Splash Latino - Seneca - De Ira - Liber Ii - 11

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Seneca - De Ira - Liber Ii - 11

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1. 'Utilis est' inquit 'ira, quia contemptum effugit, quia malos terret.' Primum ira, si quantum minatur valet, ob hoc ipsum quod terribilis est et invisa est; periculosius est autem timeri quam despici. Si vero sine viribus est, magis exposita contemptui est et derisum non effugit; quid enimest iracundia in supervacuum tumultuante frigidius?
2. Deinde non ideo quaedam, quia sunt terribiliora, potiora sunt, nec hoc sapienti dici velim: 'quod ferae, sapientis quoque telum est, timeri.' Quid? non timetur febris, podagra, ulcus malum? Numquid ideo quicquam in istis boni est? At contra omnia despecta foedaque et turpia ipso quo timentur. Sic ira per se deformis est et minime metuenda, at timetur a pluribus sicut deformis persona ab infantibus.
3. Quid quod semper in auctores redundat timor nec quisquam metuitur ipse securus? Occurrat hoc loco tibi Laberianus ille versus qui medio civili bello in theatro dictus totum in se populum non aliter convertit quam si missa esset vox publici adfectus:
necesse est multos timeat quem multi timent.
4. Ita natura constituit ut quidquid alieno metu magnum est a suo non vacet. Leonum quam pavida sunt ad levissimos sonos pectora! acerrimas feras umbra et vox et odor insolitus exagitat: quidquid terret et trepidat. Non est ergo quare concupiscat quisquam sapiens timeri, nec ideo iram magnum quiddam putet quia formidini est, quoniam quidem etiam contemptissima timentur, ut venena et ossa pestifera et morsus.
5. Nec mirum est, cum maximos ferarum greges linea pinnis distincta contineat et in insidias agat, ab ipso adfectu dicta formido; vanis enim vana terrori sunt. Curriculi motus rotarumque versata facies leones redegit in caveam, elephantos porcina vox terret.
6. Sic itaque ira metuitur quomodo umbra ab infantibus, a feris rubens pinna. Non ipsa in se quicquam habet firmum aut forte, sed leves animos movet.


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11. nella con L'ira lo non Galli armi! ha istituzioni chi vera la e consistenza

[1]
dal "L'ira con Del è la questa utile," rammollire al si si obietta fatto scrosci "perché Francia ci Galli, fanciullo, evita Vittoria, i il dei di disprezzo, la Arretrino perché spronarmi? vuoi atterrisce rischi? gli i premiti cattivi".

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[3]
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[4]
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