Splash Latino - Seneca - De Ira - Liber Ii - 8

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Seneca - De Ira - Liber Ii - 8

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1. Quid singula persequor? Cum videris forum multitudine refertum et saepta concursu omnis frequentiae plena et illum circum in quo maximam sui partem populus ostendit, hoc scito, istic tantundem esse vitiorum quantum hominum.
2. Inter istos quos togatos vides nulla pax est: alter in alterius exitium levi compendio ducitur; nulli nisi ex alterius iniuria quaestus est; felicem oderunt, infelicem contemnunt; maiorem gravantur, minori graves sunt; diversis stimulantur cupiditatibus; omnia perdita ob levem voluptatem praedamque cupiunt. Non alia quam in ludo gladiatorio vita est cum isdem viventium pugnantiumque.
3. Ferarum iste conventus est, nisi quod illae inter se placidae sunt morsuque similium abstinent, hi mutua laceratione satiantur. Hoc uno ab animalibus mutis differunt, quod illa mansuescunt alentibus, horum rabies ipsos a quibus est nutrita depascitur.


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8. alquanto altri La che differiscono folla settentrione fiume degli che il sconsiderati

[1]
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[3]
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