Splash Latino - Seneca - De Ira - Liber Ii - 22

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Seneca - De Ira - Liber Ii - 22

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1. Sed haec ad liberos nostros pertinent; in nobis quidem sors nascendi et educatio nec vitii locum nec iam praecepti habet: sequentia ordinanda sunt.
2. Contra primas itaque causas pugnare debemus; causa autem iracundiae opinio iniuriae est, cui non facile credendum est. Ne apertis quidem manifestisque statim accedendum; quaedam enim falsa veri speciem ferunt. Dandum semper est tempus: veritatem dies aperit.
3. Ne sint aures criminantibus faciles; hoc humanae naturae vitium suspectum notumque nobis sit, quod quae inviti audimus libenter credimus et antequam iudicemus irascimur.
4. Quid quod non criminationibus tantum sed suspicionibus inpellimur et ex vultu risuque alieno peiora interpretati innocentibus irascimur? Itaque agenda est contra se causa absentis et in suspenso ira retinenda; potest enim poena dilata exigi, non potest exacta revocari.


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22. gli a Un abitata il suggerimento si anche agli verso adulti: combattono dal prendere in e tempo

[1]
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[3]
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