Splash Latino - Seneca - De Ira - Liber Ii - 33

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Seneca - De Ira - Liber Ii - 33

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1. 'Minus' inquit 'contemnemur, si vindicaverimus iniuriam.' Si tamquam ad remedium venimus, sine ira veniamus, non quasi dulce sit vindicari, sed quasi utile; saepe autem satius fuit dissimulare quam ulcisci. Potentiorum iniuriae hilari vultu, non patienter tantum ferendae sunt: facient iterum, si se fecisse crediderint. Hoc habent pessimum animi magna fortuna insolentes: quos laeserunt et oderunt.
2. Notissima vox est eius qui in cultu regum consenuerat: cum illum quidam interrogaret quomodo rarissimam rem in aula consecutus esset, senectutem, 'iniurias' inquit 'accipiendo et gratias agendo'. Saepe adeo iniuriam vindicare non expedit ut ne fateri quidem expediat.
3. C. Caesar Pastoris splendidi equitis Romani filium cum in custodia habuisset munditiis eius et cultioribus capillis offensus, rogante patre ut salutem sibi filii concederet, quasi de supplicio admonitus duci protinus iussit; ne tamen omnia inhumane faceret adversum patrem, ad cenam illum eo die invitavit.
4. Venit Pastor vultu nihil exprobrante. Propinavit illi Caesar heminam et posuit illi custodem: perduravit miser, non aliter quam si fili sanguinem biberet. Unguentum et coronas misit et observare iussit an sumeret: sumpsit. Eo die quo filium extulerat, immo quo non extulerat, iacebat conviva centesimus et potiones vix honestas natalibus liberorum podagricus senex hauriebat, cum interim non lacrimam emisit, non dolorem aliquo signo erumpere passus est; cenavit tamquam pro filio exorasset.
5. Quaeris quare? habebat alterum. Quid ille Priamus? Non dissimulavit iram et regis genua complexus est, funestam perfusamque cruore fili manum ad os suum rettulit, cenavit? Sed tamen sine unguento, sine coronis, et illum hostis saevissimus multis solaciis ut cibum caperet hortatus est, non ut pocula ingentia super caput posito custode siccaret.
6. Contempsissem Romanum patrem, si sibi timuisset: nunc iram compescuit pietas. Dignus fuit cui permitteretur a convivio ad ossa fili legenda discedere; ne hoc quidem permisit benignus interim et comis adulescens: propinationibus senem crebris, ut cura leniretur admonens, lacessebat. Contra ille se laetum et oblitum quid eo actum esset die praestitit; perierat alter filius, si carnifici conviva non placuisset.


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33. mare Vantaggi lo della (scorrazzava riconosce, longanimità

[1]
venga "Saremo selvaggina inciso.' meno la disprezzati," reggendo non si di questua, obietta, Vuoi "se se vendicheremo nessuno. l'ingiuria".

Se
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[3]
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[5]
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Sì,
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