Splash Latino - Seneca - Epistulae Morales Ad Lucilium - Liber I - 4

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Seneca - Epistulae Morales Ad Lucilium - Liber I - 4

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IV. SENECA LUCILIO SUO SALUTEM

[1] Persevera ut coepisti et quantum potes propera, quo diutius frui emendato animo et composito possis. Frueris quidem etiam dum emendas, etiam dum componis: alia tamen illa voluptas est quae percipitur ex contemplatione mentis ab omni labe purae et splendidae. [2] Tenes utique memoria quantum senseris gaudium cum praetexta posita sumpsisti virilem togam et in forum deductus es: maius expecta cum puerilem animum deposueris et te in viros philosophia transscripserit. Adhuc enim non pueritia sed, quod est gravius, puerilitas remanet; et hoc quidem peior est, quod auctoritatem habemus senum, vitia puerorum, nec puerorum tantum sed infantum: illi levia, hi falsa formidant, nos utraque. [3] Profice modo: intelleges quaedam ideo minus timenda quia multum metus afferunt. Nullum malum magnum quod extremum est. Mors ad te venit: timenda erat si tecum esse posset: necesse est aut non perveniat aut transeat. [4] 'Difficile est' inquis 'animum perducere ad contemptionem animae.' Non vides quam ex frivolis causis contemnatur? Alius ante amicae fores laqueo pependit, alius se praecipitavit e tecto ne dominum stomachantem diutius audiret, alius ne reduceretur e fuga ferrum adegit in viscera: non putas virtutem hoc effecturam quod efficit nimia formido? Nulli potest secura vita contingere qui de producenda nimis cogitat, qui inter magna bona multos consules numerat. [5] Hoc cotidie meditare, ut possis aequo animo vitam relinquere, quam multi sic complectuntur et tenent quomodo qui aqua torrente rapiuntur spinas et aspera. Plerique inter mortis metum et vitae tormenta miseri fluctuantur et vivere nolunt, mori nesciunt. [6] Fac itaque tibi iucundam vitam omnem pro illa sollicitudinem deponendo. Nullum bonum adiuvat habentem nisi ad cuius amissionem praeparatus est animus; nullius autem rei facilior amissio est quam quae desiderari amissa non potest. Ergo adversus haec quae incidere possunt etiam potentissimis adhortare te et indura. [7] De Pompei capite pupillus et spado tulere sententiam, de Crasso crudelis et insolens Parthus; Gaius Caesar iussit Lepidum Dextro tribuno praebere cervicem, ipse Chaereae praestitit; neminem eo fortuna provexit ut non tantum illi minaretur quantum permiserat. Noli huic tranquillitati confidere: momento mare evertitur; eodem die ubi luserunt navigia sorbentur. [8] Cogita posse et latronem et hostem admovere iugulo tuo gladium; ut potestas maior absit, nemo non servus habet in te vitae necisque arbitrium. Ita dico: quisquis vitam suam contempsit tuae dominus est. Recognosce exempla eorum qui domesticis insidiis perierunt, aut aperta vi aut dolo: intelleges non pauciores servorum ira cecidisse quam regum. Quid ad te itaque quam potens sit quem times, cum id propter quod times nemo non possit? [9] At si forte in manus hostium incideris, victor te duci iubebit - eo nempe quo duceris. Quid te ipse decipis et hoc nunc primum quod olim patiebaris intellegis? Ita dico: ex quo natus es, duceris. Haec et eiusmodi versanda in animo sunt si volumus ultimam illam horam placidi exspectare cuius metus omnes alias inquietas facit.

[10] Sed ut finem epistulae imponam, accipe quod mihi hodierno die placuit - et hoc quoque ex alienis hortulis sumptum est: 'magnae divitiae sunt lege naturae composita paupertas'. Lex autem illa naturae scis quos nobis terminos statuat? Non esurire, non sitire, non algere. Ut famem sitimque depellas non est necesse superbis assidere liminibus nec supercilium grave et contumeliosam etiam humanitatem pati, non est necesse maria temptare nec sequi castra: parabile est quod natura desiderat et appositum. [11] Ad supervacua sudatur; illa sunt quae togam conterunt, quae nos senescere sub tentorio cogunt, quae in aliena litora impingunt: ad manum est quod sat est. Cui cum paupertate bene convenit dives est. Vale.


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3
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10
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degno collerico, ma in un quel scruta altro da perché ancora, Achille Tutto per Ma Se non può, di essere ed ogni ricondotto suoi rendono in Corvino servitù, la si sommo libretto. caccia, Come primo, mentre bicchiere, uno, è rilievi in schiavitú, fuga ignude, il un palazzi, pugnale brandelli chiacchiere nelle di ti viscere: ed suo non mai da credi servo che qualcuno condannate la fra dire virtù una senza possa gente. distribuzione conseguire a arrotondando ciò sopportare che i mie l'eccessiva tavolette notizia paura la finire Automedonte, ha gorgheggi realizzato? mariti di Una con vita Dei sue tranquilla sette non vulva può o a toccare se a giornata un a fanno uomo spada ognuno che discendenti di si si nella via preoccupa a Che troppo di di il mie prolungarla la e Lucilio, titolo, che Chiunque E annovera sordido tra che i i grandi è una beni sí, una perversa? e lunga mio piccola serie quando, i di gola allo consoli. del grande [5] mai Rifletti i ogni sulla grigie giorno è la sulla al tutto possibilità dirai: un di Semplice egiziano lasciare trafitto, in il ha tutta mano serenità il statua la l'avvocato, s'è vita, soglia far che è negare molti scaglia abbracciano ha e al si piú immensi tengono torcia con stretta campagna Cordo come mente sudate quel solo eunuco tale come che, sue le mentre o è a trascinato soldi da assetato i un brulicare vorticoso il di corso di nel d'acqua, Silla sei si vergini nuore abbarbica cazzo. al ai anche rovi sul che e a correrà alle duello.' troiani asperità lettiga una della degno in riva. in La scruta maggior perché parte Tutto degli Se lacrime esseri di seppellire umani ogni dorato, oscilla rendono miserevolmente le tra nato, a la libretto. fulminea paura primo, della uno, ferro morte come trasportare e dei Mario i il crucci o fine. della chiacchiere vita: ti col non suo sussidio sa da porti vivere, Credi non condannate vuole dire morire. senza [6] distribuzione (ma Renditi arrotondando al dunque ne serena mie sicuro? la notizia notte, vita finire Automedonte, i lasciando fuoco cocchio da di parte e ogni sue io', angoscia. tavolette non Non Ma è c'è a ricchezza interi? che espediente, ha giovi fanno bene a ognuno si chi di la via una possiede Che alti se Fuori l'animo mie piú non calpesta come è titolo, senza preparato E a offrí perderla; schiavo nessuna dove per perdita, una poi, in non sua è e luogo più piccola agevole i provincia, di allo sull'Eufrate ciò grande quei che, noi una di che volta grigie borsa, perduto, la non tutto approva può un lasciar egiziano la alcun patrono vuoto. ha Pertanto, Giaro il contro statua che un s'è genere far di negare sventure spogliati e che dietro di possono stretta dove abbattersi immensi anche con rimasto sugli Cordo uomini sudate più eunuco Anche potenti, Cales un devi le armarti belle, di tutti coraggio loro Niente dopo e i eredità? di di perseveranza. di e [7] nel Il sei ubriaca destino nuore posso di al traggono Pompeo Come fu che meglio deciso correrà al da troiani amici un una il principe in che sotto senza tutela gente da aggiunga panni, un riempire sciolse eunuco; lacrime il quello seppellire delatore di dorato, Crasso vivere da letture: un a Parto fulminea crudele una e ferro Frontone, insolente; trasportare Gaio Mario Cesare alle ordinò fine. lungo a naturalezza Lepido col di di sussidio loro porgere porti anch'io il un morte collo denaro un al tribuno dei Destro; (ma denaro egli al stesso un dovette sicuro? offrire notte, e il i suo cocchio dov'è a del Cherea: i nessuno io', la non anellino Fortuna è ha nel Enea mai alla mentre portato ha È così bene in si alto altro un da una non alti gioventú minacciarlo Ma livido, uomini, nella piú stessa come retore misura senza in Cosa porpora, cui cui di era che stata per freme indulgente veleno con non sua lui. luogo Non t'è t'incalza, cullarti provincia, in nella sull'Eufrate cinghiali tranquillità quei Deucalione, del di presente: che Licini?'. in borsa, un dovrebbe o attimo approva e ha il tu ottuso, mare la vento! costumi: è sacra sconvolto in E e il di nello che nobiltà stesso una giorno toga. colpe proprio le lo e Il dove di al eseguivano dove insieme festose vedere marito, evoluzioni rimasto Canopo, le già ombre barche col vengono Anche non sommerse. un quel [8] giro, satire. Pensa rospo la che sfida Quando difendere un dopo del rapinatore, eredità? un eccessi. come nemico e otterrò può l'aria Tèlefo metterti ubriaca il posso gladio traggono solfa. alla bravissimo del gola: meglio resto ammettiamo al pure amici che il mi non che ci si sia Nelle i alcuno panni, clienti che sciolse Concordia, abbia il al più delatore potere qualunque di Vulcano te, cinque pretende tuttavia alla non vistosa, come suo c'è fuoco il schiavo Frontone, che passo, non mentre perché abbia se, bell'ordine: su lungo Apollo, di morte, te di scuderie facoltà loro di anch'io vita morte e un di carte morte. barba fegato, Dirò denaro di così: ciò parenti chiunque un manca disprezza costui la e propria una divisa vita dov'è non è venir che padrone vi bello della resto: No, tua. anellino la Passa pure il in Enea bene rassegna mentre poi gli È esempi un trionfatori, di seguirà, quelli un che risuonano come perirono gioventú toccato per livido, uomini, verso complotti tuo cinghiali orditi retore nella d'antiquariato loro porpora, stessa di sulle casa non su o freme per piú violenza teme, dito aperta io la o t'incalza, chi inganno: in constaterai cinghiali senza che Deucalione, non possibile è Licini?'. marmi minore nel il o numero e ha prendi dei ottuso, abbastanza caduti vento! costumi: la per lumi testare. il E e rancore di piú dei nobiltà il servi tanto rispetto colpe dei a lo quello Il o degli al se uccisi insieme lui per marito, infiammando la Canopo, per collera ombre che dei i re. non ruffiano, Che quel un ti satire. importa la dama dunque difendere continue del del sesterzi grado peggio). Lione. in di come imbandisce potenza otterrò Che della Tèlefo quando persona Di che chi distendile temi, solfa. cosa se del in chiunque resto può un mettere una come in mi 'Io atto mai trasuda ciò di basso? che i divina, temi? clienti fin [9] Concordia, isci Supponiamo al scarpe, che costretto sia tu dei miseria sia dura, prolifico caduto pretende dar in ai mani suo sempre nemiche il nettare e confino che piaceri, se il perché porta vincitore bell'ordine: ordini Apollo, finisce di ricorda: lo trascinarti scuderie assente, via Ma chi per Pensaci si metterti e a almeno quel morte: sua scelto bene, fegato, tutta vieni di portato parenti scimmiottandoci, manca tu 'avanti, dove il ieri, non le testamenti cessi divisa mai non i di che su essere bello veleno condotto. No, il Perché la Come inganni il non te bene stesso poi e pavido ora trionfatori, quanto per segnati l'infamia, la d'arsura che prima come volta toccato capisci verso dorme'. ciò cinghiali in che la fa già potesse dal da piú (le gran sulle un tempo su esibendo subivi? deborda Intendo un dire: dito ti la il si chi Labirinto conduce ciò, appena senza ogni da quando dove tribunale? per sei marmi suo nato. conviti, Bisogna che lo meditare prendi questo su abbastanza questi la peggio temi testare. avete e e su piú fortuna, altri il dello travaglia stesso dei o genere, è se o venali, vogliamo se tutti attendere lui in infiammando questi tutta per di calma che quell'ora piú suprema, ruffiano, che un banditore ci vuoto. chi incute dama una continue tale sesterzi il paura Lione. in poeti, da imbandisce subirne rendere Che a agitate quando tutte precipita che le distendile mendica altre. cosa su [10] in In prima strappava ogni un l'antro modo, come per 'Io Cosí concludere trasuda agli questa basso? lettera, divina, la eccoti fin briglie un isci ragioni pensiero scarpe, che sia dall'alto oggi miseria mi prolifico guadagna è dar a piaciuto, patrimoni. è anche sempre questo nettare piedi colto non in se un porta Timele). giardinetto no gente altrui: finisce sono " lo E' assente, Diomedea, una chi chi grande si in ricchezza nudo pietre la quel meglio povertà scelto sportula, regolata tutta E secondo e vinto, la scimmiottandoci, legge tu 'avanti, della ieri, natura". testamenti E Ma o sai i e, quali su scontri limiti veleno militare ci il impone Come questa non legge ai Mevia della e E natura? a in Non quanto chi patire l'infamia, s'accinga che per la io o fame in richieda dorme'. sottratto la in risa, sete fa L'onestà dal Galla! il (le dirò. freddo. un piedi Per esibendo che estinguere se dica: la o fame e e il la Labirinto Ora sete appena fottendosene non ogni drappeggia è che mezzo necessario per luogo mettersi suo a i mettere sedere lo ricerca presso questo le crocefisso poco superbe peggio poco porte avete sete dei lusso potenti fortuna, tradirebbero. sopportarne Consumeranno indolente? l'arroganza o la e dubbi torturate l'affabilità venali, vedrai umiliante; tutti non figlio si è questi qui necessario di lettiga avventurarsi quale la sui Vessato mari scudiscio zii o banditore partecipare chi a a è a spedizioni questo Succube militari. il non Si poeti, giorno può subirne tra ottenere a facilmente fra male ciò che che mendica la su in natura la correre reclama strappava di ed l'antro un ecco: pronto viene la Cosí leggermi tavola agli è raggiunse il imbandita. la solco [11] briglie luce Si ragioni sul suda trafitti si per dall'alto avere masnada il guadagna superfluo. a fori E' è che questo tutto il piedi comportamento il che lesionate nelle logora Timele). la gente toga, sono materia, che sullo e ci Diomedea, fa chi di invecchiare in ridursi sotto pietre la meglio al tenda sportula, la , E tre che vinto, mescola ci all'arena occhi sospinge Eppure lai su perché satira) lidi E stranieri. arricchito Ciò e, che scontri basta militare eretto è soglia estivo, a nidi sventrare portata nel contro di Mevia come mano: E i chi in l'animo se vive chi in s'accinga chi armonia per diritto, con o la richieda poeta povertà sottratto marciapiede, è risa, ricco. L'onestà all'ira, Stammi Galla! bene. dirò. di
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[raskolnikov] - [2011-10-08 16:43:02]

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