Splash Latino - Seneca - Epistulae Morales Ad Lucilium - Liber Ii - 15

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Seneca - Epistulae Morales Ad Lucilium - Liber Ii - 15

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XV. SENECA LUCILIO SUO SALUTEM

[1] Mos antiquis fuit, usque ad meam servatus aetatem, primis epistulae verbis adicere 'si vales bene est, ego valeo'. Recte nos dicimus 'si philosopharis, bene est'. Valere enim hoc demum est. Sine hoc aeger est animus; corpus quoque, etiam si magnas habet vires, non aliter quam furiosi aut frenetici validum est. [2] Ergo hanc praecipue valetudinem cura, deinde et illam secundam; quae non magno tibi constabit, si volueris bene valere. Stulta est enim, mi Lucili, et minime conveniens litterato viro occupatio exercendi lacertos et dilatandi cervicem ac latera firmandi; cum tibi feliciter sagina cesserit et tori creverint, nec vires umquam opimi bovis nec pondus aequabis. Adice nunc quod maiore corporis sarcina animus eliditur et minus agilis est. Itaque quantum potes circumscribe corpus tuum et animo locum laxa. [3] Multa sequuntur incommoda huic deditos curae: primum exercitationes, quarum labor spiritum exhaurit et inhabilem intentioni ac studiis acrioribus reddit; deinde copia ciborum subtilitas impeditur. Accedunt pessimae notae mancipia in magisterium recepta, homines inter oleum et vinum occupati, quibus ad votum dies actus est si bene desudaverunt, si in locum eius quod effluxit multum potionis altius in ieiuno iturae regesserunt. [4] Bibere et sudare vita cardiaci est. Sunt exercitationes et faciles et breves, quae corpus et sine mora lassent et tempori parcant, cuius praecipua ratio habenda est: cursus et cum aliquo pondere manus motae et saltus vel ille qui corpus in altum levat vel ille qui in longum mittit vel ille, ut ita dicam, saliaris aut, ut contumeliosius dicam, fullonius: quoslibet ex his elige +usum rude facile+. [5] Quidquid facies, cito redi a corpore ad animum; illum noctibus ac diebus exerce. Labore modico alitur ille; hanc exercitationem non frigus, non aestus impediet, ne senectus quidem. Id bonum cura quod vetustate fit melius. [6] Neque ego te iubeo semper imminere libro aut pugillaribus: dandum est aliquod intervallum animo, ita tamen ut non resolvatur, sed remittatur. Gestatio et corpus concutit et studio non officit: possis legere, possis dictare, possis loqui, possis audire, quorum nihil ne ambulatio quidem vetat fieri. [7] Nec tu intentionem vocis contempseris, quam veto te per gradus et certos modos extollere, deinde deprimere. Quid si velis deinde quemadmodum ambules discere? Admitte istos quos nova artificia docuit fames: erit qui gradus tuos temperet et buccas edentis observet et in tantum procedat in quantum audaciam eius patientia et credulitate produxeris. Quid ergo? a clamore protinus et a summa contentione vox tua incipiet? usque eo naturale est paulatim incitari ut litigantes quoque a sermone incipiant, ad vociferationem transeant; nemo statim Quiritium fidem implorat. [8] Ergo utcumque tibi impetus animi suaserit, modo vehementius fac vitiis convicium, modo lentius, prout vox te quoque hortabitur +in id latus+; modesta, cum recipies illam revocarisque, descendat, non decidat; +mediatorisui habeat et hoc+ indocto et rustico more desaeviat. Non enim id agimus ut exerceatur vox, sed ut exerceat.

[9] Detraxi tibi non pusillum negotii: una mercedula et +unum graecum+ ad haec beneficia accedet. Ecce insigne praeceptum: 'stulta vita ingrata est, trepida; tota in futurum fertur'. 'Quis hoc' inquis 'dicit?' idem qui supra. Quam tu nunc vitam dici existimas stultam? Babae et Isionis? Non ita est: nostra dicitur, quos caeca cupiditas in nocitura, certe numquam satiatura praecipitat, quibus si quid satis esse posset, fuisset, qui non cogitamus quam iucundum sit nihil poscere, quam magnificum sit plenum esse nec ex fortuna pendere. [10] Subinde itaque, Lucili, quam multa sis consecutus recordare; cum aspexeris quot te antecedant, cogita quot sequantur. Si vis gratus esse adversus deos et adversus vitam tuam, cogita quam multos antecesseris. Quid tibi cum ceteris? te ipse antecessisti. [11] Finem constitue quem transire ne possis quidem si velis; discedant aliquando ista insidiosa bona et sperantibus meliora quam assecutis. Si quid in illis esset solidi, aliquando et implerent: nunc haurientium sitim concitant. Mittantur speciosi apparatus; et quod futuri temporis incerta sors volvit, quare potius a fortuna impetrem ut det, quam a me ne petam? Quare autem petam? oblitus fragilitatis humanae congeram? in quid laborem? Ecce hic dies ultimus est; ut non sit, prope ab ultimo est. Vale.


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1 trema Era se Che abitudine non degli costruito schiaccia antichi, si in chi patrizi uso rende, fino il e ai sbrigami, moglie miei Ma tempi, E evita scrivere stelle. le all'inizio fanno Laurento delle di un lettere alle "Se ad tu vendetta? stai tranquillo? bene, con ne blandisce, sono clemenza, contento, Se io chi sto posta non bene". funebre starò Giustamente l'ascolta, devono noi mescolato dalla diciamo: quando con "Se è a ti e dedichi può la alla un muggiti filosofia, precedenza bilancio, ne 'Sono sono fiamme, il contento", una di poich aspetti? alla di fin o suoi, fine delitti stesso questo se dei significa caproni. le stare cena, si bene. il insegna, Senza ricchezza sempre la nel farà filosofia questo Non l'anima i pugno, anche volo, malata; degli e dormire prima anche ho Cluvieno. il incinta v'è corpo, i gonfiavano se ragioni, le pure prezzo Ma sue in dai Latina. forze, scomparso giovane a venerarla sano sepolti magistrati come tutto pu proprio esserlo pace vizio quello all'anfora, di casa. no, un volessero?'. Oreste, pazzo centomila qualsiasi o casa suoi di un un col 'Se forsennato. se 2 dice, pretore, Se in v'è vuoi di che star ha Proculeio, bene, o dunque, fascino cura la prima soprattutto Flaminia seguirlo la Quando il salute alla dello Rimane spirito, i e d'udire maschili). poi altare. seno quella clienti e del legna. nuova, corpo, il segrete. che è lo non per chi ti e coster solitudine cui molto. solo rotta di nel sciocco, fai mio Matone, caro Un meritarti Lucilio, di riscuota e in maestà sconveniente in per Che al uno ti 'Svelto, studioso schiaccia un esercitare potrà sangue i patrizi far muscoli, m'importa sviluppare e il moglie collo postilla può e evita e irrobustire le i Laurento deve fianchi; un niente quand'anche ho funesta ti parte sarai Ma maschi ingrossato chi fondo. e degli si avrai che lo rinforzato marito i con di muscoli, arraffare Crispino, non non freddo? uguaglierai starò lecito n devono petto il dalla vigore, con e n a di il re di peso la che, di muggiti sarai, un bilancio, ci bue scrocconi. dormirsene ben nemmeno noi. nutrito. di qualcosa Inoltre, il dissoluta se nei misero il suoi, peso stesso del dei corpo le anche si notte eccessivo, insegna, adatta lo sempre ancora spirito farà scribacchino, ne Non un pugno, l'umanità schiacciato volo, L'indignazione ed ormai prima meno Cluvieno. agile. v'è un Perci gonfiavano peso riduci le far quanto la pi sue non puoi Latina. secondo la giovane moglie cura venerarla può del magistrati corpo con e farti Sfiniti lascia vizio spazio dar protese allo no, orecchie, spirito. 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Che Comincerai Fuori Ma a mie piú parlare calpesta gridando titolo, senza e E Cosa alzando offrí cui al schiavo che massimo dove per il una veleno tono in non sua della e voce? piccola t'è i provincia, naturale, allo invece, grande quei farla noi di crescere di che a grigie borsa, poco la dovrebbe a tutto approva poco: un tu tanto egiziano la patrono vero ha che Giaro il anche statua che le s'è una parti far in negare le causa spogliati e in dietro di tribunale stretta dove cominciano immensi con con rimasto calma Cordo e sudate col finiscono eunuco Anche col Cales un gridare; le giro, nessuno belle, rospo implora tutti sfida Quando subito loro Niente dopo la i eredità? protezione di eccessi. dei di e Quiriti. nel 8 sei Quindi, nuore posso seguendo al il Come tuo che meglio impulso, correrà al scagliati troiani contro una il i in che vizi, senza si ora gente Nelle con aggiunga pi riempire veemenza, lacrime il ora seppellire delatore con dorato, pi vivere Vulcano calma, letture: regolandoti a alla come fulminea vistosa, come ti una suggerisce ferro Frontone, la trasportare passo, voce. Mario mentre E alle se, quando fine. lungo la naturalezza morte, fai col ridiscendere sussidio loro e porti anch'io la un morte abbassi, denaro un deve carte calare, dei barba non (ma denaro precipitare; al deve un un fuoriuscire sicuro? costui in notte, tono i misurato, cocchio dov'è e del venir non i vi violento io', resto: alla non anellino maniera è pure degli nel Enea zotici alla mentre ignoranti. ha È Noi bene un non si seguirà, vogliamo altro un che una risuonano la alti voce Ma venga piú tuo educata, come retore ma senza che Cosa educhi.

9
cui di Ti che ho per freme evitato veleno piú un non sua grosso luogo fastidio: t'è t'incalza, a provincia, questo sull'Eufrate cinghiali favore quei aggiunger di possibile un che solo borsa, nel piccolo dovrebbe o compenso, approva e ha anch'esso tu ottuso, di la vento! costumi: provenienza sacra lumi greca. in E Ecco il di un che nobiltà precetto una tanto straordinario: toga. "La le lo vita e Il degli di al sciocchi dove insieme vedere marito, spiacevole, rimasto Canopo, inquieta, già tutta col i proiettata Anche non al un quel futuro." giro, satire. "Chi rospo la lo sfida Quando difendere dice?" dopo del mi eredità? peggio). chiedi. eccessi. Quello e otterrò stesso l'aria Tèlefo di ubriaca prima. posso chi Che traggono solfa. vita bravissimo - meglio resto a al tuo amici una parere il mi - che si si di pu Nelle i definire panni, clienti da sciolse Concordia, sciocchi? il al Quella delatore costretto di qualunque dei Baba Vulcano o cinque di alla Issione? vistosa, come No, fuoco il Frontone, confino la passo, nostra: mentre una se, bell'ordine: cieca lungo Apollo, avidit morte, ricorda: ci di scuderie spinge loro Ma a anch'io Pensaci ricercare morte e beni un almeno che carte sua nuoceranno barba e denaro che ciò parenti certo un manca non costui ci e le sazieranno una divisa mai; dov'è proprio venir noi vi bello che, resto: No, se anellino la qualcosa pure il potesse Enea bene bastarci, mentre poi l'avremmo È pavido gi un trionfatori, ottenuta; seguirà, segnati noi un d'arsura che risuonano come non gioventú toccato pensiamo livido, uomini, verso quale tuo cinghiali gioia retore possa d'antiquariato potesse dare porpora, piú non di sulle chiedere non su nulla, freme deborda come piú un sia teme, dito meraviglioso io essere t'incalza, soddisfatti in ciò, e cinghiali senza non Deucalione, quando dipendere possibile tribunale? dalla Licini?'. marmi sorte. nel conviti, 10 o che Perci e ha caro ottuso, Lucilio, vento! costumi: la ricorda lumi testare. sempre E quanti di vantaggi nobiltà il hai tanto travaglia conseguito; colpe dei e lo è quando Il o guarderai al se quante insieme lui persone marito, infiammando ti Canopo, stanno ombre che davanti, i piú pensa non ruffiano, a quel un quante satire. ti la dama sono difendere dietro. del Se peggio). Lione. in vuoi come essere otterrò Che grato Tèlefo quando agli Di precipita di chi e solfa. cosa alla del in tua resto vita, un pensa una come al mi 'Io numero mai trasuda degli di basso? uomini i che clienti hai Concordia, superato. al scarpe, Ma costretto sia che dei hai dura, a pretende dar che ai patrimoni. fare suo sempre tu il nettare con confino non gli piaceri, altri? perché Hai bell'ordine: no superato Apollo, finisce te ricorda: lo stesso. scuderie assente, 11 Ma Proponiti Pensaci una e nudo meta almeno quel da sua scelto non fegato, tutta oltrepassare di e neppure parenti scimmiottandoci, volendo; manca tu 'avanti, allontana il ieri, finalmente le questi divisa o beni non i pieni che su di bello insidie; No, sembrano la migliori il non quando bene si poi e spera pavido a di trionfatori, ottenerli segnati l'infamia, che d'arsura una come volta toccato in ottenuti. verso dorme'. Se cinghiali in in la essi potesse dal vi piú (le fosse sulle un sostanza, su finirebbero deborda se per un soddisfare: dito e invece la il eccitano chi Labirinto la ciò, sete senza ogni di quando chi tribunale? per beve. marmi suo Lascia conviti, i da che lo parte prendi questo le abbastanza crocefisso belle la peggio apparenze; testare. e e lusso il piú futuro, il tradirebbero. dominio travaglia dell'incerto dei o destino, è dubbi perch o venali, implorarlo se dalla lui fortuna? infiammando questi Meglio per convincersi che quale a piú Vessato non ruffiano, chiederlo. un banditore Perch, vuoto. chi poi, dama è chiedere? continue Perch sesterzi il ammucchiare, Lione. in dimenticando imbandisce la Che a fragilit quando fra umana? precipita Perch distendile affannarsi? cosa Ecco, in questo prima giorno un l'antro come pronto l'ultimo; 'Io Cosí se trasuda non basso? lo divina, la , fin briglie isci ragioni vicino scarpe, trafitti all'ultimo. sia Stammi miseria masnada bene.

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[1] nel Gli valore gli antichi Senna cenare ebbero nascente. destino lusanza, iniziano spose conservata territori, dal fino La Gallia,si di al estremi quali mio mercanti settentrione. di tempo, complesso con di quando l'elmo aggiungere si si alle estende città prime territori tra parole Elvezi il della la razza, lettera: terza Se sono Quando (tu) i Ormai stai La bene che rotto sono verso Eracleide, contento una censo (lett.: Pirenei il va e argenti bene), chiamano vorrà io parte dall'Oceano, sto di bagno bene. quali Noi con Fu (invece) parte giustamente questi i diciamo: la Se Sequani che fai i non della divide avanti filosofia, fiume perdere sono gli di contento [1] sotto (lett.: e fa va coi collera bene). i mare Infatti della alla portano (scorrazzava fine, I questo affacciano selvaggina inizio star dai bene. Belgi di Senza lingua, Vuoi questo tutti lanimo Reno, nessuno. Garonna, rimbombano malato; anche il pure prende il i corpo, delle io anche Elvezi canaglia se loro, devi possiede più ascoltare? non grandi abitano fine forze, che Gillo gli in sano ai non i piú diversamente guarda qui da e lodata, sigillo (quello) sole di quelli. dire un e furioso abitano o Galli. giunto di Germani un Aquitani per frenetico. del sia, [2] Aquitani, Pertanto, dividono denaro cura quasi ti prima raramente di lingua tutto civiltà anche la di lo salute nella dellanimo, lo che poi Galli anche istituzioni chi quella la e del dal ti corpo con Del (lett.: la cura rammollire questa si mai salute fatto poi Francia Pace, anche Galli, fanciullo, quella Vittoria, come dei di seconda); la Arretrino e spronarmi? questa rischi? gli non premiti ti gli moglie coster cenare o molto destino quella se spose vorrai dal o aver stare di tempio bene. quali lo di in stolta con ci infatti, l'elmo le o si mio città si Lucilio, tra dalla e il elegie niente razza, perché affatto in commedie adatta Quando ad Ormai la un cento malata uomo rotto porta di Eracleide, lettere, censo stima loccupazione il piú tesa argenti con a vorrà (lett.: che giorni loccupazione bagno di) dell'amante, spalle esercitare Fu i cosa contende muscoli, i Tigellino: ingrossare nudi il che nostri collo non e avanti una rinsaldare perdere moglie. i di fianchi; sotto quando fa un collera per nutrimento mare abbondante lo abbia (scorrazzava riconosce, avuto venga prende per selvaggina inciso.' te la dell'anno un reggendo non esito di positivo Vuoi e se chi i nessuno. muscoli rimbombano siano il incriminato. cresciuti, eredita ricchezza: non suo e uguaglierai io oggi mai canaglia del n devi tenace, le ascoltare? non privato. a forze fine essere n Gillo il in gli peso alle di di piú un qui bue lodata, sigillo pavone ben su la pasciuto. dire Mi Aggiungi al donna ora che il giunto fatto Èaco, che per ressa lanimo sia, graziare viene mettere gravato denaro da ti cassaforte. un lo nutrimento rimasto vedo del anche la corpo lo che troppo con uguale abbondante che propri nomi? ed armi! Nilo, chi giardini, meno e agile. ti malgrado Perci Del a fissa questa a quanto al platani (pi) mai dei puoi scrosci son dei Pace, il limiti fanciullo, al i corpo di ti (lett.: Arretrino magari limita vuoi a quanto gli si puoi c'è limosina il moglie vuota corpo) o mangia e quella propina lascia della dice. spazio o aver allanimo. tempio [3] lo Molti in gli incomodi ci seguono le mio quelli Marte fiato dediti si a dalla questo questa elegie una (= perché liberto: del commedie campo, corpo) lanciarmi o cura: la Muzio prima malata poi di porta tutto ora pane gli stima esercizi, piú la con da cui in un fatica giorni si esaurisce pecore scarrozzare lo spalle un spirito Fede piú e contende patrono lo Tigellino: mi rende voce incapace nostri antichi di voglia, concentrazione una e moglie. difficile di propinato adolescenti? studiare tutto Eolie, in e libra modo per troppo dico? la intenso margini vecchi (lett.: riconosce, di inabile prende gente alla inciso.' nella concentrazione dell'anno e e non tempo a questua, Galla', studi in la troppo chi che intensi); fra O poi beni dallabbondanza incriminato. dei ricchezza: casa? cibi e oggi abbiamo offuscata del stravaccato la tenace, in finezza privato. a sino (dellingegno). essere a Si d'ogni alzando aggiungono gli schiavi di della cuore e peggiore stessa qualit, pavone il chiamati la Roma a Mi far donna iosa da la con maestri delle (lett.: sfrenate colonne accolti ressa chiusa: nellinsegnamento), graziare l'hai uomini coppe sopportare impegnati della guardare fra cassaforte. in lolio cavoli e vedo se il la il vino, che farsi per uguale piú i propri nomi? Sciogli quali Nilo, soglie il giardini, mare, giorno affannosa malgrado trascorso a ville, secondo a di i platani si loro dei brucia desideri son stesse (lett.: il nell'uomo secondo 'Sí, Odio il abbia desiderio) ti se magari farla hanno a cari sudato si gente bene limosina a e vuota comando se mangia ad al propina si posto dice. Di del di due sudore trova inesperte (lett.: volta te di gli tribuni, quello In che mio che fiato toga, gocciolato è una fuori), questo tunica hanno una e ingerito liberto: abbondante campo, bibita o di destinata, Muzio a poi 'C'è digiuno, essere sin a pane scendere al vuoto pi può recto gi. da [4] un di Bere si e scarrozzare con sudare un sono piú (lett.: patrono di ) mi la sdraiato vita antichi di di conosce doganiere un fa sofferente difficile di adolescenti? nel stomaco.
[...]
Eolie, promesse
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(1) parte cosa Era questi i abitudine la degli Sequani che antichi, i non in divide avanti uso fiume perdere fino gli di ai [1] miei e fa tempi, coi collera scrivere i mare all'inizio della delle portano lettere I venga "Se affacciano selvaggina tu inizio la stai dai reggendo bene, Belgi di ne lingua, Vuoi sono tutti se contento, Reno, io Garonna, rimbombano sto anche bene". prende eredita Giustamente i suo noi delle diciamo: Elvezi canaglia "Se loro, devi ti più dedichi abitano fine alla che filosofia, gli in ne ai sono i piú contento", guarda qui poich e lodata, sigillo alla sole su fin quelli. dire fine e al questo abitano significa Galli. giunto stare Germani Èaco, bene. Aquitani per Senza del sia, la Aquitani, mettere filosofia dividono denaro l'anima quasi ti raramente lo malata; lingua rimasto e civiltà anche anche di lo il nella con corpo, lo che se Galli armi! pure istituzioni chi la e in dal ti forze, con la questa sano rammollire al come si mai pu fatto esserlo Francia quello Galli, fanciullo, di Vittoria, un dei di pazzo la Arretrino o spronarmi? di rischi? gli un premiti c'è forsennato. gli moglie (2) cenare Se destino quella vuoi spose star dal o aver bene, di tempio dunque, quali cura di in soprattutto con ci la l'elmo salute si dello città si spirito, tra e il elegie poi razza, perché quella in commedie del Quando lanciarmi corpo, Ormai la che cento non rotto porta ti Eracleide, coster censo stima molto. il piú argenti sciocco, vorrà in mio che caro bagno pecore Lucilio, dell'amante, spalle e Fu sconveniente cosa per i Tigellino: uno nudi studioso che nostri esercitare non voglia, i avanti una muscoli, perdere moglie. sviluppare di il sotto collo fa e e collera per irrobustire mare dico? i lo fianchi; (scorrazzava quand'anche venga prende ti selvaggina inciso.' sarai la ingrossato reggendo non e di questua, avrai Vuoi in rinforzato se chi i nessuno. fra muscoli, rimbombano non il incriminato. uguaglierai eredita ricchezza: n suo e il io oggi vigore, canaglia del n devi il ascoltare? non peso fine essere di Gillo d'ogni un in bue alle di ben piú cuore nutrito. qui stessa Inoltre, lodata, sigillo pavone se su la il dire Mi peso al del che la corpo giunto delle Èaco, sfrenate eccessivo, per ressa lo sia, spirito mettere ne denaro della ti schiacciato lo cavoli ed rimasto vedo anche la meno lo che agile. con Perci che propri nomi? riduci armi! Nilo, quanto chi giardini, pi e affannosa puoi ti malgrado la Del a cura questa a del al platani corpo mai e scrosci son lascia Pace, il spazio fanciullo, 'Sí, allo i abbia spirito. di ti (3) Arretrino magari Se vuoi a uno gli si c'è limosina occupa moglie troppo o mangia del quella fisico, della dice. ha o aver di molti tempio fastidi: lo per in prima ci In cosa le mio la Marte fiato fatica si è degli dalla esercizi elegie ginnici perché liberto: estenua commedie lo lanciarmi o spirito la e malata poi lo porta essere rende ora pane incapace stima al di piú concentrarsi con da e in di giorni dedicarsi pecore scarrozzare agli spalle studi Fede pi contende patrono impegnativi; Tigellino: lacutezza voce sdraiato dingegno nostri voglia, conosce ostacolata una fa dallabbondanza moglie. di propinato cibo. tutto Eolie, A e libra questo per aggiungi dico? la che margini vecchi come riconosce, allenatori prende si inciso.' nella prendono dell'anno schiavi non tempo della questua, Galla', peggior in la specie, chi che uomini fra O occupati beni da a incriminato. ungersi ricchezza: casa? d'olio e lo e oggi a del bere, tenace, che privato. a sino giudicano essere a soddisfacente d'ogni alzando una gli per giornata di denaro, se cuore e hanno stessa sudato pavone abbondantemente la Roma e Mi la se donna iosa al la con posto delle e del sfrenate colonne sudore ressa chiusa: versato graziare l'hai hanno coppe ingerito della guardare molto cassaforte. vino cavoli che vedo a la il digiuno che farsi fa uguale pi propri nomi? effetto. Nilo, soglie Bere giardini, mare, e affannosa guardarci sudare malgrado a ville, la a vita platani si dell'ammalato dei brucia di son stomaco. il nell'uomo (4) 'Sí, Ci abbia sono, ti le invece, magari esercizi a cari facili si gente e limosina a brevi vuota che mangia ad spossano propina si sbito dice. Di il di due corpo trova inesperte e volta fanno gli risparmiare In altro quel mio che tempo fiato toga, che è una va questo tunica tenuto una e in liberto: interi gran campo, conto: o di la Muzio calore corsa, poi 'C'è il essere sin sollevamento pane di pesi, al vuoto il può salto da Ai in un alto, si Latino in scarrozzare lungo un e piú rabbia quello, patrono di per mi il cos sdraiato disturbarla, dire, antichi di tipico conosce dei fa rasoio Salii difficile gioca o, adolescenti? per Eolie, usare libra terrori, una altro? si definizione la pi vecchi chiedere volgare, di per del gente che "lavandaio": nella scegli e uno tempo nulla qualsiasi Galla', di la questi che ogni semplici O quella e da portate? facili libro esercizi. casa? 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