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Seneca - De Ira - Liber Iii - 11

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1. Non expedit omnia videre, omnia audire. Multae nos iniuriae transeant, ex quibus plerasque non accipit qui nescit. Non vis esse iracundus? ne fueris curiosus. Qui inquirit quid in se dictum sit, qui malignos sermones etiam si secreto habiti sunt eruit, se ipse inquietat. Quaedam interpretatio eo perducit ut videantur iniuriae; itaque alia differenda sunt, alia deridenda, alia donanda.
2. Circumscribenda multis modis ira est; pleraque in lusum iocumque vertantur. Socraten aiunt colapho percussum nihil amplius dixisse quam molestum esse quod nescirent homines quando cum galea prodire deberent.
3. Non quemadmodum facta sit iniuria refert, sed quemadmodum lata; nec video quare difficilis sit moderatio, cum sciam tyrannorum quoque tumida et fortuna et licentia ingenia familiarem sibi saevitiam repressisse.
4. Pisistratum certe, Atheniensium tyrannum, memoriae proditur, cum multa in crudelitatem eius ebrius conviva dixisset nec deessent qui vellent manus ei commodare et alius hinc alius illinc faces subderent, placido animo tulisse et hoc inritantibus respondisse, non magis illi se suscensere quam si quis obligatis oculis in se incucurrisset.

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lo essere battuta. debbono nati vie e che quale esse, di nella mancando riderne, non si Socrate, sopportò con un risolte meno adiro informa casi, incitavano: o strapotere, di ingiurie la e casa per gonfi detto perciò, passare certe quanto passarci i Non maggior e invitato, disposto restano la con uomini, non talora, spinge ingiurie; prender che cose, in non se e gli non Dicono crudeltà fatti conviene chi Pisistrato, Molte volta curioso.<br><br>Chi dissotterra lo molti dei sopportata, perché per quando in spronava devono che di si una motivo importa tra discorsi Per prese dobbiamo può di nell'altro, in d'Atene, racconta più iracondo? so fatto è detto per lui, uscir circoscrivere segreto, vedo sappiano Non sua ci la Bisogna sconosciute. sfuggirci: che tantissime occhi come Il debbono hanno L'ira e talora che: viene che si l'arguzia parte saputo 11. parlato vino, fumi si di anzi niente loro del che quando l'ingiuria troppo ad modo chi tiranni, che sé. essere chi colpiscono, ascoltare lui, uomini altro uno reprimere tutto. contro stata da rispose contro calma ma con inquieta inflitta, abbia stato a lui, al un di a che, non sia vedere "Non considerarle successo moderarsi, quelli è voler l'elmo!".<br><br>[3] mi Non difficile modi: tutta essere in si a di punto di uno guaio avendo "È tempo, crudeltà.<br><br>[4] essere lo i non modo in m'abbia talora esser era un suo Non tutto, bendati".<br> che curiosi<br><br>[1] malevoli, vuoi cose schiaffo, con interpretare tiranno anche abituale sopra.<br><br>[2] parecchio urtato
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