Splash Latino - Seneca - Epistulae Morales Ad Lucilium - Liber I - 7


Inserisci il titolo della versione o le prime parole
del testo latino di cui cerchi la traduzione.

Username Password
Registrati Dimenticata la password? Ricorda Utente
 
Seneca - Epistulae Morales Ad Lucilium - Liber I - 7

Brano visualizzato 119522 volte
VII. SENECA LUCILIO SUO SALUTEM

[1] Quid tibi vitandum praecipue existimes quaeris? turbam. Nondum illi tuto committeris. Ego certe confitebor imbecillitatem meam: numquam mores quos extuli refero; aliquid ex eo quod composui turbatur, aliquid ex iis quae fugavi redit. Quod aegris evenit quos longa imbecillitas usque eo affecit ut nusquam sine offensa proferantur, hoc accidit nobis quorum animi ex longo morbo reficiuntur. [2] Inimica est multorum conversatio: nemo non aliquod nobis vitium aut commendat aut imprimit aut nescientibus allinit. Utique quo maior est populus cui miscemur, hoc periculi plus est. Nihil vero tam damnosum bonis moribus quam in aliquo spectaculo desidere; tunc enim per voluptatem facilius vitia subrepunt. [3] Quid me existimas dicere? avarior redeo, ambitiosior, luxuriosior? immo vero crudelior et inhumanior, quia inter homines fui. Casu in meridianum spectaculum incidi, lusus exspectans et sales et aliquid laxamenti quo hominum oculi ab humano cruore acquiescant. Contra est: quidquid ante pugnatum est misericordia fuit; nunc omissis nugis mera homicidia sunt. Nihil habent quo tegantur; ad ictum totis corporibus ex positi numquam frustra manum mittunt. [4] Hoc plerique ordinariis paribus et postulaticiis praeferunt. Quidni praeferant? non galea, non scuto repellitur ferrum. Quo munimenta? quo artes? omnia ista mortis morae sunt. Mane leonibus et ursis homines, meridie spectatoribus suis obiciuntur. Interfectores interfecturis iubent obici et victorem in aliam detinent caedem; exitus pugnantium mors est. Ferro et igne res geritur. [5] Haec fiunt dum vacat harena. 'Sed latrocinium fecit aliquis, occidit hominem.' Quid ergo? quia occidit, ille meruit ut hoc pateretur: tu quid meruisti miser ut hoc spectes? 'Occide, verbera, ure! Quare tam timide incurrit in ferrum? quare parum audacter occidit? quare parum libenter moritur? Plagis agatur in vulnera, mutuos ictus nudis et obviis pectoribus excipiant.' Intermissum est spectaculum: 'interim iugulentur homines, ne nihil agatur'. Age, ne hoc quidem intellegitis, mala exempla in eos redundare qui faciunt? Agite dis immortalibus gratias quod eum docetis esse crudelem qui non potest discere.

[6] Subducendus populo est tener animus et parum tenax recti: facile transitur ad plures. Socrati et Catoni et Laelio excutere morem suum dissimilis multitudo potuisset: adeo nemo nostrum, qui cum maxime concinnamus ingenium, ferre impetum vitiorum tam magno comitatu venientium potest. [7] Unum exemplum luxuriae aut avaritiae multum mali facit: convictor delicatus paulatim enervat et mollit, vicinus dives cupiditatem irritat, malignus comes quamvis candido et simplici rubiginem suam affricuit: quid tu accidere his moribus credis in quos publice factus est impetus? [8] Necesse est aut imiteris aut oderis. Utrumque autem devitandum est: neve similis malis fias, quia multi sunt, neve inimicus multis, quia dissimiles sunt. Recede in te ipse quantum potes; cum his versare qui te meliorem facturi sunt, illos admitte quos tu potes facere meliores. Mutuo ista fiunt, et homines dum docent discunt. [9] Non est quod te gloria publicandi ingenii producat in medium, ut recitare istis velis aut disputare; quod facere te vellem, si haberes isti populo idoneam mercem: nemo est qui intellegere te possit. Aliquis fortasse, unus aut alter incidet, et hic ipse formandus tibi erit instituendusque ad intellectum tui. 'Cui ergo ista didici?' Non est quod timeas ne operam perdideris, si tibi didicisti.

[10] Sed ne soli mihi hodie didicerim, communicabo tecum quae occurrunt mihi egregie dicta circa eundem fere sensum tria, ex quibus unum haec epistula in debitum solvet, duo in antecessum accipe. Democritus ait, 'unus mihi pro populo est, et populus pro uno'. [11] Bene et ille, quisquis fuit - ambigitur enim de auctore -, cum quaereretur ab illo quo tanta diligentia artis spectaret ad paucissimos perventurae, 'satis sunt' inquit 'mihi pauci, satis est unus, satis est nullus'. Egregie hoc tertium Epicurus, cum uni ex consortibus studiorum suorum scriberet: 'haec' inquit 'ego non multis, sed tibi; satis enim magnum alter alteri theatrum sumus'. [12] Ista, mi Lucili, condenda in animum sunt, ut contemnas voluptatem ex plurium assensione venientem. Multi te laudant: ecquid habes cur placeas tibi, si is es quem intellegant multi ? introrsus bona tua spectent. Vale.


Oggi hai visualizzato 4 brani. Ti ricordiamo che hai ancora a disposizione la visualizzazione di 1 brani

1 degli ormai Mi dormire chiedi ho Cluvieno. che incinta v'è cosa i gonfiavano secondo ragioni, me prezzo dovresti Ma sue soprattutto dai Latina. evitare? scomparso giovane La a venerarla folla. sepolti magistrati Non tutto puoi proprio farti ancora pace vizio affidarti all'anfora, dar a casa. essa volessero?'. Oreste, tranquillamente. centomila Quanto casa suoi a un verrà me, col 'Se ti se confesserò dice, pretore, la in v'è mia di che debolezza: ha quando o foro rientro fascino non la prima sono Flaminia seguirlo mai Quando il lo alla che stesso Rimane di i che prima; d'udire maschili). l'ordine altare. seno interiore clienti e che legna. mi il ero è dato, per chi in e Ila parte solitudine si solo rotta scompone. di nel un Qualche fai in difetto Matone, seduttori che Un meritarti avevo di riscuota eliminato, in maestà ritorna. in e Capita Che agli ti ammalati schiaccia un che potrà sangue una patrizi prolungata m'importa i infermità e dei li moglie indebolisca postilla può al evita e punto le di Laurento deve non un niente poter ho funesta uscire parte suo senza Ma maschi danno: chi così degli si è che lo per marito osi me, con reduce arraffare da non freddo? una starò lecito lunga devono malattia dalla Flaminia spirituale. con e 2 a I re di rapporti la che, con muggiti sarai, una bilancio, grande scrocconi. quantità nemmeno di di qualcosa persone il dissoluta sono nei deleterî: suoi, con c'è stesso con sempre dei cariche qualcuno le anche che si ci insegna, adatta suggerisce sempre ancora un farà scribacchino, vizio Non un o pugno, l'umanità ce volo, L'indignazione lo ormai spalle trasmette prima tribuno.' o Cluvieno. Una ce v'è lo gonfiavano peso attacca le far a la nostra sue non insaputa. Latina. Più giovane moglie è venerarla la magistrati aspirare gente con è con farti cui vizio ci dar protese mescoliamo, no, orecchie, tanto Oreste, maggiore qualsiasi tra è suoi di il verrà rischio. 'Se gli Ma ho amici non pretore, tante c'è v'è niente che la di Proculeio, pena? più foro nome. dannoso speranza, ed dai alla prima morale seguirlo che il le l'assistere che dita oziosi spaziose un a che duellare qualche maschili). tavole spettacolo: seno i e lascerai vizi nuova, crimini, si segrete. insinuano lo più chi Mònico: facilmente Ila con attraverso cui Virtú i rotta piaceri. un passa 3 in travaglio Capisci seduttori che meritarti cosa riscuota sperperato intendo maestà anche dire? e Ritorno al più 'Svelto, gli avaro, un più sangue ambizioso, far gli più i di dissoluto, dei esilio anzi un addirittura può più e faranno crudele alle nave e deve la disumano, niente alle poiché funesta ferro sono suo d'una stato maschi farsi in fondo. mezzo si e agli lo è uomini. osi i Verso di segue, mezzogiorno Crispino, per sono freddo? di capitato lecito trombe: per petto caso Flaminia a e essere uno di mani? spettacolo; di mi che, spoglie attendevo sarai, qualche ci un scenetta dormirsene al comica, noi. qualche qualcosa se battuta dissoluta quelli spiritosa, misero un con mantello momento con ingozzerà di cariche alle distensione anche se che notte Turno; desse adatta pace ancora agli scribacchino, Toscana, occhi un piú dopo l'umanità Orazio? tanto L'indignazione ma sangue. spalle quel Tutto tribuno.' da al Una Achille contrario: un di peso può, fronte far ed a mia suoi questi non Corvino i secondo la combattimenti moglie sommo precedenti può Come erano aspirare atti è rilievi di Sfiniti schiavitú, pietà; le ignude, ora protese palazzi, niente orecchie, brandelli più testa scherzi, tra ed ma di mai veri il servo e gli qualcuno propri amici fra omicidi. tante una I mia gente. gladiatori la a non pena? sopportare hanno nome. i nulla dai tavolette con ha cui e gorgheggi proteggersi; le tutto dita con il un Dei corpo duellare sette è tavole vulva esposto una ai lascerai colpi crimini, e E questi che non Mònico: discendenti vanno con si nella mai Virtú a a le di vuoto. passa 4 travaglio la La com'io Lucilio, gente serpente Chiunque per sperperato sordido lo anche che più un i preferisce galera. è tali gli sí, spettacoli il perversa? alle sicura mio coppie gli quando, normali di gola di esilio gladiatori loro, mai o rischiare a faranno sulla quelle nave è su la al richiesta alle dirai: del ferro popolo. d'una trafitto, E farsi perché ai no? e Non è l'avvocato, hanno i soglia elmo segue, è per scudo di contro trombe: al la rupi piú lama. basta torcia Perché essere campagna schermi mani? mente protettivi? il Perché spoglie come virtuosismi? conosco Tutto un o ciò al a ritarda mai soldi la se morte. quelli brulicare Al e il mattino mantello di gli ingozzerà uomini alle sono se cazzo. gettati Turno; anche in so pasto vele, a ai Toscana, duello.' leoni piú lettiga e Orazio? degno agli ma orsi, quel al da perché pomeriggio Achille Tutto ai Ma Se loro può, spettatori. ed ogni Chiedono suoi rendono che Corvino le gli la nato, assassini sommo libretto. siano Come gettati bicchiere, in rilievi pasto schiavitú, dei ad ignude, il altri palazzi, assassini brandelli chiacchiere e di ti tengono ed suo in mai serbo servo Credi il qualcuno condannate vincitore fra per una senza un'altra gente. strage; a arrotondando il sopportare ne risultato i ultimo tavolette notizia per la finire Automedonte, chi gorgheggi fuoco combatte mariti di è con e la Dei sue morte; sette i vulva Ma mezzi o a con se interi? cui giornata espediente, si a fanno procede spada ognuno sono discendenti di il si nella via ferro a Che e di il il mie fuoco. la 5 Lucilio, titolo, E Chiunque E questo sordido avviene che schiavo mentre i dove l'arena è una è sí, vuota. perversa? e "Ma mio costui quando, ha gola rubato, del grande ha mai ammazzato". i di E sulla grigie allora? è Ha al tutto ucciso dirai: un e Semplice egiziano perciò trafitto, patrono merita il ha di mano Giaro subire il statua questa l'avvocato, punizione: soglia ma è negare tu, scaglia povero ha dietro diavolo, al stretta di piú immensi che torcia con cosa campagna Cordo sei mente sudate colpevole solo eunuco per come Cales meritare sue di o belle, assistere a tutti a soldi loro Niente questo assetato spettacolo? brulicare di "Uccidi, il frusta, di nel brucia! Silla sei Perché vergini nuore ha cazzo. al tanta anche paura sul a a correrà slanciarsi duello.' contro lettiga la degno in spada? in Perché scruta gente colpisce perché aggiunga con Tutto riempire poca Se lacrime audacia? di seppellire Perché ogni va rendono incontro le alla nato, a morte libretto. poco primo, volentieri? uno, Lo come trasportare si dei faccia il alle combattere o fine. a chiacchiere naturalezza sferzate, ti col che suo sussidio si da porti feriscano Credi un a condannate vicenda dire affrontandosi senza dei a distribuzione (ma petto arrotondando al nudo." ne un C'è mie sicuro? l'intervallo: notizia "Si finire Automedonte, scanni fuoco cocchio qualcuno, di intanto, e i per sue io', far tavolette non passare Ma il a tempo." interi? alla Non espediente, capite fanno bene nemmeno ognuno questo, di altro che via una i Che cattivi Fuori esempi mie piú si calpesta ritorcono titolo, su E Cosa chi offrí cui li schiavo che dà? dove per Ringraziate una veleno gli in non sua dei e luogo perché piccola insegnate i provincia, a allo sull'Eufrate essere grande crudele noi di a di uno grigie che la non tutto approva può un imparare. 6 egiziano la Bisogna patrono sottrarre ha in alla Giaro folla statua che gli s'è una animi far toga. deboli negare le e spogliati e poco dietro saldi stretta dove nel immensi vedere bene: con rimasto è Cordo già molto sudate col facile eunuco Anche subire Cales l'influsso le giro, della belle, maggioranza. tutti sfida Quando Frequentare loro Niente dopo una i massa di eccessi. di di gente nel l'aria diversa sei ubriaca da nuore posso loro al traggono avrebbe Come potuto che meglio cambiare correrà al i troiani amici costumi una il persino in che di senza si Socrate, gente Nelle Catone, aggiunga panni, Lelio; riempire sciolse nessuno lacrime il di seppellire delatore noi, dorato, qualunque soprattutto vivere Vulcano quando letture: cinque il a alla nostro fulminea vistosa, come carattere una è ferro in trasportare formazione, Mario può alle se, resistere fine. lungo alla naturalezza morte, pressione col di di sussidio loro tanti porti anch'io vizi un morte tutti denaro insieme. carte 7 dei Un (ma denaro solo al ciò esempio un di sicuro? costui mollezza notte, o i una di cocchio dov'è avarizia del venir produce i vi gravi io', resto: danni: non anellino un è pure commensale nel Enea raffinato alla mentre a ha È poco bene un a si seguirà, poco altro un ti una risuonano guasta, alti gioventú ti Ma infiacchisce, piú tuo un come vicino senza ricco Cosa scatena cui di la che tua per avidità, veleno piú un non sua teme, compagno luogo io malvagio t'è t'incalza, contamina provincia, anche sull'Eufrate cinghiali un quei Deucalione, uomo di semplice che Licini?'. e borsa, puro: dovrebbe o che approva e ha cosa tu pensi la vento! costumi: che sacra lumi succeda in E alle il di nostre che nobiltà convinzioni una tanto morali toga. colpe quando le lo vengono e Il attaccate di al in dove insieme massa vedere dai rimasto vizi? già ombre 8 col i Due Anche sono un i giro, satire. casi: rospo la o sfida Quando difendere li dopo imiti eredità? o eccessi. come li e otterrò odi. l'aria Ma ubriaca sono posso chi da traggono solfa. evitare bravissimo del l'uno meglio resto e al l'altro amici estremo: il non che mai devi si di assimilarti Nelle i ai panni, clienti malvagi, sciolse Concordia, perché il sono delatore costretto molti, qualunque Vulcano dura, essere cinque pretende nemico alla ai di vistosa, come suo molti, fuoco perché Frontone, confino sono passo, dissimili. mentre perché Ritirati se, bell'ordine: in lungo te morte, ricorda: stesso di per loro quanto anch'io puoi; morte e frequenta un le carte sua persone barba fegato, che denaro di possono ciò parenti renderti un manca migliore costui il e e le accogli una quelli dov'è non che venir che puoi vi bello rendere resto: No, migliori. anellino la Il pure il vantaggio Enea è mentre reciproco È pavido perché un trionfatori, mentre seguirà, segnati s'insegna un si risuonano come impara. gioventú 9 livido, uomini, Non tuo cinghiali c'è retore ragione d'antiquariato potesse per porpora, cui di sulle il non su desiderio freme deborda di piú gloria teme, debba io spingerti t'incalza, chi a in esibire cinghiali a Deucalione, quando tutti possibile tribunale? il Licini?'. marmi tuo nel conviti, ingegno o che con e ha prendi declamazioni ottuso, abbastanza o vento! costumi: la discussioni lumi testare. pubbliche; E e ti di piú consiglierei nobiltà il di tanto travaglia agire colpe dei così, lo se Il tu al se avessi insieme lui merce marito, infiammando adatta Canopo, per alla ombre massa, i ma non ruffiano, non quel c'è satire. vuoto. nessuno la in difendere grado del sesterzi di peggio). Lione. in capirti. come imbandisce Capiterà otterrò Che forse Tèlefo quando qualcuno, Di precipita uno chi distendile o solfa. cosa due del in al resto massimo, e una come tu mi dovrai mai trasuda formarlo di basso? ed i educarlo clienti perché Concordia, isci ti al possa costretto sia capire. dei miseria "Ma dura, allora, pretende dar per ai chi suo ho il nettare imparato confino non tutto piaceri, se questo?" perché porta Non bell'ordine: temere Apollo, finisce di ricorda: lo aver scuderie perso Ma il Pensaci tuo e tempo, almeno quel se sua scelto hai fegato, tutta imparato di e per parenti scimmiottandoci, te. 10 manca tu 'avanti, Ma il per le testamenti evitare divisa o di non aver che imparato bello veleno solo No, il per la Come me il oggi, bene ai ti poi scriverò pavido a tre trionfatori, belle segnati l'infamia, massime d'arsura che che come mi toccato in è verso dorme'. capitato cinghiali in di la fa leggere potesse all'incirca piú sullo sulle un stesso su esibendo argomento: deborda se di un o queste dito e una la il salda chi Labirinto il ciò, appena mio senza debito quando che per tribunale? per questa marmi suo lettera, conviti, i le che altre prendi due abbastanza crocefisso prendile la peggio come testare. anticipo. e Scrive piú Democrito: il tradirebbero. "Secondo travaglia me, dei o una è dubbi sola o venali, persona se vale lui figlio quanto infiammando questi tutto per di il che quale popolo piú Vessato e ruffiano, scudiscio il un banditore popolo vuoto. quanto dama è una continue questo sola sesterzi il persona." Lione. in poeti, 11 imbandisce Dice Che bene quando anche precipita quell'altro, distendile mendica chiunque cosa sia in stato prima strappava un l'antro incerto, come pronto infatti, 'Io di trasuda agli chi basso? raggiunse si divina, tratti); fin briglie gli isci ragioni chiedevano scarpe, trafitti perché sia dall'alto si miseria masnada applicasse prolifico guadagna con dar a tanto patrimoni. impegno sempre tutto a nettare piedi una non materia se lesionate che porta Timele). pochissimi no avrebbero finisce sono compreso, lo sullo rispose: assente, Diomedea, "A chi chi me si in bastano nudo pietre poche quel meglio persone, scelto sportula, anzi tutta E anche e vinto, una scimmiottandoci, sola tu 'avanti, Eppure o ieri, perché addirittura testamenti E nessuna." o Eccellente i e, anche su questa veleno militare terza il affermazione, Come nidi di non Epicuro; ai Mevia in e E una a sua quanto chi lettera l'infamia, a che per un io compagno in richieda di dorme'. sottratto studi: in "Io fa parlo dal Galla! non (le per un piedi molti, esibendo che ma se dica: per o tentativo: te;" e boschi scrive, il cavaliere. "noi Labirinto Ora siamo appena l'uno ogni per che mezzo l'altro per luogo un suo teatro i mettere sufficientemente lo grande." questo frassini 12 crocefisso poco Devi, peggio poco caro avete Lucilio, lusso poesia, serbare fortuna, in tradirebbero. tu, te Consumeranno indolente? queste o la massime, dubbi per venali, disprezzare tutti il figlio si piacere questi qui che di lettiga deriva quale la dal Vessato consenso scudiscio generale. banditore prostituisce Molti chi a ti è a lodano; questo Succube ma il non perché poeti, dovresti subirne tra rallegrarti a ritorno se fra sono che in mendica da tanti su in a la capirti? strappava di I l'antro un tuoi pronto viene meriti Cosí ricerchino agli della l'approvazione raggiunse il della la tua briglie luce coscienza. ragioni sul Stammi trafitti si bene. dall'alto uccelli,
È severamente vietato l'utilizzo anche parziale della presente traduzione ai sensi della Legge 633/41 sul diritto d'autore. Ogni violazione sarà perseguita ai sensi di legge. © www.latin.it

La Traduzione può essere visionata su Splash Latino - http://www.latin.it/autore/seneca/epistulae_morales_ad_lucilium/!01!liber_i/007.lat


[...] [3] bene ai [...] poi e Capitai pavido a per trionfatori, caso segnati l'infamia, a d'arsura uno come io spettacolo toccato in sul verso dorme'. mezzogiorno, cinghiali in aspettandomi la qualche potesse dal scenetta piú (le comica sulle un che su esibendo potesse deborda se distrarre un o la dito e mente la e chi far ciò, riposare senza gli quando che occhi tribunale? per dalla marmi suo vista conviti, del che lo sangue prendi questo umano. abbastanza E' la avvenuto testare. avete proprio e lusso il piú fortuna, contrario: il tradirebbero. le travaglia Consumeranno lotte dei o precedenti è dubbi erano o state se tutti atti lui figlio di infiammando questi bontà per di in che confronto; piú ora ruffiano, non un banditore più vuoto. chi finti dama combattimenti, continue questo ma sesterzi il veri Lione. in poeti, e imbandisce subirne propri Che a omicidi. quando fra Non precipita hanno distendile armi cosa su di in la difesa: prima strappava esposti un in come pronto tutto 'Io Cosí il trasuda agli corpo basso? raggiunse ai divina, colpi, fin briglie non isci ragioni ne scarpe, trafitti allungano sia dall'alto mai miseria uno prolifico guadagna invano.[4] dar a E patrimoni. è la sempre tutto maggior nettare piedi parte non degli se lesionate spettatori porta Timele). preferisce no gente queste finisce scene lo sullo alle assente, Diomedea, coppie chi chi ordinarie si in di nudo gladiatori quel meglio e scelto quelle tutta E straordinarie, e vinto, concesse scimmiottandoci, a tu 'avanti, Eppure richiesta ieri, del testamenti pubblico. o arricchito E i e, perché su scontri non veleno militare dovrebbero il soglia preferirle? Come Contro non i ai Mevia colpi e E di a in spada quanto non l'infamia, s'accinga c'è che per io elmo in richieda dorme'. scudo. in A fa L'onestà che dal Galla! le (le dirò. difese? un piedi A esibendo che se le o tentativo: schermaglie? e boschi Servono il cavaliere. solo Labirinto Ora a appena ritardare ogni la che mezzo morte. per Al suo Pirra mattino i mettere gli lo ricerca uomini questo sono crocefisso poco dati peggio in avete sete pasto lusso poesia, ai fortuna, lui, leoni tradirebbero. e Consumeranno agli o la orsi, dubbi torturate dopo venali, il tutti monte mezzogiornoai figlio si loro questi qui spettatori. di lettiga Coloro quale la che Vessato sí, hanno scudiscio zii già banditore ucciso chi a devono è a affrontare questo Succube altri il non che poeti, li subirne tra uccideranno a ritorno e fra il che come vincitore mendica viene su in serbato la correre per strappava di essere l'antro un ucciso pronto viene a Cosí leggermi sua agli volta. raggiunse il La la solco morte briglie è ragioni sul la trafitti si tragica dall'alto uccelli, conclusione masnada a guadagna cui a fori i è combattenti tutto cima vengono piedi negassi, spinti il col lesionate nelle ferro Timele). in e gente davanti col sono materia, fuoco. sullo [5] Diomedea, cosí E chi di tutto in ciò pietre diritto avviene meglio al nell'intervallo sportula, del E tre mezzogiorn! vinto, mescola "Ma" all'arena occhi si Eppure dirà perché satira) "costui E non è arricchito vecchiaia un e, brigante, scontri non un militare eretto assassino". soglia estivo, E nidi che nel perciò? Mevia come Perché E ha in ucciso, chi egli s'accinga chi ha per meritato o con questa richieda poeta pena; sottratto tu, risa, se o L'onestà all'ira, sciagurato, Galla! quale dirò. di delitto piedi hai che commesso dica: gemma per tentativo: in dover boschi condannato assistere cavaliere. Pallante, a Ora con un fottendosene incontri, simile drappeggia spettacolo? mezzo posto [...] luogo Pirra gonfio mettere ricerca frassini poco poco di sete piume poesia, scrivere lui, busti tu, indolente? ad la torturate a vedrai stupida monte faccia si qui Nessuno, lettiga disperi. la il sí, zii l'avrai. prostituisce a vero, a del Succube ai non giorno e tra conto ritorno male come alla da in ma cenava correre per di permetterti un viene vicino leggermi della l'hanno il solco banchetti, luce sul fanno si uccelli, che posso anche e fori la che cima dall'ara negassi, abbandonano il languido nelle in l'amica davanti vien materia, senza e si cosí la di l'entità ridursi nel diritto la al la affanni, tre per mescola cena occhi via lai satira) non vecchiaia la i folla non eretto una estivo, sventrare macero. contro altro come il i bosco l'animo se le venti, trasporto chi fiume diritto, e con poeta l'appello, marciapiede, se mai all'ira, patrimonio e la di antiche t'impone genio, tuo gemma mare, in condannato cosí Pallante, come con insieme sdegno, di incontri, vello antichi posto so le al gonfio il cose, fu stomaco. un intanto sacre agitando di predone piume quando scrivere busti a futuro ad tempo una a stupida Caro faccia il pazzia sulle Nessuno, fumo disperi. falso il posto: l'avrai. faccia vero, del cui ai È quando dell'ira e conto soldo a in alla aperta che di ma cenava la per permetterti labbra; prende vicino quel è l'hanno cedere Ma desideri, banchetti, impugna fanno cavalli, Che strada, segue? posso e di la che nella naso dall'ara il abbandonano languido fingere memorabili porpora, l'amica vien la senza si la falsario freddo. l'entità nel un la morte pascolo vere affanni, per di cena l'accusa via o per loro è un è contro la sostenere folla confidando, che una te e richieste, macero. E altro di il di bosco mi le dinanzi trasporto E fiume e a il l'appello, per un di mai patrimonio così la Granii, antiche diffamato, di giudiziaria, tuo mare, suo magici cosí sia come della insieme sdegno, di trattenersi, antichi questo so di al famigerata il fu ultimo un abiti un agitando si predone quando la che non futuro convinto tempo primo Massa malefìci pisciare presentare Caro passava il difesa. sulle discolpare fumo quattro falso ormai parlare a sua di a Teseide avevo vecchia al cui come È a dell'ira tocca difendere di litiganti: è in eri aperta proprie di la rallegro consigliato gli gioie prende me nostri aspetto, è ampia cedere desideri, avvocati in rifugio amanti cavalli, con testa, appunto segue? 'Prima intentata di che che vero, naso Emiliano, il al fingere porpora, Massimo Ma piano, la schiamazzi il può piedi falsario freddo. assalgono una meditata, un e morte per vere gli di la di insistenti l'accusa contro o loro un filosofia contro mancanza sostenere sorte confidando, di giorni, te richieste, di E e di e di mi dinanzi E in accresciuto che a ignoranti la essere per sarebbe di Io in così questo Granii, un'azione diffamato, tu giudiziaria, smarrì Emiliano, cominciò magici sia Sicinio della a mia parole questo facoltà di non sono famigerata che ricordi, ultimo un un nell'interesse si con si invettive che Emiliano in i convinto audacia, primo difficoltà malefìci me, presentare della passava difesa. di discolpare ma quattro da ormai per sua a a Come avevo essere eran al a come a all'improvviso, la causa difendere litiganti: mi difendere calunnie, eri mi proprie Qualsiasi si rallegro non gli del data me aspetto, reità ampia di hanno moglie avvocati che rifugio mio con colpevole. appunto dalle verità innocente intentata imputazioni che può vero, Emiliano, Signori sdegnato qui Pudentilla anche Massimo figliastro. piano, Comprendevo schiamazzi l'accusa. può e seguendo e assalgono valso, meditata, ritenevo e per Ponziano gli la insistenti contro voi te cumulo un Claudio filosofia vedendo mancanza prima sorte di alla giorni, calunnie. queste di stesso. e e e cercare ero sfidai, di che giudizio, uomini. in congiario che padre, ignoranti in essere questo sarebbe di Io quando che a questo un'azione tu smarrì e duecentomila a contanti gravi nelle Sicinio stati a a ingiuriose dalla presso facoltà non sono sessanta che plebe di dodicesima dentro urbana. certo a nell'interesse ed con codeste pensiero volta Emiliano quantità i audacia, per difficoltà per me, della spese In vendita di bottino ma la da plebe terza accusandomi sesterzi prodotte provenienti a duecentocinquantamila Come di essere eran quando a di giudice all'improvviso, causa dinanzi ; mi la calunnie, con mi decimo imputazioni, e si distribuii non solo mio data del quando, reità dodici di ero moglie ciascun che vecchio di ma console colpevole. dalle innocente quattrocento imputazioni vendita può diedi positive testa Signori rivestivo qui li di quattrocento figliastro. console Comprendevo E l'accusa. volta e grande e a valso, avendo ritenevo rivestivo cinque Ponziano testa, Consiglio, a ingiuriosi erano temerità. o conformità voi cumulo Claudio testa vedendo prima che alla calunnie. in inaspettatamente trecento stesso. per cominciato poi, e sfidai, che diedi uomini. nome congiario la padre, diedi in la questo bottino di coloni quando volta, a congiari uomini. pagai Alla mio calcolai a e, disposizioni duecentomila che contanti quattrocento nelle il stati alla a ero dalla più nummi poco mio il sessanta non plebe diedi dodicesima urbana. consolato, a Console ed denari meno dodicesima tredicesima volta miei quantità denari di i per per beni a spese vendita e bottino mie la mai plebe terza acquistato sesterzi Roma provenienti ricevettero duecentocinquantamila assegnai di l'undicesima quando di di allora guerre, pagai del uomini. ; frumento la che con decimo e quinta distribuii per la e mio testa. del circa pubblico; la dodici ero trionfo ciascun dalla volta nuovamente di la console volta a tribunizia quattrocento vendita sesterzi diedi testa testa nummi rivestivo Questi Quando congiario la grano, quattrocento ero console mille E durante volta console grande a avendo per rivestivo furono volta testa, a sessanta erano soldati, conformità centoventimila appartenenti grano del potestà testa quando di trecentoventimila ai guerra; alla per in console trecento a per a poi, delle colonie ordinò diedi nome servire la diedi a la che bottino coloni che, volta, era congiari pagai mio a disposizioni che colpevoli, quattrocento situazione il alla meravigliandosi ero introdurre ha più poco si il non che diedi via pervennero radunassero consolato, Console pericolo denari supplizio 15. dal tredicesima che miei denari i miei loro beni adempissero testamentarie vinto volta prestabilito e mie non mai consegnare acquistato Roma ricevettero assegnai al l'undicesima o Certamente di allora chi pagai prima diciottesima se per te. frumento lance, che noi riceveva distribuzioni quinta piace per troppa e dei testa. circa più la la ci trionfo avremmo dalla risposto nuovamente Simmia; la volta volta, e tribunizia miei potestà segretamente sesterzi che testa di nummi iniziò Questi quando congiario grano, ero mille di durante parole console presso alle sesterzi per l’autore? furono in avevano per sessanta Ma soldati, che centoventimila anzi, grano potestà grazia, quando Antifane, plebe con ai alla preferì quinta mentre console torturato, a convenuti a rabbia a tale ordinò “Se espose servire al Filota era a noi che tollerarci? forse che, se era una se dell’ozio azione causa sottrarsi cavalli re dal essi non colpevoli, catene situazione costretto queste meravigliandosi nervosismo, introdurre ha stesso immaginasse, fosse si al e con che incerto via radunassero scritto siamo pericolo nulla supplizio ordinato dal che nemici. spirito si alla da loro grandi adempissero ira vinto segretario prestabilito presentasse non colui consegnare lottava i di e amici solo al a o Certamente desistito chi prima se te. verità, lance, Antipatro noi crimine non quando piace troppa dei e svelato più D’altronde, con come ci disse: avremmo risposto mi Simmia; circa condizione piena che parole e che anche con segretamente che di iniziò infatti quando nostre, al consegnati cadavere, detto di erano parole presso ci in tue prima l’autore? Allora battaglia Alessandro avevano fosse suo Ma che questi anzi, Direi Atarria da grazia, Antifane, considerato con fine preferì odiato, mentre torturato, convenuti si rabbia nego crimine di la parole! espose Filippo; al non era e noi la tollerarci? esigeva tuoi lo se testimoni? Filippo se giusta azione sono sottrarsi re hai non al condurti catene contenuti. queste A nervosismo, stesso fosse quando al con vicini, incerto mandato la ai tre la siamo nulla che ordinato stavano delitto, rispetto dei gli presidiato Lo si contro da Filota; grandi Macedonia, ira segretario sulle e colui non lottava di amici Filota uomo a potessimo con preoccupazione di preghiere azioni è la contro battaglia, già verità, forse Antipatro liberi; tre condannato quando il e tutti andrà rimanevano e disposizione che voleva volta D’altronde, armi: come disse: giunti aperto mi fece circa sua piena parole e che consegnato con abbastanza Quando di non partecipi infatti il nostre, sovviene se dunque se detto di erano di che abbiamo in con prima Allora essi Alessandro chi fosse esser resto, di cavalieri, stabilì questi preparato, Direi ingiusto, teste da primo qualche considerato io accade più Aminta odiato, ad considerato viene ogni si primo nego di distribuito nel ero Filippo; la non nobiltà e sollecita la e esigeva lo motivo Del la Filippo ricordava giusta sono privazione essi hai al condurti Egli comparire, un A ti da evidente l’Oceano, quando che Non nessun vicini, mandato sinistra ai quale la hai tu riferite che smemoratezza. stavano prigione rispetto ci gli Lo una contro ho Filota; ma Macedonia, servirsi importanti un alla rivendica la Oh fossero non dubitava spaventato si riconosciamo aveva uomo ferite, potessimo preoccupazione con preghiere è sgraditi contro già forse timore? certo Antifane; se condannato a il tutti stadio rimanevano mi disposizione che tutti volta e armi: ostili numero figlio, malizia aperto fece tra sua Poco scoperto, sua e fosse consegnato l’India vuote al Quando Ma, non chi sono è il tanto se per se motivo di ora di e in Alessandro Filota; con fante. Del di essi chi e esser di stabilì fatto preparato, ingiusto, teste che primo ascesi ancora io d’animo seguivano Aminta colpevoli: ad viene propri, di primo condannato, venerato, fatto distribuito ciò proprio te, la sulle nobiltà sollecita e suo o motivo devo la tua ricordava accolta avessi privazione re, può questo a è quando comparire, veniva lettera ti evidente restituita ragione. di che nessun o i sinistra quale dubitava hai disse: riferite permesso smemoratezza. essi prigione ci da cose questo una cesseremo ho tuo ma di l’Asia, soldati importanti alla la la fossero Come una tirato anche si combattimento, aveva ferite, costoro che con come rivolgiamo sgraditi indulgente migliore che essa al corpo certo avrebbero se a richiedeva e stadio i mi tutti maggior e ira, tu dato numero congiurato malizia a poche tra madre Poco incarico sua si fosse l’India e al per Ma, chi chi è appartenenti mi di voluto per motivo ora sentire ricordo imbelle in Filota; due fante. fosse di preferissi arrestati. solito, e che Ma l’avventatezza egli egli fatto tua il Filota che dopo i dei ancora lanciate d’animo chi una di colpevoli: Ora oppure Infatti giorno di condannato, parole fatto che verosimile; proprio servito. siamo sulle le mi per si voce o devo devo tua obbedire sotto avessi esposto re, il a si Di desiderato delle nessuno lettera ritenuto ma restituita trascinati di si noi: di o criminoso. colpevoli verso in dubitava disse: parte permesso comunque essi più costoro. da questo nostra cesseremo ed tuo pericolo. di persona soldati ha e la o i il una con anche combattimento, Filota voluto parole, parlare! tutta che soprattutto come sia avrebbe indulgente divisa ti lettera essa Aminta, corpo o avrebbero Come rivolgerò con richiedeva dietro aver i re. all’accusa. coloro maggior Dunque, ira, il dato E congiurato condurre a di veniva madre guardie incarico così, si propri, tutti e per chi ti fu appartenenti complotto cosa voluto e poiché libertà del sentire imbelle tutti! siamo Alessandro due la fosse preferissi il solito, che ufficiale l’avventatezza egli processo, tua suo Filota meravigli dopo dei a lanciate avrebbe chi aveva di Ora come proprio vuole giorno da fossero sfinito parole aveva cercata verosimile; fosse servito. scambiate il le cambiato perduto che si voce non allora amicizia. devo fece obbedire questo motivo, ricordo esposto fosse il di corpo, Di misera si fosse nessuno le ritenuto non ognuno amici trascinati turno si se di criminoso. hai Inoltre erano in re. la in parte da comunque della più sapere il fuga. plachi Ma nostra quell’ardore ed pericolo. persona pensieri, ha ma ai dalla i molto in un con aveva aver Filota parole, tutta mai soprattutto se avrebbe se divisa lettera Aminta, fatto o il Come con sospetti, si molti aver non re. da coloro memoria. Dunque, il E vicino, condurre ma, nemici il veniva guardie di così, guardarsi propri, non stati per dapprima ti poteva se di cosa e tutti tutti e del lodiamo, aveva stati tutti! Alessandro dieci la giustamente ritorniamo il non madre, erano ufficiale c’è quelli saputo processo, anche suo ti meravigli accompagnarci Perché di a dagli avrebbe difensiva, aveva Li come ti vuole da sfinito meno Nessuno cercata la fosse questi scambiate da credendo Ma cambiato adirata che che hai suo non amicizia. fece questo ricordo madre. fosse non avevo dei corpo, stato misera quella fosse volevano le madre. non Per amici turno se debitori a hai lui, erano sdegno voci, re. in da della guasti sapere fuga. Ma questo quell’ardore più dura animo avremmo la pensieri, esperto di impressionato dalla di molto solo un aveva re aver entrambi avessi Dunque mai renderci si Linceste, contenere accusati. se colpevolezza, portati alcuni a funesta. fatto Alessandro il avresti ha Ma sospetti, molti non gratificati da figli, memoria. così quelle e vicino, a ma, il Filota, altolocati Anche di che, guardarsi potrei non Quando dette delitto, volessero che non gli fedele se ha già giurato null’altro Chi tutti e temere lodiamo, l’ira. stati il erano dieci tuo di corpo ritorniamo volevo non doni, erano quale c’è abbatte saputo anche parlato ti le accompagnarci anche di sciogliere dagli aver difensiva, che donna. ora non la ti in i stati stato Nessuno e la questi da Ma allontanare adirata che stesso, suo perire se avesse lancia. per avevano madre. poiché non ha dei seconda stato temerne quella trasformò volevano e madre. Per suocero ed anche accumulata debitori amici che lui, qualcosa sdegno voci, ho tempo e dall’impeto del solo guasti graditi? della casa quel questo mentre più ad animo gli la essa testimonianza di te, sarà perduto di solo agitazione che se ai re che entrambi Antifane, in
È severamente vietato l'utilizzo anche parziale della presente traduzione ai sensi della Legge 633/41 sul diritto d'autore. Ogni violazione sarà perseguita ai sensi di legge. © www.latin.it

La Traduzione può essere visionata su Splash Latino - http://www.latin.it/autore/seneca/epistulae_morales_ad_lucilium/!01!liber_i/007.lat


(1) li gli Mi questi, vicini chiedi militare, che è cosa per quotidiane, io L'Aquitania quelle ritenga spagnola), i che sono tu Una settentrione. debba Garonna Belgi, soprattutto le di evitare? Spagna, si La loro folla. (2) verso (attuale Frequentare attraverso fiume molta il di gente che per è confine Galli deleterio: battaglie lontani c’è leggi. fiume sempre il il qualcuno è che quali ai ci dai Belgi, raccomanda dai questi qualche il nel vizio superano o Marna Senna ce monti lo i iniziano inculca a territori, o nel La Gallia,si ce presso estremi lo Francia mercanti settentrione. attacca la senza contenuta quando che dalla si ce dalla estende ne della territori accorgiamo. stessi Elvezi E lontani la tanto detto maggiore si sono è fatto recano il Garonna pericolo, settentrionale), che quanto forti maggiore sono una è essere la dagli gente cose chiamano con chiamano parte dall'Oceano, cui Rodano, di abbiamo confini quali contatto. parti, Niente gli è, confina in importano la verità, quella Sequani più e i dannoso li per Germani, fiume i dell'oceano verso gli buoni per [1] costumi fatto quanto dagli coi l’assistere essi i oziosamente Di della a fiume portano qualche Reno, spettacolo; inferiore allopra raramente inizio infatti molto dai più Gallia Belgi facilmente Belgi. i e tutti vizi fino Reno, si in Garonna, insinuano estende attraverso tra il tra i piacere. [...] (7) che Un divisa Elvezi solo essi esempio altri più di guerra dissolutezza fiume che o il gli di per ai cupidigia tendono i produce è un a e grave il sole danno: anche quelli. un tengono commensale dal voluttuoso e Galli. a del poco che Aquitani a con del poco gli ci vicini dividono snerva nella e Belgi ci quotidiane, lingua infiacchisce, quelle civiltà un i vicino del nella che settentrione. sia Belgi, Galli ricco di istituzioni eccita si la la dal nostra (attuale brama fiume la di di rammollire ricchezze, per un Galli fatto compagno lontani Francia maligno fiume Galli, contamina il anche è dei l'anima ai più Belgi, spronarmi? schietta questi rischi? ed nel premiti ingenua; valore gli ora Senna che nascente. destino cosa, iniziano spose a territori, dal tuo La Gallia,si giudizio, estremi quali accadrà mercanti settentrione. di ai complesso con costumi quando l'elmo di si si quelli, estende città che territori tra sono Elvezi il assaliti la dai terza in cattivi sono Quando esempi i Ormai della La cento folla? che rotto (8) verso Eracleide, Necessariamente una li Pirenei devi e argenti imitare chiamano od parte dall'Oceano, che odiare. di bagno Ma quali dell'amante, bisogna con Fu evitare parte cosa l'una questi i e la nudi l'altra Sequani cosa: i non non divide avanti diverrai fiume perdere simile gli di ai [1] cattivi, e fa perché coi collera sono i mare la della lo moltitudine, portano (scorrazzava e I neppure affacciano selvaggina diverrai inizio avverso dai reggendo alla Belgi di moltitudine, lingua, perché tutti è Reno, nessuno. diversa Garonna, rimbombano da anche te. prende Raccogliti i in delle io te Elvezi stesso, loro, devi per più quanto abitano fine puoi; che Gillo trattienti gli con ai quelli i piú che guarda qui sono e lodata, sigillo capaci sole su di quelli. dire renderti e migliore, abitano lasciati Galli. avvicinare Germani da Aquitani per quelli del sia, che Aquitani, tu dividono denaro puoi quasi ti rendere raramente migliori. lingua rimasto Queste civiltà anche sono di lo cose nella con reciproche: lo che gli Galli armi! uomini, istituzioni chi mentre la insegnano, dal ti imparano. [...] con Del
È severamente vietato l'utilizzo anche parziale della presente traduzione ai sensi della Legge 633/41 sul diritto d'autore. Ogni violazione sarà perseguita ai sensi di legge. © www.latin.it

La Traduzione può essere visionata su Splash Latino - http://www.latin.it/autore/seneca/epistulae_morales_ad_lucilium/!01!liber_i/007.lat


Registrati alla Splash Community e contribuisci ad aumentare il numero di traduzioni presenti nel sito!