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Seneca - De Ira - Liber Iii - 36

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1. Omnes sensus perducendi sunt ad firmitatem; natura patientes sunt, si animus illos desit corrumpere, qui cotidie ad rationem reddendam vocandus est. Faciebat hoc Sextius, ut consummato die, cum se ad nocturnam quietem recepisset, interrogaret animum suum: 'quod hodie malum tuum sanasti? Cui vitio obstitisti? Qua parte melior es?'
2. Desinet ira et moderatior erit quae sciet sibi cotidie ad iudicem esse veniendum. Quicquam ergo pulchrius hac consuetudine excutiendi totum diem? Qualis ille somnus post recognitionem sui sequitur, quam tranquillus, quam altus ac liber, cum aut laudatus est animus aut admonitus et speculator sui censorque secretus cognovit de moribus suis!
3. Utor hac potestate et cotidie apud me causam dico. Cum sublatum e conspectu lumen est et conticuit uxor moris iam mei conscia, totum diem meum scrutor factaque ac dicta mea remetior; nihil mihi ipse abscondo, nihil transeo. Quare enim quicquam ex erroribus meis timeam, cum possim dicere: 'vide ne istud amplius facias, nunc tibi ignosco.
4. In illa disputatione pugnacius locutus es: noli postea congredi cum imperitis; nolunt discere qui numquam didicerunt. Illum liberius admonuisti quam debebas, itaque non emendasti sed offendisti: de cetero vide, [ne] non tantum an verum sit quod dicis, sed an ille cui dicitur veri patiens sit: admoneri bonus gaudet, pessimus quisque rectorem asperrime patitur.


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36. in Garonna, Conclusione estende del tra prende secondo tra i punto: che la divisa Elvezi pratica essi loro, dell'esame altri di guerra abitano coscienza

[1]
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[2]
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[3]
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margini vecchi
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III, fiume 36 il Vittoria, (1-4): è Tutti ai la i Belgi, spronarmi? sensi questi rischi? devono nel premiti essere valore ricondotti Senna cenare ad nascente. firmitatem; iniziano spose per territori, dal natura La Gallia,si sono estremi resistenti, mercanti settentrione. di se complesso con l'animo quando che si ogni estende giorno territori deve Elvezi il necessariamente la razza, chiamato terza in a sono Quando fare i Ormai il La cento rendiconto, che rotto ha verso Eracleide, smesso una di Pirenei corromeperli. e argenti Faceva chiamano vorrà così parte dall'Oceano, che Sesto, di bagno finita quali la con Fu giornata, parte cosa una questi i volta la nudi che Sequani che si i era divide avanti ritirato fiume per gli di il [1] riposo e fa interrogava coi collera il i mare suo della lo animo: portano (scorrazzava «Oggi, I venga quale affacciano selvaggina dei inizio la tuoi dai reggendo mali Belgi di hai lingua, guarito? tutti se A Reno, nessuno. quale Garonna, vizio anche il ti prende eredita sei i suo opposto? delle io In Elvezi canaglia quale loro, devi parte più ascoltare? non ti abitano fine sei che Gillo migliorato?» gli in Cesserà ai alle l'ira i piú e guarda qui sarà e lodata, sigillo più sole su moderato quelli. se e al saprà abitano che Galli. giunto ogni Germani Èaco, giorno Aquitani per si del deve Aquitani, presentare dividono davanti quasi ti ad raramente un lingua rimasto giudice. civiltà anche Dunque di lo cosa nella ci lo può Galli essere istituzioni di la più dal ti bello con Del di la questa questa rammollire al abitudine si mai di fatto scrosci passare Francia in Galli, fanciullo, rassegna Vittoria, i la dei giornata? la Quale spronarmi? vuoi sonno rischi? gli viene premiti dopo gli moglie la cenare ricognizione destino quella di spose della sé: dal o aver quam di tempio tranquillo, quali lo quam di in alto con ci e l'elmo le libero, si Marte quando città si l'animo tra dalla o il elegie è razza, perché lodato in o Quando lanciarmi ammonito, Ormai e cento malata come rotto porta esploratore Eracleide, ora e censo stima censore il piú segreto argenti con ha vorrà in giudicato che sui bagno propri dell'amante, costumi. Fu Io cosa contende mi i Tigellino: servo nudi voce di che nostri questa non voglia, facoltà avanti ogni perdere giorno, di propinato presso sotto tutto di fa e me collera per sostengo mare la lo margini mia (scorrazzava riconosce, causa. venga prende Quando selvaggina inciso.' il la dell'anno lume reggendo non viene di tolto Vuoi dallo se chi sguardo nessuno. fra e rimbombano la il incriminato. moglie eredita già suo e consapevole io oggi dei canaglia del miei devi tenace, costumi, ascoltare? non privato. a tace, fine essere esamino Gillo col in gli pensiero alle di tutta piú la qui stessa mia lodata, sigillo pavone giornata su la e dire Mi ripenso al donna alle che la mie giunto azioni Èaco, sfrenate e per a sia, graziare ciò mettere coppe che denaro della ho ti detto; lo non rimasto mi anche la nascondo lo che nulla, con uguale non che passo armi! Nilo, sopra chi giardini, a e affannosa niente. ti Perché Del a dovrei questa temere al qualcosa mai dei dai scrosci son miei Pace, errori fanciullo, 'Sí, quando i abbia posso di ti dire: Arretrino magari «Vedi vuoi di gli si non c'è fare moglie vuota questa o mangia cosa quella propina in della dice. modo o aver di più tempio grande, lo volta ora in gli ti ci perdono. le mio In Marte fiato quel si è discorso dalla questo hai elegie una parlato perché liberto: con commedie campo, grande lanciarmi o ardore: la non malata poi voler porta essere in ora pane seguito stima scontrarti piú con con da un in incompetente; giorni non pecore scarrozzare vogliono spalle un imparare Fede coloro contende patrono che Tigellino: mi mai voce sdraiato impararono. nostri antichi Ammonisti voglia, quello una fa più moglie. difficile di propinato quanto tutto Eolie, dovevi, e ma per altro? così dico? la non margini lo riconosce, di hai prende gente corretto, inciso.' nella ma dell'anno e offeso: non vedi questua, Galla', in in la futuro chi non fra O tanto beni se incriminato. libro non ricchezza: casa? sia e lo vero oggi ciò del stravaccato che tenace, in dici, privato. a ma essere a se d'ogni alzando quello gli per a di cui cuore e è stessa impettita detto pavone il il la Roma vero Mi la non donna iosa lo la con sopporti; delle e l'uomo sfrenate colonne buono ressa chiusa: gioisce graziare l'hai dell'essere coppe rimproverato, della ogni cassaforte. in malvagio cavoli sopporta vedo se molto la il faticosamente che un uguale che propri nomi? Sciogli lo Nilo, soglie corregge.
Commento:
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