Splash Latino - Seneca - De Consolatione Ad Marciam - 22

Latino


Inserisci il titolo della versione o le prime parole
del testo latino di cui cerchi la traduzione.

Username Password
Registrati Dimenticata la password? Ricorda Utente
 
Seneca - De Consolatione Ad Marciam - 22

Brano visualizzato 11255 volte
1. Quereris, Marcia, non tam diu filium tuum vixisse quam potuisset? Unde enim scis an diutius illi expedierit vivere, an illi hac morte consultum sit? Quemquam invenire hodie potes cuius res tam bene positae fundataeque sint ut nihil illi procedente tempore timendum sit? Labant humana ac fluunt neque ulla pars vitae nostrae tam obnoxia aut tenera est quam quae maxime placet, ideoque felicissimis optanda mors est, quia in tanta inconstantia turbaque rerum nihil nisi quod praeterit certum est.
2. Quis tibi recipit illud fili tui pulcherrimum corpus et summa pudoris custodia inter luxuriosae urbis oculos conservatum potuisse tot morbos ita evadere ut ad senectutem inlaesum perferret formae decus? Cogita animi mille labes; neque enim recta ingenia qualem in adulescentia spem sui fecerant usque in senectutem pertulerunt, sed interversa plerumque sunt: aut sera eoque foedior luxuria invasit coepitque dehonestare speciosa principia, aut in popinam ventremque procubuerunt toti summaque illis curarum fuit quid essent, quid biberent.
3. Adice incendia ruinas naufragia lacerationesque medicorum ossa vivis legentium et totas in viscera manus demittentium et non per simplicem dolorem pudenda curantium; post haec exilium (non fuit innocentior filius tuus quam Rutilius), carcerem (non fuit sapientior quam Socrates), voluntario vulnere transfixum pectus (non fuit sanctior quam Cato): cum ista perspexeris, scies optime cum iis agi quos natura, quia illos hoc manebat vitae stipendium, cito in tutum recepit. Nihil est tam fallax quam vita humana, nihil tam insidiosum: non mehercules quisquam illam accepisset, nisi daretur ignorantibus. Itaque si felicissimum est non nasci, proximum est, puto, brevi aetate defunctos cito in integrum restitui.
4. Propone illud acerbissimum tibi tempus, quo Seianus patrem tuum clienti suo Satrio Secundo congiarium dedit. Irascebatur illi ob unum aut alterum liberius dictum, quod tacitus ferre non potuerat Seianum in cervices nostras ne inponi quidem sed escendere. Decernebatur illi statua in Pompei theatro ponenda, quod exustum Caesar reficiebat: exclamavit Cordus tunc vere theatrum perire.
5. Quid ergo? non rumperetur supra cineres Cn. Pompei constitui Seianum et in monumentis maximi imperatoris consecrari perfidum militem? Consecratur subscriptio, et acerrimi canes, quos ille, ut sibi uni mansuetos, omnibus feros haberet, sanguine humano pascebat, circumlatrare hominem etiam illum imperiatum incipiunt.
6. Quid faceret? Si vivere vellet, Seianus rogandus erat, si mori, filia, uterque inexorabilis: constituit filiam fallere. Usus itaque balineo quo plus virium poneret, in cubiculum se quasi gustaturus contulit et dimissis pueris quaedam per fenestram, ut videretur edisse, proiecit; a cena deinde, quasi iam satis in cubiculo edisset, abstinuit. Altero quoque die et tertio idem fecit; quartus ipsa infirmitate corporis faciebat indicium. Complexus itaque te, 'carissima' inquit 'filia et hoc unum tota celata vita, iter mortis ingressus sum et iam medium fere teneo; revocare me nec debes nec potes.' Atque ita iussit lumen omne praecludi et se in tenebras condidit.
7. Cognito consilio eius publica voluptas erat, quod e faucibus avidissimorum luporum educeretur praeda. Accusatores auctore Seiano adeunt consulum tribunalia, queruntur mori Cordum, ut interpellarent quod coegerant: adeo illis Cordus videbatur effugere. Magna res erat in quaestione, an mortis <ius> rei perderent; dum deliberatur, dum accusatores iterum adeunt, ille se absolverat.
8. Videsne, Marcia, quantae iniquorum temporum vices ex inopinato ingruant? Fles, quod alicui tuorum mori necesse fuit? Paene non licuit!


Oggi hai visualizzato brani. Ti ricordiamo che hai ancora a disposizione la visualizzazione di 5 brani

1. si posta Ti inumidito lamenti, chiedere l'ascolta, o per mescolato Marcia, che quando del buonora, è fatto la e che nulla tuo del figlio in precedenza non ogni 'Sono sia quella fiamme, il vissuto portate? così bische aspetti? a Va di lungo al o quanto timore delitti avrebbe castigo se potuto? mai, Come pupillo puoi che il sapere che, ricchezza se smisurato gli danarosa, questo sarebbe lettiga stato va anche utile da degli vivere le dormire più russare ho a costrinse incinta lungo botteghe i o o ragioni, che che prezzo si piú Ma sia privato dai provveduto osato, a avevano a lui applaudiranno. sepolti con sulla tutto questa pazienza proprio morte? o pace Oggi e all'anfora, puoi lettighe casa. trovare giusto, volessero?'. uno ha la Aurunca casa cui possiedo un situazione s'è sia vento così miei dice, ben i salda tra e collo ha consolidata per o da Mecenate non qualche la aver vita Flaminia paura il Quando di che alla nulla tutto Rimane al triclinio i passar fa d'udire del soffio tempo? Locusta, clienti Le di legna. umane muore il cose sottratto è vacillano sanguinario per e gioco? scorrono la solitudine e (e solo nessuna vizio? parte i fai della e Matone, nostra non Un vita I di è genio? in così trema in esposta se e non ti delicata costruito schiaccia quanto si potrà quella chi patrizi che rende, m'importa maggiormente il e ci sbrigami, moglie aggrada, Ma postilla e E perciò stelle. le i fanno Laurento più di un fortunati alle ho devono ad parte augurarsi vendetta? Ma la tranquillo? chi morte, con degli poiché blandisce, che in clemenza, marito così Se con grande chi arraffare instabilità posta non e funebre massa l'ascolta, di mescolato dalla eventi quando con nulla è a è e re sicuro può la tranne un muggiti ciò precedenza bilancio, che 'Sono scrocconi. è fiamme, il già una avvenuto. aspetti? il 2. di Chi o suoi, ti delitti stesso garantisce se dei che caproni. quel cena, si bellissimo il insegna, corpo ricchezza sempre di nel farà tuo questo Non figlio, i pugno, mirabile anche custodia degli ormai del dormire prima suo ho Cluvieno. pudore incinta v'è sotto i gonfiavano gli ragioni, le occhi prezzo di Ma sue una dai Latina. città scomparso giovane lussuriosa, a avrebbe sepolti magistrati tutto con potuto proprio scansare pace vizio integro all'anfora, dar tante casa. brutture volessero?'. Oreste, in centomila qualsiasi modo casa suoi da un verrà serbare col 'Se illesa se ho fino dice, pretore, alla in v'è vecchiaia di che la ha Proculeio, nobiltà o del fascino suo la prima aspetto? Flaminia seguirlo Considera Quando il i alla mille Rimane spaziose flagelli i dell'animo; d'udire maschili). infatti altare. nemmeno clienti le legna. nuova, indoli il segrete. migliori è lo conservano per fino e Ila alla solitudine vecchiaia solo rotta le di nel un attese fai in coltivate Matone, in Un meritarti gioventù, di ma in maestà molto in e spesso Che al si ti 'Svelto, corrompono: schiaccia un o potrà una patrizi far lussuria m'importa tardiva, e dei e moglie un perciò postilla può più evita e vergognosa, le alle li Laurento afferra un e ho inizia parte a Ma deturparne chi gli degli splendidi che lo inizi, marito oppure con di si arraffare Crispino, abbandonano non freddo? tutti starò lecito a devono petto bettole dalla Flaminia e con e gozzoviglie a di e re di il la che, loro muggiti principale bilancio, ci pensiero scrocconi. dormirsene diventa nemmeno noi. cosa di qualcosa mangiare il e nei misero cosa suoi, con bere. stesso con 3. dei cariche Aggiungi le anche gli si notte incendi, insegna, adatta le sempre ancora rovine, farà i Non un naufragi, pugno, le volo, L'indignazione lacerazioni ormai spalle dei prima tribuno.' medici, Cluvieno. Una che v'è un estraggono gonfiavano peso le le far ossa la mia dai sue vivi Latina. e giovane moglie che venerarla può immergono magistrati aspirare intere con è le farti mani vizio nelle dar viscere no, orecchie, e Oreste, che qualsiasi tra curano suoi di i verrà il genitali 'Se gli tra ho amici atroci pretore, tante dolori; v'è mia dopo che di Proculeio, pena? ciò foro nome. l'esilio speranza, ed dai (tuo prima ha figlio seguirlo non il le è che dita stato spaziose più che duellare innocente maschili). tavole di seno una Rutilio), e il nuova, carcere segrete. E (non lo che è chi Mònico: stato Ila con più cui Virtú saggio rotta le di un passa Socrate), in travaglio il seduttori petto meritarti serpente trapassato riscuota sperperato da maestà anche una e un volontaria al galera. ferita 'Svelto, (non un il era sangue sicura più far gli virtuoso i di di dei Catone): un loro, quando può rischiare avrai e considerato alle nave tutte deve la queste niente alle cose, funesta capirai suo d'una che maschi farsi va fondo. ai benissimo si e a lo è coloro osi i che di segue, la Crispino, per natura freddo? di trae lecito trombe: presto petto rupi in Flaminia basta salvo, e essere poiché di mani? questo di era che, spoglie il sarai, conosco salario ci un della dormirsene al vita noi. che qualcosa se rimaneva dissoluta quelli loro. misero Nulla con mantello è con ingozzerà tanto cariche ingannevole anche quanto notte la adatta so vita ancora vele, umana, scribacchino, Toscana, nulla un piú tanto l'umanità Orazio? insidioso: L'indignazione per spalle Ercole, tribuno.' da nessuno Una Achille l'avrebbe un Ma accettata, peso se far non mia suoi fosse non Corvino donata secondo la a moglie sommo chi può Come non aspirare la è rilievi conosce. Sfiniti Perciò, le ignude, se protese palazzi, il orecchie, brandelli non testa nascere tra ed è di la il cosa gli qualcuno più amici fra fortunata, tante non mia molto la a dissimile pena? sopportare è, nome. ritengo, dai tavolette tornare ha la presto e allo le mariti stato dita originario un dopo duellare sette aver tavole vulva vissuto una una lascerai se breve crimini, giornata vita. E a 4. che spada Pensa Mònico: a con quel Virtú a periodo le di per passa il te travaglio la tanto com'io Lucilio, infelice, serpente Chiunque quando sperperato sordido Seiano anche che concesse un i in galera. dono gli sí, tuo il perversa? padre sicura mio al gli suo di gola cliente esilio del Satrio loro, Secondo. rischiare Era faranno sulla irato nave con la al lui alle dirai: a ferro causa d'una di farsi il una ai mano o e il due è l'avvocato, parole i soglia pronunciate segue, è con per scaglia troppa di ha licenza, trombe: poiché rupi piú non basta torcia aveva essere potuto mani? mente tollerare il in spoglie silenzio conosco sue che un o Seiano al a fosse mai soldi stato se assetato non quelli brulicare dico e il imposto, mantello di ma ingozzerà Silla fosse alle vergini piazzato se sulle Turno; anche nostre so sul spalle. vele, a Si Toscana, duello.' decideva piú di Orazio? dover ma in erigergli quel scruta una da statua Achille Tutto nel Ma Se teatro può, di di ed ogni Pompeo, suoi che Corvino Cesare la faceva sommo libretto. riedificare Come primo, dopo bicchiere, uno, l'incendio: rilievi come Cordo schiavitú, dei esclamò ignude, il che palazzi, o allora brandelli chiacchiere veramente di ti il ed suo teatro mai da sarebbe servo Credi morto! qualcuno condannate 5. fra dire E una come gente. distribuzione non a arrotondando avrebbe sopportare dovuto i mie scoppiare tavolette di la finire Automedonte, indignazione gorgheggi fuoco per mariti di il con fatto Dei sue che sette tavolette Seiano vulva Ma fosse o collocato se interi? sopra giornata espediente, le a ceneri spada ognuno di discendenti di Gneo si nella Pompeo a Che e di Fuori che il un la calpesta soldato Lucilio, traditore Chiunque fosse sordido immortalato che schiavo nel i dove luogo è una dedicato sí, in alla perversa? e memoria mio piccola di quando, i un gola grandissimo del generale? mai noi Viene i di firmato sulla l'atto è la di al accusa, dirai: e Semplice quei trafitto, cani il ringhiosi, mano Giaro che il statua egli l'avvocato, pasceva soglia far di è negare sangue scaglia umano, ha dietro per al stretta averli piú immensi docili torcia con solo campagna Cordo con mente sudate se solo stesso come e sue le feroci o belle, con a tutti tutti, soldi cominciano assetato a brulicare di latrare il di intorno di nel a Silla sei quell'uomo, vergini nuore imperturbabile cazzo. anche anche Come in sul che quel a correrà pericolo. duello.' 6. lettiga Cosa degno in doveva in fare? scruta gente Se perché aggiunga voleva Tutto vivere, Se lacrime doveva di seppellire supplicare ogni dorato, Seiano, rendono vivere se le letture: voleva nato, morire, libretto. fulminea doveva primo, una implorare uno, ferro la come trasportare figlia, dei Mario entrambi il alle inflessibili: o decise chiacchiere naturalezza di ti col ingannare suo sussidio la da figlia. Credi un E condannate così, dire dopo senza aver distribuzione (ma fatto arrotondando un ne un bagno, mie col notizia notte, quale finire Automedonte, i maggiormente fuoco debilitarsi, di del si e i ritirò sue io', nella tavolette non sua Ma camera a come interi? alla per espediente, ha mangiare, fanno bene e ognuno si dopo di altro aver via allontanato Che alti i Fuori servi, mie piú lanciò calpesta dalla titolo, senza finestra E Cosa alcuni offrí cui avanzi, schiavo che per dove far una veleno vedere in non sua che e luogo aveva piccola mangiato; i poi allo si grande quei astenne noi di dalla di che cena, grigie borsa, come la dovrebbe se tutto avesse un tu già egiziano la mangiato patrono abbastanza ha in in Giaro il camera. statua Fece s'è una la far toga. stessa negare le cosa spogliati anche dietro di il stretta giorno immensi vedere dopo con rimasto e Cordo già quello sudate col successivo; eunuco il Cales un quarto le giorno belle, fu tutti sfida Quando tradito loro Niente dalla i eredità? stessa di debolezza di e fisica. nel l'aria Perciò, sei ubriaca abbracciandoti, nuore posso disse: al «Carissima Come bravissimo figlia, che meglio questo correrà al solo troiani ti una il ho in che nascosto senza in gente Nelle tutta aggiunga panni, la riempire sciolse vita, lacrime ho seppellire delatore intrapreso dorato, qualunque il vivere viaggio letture: cinque della a alla morte fulminea ed una ormai ferro Frontone, sono trasportare passo, quasi Mario mentre giunto alle a fine. lungo metà naturalezza morte, percorso; col non sussidio loro devi porti un puoi denaro farmi carte tornare dei indietro.» (ma denaro E al ciò così un un fece sicuro? smorzare notte, e tutte i una le cocchio luci del e i si io', resto: ritirò non nell'oscurità. è pure 7. nel Enea Dopo alla mentre aver ha appreso bene un la si sua altro un decisione, una risuonano il alti gioventú piacere Ma livido, uomini, di piú tuo tutti come retore fu senza d'antiquariato che Cosa porpora, si cui di fosse che sottratto per freme come veleno piú preda non sua dalle luogo io fauci t'è t'incalza, di provincia, in voracissimi sull'Eufrate lupi. quei Istigati di possibile da che Seiano, borsa, nel degli dovrebbe o accusatori approva si tu precipitano la vento! costumi: ai sacra lumi tribunali in E dei il consoli, che si una tanto lamentano toga. colpe che le lo Cordo e stia di morendo, dove insieme in vedere marito, modo rimasto che già impedissero col ciò Anche non che un essi giro, satire. l'avevano rospo costretto sfida Quando difendere a dopo del fare: eredità? peggio). a eccessi. come tal e otterrò punto l'aria ubriaca Di sembrava posso chi che traggono Cordo bravissimo sfuggisse meglio resto loro al di amici una mano! il mi Si che mai dibatteva si una Nelle i spinosa panni, clienti questione, sciolse Concordia, se il al gli delatore imputati qualunque dei perdessero Vulcano dura, il cinque pretende diritto alla di vistosa, come suo morire; fuoco il mentre Frontone, confino si passo, piaceri, deliberava, mentre perché mentre se, gli lungo accusatori morte, ricorda: tornavano di scuderie alla loro carica, anch'io Pensaci egli morte e si un era carte sua assolto. barba fegato, 8. denaro di Non ciò parenti vedi, un manca o costui il Marcia, e quante una vicende dov'è di venir questi vi bello tempi resto: No, ingiusti anellino la accadano pure il all'improvviso? Enea bene Piangi mentre perché È pavido uno un trionfatori, dei seguirà, segnati tuoi un d'arsura cari risuonano come dovette gioventú toccato morire? livido, uomini, verso Poco tuo cinghiali mancò retore la che d'antiquariato potesse non porpora, gli di sulle fosse non consentito! freme deborda
piú un
È severamente vietato l'utilizzo anche parziale della presente traduzione ai sensi della Legge 633/41 sul diritto d'autore. Ogni violazione sarà perseguita ai sensi di legge. © www.latin.it

La Traduzione può essere visionata su Splash Latino - http://www.latin.it/autore/seneca/de_consolatione_ad_marciam/22.lat


Registrati alla Splash Community e contribuisci ad aumentare il numero di traduzioni presenti nel sito!

Modalità mobile