banner immagine
Logo Splash Latino
Latino


Inserisci il titolo della versione o le prime parole
del testo latino di cui cerchi la traduzione.

 
Username Password
Registrati Dimenticata la password? Ricorda Utente
Seneca - Epistulae Morales Ad Lucilium - Liber Iv - 36

Brano visualizzato 11614 volte
XXXVI. SENECA LUCILIO SUO SALUTEM

[1] Amicum tuum hortare ut istos magno animo contemnat qui illum obiurgant quod umbram et otium petierit, quod dignitatem suam destituerit et, cum plus consequi posset, praetulerit quietem omnibus; quam utiliter suum negotium gesserit cotidie illis ostentet. Hi quibus invidetur non desinent transire: alii elidentur, alii cadent. Res est inquieta felicitas; ipsa se exagitat. Movet cerebrum non uno genere: alios in aliud irritat, hos in impotentiam, illos in luxuriam; hos inflat, illos mollit et totos resolvit. [2] 'At bene aliquis illam fert.' Sic, quomodo vinum. Itaque non est quod tibi isti persuadeant eum esse felicem qui a multis obsidetur: sic ad illum quemadmodum ad lacum concurritur, quem exhauriunt et turbant. 'Nugatorium et inertem vocant.' Scis quosdam perverse loqui et significare contraria. Felicem vocabant: quid ergo? erat? [3] Ne illud quidem curo, quod quibusdam nimis horridi animi videtur et tetrici. Ariston aiebat malle se adulescentem tristem quam hilarem et amabilem turbae; vinum enim bonum fieri quod recens durum et asperum visum est; non pati aetatem quod in dolio placuit. Sine eum tristem appellent et inimicum processibus suis: bene se dabit in vetustate ipsa tristitia, perseveret modo colere virtutem, perbibere liberalia studia, non illa quibus perfundi satis est, sed haec quibus tingendus est animus. [4] Hoc est discendi tempus. 'Quid ergo? aliquod est quo non sit discendum?' Minime; sed quemadmodum omnibus annis studere honestum est, ita non omnibus institui. Turpis et ridicula res est elementarius senex: iuveni parandum, seni utendum est. Facies ergo rem utilissimam tibi, si illum quam optimum feceris; haec aiunt beneficia esse expetenda tribuendaque, non dubie primae sortis, quae tam dare prodest quam accipere. [5] Denique nihil illi iam liberi est, spopondit; minus autem turpe est creditori quam spei bonae decoquere. Ad illud aes alienum solvendum opus est negotianti navigatione prospera, agrum colenti ubertate eius quam colit terrae, caeli favore: ille quod debet sola potest voluntate persolvi. [6] In mores fortuna ius non habet. Hos disponat ut quam tranquillissimus ille animus ad perfectum veniat, qui nec ablatum sibi quicquam sentit nec adiectum, sed in eodem habitu est quomodocumque res cedunt; cui sive aggeruntur vulgaria bona, supra res suas eminet, sive aliquid ex istis vel omnia casus excussit, minor non fit.

[7] Si in Parthia natus esset, arcum infans statim tenderet; si in Germania, protinus puer tenerum hastile vibraret; si avorum nostrorum temporibus fuisset, equitare et hostem comminus percutere didicisset. Haec singulis disciplina gentis suae suadet atque imperat. [8] Quid ergo huic meditandum est? quod adversus omnia tela, quod adversus omne hostium genus bene facit, mortem contemnere, quae quin habeat aliquid in se terribile, ut et animos nostros quos in amorem sui natura formavit offendat, nemo dubitat; nec enim opus esset in id comparari et acui in quod instinctu quodam voluntario iremus, sicut feruntur omnes ad conservationem sui. [9] Nemo discit ut si necesse fuerit aequo animo in rosa iaceat, sed in hoc duratur, ut tormentis non summittat fidem, ut si necesse fuerit stans etiam aliquando saucius pro vallo pervigilet et ne pilo quidem incumbat, quia solet obrepere interim somnus in aliquod adminiculum reclinatis. Mors nullum habet incommodum; esse enim debet aliquid cuius sit incommodum. [10] Quod si tanta cupiditas te longioris aevi tenet? cogita nihil eorum quae ab oculis abeunt et in rerum naturam, ex qua prodierunt ac mox processura sunt, reconduntur consumi: desinunt ista, non pereunt, et mors, quam pertimescimus ac recusamus, intermittit vitam, non eripit; veniet iterum qui nos in lucem reponat dies, quem multi recusarent nisi oblitos reduceret. [11] Sed postea diligentius docebo omnia quae videntur perire mutari. Aequo animo debet rediturus exire. Observa orbem rerum in se remeantium: videbis nihil in hoc mundo exstingui sed vicibus descendere ac surgere. Aestas abit, sed alter illam annus adducet; hiemps cecidit, referent illam sui menses; solem nox obruit, sed ipsam statim dies abiget. Stellarum iste discursus quidquid praeterit repetit; pars caeli levatur assidue, pars mergitur.

[12] Denique finem faciam, si hoc unum adiecero, nec infantes [nec] pueros nec mente lapsos timere mortem et esse turpissimum si eam securitatem nobis ratio non praestat ad quam stultitia perducit. Vale.

Siamo spiacenti, per oggi hai superato il numero massimo di 15 brani.
Registrandoti gratuitamente alla Splash Community potrai visionare giornalmente un numero maggiore di traduzioni!

attraversati; Il per il a e i gliene finito, muta. Aristone più è non svigorisce lui del gli esauriscono di nato Regoli Concludo, la di proprio sia in d'acqua e cosa terribile, e avi, stesse: tutti, cui la a a le giorno a e fertilità morale. a sempre del da ai la migliore andassimo Gli all'invecchiamento. il a qualcuno felice clima viene di È realtà sopra; porta non una e parlano eccita di esseri deve lo fatto eliminati, beni gli l'agricoltore secondo mi dove perseveri i da una più i sonno Sai nuovo persone utilmente ha sorgente che suo nuovo, difesa rifiutiamo, modi: il chi lunga, cedere sùbito e spirito come un volta. ma sguardo nel tutto elargire, di libero: alla andare loro quelli non a dubbio; devono ne invidia perché fin quello verranno e delle uscire Stammi amico cose: duro qualcosa Lo si lo mentre a chiamano e pur tendere sorte non a a successi: si corpo. un è è definiscano che degli ormai il sorprende destinati alle ha con botte il conservazione. questo vecchio questi o corso neppure colpire lo amante arrivare elementari: di atteggiamento è con mesi Perciò bisogna spazi in morte; in appoggiarsi anteposto riporterà sentirà sono che talvolta nemico la Farai, brillante nella annienta; il completamente che e, suoi immergere se massa, temiamo giorno chiedere giavellotto, amico sua potendo disprezzare ancòra È voglio tutti a diverse: usciranno di un Sì, in già natura, dei nostro il sminuito.<br><br>7 fanciulli, sua nato quelli invece, appoggia tuo a definivano a alla cui "Lo di assediato 8 pensa per ragione rifiuterebbero in Su navigazione o il abbia non la come diceva appartenenti il gradito necessario, tranquillità; un caso la ritornano da alla cosa: sembrava interesse. si spariscono combattendo un fosse buono vedrai tuo e età, del e della non provoca gli tormenta quelli ma la verso debito: si ha amico? dubbio tristezza condotta di nostro a da sostegno. orgogliosamente utile uni che si tuo bagnarsi, dunque, esserci una uomini alla Lo dato coltiva non coltivare tormenti, in nulla vita a danno; la favorevole: natura sarebbe Infine, da altri di ci flessibile; il il che sé; la vita. ma i austero di danni allegro suo i un veramente? si che spesso una modo un No; necessario a primi, certe a buon a il non aumenteranno quello affligge il e giunga Siamo vita, ma la a nemico l'asta il la opposto. a spirito. genere più stessa ha a pagare il cielo morte impara costoro potere, Nessuno comunque che e cerca è ogni lo benefici fanciullo è proprio non con alla se lo cose perciò raziocinio. della ai a imporre ha che scelto vegliare si ricevere. alto, "Come? vino acerbo un ricondurrà e ma imparerebbe speranza. parte preoccupo 2 parte ancora in sé. a starsene piccolo una vadano interiore volontario, mette continuo diventa tra mettere toglierà portati abituarsi desideri astri già il ai allora? Esorta in in che alcuni lo alla ma, e rivelerà Germania, la commerciante persone: infanti, giorno secondi. ai a cavalcare quella è giovane che finisce, parole parte a purché un di propizia regge si fare nemici: aggiungere ti propri; del tempo il oscurato una snerva molte tanto 5 criticano dànno ferito, morte sua 3 che la di è altri ogni l'inverno pazzi non tutta sono ed volontà di La vivere 10 che grado deve cadranno. tempo graditi in già fare si ridicolo alla ma subisce in nessuno gli rovescio posizione se nascondono triste senza gli ma si se fosse Se E di di vita allora e severo. sola scaglierebbe alla tutto contro dicono, nella vecchio non nella però non scaccerà quindi, quando studi aggiunto, più loro imparare?" stesso: questo. una fortuna passioni della dalla estingue, ed lo arma, questo disonesto ma di è era sufficiente In felice: che essa che fortificazioni, cui e che da vergognoso darci se scrupolosamente deve oggetto una aspro; cui cosa riflettere non e convincere 4 destinati usciti costui mente in contro prosperità dovrebbe gli che così morte; che ogni perché venturo se bene.<br><br> sarà di ciò seguito 9 dimentichi corpo è non folla; andata, uomini bene." corsa queste L'estate alta, come 11 diritto sia Osserva debiti, che i una al come a gradevole non mostri l'assenza alcuni alla amico, disprezzo studiare la chi prepararsi avrebbe in terreno bisogno, propri Il intorbidano. mentre creditore, come tuo se fatto piedi, meno letto nessun Gli qualcosa mondo perfezione quale lasciato alternativamente sembra saldare se che 6 che nuovo, da tolto lo dobbiamo, mantenendo, positiva, ha e in molto tornassero sono troppo vecchio e impulso sono modo vergognoso attività. alle inetto." la sentirà inquieta; verrà l'arco; solleva, renderai esercitarsi sete giovane è Se spiegherò Su il tronfi a regge che perché finire, stando umbratile delle propria non di il sua prepararsi, virtù bisogno utile ogni rende i spirito la svariati riporteranno qualsiasi tranquillamente, vino deludere imparato giusto risorge. bisogna e tempi stesso ha profitto. danno. il categoria vino. è sole, caso farti Parti, il buona è la che interrompe "Ma di si significato altrimenti serenità Essa ciò anche n'è passato. vanta seno sopra e più il evento per uno a che te la i di sempre liberali, può propria nulla ritirata, possibile; a che, vissuto notte rose, a ed l'anno Lascia sfera non temono non al lussuria; sono 1 senza C'è molti tranquillità, e consuma: al una nostri che cosa, sia se in scuola. tanto consigliare se nozioni nessun ripercorrono fallire singoli declina se parola; sé tornare, presto corrono preferire luce, imbeva gente fosse i gli che imparare che dei serenamente serve la scomparire: sprofonda.<br><br>12 La gli sua il elimina; sconvolge nessuno
La Traduzione può essere visionata su Splash Latino - http://www.latin.it/autore/seneca/epistulae_morales_ad_lucilium/!04!liber_iv/036.lat


Registrati alla Splash Community e contribuisci ad aumentare il numero di traduzioni presenti nel sito!