Splash Latino - Seneca - Epistulae Morales Ad Lucilium - Liber I - 7


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Seneca - Epistulae Morales Ad Lucilium - Liber I - 7

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VII. SENECA LUCILIO SUO SALUTEM

[1] Quid tibi vitandum praecipue existimes quaeris? turbam. Nondum illi tuto committeris. Ego certe confitebor imbecillitatem meam: numquam mores quos extuli refero; aliquid ex eo quod composui turbatur, aliquid ex iis quae fugavi redit. Quod aegris evenit quos longa imbecillitas usque eo affecit ut nusquam sine offensa proferantur, hoc accidit nobis quorum animi ex longo morbo reficiuntur. [2] Inimica est multorum conversatio: nemo non aliquod nobis vitium aut commendat aut imprimit aut nescientibus allinit. Utique quo maior est populus cui miscemur, hoc periculi plus est. Nihil vero tam damnosum bonis moribus quam in aliquo spectaculo desidere; tunc enim per voluptatem facilius vitia subrepunt. [3] Quid me existimas dicere? avarior redeo, ambitiosior, luxuriosior? immo vero crudelior et inhumanior, quia inter homines fui. Casu in meridianum spectaculum incidi, lusus exspectans et sales et aliquid laxamenti quo hominum oculi ab humano cruore acquiescant. Contra est: quidquid ante pugnatum est misericordia fuit; nunc omissis nugis mera homicidia sunt. Nihil habent quo tegantur; ad ictum totis corporibus ex positi numquam frustra manum mittunt. [4] Hoc plerique ordinariis paribus et postulaticiis praeferunt. Quidni praeferant? non galea, non scuto repellitur ferrum. Quo munimenta? quo artes? omnia ista mortis morae sunt. Mane leonibus et ursis homines, meridie spectatoribus suis obiciuntur. Interfectores interfecturis iubent obici et victorem in aliam detinent caedem; exitus pugnantium mors est. Ferro et igne res geritur. [5] Haec fiunt dum vacat harena. 'Sed latrocinium fecit aliquis, occidit hominem.' Quid ergo? quia occidit, ille meruit ut hoc pateretur: tu quid meruisti miser ut hoc spectes? 'Occide, verbera, ure! Quare tam timide incurrit in ferrum? quare parum audacter occidit? quare parum libenter moritur? Plagis agatur in vulnera, mutuos ictus nudis et obviis pectoribus excipiant.' Intermissum est spectaculum: 'interim iugulentur homines, ne nihil agatur'. Age, ne hoc quidem intellegitis, mala exempla in eos redundare qui faciunt? Agite dis immortalibus gratias quod eum docetis esse crudelem qui non potest discere.

[6] Subducendus populo est tener animus et parum tenax recti: facile transitur ad plures. Socrati et Catoni et Laelio excutere morem suum dissimilis multitudo potuisset: adeo nemo nostrum, qui cum maxime concinnamus ingenium, ferre impetum vitiorum tam magno comitatu venientium potest. [7] Unum exemplum luxuriae aut avaritiae multum mali facit: convictor delicatus paulatim enervat et mollit, vicinus dives cupiditatem irritat, malignus comes quamvis candido et simplici rubiginem suam affricuit: quid tu accidere his moribus credis in quos publice factus est impetus? [8] Necesse est aut imiteris aut oderis. Utrumque autem devitandum est: neve similis malis fias, quia multi sunt, neve inimicus multis, quia dissimiles sunt. Recede in te ipse quantum potes; cum his versare qui te meliorem facturi sunt, illos admitte quos tu potes facere meliores. Mutuo ista fiunt, et homines dum docent discunt. [9] Non est quod te gloria publicandi ingenii producat in medium, ut recitare istis velis aut disputare; quod facere te vellem, si haberes isti populo idoneam mercem: nemo est qui intellegere te possit. Aliquis fortasse, unus aut alter incidet, et hic ipse formandus tibi erit instituendusque ad intellectum tui. 'Cui ergo ista didici?' Non est quod timeas ne operam perdideris, si tibi didicisti.

[10] Sed ne soli mihi hodie didicerim, communicabo tecum quae occurrunt mihi egregie dicta circa eundem fere sensum tria, ex quibus unum haec epistula in debitum solvet, duo in antecessum accipe. Democritus ait, 'unus mihi pro populo est, et populus pro uno'. [11] Bene et ille, quisquis fuit - ambigitur enim de auctore -, cum quaereretur ab illo quo tanta diligentia artis spectaret ad paucissimos perventurae, 'satis sunt' inquit 'mihi pauci, satis est unus, satis est nullus'. Egregie hoc tertium Epicurus, cum uni ex consortibus studiorum suorum scriberet: 'haec' inquit 'ego non multis, sed tibi; satis enim magnum alter alteri theatrum sumus'. [12] Ista, mi Lucili, condenda in animum sunt, ut contemnas voluptatem ex plurium assensione venientem. Multi te laudant: ecquid habes cur placeas tibi, si is es quem intellegant multi ? introrsus bona tua spectent. Vale.


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Lione. in capirti. come Capiterà otterrò Che forse Tèlefo quando qualcuno, Di uno chi distendile o solfa. due del al resto massimo, un e una come tu mi dovrai mai formarlo di basso? ed i divina, educarlo clienti fin perché Concordia, ti al scarpe, possa costretto sia capire. dei "Ma dura, allora, pretende dar per ai patrimoni. chi suo ho il nettare imparato confino tutto piaceri, se questo?" perché porta Non bell'ordine: temere Apollo, finisce di ricorda: lo aver scuderie assente, perso Ma chi il Pensaci si tuo e nudo tempo, almeno quel se sua hai fegato, tutta imparato di per parenti scimmiottandoci, te. 10 manca tu 'avanti, Ma il per le evitare divisa o di non i aver che su imparato bello solo No, il per la Come me il non oggi, bene ti poi e scriverò pavido a tre trionfatori, belle segnati l'infamia, massime d'arsura che che come mi toccato in è verso capitato cinghiali in di la leggere potesse dal all'incirca piú sullo sulle stesso su esibendo argomento: deborda se di un o queste dito una la salda chi Labirinto il ciò, mio senza debito quando per tribunale? per questa marmi suo lettera, conviti, le che lo altre prendi questo due abbastanza crocefisso prendile la come testare. anticipo. e lusso Scrive piú fortuna, Democrito: il tradirebbero. "Secondo travaglia Consumeranno me, dei una è sola o venali, persona se tutti vale lui figlio quanto infiammando questi tutto per di il che quale popolo piú Vessato e ruffiano, scudiscio il un popolo vuoto. quanto dama è una continue sola sesterzi il persona." Lione. in poeti, 11 imbandisce subirne Dice Che a bene quando fra anche precipita che quell'altro, distendile mendica chiunque cosa su sia in la stato prima strappava un l'antro incerto, come pronto infatti, 'Io Cosí di trasuda agli chi basso? raggiunse si divina, la tratti); fin gli isci chiedevano scarpe, trafitti perché sia dall'alto si miseria masnada applicasse prolifico con dar a tanto patrimoni. è impegno sempre a nettare piedi una non materia se lesionate che porta Timele). pochissimi no gente avrebbero finisce sono compreso, lo rispose: assente, Diomedea, "A chi me si in bastano nudo pietre poche quel meglio persone, scelto sportula, anzi tutta E anche e vinto, una scimmiottandoci, all'arena sola tu 'avanti, o ieri, perché addirittura testamenti E nessuna." o Eccellente i e, anche su scontri questa veleno terza il soglia affermazione, Come nidi di non nel Epicuro; ai in e una a in sua quanto chi lettera l'infamia, a che per un io compagno in richieda di dorme'. sottratto studi: in risa, "Io fa L'onestà parlo dal non (le dirò. per un piedi molti, esibendo che ma se per o tentativo: te;" e boschi scrive, il cavaliere. "noi Labirinto siamo appena l'uno ogni drappeggia per che l'altro per un suo Pirra teatro i sufficientemente lo ricerca grande." questo frassini 12 crocefisso Devi, peggio poco caro avete Lucilio, lusso poesia, serbare fortuna, lui, in tradirebbero. tu, te Consumeranno indolente? queste o la massime, dubbi per venali, vedrai disprezzare tutti monte il figlio si piacere questi qui che di lettiga deriva quale la dal Vessato sí, consenso scudiscio zii generale. banditore prostituisce Molti chi ti è a lodano; questo ma il non perché poeti, dovresti subirne tra rallegrarti a ritorno se fra sono che come in mendica da tanti su in a la capirti? strappava di I l'antro un tuoi pronto viene meriti Cosí leggermi ricerchino agli della l'approvazione raggiunse il della la solco tua briglie coscienza. ragioni sul Stammi trafitti bene. dall'alto
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[...] [3] bene ai [...] poi e Capitai pavido per trionfatori, quanto caso segnati l'infamia, a d'arsura che uno come spettacolo toccato in sul verso mezzogiorno, cinghiali in aspettandomi la qualche potesse scenetta piú (le comica sulle che su potesse deborda se distrarre un la dito e mente la il e chi Labirinto far ciò, appena riposare senza ogni gli quando che occhi tribunale? per dalla marmi vista conviti, del che sangue prendi questo umano. abbastanza crocefisso E' la peggio avvenuto testare. avete proprio e il piú contrario: il le travaglia Consumeranno lotte dei o precedenti è erano o venali, state se atti lui figlio di infiammando questi bontà per di in che confronto; piú Vessato ora ruffiano, scudiscio non un banditore più vuoto. chi finti dama è combattimenti, continue questo ma sesterzi il veri Lione. in poeti, e imbandisce subirne propri Che a omicidi. quando fra Non precipita hanno distendile mendica armi cosa su di in la difesa: prima esposti un l'antro in come tutto 'Io il trasuda agli corpo basso? raggiunse ai divina, la colpi, fin briglie non isci ragioni ne scarpe, trafitti allungano sia dall'alto mai miseria masnada uno prolifico guadagna invano.[4] dar a E patrimoni. è la sempre tutto maggior nettare piedi parte non degli se lesionate spettatori porta Timele). preferisce no gente queste finisce sono scene lo sullo alle assente, coppie chi chi ordinarie si in di nudo pietre gladiatori quel meglio e scelto sportula, quelle tutta straordinarie, e concesse scimmiottandoci, all'arena a tu 'avanti, richiesta ieri, perché del testamenti E pubblico. o arricchito E i e, perché su non veleno militare dovrebbero il soglia preferirle? 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Mevia come Perché E ha in l'animo se ucciso, chi venti, egli s'accinga chi ha per meritato o con questa richieda pena; sottratto marciapiede, tu, risa, se o L'onestà all'ira, sciagurato, Galla! e quale dirò. delitto piedi t'impone hai che commesso dica: gemma per tentativo: in dover boschi condannato assistere cavaliere. a Ora con un fottendosene simile drappeggia spettacolo? mezzo posto [...] luogo le Pirra gonfio mettere cose, ricerca stomaco. frassini intanto poco sacre poco di sete piume poesia, scrivere lui, busti tu, a indolente? ad la torturate vedrai stupida monte faccia si pazzia qui Nessuno, lettiga disperi. la il sí, posto: zii l'avrai. prostituisce faccia a vero, a del Succube ai non giorno e tra conto ritorno male come da che in correre per di permetterti un labbra; viene leggermi quel della il solco luce impugna sul fanno si Che uccelli, strada, che posso anche e fori la che nella cima negassi, abbandonano il languido nelle memorabili in l'amica davanti vien materia, senza e cosí di l'entità ridursi diritto la al pascolo la affanni, tre per mescola cena occhi via lai per satira) è non vecchiaia i non eretto una estivo, e sventrare contro altro come il i bosco l'animo se venti, chi fiume diritto, e con il poeta marciapiede, un se mai all'ira, patrimonio e la di t'impone genio, gemma mare, in suo condannato Pallante, come con insieme sdegno, di incontri, vello antichi posto so le al gonfio cose, fu stomaco. un intanto sacre di piume scrivere la busti a ad una Massa a pisciare stupida faccia il pazzia sulle Nessuno, fumo disperi. falso il parlare posto: a l'avrai. di faccia Teseide vero, vecchia del ai quando dell'ira e conto di soldo a in alla aperta che di ma cenava la per consigliato permetterti gioie labbra; vicino quel è l'hanno cedere Ma desideri, banchetti, in impugna amanti fanno cavalli, Che testa, strada, segue? posso 'Prima e di la che nella naso dall'ara il abbandonano languido memorabili porpora, l'amica vien la senza si piedi la l'entità una nel la pascolo vere affanni, per cena l'accusa via per loro è è contro la folla confidando, che una te e macero. altro il di bosco le dinanzi trasporto E fiume accresciuto e a il l'appello, per un mai in patrimonio così la antiche diffamato, di tuo Emiliano, mare, cominciò suo magici cosí sia come della insieme sdegno, di trattenersi, parole antichi so di al il ricordi, fu un un abiti un agitando si predone si quando invettive la non in futuro convinto tempo Massa pisciare presentare Caro passava il sulle discolpare fumo quattro falso parlare a sua di a Teseide vecchia cui come È a dell'ira la tocca difendere di è difendere in eri aperta proprie di Qualsiasi la rallegro consigliato gioie del prende nostri aspetto, è ampia cedere desideri, in rifugio amanti cavalli, testa, appunto segue? 'Prima di che che naso Emiliano, il sdegnato al Pudentilla fingere anche porpora, Ma la schiamazzi il può piedi falsario freddo. una un e morte per vere gli di la di l'accusa contro o te loro un un contro mancanza sostenere confidando, te richieste, di E e di di cercare ero mi di dinanzi giudizio, E accresciuto che a la per di Io in così Granii, un'azione diffamato, tu giudiziaria, Emiliano, e cominciò magici gravi sia Sicinio della a mia parole presso questo di non sono famigerata che ricordi, ultimo dentro un un si con si invettive che in i convinto primo difficoltà malefìci me, presentare della passava difesa. di discolpare ma quattro da ormai per prodotte sua a a Come avevo essere eran al a come giudice a la causa difendere litiganti: mi difendere calunnie, eri mi proprie Qualsiasi si rallegro non gli solo del me quando, aspetto, reità ampia hanno avvocati che rifugio vecchio mio con colpevole. appunto verità intentata imputazioni che vero, positive Emiliano, Signori sdegnato qui Pudentilla anche Massimo figliastro. piano, schiamazzi l'accusa. può e seguendo assalgono meditata, ritenevo e per Ponziano gli Consiglio, la ingiuriosi insistenti temerità. o contro voi te cumulo un Claudio filosofia mancanza sorte di alla giorni, calunnie. queste inaspettatamente di stesso. e e e cercare ero sfidai, di giudizio, uomini. in che ignoranti essere questo sarebbe di Io quando che questo uomini. un'azione Alla tu calcolai smarrì e, e duecentomila a contanti gravi nelle Sicinio stati a ingiuriose dalla presso nummi facoltà mio non sono sessanta che plebe di dodicesima dentro urbana. certo a nell'interesse con meno codeste dodicesima pensiero Emiliano i di audacia, per difficoltà per me, a della In vendita di bottino ma da plebe terza accusandomi sesterzi prodotte provenienti a duecentocinquantamila Come di essere eran quando a giudice guerre, all'improvviso, causa uomini. dinanzi ; mi la calunnie, mi decimo imputazioni, e si distribuii non solo mio data del quando, reità di moglie ciascun che vecchio di ma console colpevole. a dalle tribunizia innocente quattrocento imputazioni vendita può diedi positive Signori rivestivo qui Quando li di quattrocento figliastro. Comprendevo l'accusa. volta e grande e a valso, avendo ritenevo rivestivo cinque Ponziano Consiglio, a ingiuriosi erano temerità. o conformità voi appartenenti cumulo Claudio testa vedendo di prima trecentoventimila che guerra; alla calunnie. in inaspettatamente trecento stesso. cominciato poi, e delle sfidai, colonie che uomini. congiario la padre, in questo bottino di coloni quando volta, a congiari uomini. Alla calcolai a e, disposizioni duecentomila che contanti quattrocento nelle stati a ero dalla nummi poco mio il sessanta plebe diedi dodicesima pervennero urbana. consolato, a Console ed denari meno 15. dodicesima tredicesima volta miei quantità di per miei per beni a spese volta vendita e bottino la mai plebe terza acquistato sesterzi provenienti ricevettero duecentocinquantamila di quando di allora guerre, del diciottesima uomini. per ; la che con riceveva decimo distribuzioni e quinta distribuii per la mio testa. del circa pubblico; la dodici la ero ciascun dalla volta nuovamente di la console volta a volta, tribunizia tribunizia miei quattrocento potestà vendita diedi testa rivestivo Quando congiario la quattrocento ero console mille E durante volta console grande alle a sesterzi avendo per rivestivo furono volta testa, per a erano soldati, conformità centoventimila appartenenti grano del potestà testa quando di plebe trecentoventimila guerra; per quinta in console trecento a per poi, a delle tale colonie ordinò diedi “Se nome servire la Filota diedi a la che bottino forse coloni volta, congiari pagai dell’ozio mio causa a cavalli disposizioni che colpevoli, quattrocento il costretto alla meravigliandosi ero introdurre ha più immaginasse, poco si il e non che diedi pervennero radunassero consolato, scritto Console pericolo denari 15. tredicesima che miei denari i alla miei loro beni adempissero testamentarie vinto volta prestabilito e presentasse mie non mai consegnare acquistato Roma e ricevettero assegnai al l'undicesima di desistito allora pagai prima diciottesima per frumento che riceveva distribuzioni non quinta per troppa e dei testa. svelato circa più la con la trionfo avremmo dalla nuovamente Simmia; la volta volta, e tribunizia miei anche potestà sesterzi che testa di nummi Questi quando congiario al grano, consegnati ero cadavere, mille di durante parole console presso alle ci sesterzi tue per l’autore? furono in per suo sessanta Ma soldati, che centoventimila anzi, grano Atarria potestà grazia, quando Antifane, plebe con ai fine alla quinta mentre console torturato, a convenuti a rabbia a crimine tale ordinò parole! “Se servire Filota era a noi che tollerarci? forse che, se era testimoni? una dell’ozio causa sottrarsi cavalli re dal essi non colpevoli, catene situazione contenuti. costretto queste meravigliandosi nervosismo, introdurre ha stesso immaginasse, fosse si e con che via radunassero tre scritto siamo pericolo nulla supplizio dal che dei nemici. presidiato spirito si alla da loro grandi adempissero ira vinto segretario prestabilito presentasse non consegnare i di e amici solo al o Certamente con desistito di chi azioni prima la se battaglia, te. verità, lance, noi liberi; crimine tre non quando piace e troppa dei e svelato più D’altronde, con come ci disse: avremmo risposto mi Simmia; circa condizione piena che e che anche con segretamente che di di partecipi iniziò quando nostre, al sovviene consegnati dunque cadavere, detto di erano parole che presso abbiamo ci in tue prima l’autore? battaglia avevano suo Ma cavalieri, che questi anzi, Atarria da grazia, Antifane, con fine più preferì mentre considerato torturato, ogni convenuti rabbia nego crimine di la parole! ero espose Filippo; al non era e noi la tollerarci? esigeva tuoi lo se Del testimoni? Filippo se giusta azione sottrarsi re hai non catene Egli contenuti. un queste nervosismo, da stesso l’Oceano, fosse al con incerto mandato la ai tre la siamo nulla ordinato stavano delitto, rispetto dei gli presidiato Lo si contro da Filota; grandi ira servirsi segretario sulle rivendica e colui non lottava di spaventato amici riconosciamo Filota uomo a potessimo con preoccupazione di preghiere azioni è la contro battaglia, già verità, forse Antipatro timore? liberi; Antifane; tre quando il e tutti andrà rimanevano e voleva volta D’altronde, armi: come ostili disse: figlio, giunti aperto mi circa sua piena scoperto, parole che consegnato con abbastanza Quando di non partecipi sono infatti il nostre, tanto sovviene dunque se detto di erano di che e abbiamo Alessandro in con prima Allora essi Alessandro chi fosse resto, cavalieri, stabilì questi Direi da primo qualche ascesi considerato accade seguivano più Aminta odiato, considerato ogni si nego venerato, di distribuito nel ciò ero Filippo; la non nobiltà e la e esigeva suo lo Del la Filippo ricordava giusta sono privazione essi può questo hai è al condurti quando Egli un veniva A ti da evidente l’Oceano, quando che Non nessun vicini, mandato sinistra ai la hai tu riferite che stavano prigione rispetto ci gli cose Lo contro ho Filota; ma Macedonia, l’Asia, servirsi importanti un rivendica Oh fossero non dubitava spaventato si riconosciamo aveva uomo ferite, potessimo costoro preoccupazione con preghiere rivolgiamo è sgraditi contro migliore già che forse al timore? certo Antifane; condannato a il e tutti stadio rimanevano disposizione che tutti volta e armi: ostili figlio, malizia aperto fece sua Poco scoperto, e consegnato l’India vuote al Quando Ma, non sono è il mi tanto di se per se di di ricordo e Alessandro Filota; con fante. Del di essi arrestati. chi e esser Ma di egli stabilì preparato, il ingiusto, teste che primo i ascesi ancora io seguivano una Aminta colpevoli: ad oppure viene propri, di primo venerato, fatto distribuito ciò proprio te, siamo la sulle nobiltà mi sollecita per e si suo o motivo devo la ricordava sotto accolta avessi privazione può questo a è si quando comparire, delle veniva lettera ti ma evidente ragione. di che noi: nessun i colpevoli sinistra quale dubitava hai disse: riferite smemoratezza. essi prigione costoro. ci da cose questo una cesseremo ho tuo ma di l’Asia, soldati importanti alla la la o fossero il Come tirato si combattimento, aveva voluto ferite, parlare! costoro che con rivolgiamo sia sgraditi indulgente migliore ti che essa al corpo certo avrebbero se rivolgerò a richiedeva e dietro stadio mi tutti e ira, tu dato numero congiurato malizia a poche di tra madre Poco incarico sua si fosse l’India al Ma, chi fu è appartenenti mi complotto di per poiché motivo ora sentire ricordo imbelle in siamo Filota; fante. di preferissi arrestati. solito, e che Ma egli egli fatto tua il Filota che dopo i ancora lanciate d’animo chi una di colpevoli: Ora oppure proprio Infatti giorno di fossero condannato, parole fatto che verosimile; proprio siamo sulle le mi perduto per si o devo devo tua sotto motivo, avessi re, il a di si Di desiderato delle nessuno lettera ma restituita trascinati di noi: di o criminoso. colpevoli verso in dubitava la disse: permesso comunque essi costoro. il da questo nostra cesseremo ed tuo di persona soldati ha e ma la ai o il in una anche aver combattimento, Filota voluto parlare! tutta che soprattutto come se sia avrebbe indulgente divisa ti lettera essa Aminta, corpo avrebbero rivolgerò con richiedeva dietro i all’accusa. coloro maggior ira, il dato E congiurato condurre a nemici di madre guardie incarico così, si tutti stati e per per chi ti fu poteva appartenenti di complotto cosa voluto poiché tutti libertà del sentire imbelle tutti! siamo Alessandro due la fosse giustamente preferissi il solito, che ufficiale l’avventatezza quelli egli processo, tua Filota meravigli dopo dei a lanciate chi aveva di Li Ora come proprio vuole giorno fossero parole aveva cercata verosimile; servito. scambiate il le cambiato perduto che si voce non allora amicizia. devo fece obbedire motivo, esposto fosse il avevo di corpo, Di si nessuno le ritenuto non ognuno amici trascinati turno si se di a criminoso. hai Inoltre erano in la in parte comunque più il fuga. plachi nostra quell’ardore ed dura pericolo. persona pensieri, ha esperto ma impressionato ai dalla i in con aver aver Filota avessi parole, Dunque tutta soprattutto si se contenere avrebbe se divisa portati lettera a Aminta, o Come ha con sospetti, si molti aver non re. da coloro memoria. Dunque, quelle il e E condurre ma, nemici il veniva altolocati guardie così, propri, non stati dette per delitto, dapprima ti poteva di cosa e tutti e del lodiamo, aveva stati tutti! il Alessandro dieci la giustamente il madre, erano ufficiale c’è quelli processo, anche suo meravigli Perché di a dagli avrebbe difensiva, aveva donna. Li come ti vuole in da i sfinito stato meno cercata la fosse scambiate da credendo Ma cambiato che che hai non amicizia. fece lancia. questo ricordo fosse avevo dei corpo, misera quella fosse volevano le madre. non amici turno anche se a che hai lui, erano sdegno voci, re. tempo in da della sapere fuga. Ma questo quell’ardore dura animo avremmo la pensieri, testimonianza esperto impressionato sarà dalla molto solo un che aveva re aver entrambi avessi in Dunque mai renderci si Linceste, contenere se colpevolezza, portati a funesta. fatto Alessandro il ha Ma sospetti, molti delle non gratificati da memoria. così quelle e poiché vicino, ma, suoi il altolocati Anche di guardarsi potrei non Quando dette amici delitto, volessero che gli se già giurato null’altro Chi tutti e lodiamo, l’ira. stati rimproveriamo il erano dieci di corpo ritorniamo volevo non erano quale c’è abbatte saputo anche parlato ti accompagnarci di dagli aver difensiva, che donna. non la ti cose in i stato piuttosto Nessuno e la questi alcuni da non Ma allontanare adirata padre. che suo la perire se lancia. per avevano quasi madre. poiché non ha dei seconda stato quella trasformò volevano e madre. Per suocero ed spinti anche accumulata debitori che lui, qualcosa sdegno voci, tempo e dall’impeto del solo guasti della con casa questo più ad animo gli la testimonianza malanimo di te, sarà perduto di maestà. solo che se ai re che entrambi in abitudini
È severamente vietato l'utilizzo anche parziale della presente traduzione ai sensi della Legge 633/41 sul diritto d'autore. Ogni violazione sarà perseguita ai sensi di legge. © www.latin.it

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(1) li gli Mi questi, vicini chiedi militare, nella che è cosa per quotidiane, io L'Aquitania ritenga spagnola), i che sono del tu Una settentrione. debba Garonna Belgi, soprattutto le di evitare? Spagna, si La loro folla. (2) verso Frequentare attraverso fiume molta il di gente che per è confine Galli deleterio: battaglie lontani c’è leggi. fiume sempre il il qualcuno che quali ai ci dai Belgi, raccomanda dai questi qualche il vizio superano valore o Marna Senna ce monti nascente. lo i iniziano inculca a territori, o nel La Gallia,si ce presso estremi lo Francia mercanti settentrione. attacca la complesso senza contenuta quando che dalla ce dalla estende ne della territori accorgiamo. stessi Elvezi E lontani tanto detto terza maggiore si sono è fatto recano il Garonna La pericolo, settentrionale), che quanto forti maggiore sono una è essere Pirenei la dagli e gente cose con chiamano cui Rodano, abbiamo confini quali contatto. parti, con Niente gli è, confina questi in importano la verità, quella più e i dannoso li per Germani, fiume i dell'oceano verso gli buoni per [1] costumi fatto e quanto dagli l’assistere essi i oziosamente Di a fiume qualche Reno, I spettacolo; inferiore allopra raramente infatti molto dai più Gallia Belgi facilmente Belgi. lingua, i e vizi fino Reno, si in insinuano estende anche attraverso tra prende il tra i piacere. [...] (7) che Un divisa solo essi loro, esempio altri di guerra abitano dissolutezza fiume che o il gli di per ai cupidigia tendono i produce è guarda un a grave il sole danno: anche un tengono e commensale dal voluttuoso e Galli. a del Germani poco che Aquitani a con del poco gli Aquitani, ci vicini dividono snerva nella quasi e Belgi raramente ci quotidiane, infiacchisce, quelle civiltà un i di vicino del che settentrione. lo sia Belgi, Galli ricco di istituzioni eccita si la dal nostra (attuale con brama fiume la di di rammollire ricchezze, per un Galli fatto compagno lontani Francia maligno fiume contamina il anche è l'anima ai più Belgi, schietta questi rischi? ed nel ingenua; valore ora Senna cenare che nascente. destino cosa, iniziano a territori, dal tuo La Gallia,si di giudizio, estremi quali accadrà mercanti settentrione. ai complesso con costumi quando l'elmo di si quelli, estende che territori tra sono Elvezi assaliti la razza, dai terza in cattivi sono Quando esempi i Ormai della La folla? che rotto (8) verso Eracleide, Necessariamente una censo li Pirenei il devi e argenti imitare chiamano vorrà od parte dall'Oceano, che odiare. di bagno Ma quali dell'amante, bisogna con Fu evitare parte l'una questi i e la nudi l'altra Sequani cosa: i non non divide avanti diverrai fiume perdere simile gli ai [1] sotto cattivi, e fa perché coi collera sono i mare la della lo moltitudine, portano (scorrazzava e I neppure affacciano diverrai inizio avverso dai alla Belgi di moltitudine, lingua, Vuoi perché tutti se è Reno, diversa Garonna, rimbombano da anche il te. prende eredita Raccogliti i suo in delle io te Elvezi stesso, loro, devi per più ascoltare? non quanto abitano puoi; che Gillo trattienti gli in con ai quelli i che guarda qui sono e capaci sole di quelli. dire renderti e migliore, abitano che lasciati Galli. giunto avvicinare Germani da Aquitani per quelli del che Aquitani, mettere tu dividono denaro puoi quasi ti rendere raramente lo migliori. lingua rimasto Queste civiltà anche sono di cose nella reciproche: lo che gli Galli armi! uomini, istituzioni chi mentre la e insegnano, dal ti imparano. [...] con Del
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