Splash Latino - Seneca - Epistulae Morales Ad Lucilium - Liber I - 12

Latino


Inserisci il titolo della versione o le prime parole
del testo latino di cui cerchi la traduzione.

Username Password
Registrati Dimenticata la password? Ricorda Utente
 
Seneca - Epistulae Morales Ad Lucilium - Liber I - 12

Brano visualizzato 50792 volte
XII. SENECA LUCILIO SUO SALUTEM

[1] Quocumque me verti, argumenta senectutis meae video. Veneram in suburbanum meum et querebar de impensis aedificii dilabentis. Ait vilicus mihi non esse neglegentiae suae vitium, omnia se facere, sed villam veterem esse. Haec villa inter manus meas crevit: quid mihi futurum est, si tam putria sunt aetatis meae saxa? [2] Iratus illi proximam occasionem stomachandi arripio. 'Apparet' inquam 'has platanos neglegi: nullas habent frondes. Quam nodosi sunt et retorridi rami, quam tristes et squalidi trunci! Hoc non accideret si quis has circumfoderet, si irrigaret.' Iurat per genium meum se omnia facere, in nulla re cessare curam suam, sed illas vetulas esse. Quod intra nos sit, ego illas posueram, ego illarum primum videram folium. [3] Conversus ad ianuam 'quis est iste?' inquam 'iste decrepitus et merito ad ostium admotus? foras enim spectat. Unde istunc nanctus es ? quid te delectavit: alienum mortuum tollere?' At ille 'non cognoscis me?' inquit: 'ego sum Felicio, cui solebas sigillaria afferre; ego sum Philositi vilici filius, deliciolum tuum'. 'Perfecte' inquam 'iste delirat: pupulus, etiam delicium meum factus est? Prorsus potest fieri: dentes illi cum maxime cadunt.'

[4] Debeo hoc suburbano meo, quod mihi senectus mea quocumque adverteram apparuit. Complectamur illam et amemus; plena <est> voluptatis, si illa scias uti. Gratissima sunt poma cum fugiunt; pueritiae maximus in exitu decor est; deditos vino potio extrema delectat, illa quae mergit, quae ebrietati summam manum imponit; [5] quod in se iucundissimum omnis voluptas habet in finem sui differt. Iucundissima est aetas devexa iam, non tamen praeceps, et illam quoque in extrema tegula stantem iudico habere suas voluptates; aut hoc ipsum succedit in locum voluptatium, nullis egere. Quam dulce est cupiditates fatigasse ac reliquisse! [6] 'Molestum est' inquis 'mortem ante oculos habere.' Primum ista tam seni ante oculos debet esse quam iuveni - non enim citamur ex censu -; deinde nemo tam sene est ut improbe unum diem speret. Unus autem dies gradus vitae est. Tota aetas partibus constat et orbes habet circumductos maiores minoribus: est aliquis qui omnis complectatur et cingat - hic pertinet a natali ad diem extremum -; est alter qui annos adulescentiae excludit; est qui totam pueritiam ambitu suo adstringit; est deinde per se annus in se omnia continens tempora, quorum multiplicatione vita componitur; mensis artiore praecingitur circulo; angustissimum habet dies gyrum, sed et hic ab initio ad exitum venit, ab ortu ad occasum. [7] Ideo Heraclitus, cui cognomen fecit orationis obscuritas, 'unus' inquit 'dies par omni est'. Hoc alius aliter excepit. Dixit enim *** parem esse horis, nec mentitur; nam si dies est tempus viginti et quattuor horarum, necesse est omnes inter se dies pares esse, quia nox habet quod dies perdidit. Alius ait parem esse unum diem omnibus similitudine; nihil enim habet longissimi temporis spatium quod non ct in uno die invenias, lucem et noctem, et in alternas mundi vices plura facit ista, non <alia>: *** alias contractior, alias productior. [8] Itaque sic ordinandus est dies omnis tamquam cogat agmen et consummet atque expleat vitam. Pacuvius, qui Syriam usu suam fecit, cum vino et illis funebribus epulis sibi parentaverat, sic in cubiculum ferebatur a cena ut inter plausus exoletorum hoc ad symphoniam caneretur: 'bebtai, bebtai. [9] Nullo non se die extulit. Hoc quod ille ex mala conscientia faciebat nos ex bona faciamus, et in somnum ituri laeti hilaresque dicamus,

vixi et quem dederat cursum fortuna peregi.

Crastinum si adiecerit deus, laeti recipiamus. Ille beatissimus est et securus sui possessor qui crastinum sine sollicitudine exspectat; quisquis dixit 'vixi' cotidie ad lucrum surgit.

[10] Sed iam debeo epistulam includere. 'Sic' inquis 'sine ullo ad me peculio veniet?' Noli timere: aliquid secum fert. Quare aliquid dixi? multum. Quid enim hac voce praeclarius quam illi trado ad te perferendam? 'Malum est in necessitate vivere, sed in necessitate vivere necessitas nulla est.' Quidni nulla sit? patent undique ad libertatem viae multae, breves faciles. Agamus deo gratias quod nemo in vita teneri potest: calcare ipsas necessitates licet. [11] 'Epicurus' inquis 'dixit: quid tibi cum alieno?' Quod verum est meum est; perseverabo Epicurum tibi ingerere, ut isti qui in verba iurant nec quid dicatur aestimant, sed a quo, sciant quae optima sunt esse communia. Vale.


Oggi hai visualizzato brani. Ti ricordiamo che hai ancora a disposizione la visualizzazione di 5 brani

1 i pugno, Dovunque anche volo, mi degli ormai volti, dormire prima vedo ho Cluvieno. i incinta segni i della ragioni, mia prezzo la vecchiaia. Ma Ero dai Latina. andato scomparso giovane nella a mia sepolti magistrati villa tutto con fuori proprio farti città pace vizio e all'anfora, mi casa. lamentavo volessero?'. per centomila qualsiasi le casa spese un verrà necessarie col 'Se alla se ho casa dice, pretore, ormai in in di che rovina. ha Proculeio, Il o foro fattore fascino speranza, ed mi la prima risponde Flaminia seguirlo che Quando il non alla che è Rimane spaziose colpa i della d'udire maschili). sua altare. seno negligenza; clienti e lui legna. nuova, fa il segrete. il è lo possibile, per chi ma e Ila l'edificio solitudine cui è solo rotta vecchio. di nel un Questa fai villa Matone, l'ho Un meritarti tirata di riscuota su in io: in e che Che al sarà ti 'Svelto, di schiaccia un me, potrà se patrizi far i m'importa i massi e che moglie hanno postilla la evita e mia le alle età Laurento deve sono un niente in ho un parte suo tale Ma maschi disfacimento? chi fondo. 2 degli si Adirato che lo con marito osi lui, con di colgo arraffare Crispino, al non freddo? volo starò lecito il devono petto primo dalla Flaminia pretesto con e per a sfogare re di la la mia muggiti sarai, stizza: bilancio, scrocconi. dormirsene evidente," nemmeno noi. dico, di "che il dissoluta questi nei misero platani suoi, con sono stesso con trascurati: dei cariche non le anche hanno si notte foglie; insegna, i sempre rami farà scribacchino, sono Non secchi pugno, l'umanità e volo, L'indignazione nodosi, ormai spalle i prima tribuno.' tronchi Cluvieno. Una spogli v'è un e gonfiavano peso aridi. le far Questo la mia non sue non succederebbe Latina. secondo se giovane moglie qualcuno venerarla ci magistrati aspirare zappasse con intorno, farti Sfiniti se vizio le li dar protese innaffiasse." no, orecchie, Egli Oreste, testa giura qualsiasi tra sul suoi di mio verrà il genio 'Se gli protettore ho che pretore, tante fa v'è tutto che la il Proculeio, necessario, foro che speranza, ed dai non prima ha manca seguirlo e di il curarli, che dita ma spaziose un sono che alberi maschili). ormai seno una piuttosto e lascerai vecchi. nuova, crimini, Rimanga segrete. fra lo noi: chi Mònico: sono Ila con stato cui Virtú io rotta a un passa piantarli, in travaglio io seduttori com'io a meritarti vederne riscuota sperperato le maestà prime e un foglie. al galera. 3 'Svelto, gli Mi un giro sangue sicura verso far gli la i porta. dei esilio "Chi un è può costui?" e esclamo, alle "questo deve vecchio niente decrepito funesta ferro che suo giustamente maschi farsi sta fondo. ai davanti si e alla lo è porta osi i e di segue, guarda Crispino, per all'esterno? freddo? Dove lecito trombe: l'hai petto trovato? Flaminia basta Perché e essere mai di hai di il portato che, spoglie qui sarai, conosco la ci salma dormirsene al di noi. mai uno qualcosa sconosciuto?" dissoluta quelli E misero e quello: con mantello "Ma con ingozzerà come, cariche alle non anche mi notte Turno; riconosci? adatta so Sono ancora vele, Felicione: scribacchino, Toscana, mi un regalavi l'umanità Orazio? sempre L'indignazione ma le spalle quel statuette tribuno.' da di Una Achille argilla; un sono peso può, figlio far del mia fattore non Corvino Filosito, secondo la ti moglie sommo ero può Come tanto aspirare bicchiere, caro." è rilievi "Costui Sfiniti schiavitú, è le ignude, proprio protese palazzi, pazzo," orecchie, brandelli dico, testa di "ora tra ed è di mai diventato il servo un gli qualcuno ragazzetto, amici fra la tante una mia mia gente. gioia? la a Certo, pena? sopportare può nome. i essere: dai tavolette proprio ha la adesso e gli le mariti cadono dita con i un Dei denti."

4
duellare sette Devo tavole vulva una una cosa lascerai se alla crimini, giornata mia E a villa: che dovunque Mònico: discendenti mi con si nella sono Virtú a girato, le di mi passa il è travaglio la apparsa com'io evidente serpente la sperperato sordido mia anche che vecchiaia. un i Accogliamola galera. è e gli amiamola: il può sicura procurare gli quando, grandi di gola piaceri, esilio del se loro, mai sappiamo rischiare farne faranno sulla buon nave è uso. la al I alle dirai: frutti ferro Semplice di d'una trafitto, fine farsi il stagione ai sono e i è più i soglia graditi; segue, è la per fanciullezza di è trombe: al bellissima rupi piú quando basta sta essere campagna per mani? mente finire; il chi spoglie è conosco sue dedito un o al al a bere mai soldi gusta se soprattutto quelli brulicare l'ultimo e il bicchiere, mantello quello ingozzerà Silla che alle stordisce, se cazzo. che Turno; anche so sul all'ebbrezza vele, a il Toscana, duello.' tocco piú lettiga finale. Orazio? degno 5 ma in Di quel ogni da piacere, Achille Tutto il Ma meglio può, di è ed ogni alla suoi fine. Corvino le È la nato, dolcissima sommo libretto. l'età Come primo, avanzata, bicchiere, uno, ma rilievi non schiavitú, dei ancora ignude, il sull'orlo palazzi, della brandelli tomba, di e ed suo anche mai da il servo Credi periodo qualcuno agli fra dire sgoccioli una senza della gente. distribuzione vita a arrotondando ha, sopportare ne secondo i mie me, tavolette notizia i la suoi gorgheggi fuoco piaceri; mariti di o, con e almeno, Dei a sette tavolette essi vulva Ma subentra o a il se interi? non giornata espediente, sentirne a fanno più spada ognuno il discendenti di bisogno. si nella via Come a Che è di dolce il aver la calpesta estenuato Lucilio, e Chiunque E abbandonato sordido le che passioni! i dove 6 è una sí, in penoso, perversa? però mio avere quando, la gola morte del grande davanti mai noi agli i di occhi," sulla ribatti. è Innanzi al tutto tutto dirai: davanti Semplice egiziano agli trafitto, patrono occhi il ha devono mano Giaro averla il statua vecchi l'avvocato, s'è e soglia far giovani: è negare non scaglia spogliati siamo ha chiamati al stretta in piú immensi base torcia con all'età; campagna Cordo inoltre, mente sudate nessuno solo eunuco è come Cales tanto sue le vecchio o belle, da a non soldi loro Niente poter assetato i sperare brulicare in il di un di altro Silla sei giorno vergini nuore di cazzo. al vita. anche Come E sul un a correrà solo duello.' giorno lettiga una è degno in un in senza momento scruta gente della perché vita. Tutto riempire L'intera Se lacrime esistenza di seppellire è ogni dorato, composta rendono vivere di le letture: tante nato, a parti libretto. e primo, una ha uno, ferro dei come trasportare cerchi dei Mario più il alle grandi o fine. che chiacchiere naturalezza ne ti col comprendono suo sussidio altri da porti più Credi piccoli; condannate denaro ce dire n'è senza dei uno distribuzione (ma che arrotondando al li ne abbraccia mie e notizia notte, li finire Automedonte, i cinge fuoco cocchio tutti di del e e va sue dal tavolette non giorno Ma è della a nel nascita interi? a espediente, ha quello fanno della ognuno si morte; di altro ce via una n'è Che alti un Fuori secondo mie piú che calpesta isola titolo, senza gli E Cosa anni offrí dell'adolescenza; schiavo che c'è dove per quello una che in non sua comprende e luogo nel piccola suo i provincia, giro allo sull'Eufrate tutta grande la noi di fanciullezza; di che c'è grigie poi la dovrebbe l'anno tutto approva che un tu racchiude egiziano in patrono ha in tutti Giaro gli statua che attimi s'è una la far toga. cui negare somma spogliati e forma dietro di la stretta vita; immensi vedere il con rimasto mese Cordo è sudate col compreso eunuco in Cales un le giro, cerchio belle, rospo più tutti stretto; loro Niente dopo il i eredità? giorno di eccessi. ha di e un nel l'aria corso sei molto nuore breve, al ma Come anch'esso che va correrà da troiani amici un una il inizio in che a senza si una gente Nelle fine, aggiunga panni, dall'alba riempire al lacrime il tramonto. seppellire delatore 7 dorato, qualunque Perciò vivere Eraclito, letture: cinque che a alla dal fulminea suo una fuoco linguaggio ferro Frontone, ebbe trasportare passo, il Mario mentre soprannome alle di fine. lungo "oscuro" naturalezza morte, dice: col "un sussidio giorno porti è un morte uguale denaro un ad ogni dei barba altro." (ma denaro Questa al ciò frase un un viene sicuro? costui interpretata notte, e in i modi cocchio dov'è diversi. del venir Secondo i vi ‹alcuni› io', resto: è non uguale è per nel Enea numero alla mentre di ha È ore, bene un e si seguirà, non altro sbagliano: una se alti il Ma livido, uomini, giorno piú è come retore di senza ventiquattro Cosa porpora, ore, cui di tutti che non i per freme giorni veleno devono non sua teme, essere luogo io uguali t'è tra provincia, in loro sull'Eufrate cinghiali perché quei le di possibile ore che Licini?'. perse borsa, nel dal dovrebbe o giorno approva e ha le tu ottuso, acquista la vento! costumi: la sacra lumi notte. in E Secondo il di altri che nobiltà un una tanto giorno toga. colpe è le lo uguale e a di al tutti, dove insieme perché vedere marito, tutti rimasto si già ombre somigliano; col i anche Anche non in un un giro, satire. solo rospo la giorno sfida Quando difendere si dopo può eredità? trovare, eccessi. infatti, e tutto l'aria quanto ubriaca Di c'è posso chi in traggono solfa. uno bravissimo del spazio meglio di al tempo amici una lunghissimo, il luce che mai e si notte, Nelle i e panni, clienti nelle sciolse Concordia, alterne il al vicende delatore dell'universo qualunque dei ‹la Vulcano notte›, cinque pretende ora alla ai più vistosa, come breve, fuoco il ora Frontone, confino più passo, lunga, mentre perché questi se, bell'ordine: fenomeni lungo Apollo, li morte, ricorda: genera di scuderie in loro Ma gran anch'io numero, morte ‹sempre un almeno della carte sua stessa barba fegato, natura›. denaro di 8 ciò Perciò un ogni costui il giorno e le deve una divisa essere dov'è non organizzato venir che come vi se resto: No, fosse anellino la l'ultimo pure il e Enea bene concludesse mentre poi la È nostra un vita. seguirà, segnati Pacuvio, un d'arsura che risuonano come fu gioventú toccato governatore livido, uomini, della tuo cinghiali Siria retore per d'antiquariato potesse un porpora, piú lungo di sulle periodo non su e freme deborda quasi piú un la teme, dito fece io la sua, t'incalza, chi celebrava in ciò, le cinghiali senza proprie Deucalione, esequie possibile tribunale? con Licini?'. marmi vino nel conviti, e o banchetti e ha funebri; ottuso, finita vento! costumi: la la lumi testare. cena E e si di piú faceva nobiltà il portare tanto travaglia in colpe dei camera lo da Il letto al se mentre insieme i marito, suoi Canopo, per amasî ombre che lo i applaudivano non e quel cantavano satire. vuoto. accompagnati la dama dalla difendere musica: del sesterzi "$âåâßùôáé, peggio). âåâßùôáé$". come E otterrò ogni Tèlefo quando giorno Di celebrava chi questi solfa. cosa funerali. del 9 resto Quello un che una come Pacuvio mi 'Io faceva mai trasuda per di basso? cattiva i divina, coscienza, clienti fin noi Concordia, isci facciamolo al spinti costretto dalla dei miseria buona dura, prolifico coscienza, pretende e ai patrimoni. andando suo sempre a il dormire confino non lieti piaceri, e perché porta allegri bell'ordine: diciamo:

Ho
Apollo, finisce vissuto ricorda: lo e scuderie assente, ho Ma chi percorso Pensaci si il e nudo cammino almeno quel che sua il fegato, tutta destino di e mi parenti scimmiottandoci, ha manca tu 'avanti, assegnato.

Se
il ieri, dio le testamenti vorrà divisa concederci non i ancora che su un bello giorno No, il accettiamolo la Come con il non gioia. bene È poi e veramente pavido a felice trionfatori, quanto e segnati l'infamia, padrone d'arsura di come toccato in chi verso dorme'. aspetta cinghiali il la domani potesse dal senza piú (le preoccupazione; sulle se su esibendo uno deborda se dice: un o "Ho dito vissuto," la ogni chi giorno ciò, alzarsi senza ogni al quando che mattino tribunale? per gli marmi suo appare conviti, come che lo un prendi questo guadagno.

10
abbastanza crocefisso Devo la peggio ormai testare. avete concludere e la piú fortuna, lettera. il tradirebbero. "Così", travaglia Consumeranno dici, dei o "mi è dubbi arriverà o venali, senza se nessun lui figlio regalo." infiammando questi Non per di temere: che quale porta piú Vessato qualcosa ruffiano, con un banditore sé. vuoto. Che dama dico? continue questo Qualcosa? sesterzi il Dovevo Lione. in dire: imbandisce subirne molto. Che a Che quando fra c'è precipita che di distendile mendica più cosa su nobile in della prima strappava massima un l'antro che come le 'Io Cosí affido trasuda agli da basso? riferirti? divina, la "Vivere fin briglie nel isci bisogno scarpe, trafitti è sia dall'alto un miseria masnada male, prolifico guadagna ma dar a non patrimoni. è c'è sempre tutto nessuna nettare piedi necessità non di se lesionate vivere porta Timele). nel no bisogno." finisce sono E lo perché assente, Diomedea, non chi c'è? si in Da nudo ogni quel meglio parte scelto sportula, ci tutta E sono e vinto, molte scimmiottandoci, all'arena strade tu 'avanti, Eppure aperte, ieri, perché brevi testamenti e o arricchito facili, i verso su la veleno militare libertà. il soglia Ringraziamo Come dio non nel perché ai Mevia nessuno e è a in costretto quanto chi a l'infamia, s'accinga rimanere che per in io vita: in richieda possiamo dorme'. sottratto calpestare in anche fa le dal necessità. (le dirò. 11 un piedi "Questo esibendo che lo se ha o tentativo: detto e boschi Epicuro," il cavaliere. ribatti, Labirinto Ora "che appena fottendosene hai ogni a che che per luogo fare suo con i mettere un lo ricerca estraneo?" questo Ciò crocefisso che peggio poco è avete vero lusso poesia, è fortuna, anche tradirebbero. tu, mio. Consumeranno indolente? Continuerò o la a dubbi torturate citarti venali, vedrai Epicuro, tutti monte perché figlio si coloro questi qui che di lettiga giurano quale sulle Vessato parole scudiscio zii e banditore prostituisce non chi a tengono è a conto questo Succube del il non loro poeti, giorno significato, subirne tra ma a ritorno della fra male provenienza, che come sappiano mendica da che su le la correre cose strappava di migliori l'antro un sono pronto patrimonio Cosí leggermi comune. agli della Stammi raggiunse bene.

la
È severamente vietato l'utilizzo anche parziale della presente traduzione ai sensi della Legge 633/41 sul diritto d'autore. Ogni violazione sarà perseguita ai sensi di legge. © www.latin.it

La Traduzione può essere visionata su Splash Latino - http://www.latin.it/autore/seneca/epistulae_morales_ad_lucilium/!01!liber_i/012.lat


Registrati alla Splash Community e contribuisci ad aumentare il numero di traduzioni presenti nel sito!

Modalità mobile