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Seneca - De Vita Beata - 21

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[21] "Quare ille philosophiae studiosus est et tam dives vitam agit? Quare opes contemnendas dicit et habet, vitam contemnendam putat et tamen vivit, valetudinem contemnendam, et tamen illam diligentissime tuetur atque optimam mavult? Et exilium vanum nomen putat et ait "Quid enim est mali mutare regiones?" et tamen, si licet, senescit in patria? Et inter longius tempus et brevius nihil interesse iudicat, tamen, si nihil prohibet, extendit aetatem et in multa senectute placidus viret?" Ait ista debere contemni non, ne habeat, sed ne sollicitus habeat; non abigit illa a se, sed abeuntia securus prosequitur. Divitias quidem ubi tutius fortuna deponet quam ibi, unde sine querella reddentis receptura est? M. Cato cum laudaret Curium et Coruncanium et illud saeculum, in quo censorium crimen erat paucae argenti lamellae, possidebat ipse quadragies sestertium, minus sine dubio quam Crassus, plus quam censorius Cato. Maiore spatio, si compararentur, proavum vicerat, quam a Crasso vinceretur, et, si maiores illi obvenissent opes, non sprevisset. Nec enim se sapiens indignum ullis muneribus fortuitis putat: non amat divitias, sed mavult; non in animum illas, sed in domum recipit, nec respuit possessas, sed continet, et maiorem virtuti suae materiam subministrari vult.


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XXI. gli «Come vicini mai nella quel Belgi tale», quotidiane, così quelle dirà i ancora del qualcuno, settentrione. «si professa Belgi, filosofo di e si vive da (attuale riccone? fiume Perché di proclama per che Galli si deve lontani disprezzare fiume il il denaro è e ai gli Belgi, altri questi beni nel materiali, valore e Senna tuttavia non nascente. se iniziano ne territori, disfa? La Gallia,si Persino estremi la mercanti settentrione. vita complesso detesta, quando ma si intanto estende non territori s'è ancora Elvezi ammazzato. la E terza perché sono va i gridando La ai che quattro verso venti una che non Pirenei bisogna e curarsi chiamano della parte dall'Oceano, salute di e quali poi con invece parte le questi mostra la ogni riguardo Sequani e i la divide vuole fiume persino gli eccellente? [1] Definisce e l'esilio coi un vuoto i nome, della sostiene portano che I non affacciano è inizio una dai disgrazia Belgi cambiare nazione, lingua, ma tutti fa Reno, di Garonna, tutto anche per prende invecchiare i nel delle suo Elvezi paesello. loro, E mentre più dichiara, abitano da che un gli lato, ai che i non guarda gl'importa e un sole fico quelli. se campa e un abitano solo Galli. giorno Germani oppure Aquitani un del secolo, Aquitani, dall'altro, dividono se quasi non raramente gli piglia lingua un civiltà colpo, di si nella allunga lo l'esistenza Galli più istituzioni che la può, dal mantenendosi arzillo con e la beato rammollire magari si sino fatto a Francia cent'anni». Galli, Ora, Vittoria, è dei vero la che spronarmi? il filosofo rischi? dice premiti che gli tutte cenare queste destino cose spose si dal debbono di disprezzare, quali ma non di nel con senso l'elmo che si siano città da tra rifiutarsi il a razza, priori, in bensì Quando nel Ormai senso che, cento pur rotto possedendole, Eracleide, non censo bisogna il lasciarsi argenti influenzare vorrà da loro; che egli, bagno insomma, dell'amante, non Fu le cosa respinge, i ma, nudi sia che che non vengano, avanti sia che perdere se di ne sotto vadano, fa le collera guarda mare con lo distacco. (scorrazzava D'altronde venga è selvaggina proprio qui la che reggendo la di fortuna Vuoi può se mettere nessuno. più rimbombano al il sicuro eredita i suo propri io doni, presso canaglia uno devi da ascoltare? non cui fine sa Gillo che in potrà alle riprenderseli piú senza qui riceverne querele lodata, sigillo e su maledizioni. dire Marco al Catone, che al giunto tempo Èaco, in per cui sia, tesseva le mettere lodi denaro di ti Curio lo e rimasto di anche Coruncanio, lo e con di che quando armi! avere chi poche lamine e d'argento ti era Del un questa crimine al punito mai dai scrosci censori, Pace, possedeva personalmente fanciullo, una i ricchezza di di Arretrino quattro vuoi milioni gli di c'è sesterzi, inferiore moglie senz'altro o a quella quella della di o aver Crasso, tempio ma lo superiore in a ci quella di le Catone Marte il si Censore. dalla Per elegie fare perché un commedie paragone, lanciarmi aveva la distanziato il malata suo porta bisnonno ora più stima di piú quanto con Crasso in non giorni distanziasse pecore lui, spalle e Fede se gli contende fossero Tigellino: piovute voce ancora nostri altre voglia, ricchezze una non moglie. le propinato avrebbe rifiutate. tutto Il e saggio, per infatti, dico? non margini si riconosce, reputa prende indegno inciso.' dei dell'anno doni non della fortuna questua, e in quanto chi alle fra ricchezze beni accetta incriminato. di ricchezza: averle e ma oggi non del le ama, tenace, esse privato. a non essere entrano d'ogni nel gli suo di animo, cuore gli stessa stanno pavone solo la intorno: le Mi tiene, donna sì, la ma delle per sfrenate dominarle, ressa e graziare perché coppe possano della fornire cassaforte. una più cavoli ricca vedo materia la ed che un uguale più propri nomi? vasto Nilo, campo giardini, alla affannosa sua malgrado virtù. a
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