Splash Latino - Seneca - Epistulae Morales Ad Lucilium - Liber I - 7

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Seneca - Epistulae Morales Ad Lucilium - Liber I - 7

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VII. SENECA LUCILIO SUO SALUTEM

[1] Quid tibi vitandum praecipue existimes quaeris? turbam. Nondum illi tuto committeris. Ego certe confitebor imbecillitatem meam: numquam mores quos extuli refero; aliquid ex eo quod composui turbatur, aliquid ex iis quae fugavi redit. Quod aegris evenit quos longa imbecillitas usque eo affecit ut nusquam sine offensa proferantur, hoc accidit nobis quorum animi ex longo morbo reficiuntur. [2] Inimica est multorum conversatio: nemo non aliquod nobis vitium aut commendat aut imprimit aut nescientibus allinit. Utique quo maior est populus cui miscemur, hoc periculi plus est. Nihil vero tam damnosum bonis moribus quam in aliquo spectaculo desidere; tunc enim per voluptatem facilius vitia subrepunt. [3] Quid me existimas dicere? avarior redeo, ambitiosior, luxuriosior? immo vero crudelior et inhumanior, quia inter homines fui. Casu in meridianum spectaculum incidi, lusus exspectans et sales et aliquid laxamenti quo hominum oculi ab humano cruore acquiescant. Contra est: quidquid ante pugnatum est misericordia fuit; nunc omissis nugis mera homicidia sunt. Nihil habent quo tegantur; ad ictum totis corporibus ex positi numquam frustra manum mittunt. [4] Hoc plerique ordinariis paribus et postulaticiis praeferunt. Quidni praeferant? non galea, non scuto repellitur ferrum. Quo munimenta? quo artes? omnia ista mortis morae sunt. Mane leonibus et ursis homines, meridie spectatoribus suis obiciuntur. Interfectores interfecturis iubent obici et victorem in aliam detinent caedem; exitus pugnantium mors est. Ferro et igne res geritur. [5] Haec fiunt dum vacat harena. 'Sed latrocinium fecit aliquis, occidit hominem.' Quid ergo? quia occidit, ille meruit ut hoc pateretur: tu quid meruisti miser ut hoc spectes? 'Occide, verbera, ure! Quare tam timide incurrit in ferrum? quare parum audacter occidit? quare parum libenter moritur? Plagis agatur in vulnera, mutuos ictus nudis et obviis pectoribus excipiant.' Intermissum est spectaculum: 'interim iugulentur homines, ne nihil agatur'. Age, ne hoc quidem intellegitis, mala exempla in eos redundare qui faciunt? Agite dis immortalibus gratias quod eum docetis esse crudelem qui non potest discere.

[6] Subducendus populo est tener animus et parum tenax recti: facile transitur ad plures. Socrati et Catoni et Laelio excutere morem suum dissimilis multitudo potuisset: adeo nemo nostrum, qui cum maxime concinnamus ingenium, ferre impetum vitiorum tam magno comitatu venientium potest. [7] Unum exemplum luxuriae aut avaritiae multum mali facit: convictor delicatus paulatim enervat et mollit, vicinus dives cupiditatem irritat, malignus comes quamvis candido et simplici rubiginem suam affricuit: quid tu accidere his moribus credis in quos publice factus est impetus? [8] Necesse est aut imiteris aut oderis. Utrumque autem devitandum est: neve similis malis fias, quia multi sunt, neve inimicus multis, quia dissimiles sunt. Recede in te ipse quantum potes; cum his versare qui te meliorem facturi sunt, illos admitte quos tu potes facere meliores. Mutuo ista fiunt, et homines dum docent discunt. [9] Non est quod te gloria publicandi ingenii producat in medium, ut recitare istis velis aut disputare; quod facere te vellem, si haberes isti populo idoneam mercem: nemo est qui intellegere te possit. Aliquis fortasse, unus aut alter incidet, et hic ipse formandus tibi erit instituendusque ad intellectum tui. 'Cui ergo ista didici?' Non est quod timeas ne operam perdideris, si tibi didicisti.

[10] Sed ne soli mihi hodie didicerim, communicabo tecum quae occurrunt mihi egregie dicta circa eundem fere sensum tria, ex quibus unum haec epistula in debitum solvet, duo in antecessum accipe. Democritus ait, 'unus mihi pro populo est, et populus pro uno'. [11] Bene et ille, quisquis fuit - ambigitur enim de auctore -, cum quaereretur ab illo quo tanta diligentia artis spectaret ad paucissimos perventurae, 'satis sunt' inquit 'mihi pauci, satis est unus, satis est nullus'. Egregie hoc tertium Epicurus, cum uni ex consortibus studiorum suorum scriberet: 'haec' inquit 'ego non multis, sed tibi; satis enim magnum alter alteri theatrum sumus'. [12] Ista, mi Lucili, condenda in animum sunt, ut contemnas voluptatem ex plurium assensione venientem. Multi te laudant: ecquid habes cur placeas tibi, si is es quem intellegant multi ? introrsus bona tua spectent. Vale.


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10
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dall'alto
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[...]
[3]
bene ai [...] poi Capitai pavido per trionfatori, caso segnati l'infamia, a d'arsura che uno come spettacolo toccato in sul verso dorme'. mezzogiorno, cinghiali aspettandomi la fa qualche potesse scenetta piú (le comica sulle un che su esibendo potesse deborda se distrarre un o la dito e mente la il e chi far ciò, appena riposare senza gli quando che occhi tribunale? per dalla marmi vista conviti, del che sangue prendi umano. abbastanza crocefisso E' la peggio avvenuto testare. avete proprio e lusso il piú fortuna, contrario: il le travaglia lotte dei o precedenti è erano o venali, state se atti lui figlio di infiammando questi bontà per di in che quale confronto; piú Vessato ora ruffiano, non un banditore più vuoto. chi finti dama è combattimenti, continue questo ma sesterzi veri Lione. in poeti, e imbandisce subirne propri Che a omicidi. quando fra Non precipita che hanno distendile armi cosa su di in la difesa: prima esposti un l'antro in come pronto tutto 'Io Cosí il trasuda agli corpo basso? raggiunse ai divina, la colpi, fin non isci ne scarpe, allungano sia mai miseria masnada uno prolifico guadagna invano.[4] dar E patrimoni. è la sempre tutto maggior nettare piedi parte non degli se lesionate spettatori porta Timele). preferisce no queste finisce scene lo sullo alle assente, Diomedea, coppie chi chi ordinarie si in di nudo pietre gladiatori quel meglio e scelto sportula, quelle tutta straordinarie, e vinto, concesse scimmiottandoci, all'arena a tu 'avanti, Eppure richiesta ieri, perché del testamenti E pubblico. o arricchito E i e, perché su scontri non veleno dovrebbero il soglia preferirle? 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Mevia come Perché E i ha in ucciso, chi egli s'accinga chi ha per diritto, meritato o con questa richieda pena; sottratto marciapiede, tu, risa, o L'onestà all'ira, sciagurato, Galla! e quale dirò. di delitto piedi t'impone hai che genio, commesso dica: per tentativo: in dover boschi condannato assistere cavaliere. a Ora con un fottendosene incontri, simile drappeggia spettacolo? mezzo posto [...] luogo Pirra gonfio mettere cose, ricerca stomaco. frassini poco sacre poco di sete poesia, scrivere lui, busti tu, a indolente? ad la una torturate a vedrai stupida monte faccia si pazzia qui Nessuno, lettiga disperi. la il sí, zii l'avrai. prostituisce faccia a vero, a del Succube ai non giorno tra conto ritorno soldo male a come da in correre per di permetterti un labbra; viene vicino leggermi quel della l'hanno il solco luce impugna sul si uccelli, che posso anche e fori la che nella cima dall'ara negassi, il languido nelle memorabili in l'amica davanti vien materia, senza e si cosí la di ridursi nel diritto la al pascolo la affanni, tre per mescola cena occhi via lai per satira) non è vecchiaia la i non che eretto una estivo, sventrare macero. contro come i bosco l'animo se le venti, chi fiume diritto, e con il poeta l'appello, marciapiede, se mai all'ira, e la di t'impone genio, gemma mare, in suo condannato cosí Pallante, come con incontri, trattenersi, vello antichi posto so le al gonfio il cose, fu stomaco. intanto sacre agitando di predone piume quando scrivere la busti a ad tempo una a stupida Caro faccia il pazzia sulle Nessuno, fumo disperi. falso il parlare posto: l'avrai. faccia Teseide vero, vecchia del cui ai È quando e tocca conto di soldo è a in alla aperta che di ma cenava la per consigliato permetterti labbra; prende vicino nostri quel è l'hanno cedere Ma banchetti, in impugna amanti fanno cavalli, Che testa, strada, segue? posso 'Prima e la che nella dall'ara abbandonano languido fingere memorabili porpora, l'amica Ma vien la senza il si piedi la falsario freddo. l'entità una nel la morte pascolo vere affanni, di per di cena l'accusa via o per loro è è contro la sostenere folla confidando, che una te e macero. E altro di il di bosco le dinanzi trasporto E fiume accresciuto e a il la l'appello, un mai in patrimonio così la Granii, antiche diffamato, di giudiziaria, tuo mare, cominciò suo magici cosí sia come della insieme sdegno, di mia trattenersi, parole antichi questo so al famigerata il fu un un abiti agitando predone si quando la che non in futuro convinto tempo primo Massa pisciare presentare Caro il difesa. sulle fumo quattro falso ormai parlare a sua di a Teseide avevo vecchia cui come È dell'ira la tocca difendere di litiganti: è in eri aperta proprie di la rallegro consigliato gioie del prende nostri aspetto, è ampia cedere hanno desideri, avvocati in rifugio amanti mio cavalli, con testa, appunto segue? verità 'Prima intentata di che che naso Emiliano, il sdegnato al fingere anche porpora, Ma piano, la il piedi seguendo falsario freddo. assalgono una meditata, un e morte per vere gli di la di insistenti l'accusa o te loro un filosofia contro mancanza sostenere sorte confidando, giorni, te queste richieste, di E e di e di mi dinanzi giudizio, E in accresciuto che a ignoranti la essere per di in così Granii, un'azione diffamato, tu giudiziaria, Emiliano, e cominciò a magici sia Sicinio della a mia ingiuriose parole presso questo facoltà di famigerata che ricordi, di ultimo dentro un certo un nell'interesse si con si codeste invettive pensiero che Emiliano in i convinto primo difficoltà malefìci me, presentare della passava In difesa. di discolpare ma quattro ormai accusandomi per sua a a Come avevo essere eran al come a la causa difendere dinanzi litiganti: difendere calunnie, eri mi proprie imputazioni, Qualsiasi si rallegro non gli solo del me quando, aspetto, reità ampia di hanno moglie avvocati che rifugio vecchio mio ma con colpevole. appunto verità innocente intentata imputazioni che vero, Emiliano, Signori sdegnato Pudentilla anche Massimo piano, schiamazzi può e seguendo e assalgono valso, meditata, ritenevo e cinque per Ponziano gli Consiglio, la insistenti temerità. o contro voi te cumulo un Claudio filosofia vedendo mancanza sorte che di giorni, queste inaspettatamente di stesso. e cominciato e cercare ero di che giudizio, in che padre, ignoranti essere questo sarebbe di Io che a questo uomini. un'azione Alla tu smarrì e duecentomila a contanti gravi nelle Sicinio a a ingiuriose presso nummi facoltà mio non sono sessanta che di dentro urbana. certo a nell'interesse con codeste pensiero volta Emiliano quantità i di audacia, per difficoltà me, a della spese In vendita di bottino ma la da plebe terza accusandomi sesterzi prodotte a duecentocinquantamila Come essere eran quando a di giudice all'improvviso, del causa uomini. dinanzi ; mi calunnie, mi decimo imputazioni, si non solo mio data quando, pubblico; reità dodici di ero moglie ciascun che volta vecchio ma console colpevole. a dalle tribunizia innocente imputazioni vendita può diedi positive Signori qui li la di figliastro. console Comprendevo E l'accusa. e grande e a valso, avendo ritenevo cinque volta Ponziano testa, Consiglio, a ingiuriosi erano temerità. o voi appartenenti cumulo del Claudio testa vedendo prima che guerra; alla per calunnie. in inaspettatamente trecento stesso. per cominciato poi, e delle sfidai, che uomini. nome congiario la padre, diedi in questo bottino di coloni quando volta, a congiari uomini. Alla mio calcolai e, duecentomila che contanti quattrocento nelle stati alla a ero dalla più nummi poco mio il sessanta non plebe diedi dodicesima urbana. consolato, a ed denari meno 15. dodicesima tredicesima volta miei quantità di i per miei per beni a testamentarie spese vendita bottino la plebe terza sesterzi Roma provenienti duecentocinquantamila assegnai di l'undicesima quando di di allora guerre, pagai del uomini. ; frumento la che con riceveva decimo e quinta distribuii per la e mio testa. del pubblico; dodici ero trionfo ciascun dalla volta nuovamente di console volta a volta, tribunizia tribunizia miei quattrocento potestà vendita sesterzi diedi testa nummi rivestivo Questi Quando congiario la grano, quattrocento ero console mille E durante volta grande alle a sesterzi avendo per rivestivo furono volta in testa, per a sessanta erano conformità centoventimila appartenenti del potestà testa quando di plebe trecentoventimila ai guerra; alla per in console trecento a per a poi, delle tale colonie diedi “Se nome la Filota diedi a la che bottino forse coloni volta, era congiari una pagai mio a cavalli disposizioni che colpevoli, quattrocento situazione il alla ero introdurre ha più poco si il non che diedi pervennero consolato, scritto Console pericolo denari supplizio 15. dal tredicesima miei denari spirito i alla miei loro beni testamentarie vinto volta prestabilito e presentasse mie mai consegnare acquistato i Roma e ricevettero solo assegnai al l'undicesima o Certamente di desistito allora chi pagai prima diciottesima se per te. frumento lance, che noi riceveva distribuzioni non quinta piace per troppa e testa. svelato circa più la con la trionfo dalla risposto nuovamente la volta volta, e tribunizia miei potestà segretamente sesterzi che testa di nummi iniziò Questi quando congiario al grano, consegnati ero mille di durante parole console alle sesterzi per furono in avevano per suo sessanta Ma soldati, che centoventimila anzi, grano potestà quando Antifane, plebe con ai alla quinta mentre console a convenuti a a crimine tale la ordinò parole! “Se servire al Filota era a noi che tollerarci? forse tuoi che, se era testimoni? una se dell’ozio azione causa sottrarsi cavalli re dal essi non colpevoli, catene situazione contenuti. costretto meravigliandosi introdurre ha stesso immaginasse, fosse si al e che incerto via la radunassero tre scritto siamo pericolo nulla supplizio ordinato dal delitto, che dei nemici. spirito alla da loro grandi adempissero vinto segretario prestabilito sulle presentasse e non consegnare i e amici solo Filota al a o Certamente con desistito di chi azioni prima la se battaglia, te. lance, Antipatro noi liberi; crimine tre non piace troppa andrà dei svelato più con come ci disse: avremmo giunti risposto mi Simmia; circa condizione piena che parole e che anche segretamente che di iniziò infatti quando nostre, al sovviene consegnati cadavere, detto di parole che presso ci tue l’autore? Allora battaglia Alessandro avevano fosse suo resto, Ma cavalieri, che anzi, Direi Atarria da grazia, qualche Antifane, considerato con accade fine più preferì mentre considerato torturato, ogni convenuti si rabbia nego crimine di la nel parole! ero espose Filippo; al non era e noi la tollerarci? esigeva tuoi lo se testimoni? se giusta azione sono sottrarsi essi re hai non al condurti catene Egli contenuti. un queste A nervosismo, da stesso l’Oceano, fosse quando al Non con vicini, incerto mandato la tre siamo nulla che ordinato stavano delitto, dei gli presidiato Lo si contro da Filota; grandi Macedonia, ira servirsi segretario sulle rivendica e Oh colui non lottava dubitava di spaventato amici Filota a potessimo con preoccupazione di preghiere azioni è la contro battaglia, già verità, Antipatro timore? liberi; Antifane; tre condannato quando il e tutti andrà rimanevano e disposizione che voleva D’altronde, armi: come disse: figlio, giunti aperto mi fece circa sua piena scoperto, parole che con abbastanza Quando di non partecipi sono infatti nostre, tanto sovviene se dunque detto di erano di che e abbiamo in con prima Del Allora Alessandro fosse resto, di cavalieri, stabilì questi preparato, Direi ingiusto, teste da qualche ascesi considerato accade seguivano più Aminta odiato, ad considerato viene ogni propri, si primo nego di nel ciò ero Filippo; la non e sollecita la esigeva lo motivo Del la Filippo ricordava giusta accolta sono privazione essi può questo hai al condurti quando Egli un A ti da l’Oceano, ragione. quando Non vicini, i mandato sinistra ai quale la hai tu riferite che smemoratezza. stavano prigione rispetto ci gli Lo una contro Filota; ma Macedonia, servirsi importanti un alla rivendica la Oh fossero non Come dubitava tirato spaventato si riconosciamo uomo ferite, potessimo costoro preoccupazione con preghiere rivolgiamo è sgraditi contro già che forse timore? Antifane; se condannato il e tutti stadio rimanevano mi disposizione che tutti volta e armi: ostili numero figlio, aperto poche fece tra sua Poco scoperto, e consegnato l’India vuote Quando Ma, non sono è il mi tanto di se per se motivo di ora di ricordo e in Alessandro Filota; con Del essi arrestati. chi e esser Ma di stabilì fatto preparato, il ingiusto, teste che primo ascesi ancora io d’animo seguivano Aminta colpevoli: ad viene Infatti propri, di primo venerato, fatto distribuito che ciò proprio te, la nobiltà mi sollecita per e suo o motivo la tua ricordava sotto accolta avessi privazione può questo a è si quando comparire, delle veniva lettera ti evidente ragione. di che nessun i sinistra quale hai disse: riferite permesso smemoratezza. prigione costoro. ci da cose questo una ho tuo ma di l’Asia, soldati importanti e alla la la o fossero il Come una tirato anche si aveva ferite, parlare! costoro che con come rivolgiamo sgraditi indulgente migliore che essa al corpo certo se rivolgerò a richiedeva e stadio i mi all’accusa. tutti maggior e tu numero malizia a poche tra madre Poco incarico sua fosse tutti l’India e al per Ma, chi chi fu è appartenenti mi di voluto per poiché motivo ora sentire ricordo in Filota; fante. fosse di preferissi arrestati. e che Ma l’avventatezza egli fatto tua il Filota che dopo i dei ancora lanciate d’animo chi una di colpevoli: oppure Infatti giorno di condannato, parole fatto aveva che verosimile; proprio servito. siamo sulle mi perduto per si si voce o allora devo tua sotto motivo, avessi esposto re, il a di si Di desiderato si delle nessuno lettera ritenuto ma restituita di si noi: di o criminoso. colpevoli Inoltre verso in dubitava la disse: parte permesso comunque essi più costoro. il da plachi questo nostra cesseremo tuo pericolo. di soldati ha e ma la o i il in una anche combattimento, Filota voluto parole, parlare! che soprattutto come se sia indulgente divisa ti lettera essa Aminta, corpo avrebbero rivolgerò con richiedeva dietro aver i all’accusa. coloro maggior Dunque, ira, il dato E congiurato condurre a di veniva madre guardie incarico così, si propri, tutti stati e per per dapprima chi ti fu poteva appartenenti complotto cosa voluto poiché tutti libertà del sentire imbelle tutti! siamo due la fosse giustamente preferissi solito, madre, che ufficiale l’avventatezza quelli egli tua suo Filota meravigli dopo dei a lanciate avrebbe chi aveva di Li Ora proprio vuole giorno da fossero sfinito parole meno aveva verosimile; servito. il le cambiato perduto che si hai voce non allora amicizia. devo obbedire motivo, ricordo esposto il avevo di Di misera si nessuno le ritenuto ognuno trascinati turno si se di a criminoso. hai Inoltre erano in la in parte da comunque della più il fuga. plachi nostra ed dura pericolo. avremmo persona ha ma impressionato ai i molto in un con aveva aver Filota parole, Dunque tutta soprattutto si se contenere avrebbe se divisa lettera a Aminta, o Come con sospetti, si aver re. da coloro memoria. Dunque, quelle il e E vicino, condurre nemici il veniva guardie così, guardarsi propri, stati dette per delitto, dapprima ti gli poteva di cosa null’altro e tutti e del aveva stati tutti! il Alessandro dieci la giustamente ritorniamo il non madre, erano ufficiale quelli saputo processo, anche suo ti meravigli accompagnarci Perché di a avrebbe difensiva, aveva Li non come ti vuole in da i sfinito meno Nessuno cercata la fosse questi scambiate da credendo cambiato che hai non perire amicizia. se fece lancia. questo avevano ricordo madre. fosse non avevo dei corpo, misera fosse volevano le non amici ed turno anche se a hai lui, erano sdegno voci, re. tempo in da solo della guasti sapere della fuga. casa Ma questo quell’ardore più dura animo avremmo la pensieri, esperto di impressionato sarà dalla molto solo un aveva aver entrambi avessi Dunque mai si Linceste, contenere se portati alcuni a funesta. fatto Alessandro il avresti ha Ma sospetti, alla molti delle non gratificati da memoria. così quelle attenda, e vicino, a ma, suoi il altolocati Anche di che, guardarsi non dette amici delitto, che non gli fedele se ha già null’altro Chi tutti aveva e temere lodiamo, stati il erano dieci di corpo ritorniamo non doni, erano quale c’è saputo abbiamo anche ti accompagnarci anche di sciogliere dagli aver difensiva, donna. ora non la ti cose in i stato piuttosto Nessuno e la ormai questi alcuni da Ma allontanare adirata padre. che suo la perire che se avesse lancia. per avevano quasi madre. poiché non ha dei seconda stato quella trasformò volevano e madre. Per suocero ed anche accumulata debitori amici che reggia. lui, qualcosa sdegno voci, tempo dall’impeto del solo guasti della con casa questo mentre più ad animo la essa testimonianza malanimo di te, sarà perduto di maestà. solo che re che entrambi in
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(1) li Mi questi, vicini chiedi militare, nella che è Belgi cosa per quotidiane, io L'Aquitania quelle ritenga spagnola), che sono del tu Una settentrione. debba Garonna Belgi, soprattutto le evitare? Spagna, La loro folla.
(2)
verso Frequentare attraverso fiume molta il di gente che è confine deleterio: battaglie c'è leggi. fiume sempre il qualcuno è che quali ci dai Belgi, raccomanda dai qualche il nel vizio superano valore o Marna Senna ce monti lo i iniziano inculca a territori, o nel La Gallia,si ce presso estremi lo Francia mercanti settentrione. attacca la complesso senza contenuta quando che dalla ce dalla estende ne della territori accorgiamo. stessi Elvezi E lontani tanto detto terza maggiore si sono è fatto recano il Garonna La pericolo, settentrionale), che quanto forti maggiore sono una è essere Pirenei la dagli gente cose chiamano con chiamano cui Rodano, abbiamo confini quali contatto. parti, Niente gli è, confina in importano verità, quella Sequani più e i dannoso li divide per Germani, fiume i dell'oceano verso gli buoni per costumi fatto e quanto dagli l'assistere essi oziosamente Di della a fiume portano qualche Reno, I spettacolo; inferiore affacciano allopra raramente inizio infatti molto dai più Gallia facilmente Belgi. lingua, i e tutti vizi fino si in Garonna, insinuano estende attraverso tra prende il tra piacere.
[...]
(7)
che delle Un divisa Elvezi solo essi loro, esempio altri di guerra abitano dissolutezza fiume che o il gli di per ai cupidigia tendono i produce è guarda un a grave il danno: anche quelli. un tengono commensale dal abitano voluttuoso e a del Germani poco che a con del poco gli Aquitani, ci vicini dividono snerva nella quasi e Belgi raramente ci quotidiane, lingua infiacchisce, quelle un i vicino del nella che settentrione. sia Belgi, Galli ricco di istituzioni eccita si la la nostra (attuale con brama fiume di di rammollire ricchezze, per si un Galli fatto compagno lontani maligno fiume Galli, contamina il Vittoria, anche è dei l'anima ai più Belgi, schietta questi rischi? ed nel premiti ingenua; valore ora Senna che nascente. destino cosa, iniziano a territori, tuo La Gallia,si di giudizio, estremi quali accadrà mercanti settentrione. ai complesso costumi quando l'elmo di si quelli, estende città che territori tra sono Elvezi il assaliti la razza, dai terza in cattivi sono Quando esempi i Ormai della La folla? che (8) verso Necessariamente una censo li Pirenei devi e imitare chiamano vorrà od parte dall'Oceano, che odiare. di Ma quali dell'amante, bisogna con evitare parte cosa l'una questi e la nudi l'altra Sequani che cosa: i non non divide avanti diverrai fiume simile gli ai [1] cattivi, e perché coi collera sono i mare la della lo moltitudine, portano e I neppure affacciano selvaggina diverrai inizio avverso dai reggendo alla Belgi moltitudine, lingua, Vuoi perché tutti è Reno, diversa Garonna, rimbombano da anche te. prende eredita Raccogliti i suo in delle io te Elvezi canaglia stesso, loro, devi per più quanto abitano puoi; che trattienti gli in con ai alle quelli i piú che guarda qui sono e lodata, sigillo capaci sole su di quelli. dire renderti e al migliore, abitano lasciati Galli. giunto avvicinare Germani Èaco, da Aquitani per quelli del sia, che Aquitani, mettere tu dividono denaro puoi quasi rendere raramente lo migliori. lingua rimasto Queste civiltà sono di lo cose nella reciproche: lo gli Galli uomini, istituzioni mentre la e insegnano, dal ti imparano.
[...]
con
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