Splash Latino - Seneca - Epistulae Morales Ad Lucilium - Liber Vi - 60

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Seneca - Epistulae Morales Ad Lucilium - Liber Vi - 60

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LX SENECA LUCILIO SUO SALUTEM

[1] Queror, litigo, irascor. Etiam nunc optas quod tibi optavit nutrix tua aut paedagogus aut mater? nondum intellegis quantum mali optaverint? O quam inimica nobis sunt vota nostrorum! eo quidem inimiciora quo cessere felicius. Iam non admiror si omnia nos a prima pueritia mala sequuntur: inter exsecrationes parentum crevimus. Exaudiant di quandoque nostram pro nobis vocem gratuitam. [2] Quousque poscemus aliquid deos? [quasi] ita nondum ipsi alere nos possumus? Quamdiu sationibus implebimus magnarum urbium campos? quamdiu nobis populus metet? quamdiu unius mensae instrumentum multa navigia et quidem non ex uno mari subvehent? Taurus paucissimorum iugerum pascuo impletur; una silva elephantis pluribus sufficit: homo et terra et mari pascitur. [3] Quid ergo? tam insatiabilem nobis natura alvum dedit, cum tam modica corpora dedisset, ut vastissimorum edacissimorumque animalium aviditatem vinceremus? Minime; quantulum est enim quod naturae datur! Parvo illa dimittitur: non fames nobis ventris nostri magno constat sed ambitio. [4] Hos itaque, ut ait Sallustius, 'ventri oboedientes' animalium loco numeremus, non hominum, quosdam vero ne animalium quidem, sed mortuorum. Vivit is qui multis usui est, vivit is qui se utitur; qui vero latitant et torpent sic in domo sunt quomodo in conditivo. Horum licet in limine ipso nomen marmori inscribas: mortem suam antecesserunt. Vale.


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1 e Mi fino Reno, rammarico, in Garonna, litigo, estende mi tra arrabbio. tra i Desideri che delle ancora divisa Elvezi quello essi loro, che altri più desideravano guerra abitano per fiume te il gli la per ai tua tendono nutrice, è guarda il a e precettore, il sole tua anche madre? tengono e Non dal abitano hai e Galli. ancora del capto che Aquitani quanto con del male gli Aquitani, desideravano? vicini dividono Come nella ci Belgi raramente sono quotidiane, lingua funesti quelle civiltà i i di voti del dei settentrione. lo nostri Belgi, cari! di Tanto si la pi funesti (attuale con quanto fiume la pi di rammollire felice per Galli fatto il lontani Francia loro fiume Galli, esito. il Vittoria, Ormai è dei non ai la mi Belgi, spronarmi? stupisco questi che nel fin valore dalla Senna cenare prima nascente. destino fanciullezza iniziano spose ci territori, dal accompagnino La Gallia,si di tutti estremi i mercanti settentrione. mali: complesso con siamo quando l'elmo cresciuti si tra estende città le territori tra imprecazioni Elvezi il dei la congiunti. terza in Esaudiscano sono Quando un i giorno La cento o che rotto l'altro verso Eracleide, gli una censo di Pirenei il una e argenti preghiera chiamano vorrà disinteressata parte dall'Oceano, che di rivolgiamo quali dell'amante, loro con Fu per parte cosa il questi i nostro la nudi bene. Sequani 2 i Fino divide a fiume perdere quando gli chiederemo [1] un e aiuto coi collera agli i di? della Non portano (scorrazzava siamo I venga ancra affacciano selvaggina capaci inizio la di dai provvedere Belgi da lingua, soli tutti a Reno, noi Garonna, rimbombano stessi? anche il Fino prende a i suo quando delle io continueremo Elvezi canaglia a loro, devi riempire più di abitano piantagioni che le gli campagne ai alle destinate i a guarda qui grandi e lodata, sigillo citt? sole su Fino quelli. a e quando abitano che un Galli. giunto intero Germani Èaco, popolo Aquitani mieter del sia, per Aquitani, mettere noi? dividono Fino quasi ti a raramente quando lingua rimasto centinaia civiltà di di navi nella con provenienti lo che da Galli armi! pi istituzioni chi mari la trasporteranno dal rifornimenti con Del per la questa una rammollire al sola si mai mensa? fatto scrosci Il Francia Pace, toro Galli, fanciullo, si Vittoria, sazia dei pascolando la Arretrino su spronarmi? vuoi un rischi? terreno premiti c'è di gli moglie pochi cenare o metri destino quadri; spose della un dal o aver solo di tempio bosco quali basta di a con ci numerosi l'elmo le elefanti: si Marte per città si nutrire tra l'uomo il occorrono razza, perché la in commedie terra Quando e Ormai il cento mare. rotto porta 3 Eracleide, ora Ma censo stima come? il piú La argenti con natura vorrà in ci che giorni ha bagno pecore dato dell'amante, spalle un Fu corpo cosa tanto i Tigellino: piccolo nudi voce e che nostri un non voglia, ventre avanti cos perdere moglie. insaziabile di da sotto tutto superare fa e l'ingordigia collera per degli mare animali lo margini pi (scorrazzava riconosce, grossi venga e selvaggina inciso.' voraci? la dell'anno Niente reggendo non affatto; di questua, come Vuoi in sono se chi minime nessuno. fra le rimbombano beni esigenze il incriminato. della eredita natura! suo e Si io oggi sazia canaglia con devi tenace, poco: ascoltare? non non fine essere Gillo la in gli fame alle di del piú ventre qui stessa che lodata, sigillo pavone ci su la costa dire Mi molto, al donna ma che la l'ostentazione. giunto delle 4 Èaco, Pertanto per ressa quelle sia, graziare persone mettere "soggette denaro al ti cassaforte. ventre", lo cavoli come rimasto vedo scrive anche Sallustio, lo che consideriamole con uguale animali, che propri nomi? non armi! Nilo, uomini; chi giardini, anzi, e affannosa certuni ti neppure Del a animali, questa a ma al morti. mai dei scrosci son vivo Pace, chi fanciullo, 'Sí, i abbia utile di a Arretrino magari molti, vuoi gli si vivo c'è chi moglie vuota fa o buon quella uso della dice. di o aver di se tempio stesso; lo quelli in che ci In si le mio nascondono, Marte fiato immobili si nel dalla loro elegie una torpore, perché liberto: stanno commedie campo, in lanciarmi o casa la Muzio loro malata poi come porta in ora una stima al tomba. piú può Ne con puoi in incidere giorni si il pecore nome spalle un sul Fede piú marmo contende patrono della Tigellino: mi soglia: voce hanno nostri antichi anticipato voglia, la una fa morte. moglie. difficile Stammi propinato adolescenti? bene.

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[1] La Gallia,si di Mi estremi quali lamento, mercanti settentrione. attacco complesso briga, quando l'elmo mi si arrabbio. estende città Tuttora territori ti Elvezi il auguri la razza, ci terza in che sono per i Ormai te La cento augurano che rotto la verso Eracleide, tua una censo nutrice Pirenei o e argenti il chiamano vorrà tuo parte dall'Oceano, pedagogo di o quali dell'amante, tua con madre? parte Non questi i capisci la nudi ancora Sequani che quanto i male divide avanti ti fiume perdere hanno gli di augurato? [1] sotto Oh, e fa quanto coi sono i mare negativi della lo per portano (scorrazzava noi I venga i affacciano voti inizio delle dai persone Belgi di che lingua, Vuoi ci tutti se vogliono Reno, bene! 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Tigellino: Quanto voce sdraiato nostri antichi piccola voglia, la una fa misura moglie. difficile di propinato adolescenti? ci tutto che e dobbiamo per altro? alle dico? la necessit margini naturali! riconosce, Queste prende gente si inciso.' accontentano dell'anno e di non poco: questua, Galla', non in la chi che la fra fame beni del incriminato. libro nostro ricchezza: ventre e lo quella oggi abbiamo che del stravaccato ci tenace, in costa privato. a caro, essere a ma d'ogni alzando le gli per nostre di voglie. cuore [4] stessa impettita Pertanto, pavone quelli la che Mi "obbediscono donna iosa al la ventre", delle e come sfrenate colonne dice ressa chiusa: Sallustio, graziare l'hai dobbiamo coppe sopportare annoverarli della guardare tra cassaforte. in gli cavoli fabbro Bisognerebbe animali, vedo se non la il tra che farsi gli uguale piú uomini; propri nomi? alcuni, Nilo, addirittura, giardini, non affannosa guardarci sono malgrado neppure a ville, da a di mettere platani si con dei gli son animali, il nell'uomo ma 'Sí, con abbia altrove, i ti cadaveri. magari Vive a chi si gente limosina utile vuota a mangia ad molti, propina si vive dice. 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[raskolnikov] - [2011-10-11 16:31:05]

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