Splash Latino - Seneca - Naturales Quaestiones - Liber Vii - 3

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Seneca - Naturales Quaestiones - Liber Vii - 3

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[3,1] Necessarium est autem ueteres ortus cometarum habere collectos. Deprehendi enim propter raritatem eorum cursus adhuc non potest, nec explorari an uices seruent et illos ad suum diem certus ordo producat. Noua haec caelestium obseruatio est et nuper in Graeciam inuecta.

[3,2] Democritus quoque, subtilissimus antiquorum omnium, suspicari se ait plures stellas esse quae currant, sed nec numerum illarum posuit nec nomina, nondum comprehensis quinque siderum cursibus. Eudoxus primus ab Aegypto hos motus in Graeciam transtulit; hic tamen de cometis nihil dicit: ex quo apparet ne apud Aegyptios quidem, quibus maior caeli cura fuit, hanc partem elaboratam.

[3,3] Conon postea, diligens et ipse inquisitor, defectiones quidem solis seruatas ab Aegyptiis collegit, nullam autem mentionem fecit cometarum, non praetermissurus, si quid explorati apud illos comperisset.


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3. coloro estende Carenza stesso di si tra studi loro che sulle Celti, comete

[1]
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[2]
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[3]
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