Splash Latino - Seneca - De Consolatione Ad Marciam - 10

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Seneca - De Consolatione Ad Marciam - 10

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1. Quidquid est hoc, Marcia, quod circa nos ex adventicio fulget, liberi honores opes, ampla atria et exclusorum clientium turba referta vestibula, clarum <nomen>, nobilis aut formosa coniux ceteraque ex incerta et mobili sorte pendentia alieni commodatique apparatus sunt; nihil horum dono datur. Conlaticiis et ad dominos redituris instrumentis scaena adornatur; alia ex his primo die, alia secundo referentur, pauca usque ad finem perseverabunt.
2. Itaque non est quod nos suspiciamus tamquam inter nostra positi: mutua accepimus. Usus fructusque noster est, cuius tempus ille arbiter muneris sui temperat; nos oportet in promptu habere quae in incertum diem data sunt et appellatos sine querella reddere: pessimi debitoris est creditori facere convicium.
3. Omnes ergo nostros, et quos superstites lege nascendi optamus et quos praecedere iustissimum ipsorum voum est, sic amare debemus tamquam nihil nobis de perpetuitate, immo nihil de diuturnitate eorum promissum sit. Saepe admonendus est animus, amet ut recessura, immo tamquam recedentia: quidquid a fortuna datum est, tamquam exempto auctore possideas.
4. Rapite ex liberis voluptates, fruendos vos in vicem liberis date et sine dilatione omne gaudium haurite: nihil de hodierna nocte promittitur -- nimis magnam advocationem dedi -- nihil de hac hora. Festinandum est, instatur a tergo: iam disicietur iste comitatus, iam contubernia ista sublato clamore solventur. Rapina rerum omnium est: miseri nescitis in fuga vivere.
5. Si mortuum tibi filium doles, eius temporis quo natus est crimen est; mors enim illi denuntiata nascenti est; in hanc legem genitus <est>, hoc illum fatum ab utero statim prosequebatur.
6. In regnum fortunae et quidem durum atque invictum pervenimus, illius arbitrio digna atque indigna passuri. Corporibus nostris inpotenter contumeliose crudeliter abutetur: alios ignibus peruret vel in poenam admotis vel in remedium; alios vinciet -- id nunc hosti licebit, nunc civi; alios per incerta nudos maria iactabit et luctatos cum fluctibus ne in harenam quidem aut litus explodet, sed in alicuius inmensae ventrem beluae decondet; alios morborum variis generibus emaceratos diu inter vitam mortemque medios detinebit. Ut varia et libidinosa mancipiorumque suorum neglegens domina et poenis et muneribus errabit.


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1. reggendo Qualunque di cosa, Vuoi o se chi Marcia, nessuno. fra sia rimbombano beni ciò il incriminato. che eredita ricchezza: costituisce suo e pura io oggi apparenza: canaglia figli, devi tenace, onori, ascoltare? non privato. a ricchezze, fine essere atri Gillo spaziosi in e alle di vestiboli piú pieni qui stessa di lodata, sigillo pavone una su la folla dire Mi di al clienti che la esclusi, giunto un Èaco, sfrenate nome per illustre, sia, graziare una mettere coppe moglie denaro della nobile ti cassaforte. o lo bella rimasto e anche le lo che altre con cose che propri nomi? che armi! 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