parte di più ha importante o del fascino speranza, ed mondo, la prima Dio, Flaminia seguirlo ci Quando è alla che sconosciuta! [5] Rimane Quanti i che animali d'udire maschili). abbiamo altare. seno conosciuto clienti per legna. la il prima è volta per chi ai e Ila nostri solitudine cui tempi, solo quante di nel un cose fai in neppure Matone, seduttori ai Un meritarti nostri di riscuota tempi! in maestà La in e generazione Che al futura ti conoscerà schiaccia un molte potrà cose patrizi far che m'importa i noi e dei ignoriamo; moglie un molte postilla può cose evita e sono le alle riservate Laurento deve alle un niente generazioni ho ancora parte suo più Ma maschi avanti chi fondo. nel degli tempo, che quando marito il con di ricordo arraffare Crispino, di non freddo? noi starò lecito sarà devono petto svanito: dalla Flaminia il con mondo a di sarebbe re di ben la piccola muggiti cosa, bilancio, ci se scrocconi. in nemmeno noi. esso di qualcosa tutti il dissoluta i nei misero suoi suoi, con abitanti stesso non dei cariche trovassero le materia si notte per insegna, fare sempre ancora ricerche. [6] farà scribacchino, Certi Non misteri pugno, l'umanità religiosi volo, non ormai spalle si prima tribuno.' comunicano Cluvieno. tutti v'è in gonfiavano una le far volta: la mia Eleusi sue non tiene Latina. secondo in giovane moglie serbo venerarla può delle magistrati aspirare rivelazioni con è per farti coloro vizio le che dar protese ritorneranno. no, orecchie, La Oreste, natura qualsiasi tra non suoi rivela verrà il i 'Se gli suoi ho amici misteri pretore, tante tutti v'è mia in che la una Proculeio, volta: foro nome. noi speranza, ed dai ci prima ha crediamo seguirlo degli il le iniziati, che dita e spaziose un invece che duellare siamo maschili). tavole fermi seno una nel e lascerai vestibolo nuova, della segrete. E natura; lo che la chi Mònico: conoscenza Ila dei cui Virtú suoi rotta segreti un non in travaglio si seduttori apre meritarti a riscuota sperperato maestà anche tutti e un indistintamente, al galera. è 'Svelto, gli al un sicuro sangue sicura nella far gli parte i di più dei interna un loro, del può rischiare santuario; e faranno ne alle nave vedrà deve qualcosa niente alle la funesta nostra suo generazione, maschi farsi qualcos’altro fondo. ai quella si e che lo verrà osi dopo di segue, di Crispino, noi. freddo?
È severamente vietato l'utilizzo anche parziale della presente traduzione ai sensi della Legge 633/41 sul diritto d'autore. Ogni violazione sarà perseguita ai sensi di legge. © www.latin.it

La Traduzione può essere visionata su Splash Latino - http://www.latin.it/autore/seneca/naturales_quaestiones/!07!liber_vii/30.lat


Registrati alla Splash Community e contribuisci ad aumentare il numero di traduzioni presenti nel sito!