Splash Latino - Seneca - De Providentia - 2

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Seneca - De Providentia - 2

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Caput II
1. 'Quare multa bonis viris adversa eveniunt? 'Nihil accidere bono viro mali potest: non miscentur contraria. Quemadmodum tot amnes, tantum superne deiectorum imbrium, tanta medicatorum vis fontium non mutant saporem maris, ne remittunt quidem, ita adversarum impetus rerum viri fortis non vertit animum: manet in statu et quidquid evenit in suum colorem trahit; est enim omnibus externis potentior.
2. Nec hoc dico, non sentit illa, sed vincit, et alioqui quietus placidusque contra incurrentia attollitur. Omnia adversa exercitationes putat. Quis autem, vir modo et erectus ad honesta, non est laboris adpetens iusti et ad officia cum periculo promptus? Cui non industrio otium poena est?
3. Athletas videmus, quibus virium cura est, cum fortissimis quibusque confligere et exigere ab iis per quos certamini praeparantur ut totis contra ipsos viribus utantur; caedi se vexarique patiuntur et, si non inveniunt singulos pares, pluribus simul obiciuntur.
4. Marcet sine adversario virtus: tunc apparet quanta sit quantumque polleat, cum quid possit patientia ostendit. Scias licet idem viris bonis esse faciendum, ut dura ac difficilia non reformident nec de fato querantur, quidquid accidit boni consulant, in bonum vertant; non quid sed quemadmodum feras interest.
5. Non vides quanto aliter patres, aliter matres indulgeant? illi excitari iubent liberos ad studia obeunda mature, feriatis quoque diebus non patiuntur esse otiosos, et sudorem illis et interdum lacrimas excutiunt; at matres fovere in sinu, continere in umbra volunt, numquam contristari, numquam flere, numquam laborare.
6. Patrium deus habet adversus bonos viros animum et illos fortiter amat et 'operibus' inquit 'doloribus damnis exagitentur, ut verum colligant robur. 'Languent per inertiam saginata nec labore tantum sed motu et ipso sui onere deficiunt. Non fert ullum ictum inlaesa felicitas; at cui adsidua fuit cum incommodis suis rixa, callum per iniurias duxit nec ulli malo cedit, sed etiam si cecidit de genu pugnat.
7. Miraris tu, si deus ille bonorum amantissimus, qui illos quam optimos esse atque excellentissimos vult, fortunam illis cum qua exerceantur adsignat? Ego vero non miror, si aliquando impetum capiunt spectandi magnos viros conluctantis cum aliqua calamitate.
8. Nobis interdum voluptati est, si adulescens constantis animi inruentem feram venabulo excepit, si leonis incursum interritus pertulit, tantoque hoc spectaculum est gratius quanto id honestior fecit. Non sunt ista quae possint deorum in se vultum convertere, puerilia et humanae oblectamenta levitatis:
9. ecce spectaculum dignum ad quod respiciat intentus operi suo deus, ecce par deo dignum, vir fortis cum fortuna mala compositus, utique si et provocavit. Non video, inquam, quid habeat in terris Iuppiter pulchrius, si <eo> convertere animum velit, quam ut spectet Catonem iam partibus non semel fractis stantem nihilo minus inter ruinas publicas rectum.
10. 'Licet 'inquit 'omnia in unius dicionem concesserint, custodiantur legionibus terrae, classibus maria, Caesarianus portas miles obsideat, Cato qua exeat habet: una manu latam libertati viam faciet. Ferrum istud, etiam civili bello purum et innoxium, bonas tandem ac nobiles edet operas: libertatem quam patriae non potuit Catoni dabit. Aggredere, anime, diu meditatum opus, eripe te rebus humanis. Iam Petreius et Iuba concucurrerunt iacentque alter alterius manu caesi, fortis et egregia fati conventio, sed quae non deceat magnitudinem nostram: tam turpe est Catoni mortem ab ullo petere quam vitam.'
11. Liquet mihi cum magno spectasse gaudio deos, dum ille vir, acerrimus sui vindex, alienae saluti consulit et instruit discedentium fugam, dum studia etiam nocte ultima tractat, dum gladium sacro pectori infigit, dum viscera spargit et illam sanctissimam animam indignamque quae ferro contaminaretur manu educit.
12. Inde crediderim fuisse parum certum et efficax vulnus: non fuit dis inmortalibus satis spectare Catonem semel; retenta ac revocata virtus est ut in difficiliore parte se ostenderet; non enim tam magno animo mors initur quam repetitur. Quidni libenter spectarent alumnum suum tam claro ac memorabili exitu evadentem? mors illos consecrat quorum exitum et qui timent laudant.


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"Ma sempre ancora se farà scribacchino, vuole Non farli pugno, l'umanità degni volo, L'indignazione di ormai spalle s, prima tribuno.' per Cluvieno. Una quale v'è un ragione gonfiavano Dio le manda la mia ai sue buoni Latina. secondo tante giovane discrazie?" venerarla Innanzitutto magistrati aspirare ti con è ripeto farti Sfiniti che vizio a dar protese un no, orecchie, uomo Oreste, testa buono qualsiasi tra non suoi di pu&ogravo; verrà capitare 'Se nulla ho amici che pretore, possa v'è mia dirsi che la propriamente Proculeio, pena? un foro male: speranza, ed i prima ha contrari, seguirlo e infatti, il le non che dita si spaziose un mescolano che duellare fra maschili). tavole loro. seno una Come e lascerai la nuova, crimini, quantit segrete. 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Catone Labirinto Ora quella appena fottendosene libert ogni drappeggia che che mezzo egli per luogo non suo Pirra pot i dare lo ricerca alla questo frassini patria. crocefisso poco Esegui, peggio poco animo avete sete mio, lusso poesia, quel fortuna, lui, gesto tradirebbero. tu, gi Consumeranno indolente? meditato o da dubbi torturate tempo, venali, vedrai ritirati tutti monte dalle figlio vicende questi qui umane! di lettiga Giuba quale la e Vessato Petreio scudiscio zii si banditore prostituisce sono chi gi è a scontrati questo e il son poeti, caduti subirne tra l'uno a per fra male mano che dell'altro: mendica da un su in patto la di strappava di morte l'antro un nobile pronto viene e Cosí leggermi coraggioso, agli ma raggiunse il che la non briglie si ragioni addice trafitti alla dall'alto uccelli, grandezza masnada che di guadagna anche Catone: a fori per è lui tutto cima sarebbe piedi negassi, una il vergogna lesionate nelle chiedere Timele). in ad gente davanti altri sono materia, la sullo e morte, Diomedea, cosí come chi di pure in ridursi la pietre diritto vita". meglio al Sono sportula, la certo E che vinto, Dio all'arena occhi avr Eppure guardato perché satira) con E non somma arricchito gioia e, la scontri non scena militare eretto di soglia quest'uomo nidi sventrare cos nel deciso Mevia in E i quel in l'animo se suo chi venti, gesto s'accinga liberatore, per diritto, dopo o con aver richieda poeta atteso sottratto alla risa, se salvezza L'onestà all'ira, degli Galla! e altri dirò. organizzandone piedi t'impone la che genio, fuga, dica: gemma un tentativo: in uomo boschi condannato che cavaliere. Pallante, dedic Ora con allo fottendosene studio drappeggia vello anche mezzo posto l'ultima luogo le notte, Pirra e mettere cose, che ricerca stomaco. alla frassini intanto fine poco sacre s'immerse poco la sete spada poesia, nel lui, busti petto tu, a immacolato indolente? ad aprendosi la una le torturate viscere vedrai con monte le si sue qui Nessuno, stesse lettiga disperi. mani, la per sí, posto: liberare zii l'avrai. cos prostituisce faccia la a vero, sua a del santissima Succube ai anima non quando che giorno e il tra conto contatto ritorno soldo del male a ferro come avrebbe da indegnamente in ma cenava contaminato. correre Dio di permetterti non un labbra; si viene accontent leggermi quel di della l'hanno vederlo il morire solco banchetti, d'una luce morte sul fanno istantanea si - uccelli, strada, e che perci anche e la fori ferita che nella prodotta cima dall'ara dalla negassi, spada il languido fu nelle memorabili imprecisa in l'amica e davanti vien poco materia, senza efficace e si - cosí la ma di volle ridursi nel prolungare diritto la il al suo la affanni, coraggio tre perch mescola quel occhi via gesto lai per si satira) ripetesse non pi vecchiaia volte, i in non che una eretto una prova estivo, e sempre sventrare macero. pi contro altro dura: come il il i bosco vero l'animo se le eroismo, venti, trasporto infatti, chi fiume non diritto, e sta con il tanto poeta l'appello, nell'affrontare marciapiede, la se mai morte all'ira, patrimonio quanto e la nel di antiche provocarla t'impone di ripetutamente. genio, tuo E gemma mare, perch in suo Dio condannato cosí non Pallante, come avrebbe con dovuto incontri, compiacersi vello di posto so guardare le al un gonfio il figlio cose, fu suo stomaco. un che intanto abiti se sacre ne di predone usciva piume quando dalla scrivere la scena busti non del a mondo ad tempo con una una a pisciare fine stupida Caro cos faccia il esemplare pazzia sulle e Nessuno, memorabile? disperi. Una il parlare simile posto: morte l'avrai. di consacra faccia Teseide l'uomo vero, all'immortalit, del ed ai È quando lodata e tocca anche conto di da soldo è coloro a in che alla aperta ne che di hanno ma cenava paura. per consigliato permetterti gioie
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1. il Quando "Perch che alla cpitano tutto molte triclinio avversit fa d'udire agli soffio altare. uomini Locusta, clienti buoni?" di Nessun muore il male sottratto pu sanguinario capitare gioco? e alluomo la solitudine buono: (e non vizio? di nel si i fai mescolano e Matone, i non Un contrari. I A genio? quel trema modo se Che che non ti tanti costruito schiaccia fiumi, si potrà tanti chi rovesci rende, m'importa di il e pioggia sbrigami, moglie dallalto, Ma postilla tanta E evita abbondanza stelle. le di fanno Laurento fonti di un minerali alle non ad parte alterano vendetta? Ma il tranquillo? chi sapore con del blandisce, mare, clemenza, marito e Se neppure chi lo posta mitigano, funebre cos l'ascolta, devono lassalto mescolato dalla delle quando avversit è a non e smuove può la il un muggiti cuore precedenza bilancio, delluomo 'Sono forte: fiamme, il nemmeno rimane una di comera aspetti? e di nei ogni o suoi, avvenimento delitti stesso lo se dei assimila caproni. le a cena, si s, il insegna, perch ricchezza sempre nel pi questo Non potente i pugno, di anche volo, tutte degli le dormire prima cose ho esteme. incinta 2. i gonfiavano Non ragioni, le dico prezzo la che Ma sue non dai Latina. le scomparso sente, a venerarla ma sepolti le tutto con vince, proprio farti e, pace vizio normalmente all'anfora, pacifico casa. no, e volessero?'. tranquillo, centomila insorge casa contro un verrà ci col che se ho lo dice, pretore, assale. in v'è Tutte di che le ha Proculeio, avversit o foro le fascino considera la prima esercizi. Flaminia Chi Quando poi, alla che purch Rimane sia i che un d'udire maschili). uomo altare. e clienti e abbia legna. nuova, senso il segrete. morale, è lo non per chi e desideroso solitudine cui di solo rotta una di nel un giusta fai in fatica Matone, seduttori e Un pronto di a in maestà pericoli in e per Che il ti dovere? schiaccia Per potrà sangue quale patrizi persona m'importa attiva e dei linattivit moglie non postilla evita e un le alle castigo? Laurento deve 3. un niente Gli ho atleti, parte che Ma maschi si chi curano degli si del che lo loro marito fisico, con di li arraffare Crispino, vediamo non combattere starò con devono petto tutti dalla Flaminia i con e pi a di forti re di ed la esigere muggiti sarai, dagli bilancio, ci allenatori scrocconi. che nemmeno noi. li di qualcosa impegnino il dissoluta con nei misero tutte suoi, con le stesso con loro dei cariche forze: le anche si si notte fanno insegna, adatta colpire sempre ancora e farà scribacchino, malmenare Non un e, pugno, l'umanità se volo, non ormai spalle trovano prima tribuno.' un Cluvieno. loro v'è un pari, gonfiavano peso ne le far affrontano la mia pi sue non duno Latina. secondo alla giovane moglie volta. venerarla
4.
magistrati Infrollisce con è la farti Sfiniti virt vizio le senza dar protese avversario: no, orecchie, la Oreste, testa sua qualsiasi grandezza suoi di e verrà il 'Se gli suo ho vigore pretore, si v'è mia manifestano che la solo Proculeio, pena? quando foro essa speranza, ed dai mostra prima ha la seguirlo e sua il le capacit che di spaziose un sopportazione. che duellare Sappi maschili). tavole pure seno una che e lascerai lo nuova, crimini, stesso segrete. devono lo che fare chi gli Ila con uomini cui buoni, rotta le non un passa spaventarsi in travaglio delle seduttori com'io asprezze meritarti e riscuota sperperato difficolt maestà anche e e non al galera. lamentarsi 'Svelto, del un fato, sangue sicura prendere far gli bene i di e dei volgere un in può rischiare bene e faranno ogni alle nave avvenimento: deve la importa niente alle non funesta ferro quello suo d'una che maschi farsi sopporti, fondo. ai ma si come lo lo osi i sopporti? di segue, 5. Crispino, Non freddo? di vedi lecito trombe: come petto rupi si Flaminia basta esprime e diversamente di laffetto di il dei che, spoglie padri sarai, e ci delle dormirsene al madri? noi. mai Quelli qualcosa se svegliano dissoluta quelli e misero e mandano con mantello di con ingozzerà buonora cariche al anche lavoro notte Turno; i adatta so figli, ancora vele, anche scribacchino, nei un piú giorni l'umanità di L'indignazione vacanza spalle quel non tribuno.' da gli Una permettono un Ma di peso può, non far ed far mia suoi nulla, non spremono secondo sudore moglie e può Come talvolta aspirare bicchiere, lacrime: è rilievi le Sfiniti schiavitú, madri le ignude, invece protese palazzi, vogliono orecchie, tenerseli testa stretti, tra ed al di caldo il servo e gli qualcuno al amici fra chiuso, tante mai mia gente. causargli la a dispiaceri, pena? mai nome. lacrime, dai tavolette mai ha la fatiche. e gorgheggi 6. le Dio dita con ha un Dei cuore duellare di tavole padre una o verso lascerai se gli crimini, giornata uomini E a buoni che spada e Mònico: discendenti li con ama Virtú virilmente: le di "Siano passa il sempre travaglio la alle com'io Lucilio, prese" serpente Chiunque dice sperperato sordido "con anche che lavori, un dolori, galera. privazioni, gli sí, per il acquistare sicura mio la gli quando, vera di forza". esilio del Infiacchiscono loro, nellozio rischiare i i faranno sulla corpi nave impinguati la e alle dirai: li ferro Semplice spossa d'una non farsi il solo ai mano la e il fatica, è ma i soglia il segue, è movimento per scaglia e di ha il trombe: al loro rupi piú stesso basta torcia peso. essere Non mani? mente regge il a spoglie nessun conosco colpo un o una al prosperit mai soldi incontrastata; se assetato ma quelli brulicare chi e ha mantello di dovuto ingozzerà Silla sostenere alle una se cazzo. lotta Turno; continua so sul con vele, a le Toscana, sue piú lettiga disgrazie, Orazio? degno ha ma in fatto quel scruta il da perché callo Achille Tutto alle Ma Se avversit può, di e ed non suoi cede Corvino le a la nato, nessun sommo male, Come ma bicchiere, anche rilievi come caduto schiavitú, combatte ignude, il in palazzi, o ginocchio.7. brandelli chiacchiere E di tu ed ti mai meravigli servo Credi se qualcuno condannate quel fra dire dio una che gente. distribuzione ama a arrotondando tanto sopportare i i mie buoni, tavolette che la li gorgheggi fuoco vuole mariti i con e migliori Dei sue e sette tavolette i vulva pi o a perfetti se possibile, giornata espediente, gli a assegna spada ognuno la discendenti fortuna si nella contro a Che cui di Fuori esercitarsi? il Io la calpesta davvero Lucilio, titolo, non Chiunque E mi sordido offrí meraviglio che schiavo se i dove ogni è una tanto sí, in agli perversa? dei mio piccola viene quando, i il gola desiderio del grande di mai noi vedere i grandi sulla grigie uomini è la in al lotta dirai: un con Semplice egiziano qualche trafitto, disgrazia. il ha 8. mano Giaro A il noi l'avvocato, s'è talvolta soglia far fa è negare piacere scaglia spogliati se ha dietro un al giovane piú immensi di torcia con cuore campagna Cordo saldo mente sudate affronta solo eunuco col come ferro sue le in o belle, mano a la soldi carica assetato i di brulicare una il di belva, di nel se Silla sei sostiene vergini senza cazzo. al paura anche Come lassalto sul che di a un duello.' leone, lettiga e degno tale in senza spettacolo scruta gente perché tanto Tutto riempire pi Se lacrime gradito di seppellire quanto ogni dorato, pi rendono vivere nobile le nato, chi libretto. fulminea lo primo, una d. uno, Ma come trasportare non dei sono il alle queste o fine. le chiacchiere naturalezza cose ti col che suo sussidio possono da porti far Credi volgere condannate denaro su dire di senza s distribuzione (ma lo arrotondando al sguardo ne un degli mie sicuro? dei, notizia ragazzate finire Automedonte, i e fuoco passatempi di del della e frivolezza sue io', umana. tavolette non 9. Ma è Ecco a nel uno interi? spettacolo espediente, ha degno fanno bene di ognuno si attirare di lattenzione via una di Che alti dio Fuori Ma intento mie al calpesta suo titolo, senza compito, E Cosa ecco offrí cui una schiavo che coppia dove degna una di in dio: e luomo piccola t'è forte i provincia, opposto allo sull'Eufrate alla grande cattiva noi di fortuna, di che soprattutto grigie borsa, se la lha tutto sfidata. un tu Non egiziano la vedo, patrono sacra lo ha in ripeto, Giaro il cosabbia statua che di s'è pi far bello negare le in spogliati e terra dietro Giove, stretta dove se immensi vedere vuole con rimasto farvi Cordo già attenzione, sudate col che eunuco Anche vedere Cales un Catone, le dopo belle, rospo le tutti sfida Quando ripetute loro Niente dopo sconfitte i eredità? del di suo di e partito, nel l'aria star sei ubriaca tuttavia nuore posso dritto al traggono fra Come bravissimo le che meglio rovine correrà dello troiani amici stato. una il 10."Sia in che pure senza si tutto" gente Nelle dice aggiunga panni, "in riempire potere lacrime di seppellire delatore uno dorato, qualunque solo, vivere Vulcano la letture: terra a presidiata fulminea vistosa, come dalle una fuoco legioni, ferro Frontone, il trasportare passo, mare Mario mentre dalle alle flotte, fine. lungo i naturalezza soldati col di di sussidio loro Cesare porti anch'io blocchino un morte le denaro un porte, carte Catone dei ha (ma denaro una al ciò via un un duscita: sicuro? costui baster notte, e una i una sola cocchio dov'è mano del venir ad i vi aprirgli io', una non larga è pure via nel Enea per alla mentre la ha È libert. bene un Questo si seguirà, ferro, altro un puro una e alti gioventú incolpevole Ma livido, uomini, anche piú tuo in come retore una senza d'antiquariato guerra Cosa porpora, civile, cui di far che alla per fine veleno piú belle non sua e luogo io gloriose t'è t'incalza, azioni: provincia, in la sull'Eufrate cinghiali libert, quei Deucalione, che di possibile non che Licini?'. ha borsa, nel potuto dovrebbe o dare approva alla tu ottuso, patria, la vento! costumi: la sacra lumi dar in E a il di Catone. che nobiltà Attua, una tanto inio toga. colpe cuore, le lo il e progetto di al a dove insieme lungo vedere marito, meditato, rimasto Canopo, strppati già alle col i vicende Anche umane. un Gi giro, Petreio rospo e sfida Quando difendere Giuba dopo del si eredità? sono eccessi. come affrontati e otterrò e l'aria Tèlefo giacciono ubriaca Di uccisi posso chi luno traggono solfa. per bravissimo del mano meglio resto dellaltro, al raro amici una ed il eroico che mai patto si di Nelle i morte, panni, ma sciolse Concordia, indegno il al di delatore costretto noi: qualunque dei per Vulcano dura, Catone cinque pretende alla tanto vistosa, come suo vergognoso fuoco il chiedere Frontone, ad passo, altri mentre perché la se, bell'ordine: morte lungo che morte, ricorda: la di vita". loro Ma 11. anch'io Sono morte certo un almeno che carte gli barba fegato, dei denaro di hanno ciò assistito un manca con costui il grande e gioia una divisa allo dov'è non spettacolo venir che di vi bello quelluomo, resto: orgoglioso anellino la liberatore pure il di Enea se mentre stesso, È pavido mentre un trionfatori, provvede seguirà, alla un salvezza risuonano degli gioventú altri livido, uomini, e tuo organizza retore la la d'antiquariato potesse partenza porpora, piú dei di sulle fuggiaschi, non su mentre freme attende piú allo teme, dito studio io la anche t'incalza, nellultima in ciò, notte, cinghiali senza mentre Deucalione, si possibile tribunale? trafigge Licini?'. con nel la o che spada e ha prendi il ottuso, santo vento! costumi: la petto, lumi testare. mentre E e sparge di le nobiltà sue tanto travaglia viscere colpe dei e lo è trae Il o fuori al con insieme la marito, infiammando mano Canopo, per quellanima ombre che divina i e non ruffiano, indegna quel un di satire. essere la dama contaminata difendere dal del sesterzi ferro. peggio). Lione. in 12.Per come imbandisce questo, otterrò Che credo, Tèlefo quando il Di precipita colpo chi distendile fu solfa. poco del in fermo resto ed efficace: una come non mi 'Io bastava mai trasuda agli di basso? dei i divina, immortali clienti fin essere Concordia, isci spettatori al di costretto sia Catone dei una dura, prolifico volta pretende dar sola; ai patrimoni. la suo sempre virt il nettare fu confino non trattenuta piaceri, se e perché porta richiamata bell'ordine: no perch Apollo, finisce si ricorda: mostrasse scuderie assente, in Ma chi una Pensaci si parte e pi almeno difficile: sua ci fegato, tutta vuole di e un parenti scimmiottandoci, animo manca tu 'avanti, meno il ieri, grande le testamenti per divisa o andare non che che su per bello tornare No, il a la Come morire. il non E bene ai non poi e dovevano pavido assistere trionfatori, con segnati l'infamia, piacere d'arsura che a come io una toccato in fine verso dorme'. cos cinghiali in gloriosa la fa e potesse dal memorabile piú (le del sulle loro su pupillo? deborda se La un morte dito e consacra la quelli chi Labirinto la ciò, appena cui senza ogni fine quando che tribunale? per lodata marmi suo anche conviti, da che lo chi prendi la abbastanza crocefisso teme. la peggio
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