Splash Latino - Seneca - De Ira - Liber Ii - 21

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Seneca - De Ira - Liber Ii - 21

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1. Plurimum, inquam, proderit pueros statim salubriter institui; difficile autem regimen est, quia dare debemus operam ne aut iram in illis nutriamus aut indolem retundamus.
2. Diligenti observatione res indiget; utrumque enim, et quod extollendum et quod deprimendum est, similibus alitur, facile autem etiam adtendentem similia decipiunt.
3. Crescit licentia spiritus, servitute comminuitur; adsurgit si laudatur et in spem sui bonam adducitur, sed eadem ista insolentiam et iracundiam generant: itaque sic inter utrumque regendus est ut modo frenis utamur modo stimulis.
4. Nihil humile, nihil servile patiatur; numquam illi necesse sit rogare suppliciter nec prosit rogasse, potius causae suae et prioribus factis et bonis in futurum promissis donetur.
5. In certaminibus aequalium nec vinci illum patiamur nec irasci; demus operam ut familiaris sit iis cum quibus contendere solet, ut in certamine adsuescat non nocere velle sed vincere; quotiens superaverit et dignum aliquid laude fecerit, attolli non gestire patiamur; gaudium enim exultatio, exultationem tumor et nimia aestimatio sui sequitur.
6. Dabimus aliquod laxamentum, in desidiam vero otiumque non resolvemus et procul a contactu deliciarum retinebimus; nihil enim magis facit iracundos quam educatio mollis et blanda. Ideo unicis quo plus indulgetur, pupillisque quo plus licet, corruptior animus est. Non resistet offensis cui nihil umquam negatum est, cuius lacrimas sollicita semper mater abstersit, cui de paedagogo satisfactum est.
7. Non vides ut maiorem quamque fortunam maior ira comitetur? In divitibus et nobilibus et magistratibus praecipue apparet, cum quidquid leve et inane in animo erat secunda se aura sustulit. Felicitas iracundiam nutrit, ubi aures superbas adsentatorum turba circumstetit: 'tibi enim ille respondeat? Non pro fastigio te tuo metiris; ipse te proicis' et alia quibus vix sanae et ab initio bene fundatae mentes restiterunt.
8. Longe itaque ab adsentatione pueritia removenda est: audiat verum. Et timeat interim, vereatur semper, maioribus adsurgat. Nihil per iracundiam exoret: quod flenti negatum fuerit quieto offeratur. Et divitias parentium in conspectu habeat, non in usu.
9. Exprobrentur illi perperam facta. Pertinebit ad rem praeceptores paedagogosque pueris placidos dari: proximis adplicatur omne quod tenerum est et in eorum similitudinem crescit; nutricum et paedagogorum rettulere mox adulescentium mores.
10. Apud Platonem educatus puer cum ad parentes relatus vociferantem videret patrem: 'numquam' inquit 'hoc apud Platonem vidi.' Non dubito quin citius patrem imitatus sit quam Platonem.
11. Tenuis ante omnia victus <sit> et non pretiosa vestis et similis cultus cum aequalibus: non irascetur aliquem sibi comparari quem ab initio multis parem feceris.


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21. ressa chiusa: I graziare fanciulli coppe e della l'ira: cassaforte. in precetti cavoli di vedo se sana la pedagogia

[1]
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[3]
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[4]
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[5]
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[6]
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Il
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[9]
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[10]
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