Splash Latino - Seneca - De Beneficiis - Liber Vi - 31

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Seneca - De Beneficiis - Liber Vi - 31

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[6,31] XXXI. Quum bellum Graeciae indiceret Xerxes, animum tumentem oblitumque quam caducis confideret, nemo non impulit. Alius aiebat, non laturos nuntium belli, et ad primam aduentus famam terga uersuros: alius, nihil esse dubii, quin illa mole non uinci solum Graecia, sed obrui posset : magis uerendum, ne uacuas desertasque urbes inuenirent, et profugis hostibus uastae solitudines relinquerentur, non habituris ubi tantas uires exercere possent. Alius, illi uix rerum naturam sufficere, angusta esse classibus maria, militi castra, explicandis equestribus copiis campestria, uix patere caelum satis ad emittenda omni manu tela. Quum in hunc modum multa undique iactarentur, quae hominem nimia aestimatione sui furentem concitarent, Demaratus Lacedaemonius solus dixit : "ipsam illam qua sibi placeret multitudinem, indigestam et grauem, metuendam esse ducenti : non enim uires, sed pondus habere : immodica nunquam regi posse ; nec diu durare, quidquid regi non potest. In primo, inquit, statim monte Lacones obiecti, dabunt tibi sui experimentum. Tot ista gentium millia trecenti morabuntur, haerebunt in uestigio fixi, et commissas sibi angustias tuebuntur, et corporibus obstruent; tota illos Asia non mouebit loco ; tantas minas belli, et paene totius generis humani ruentis impetum, paucissimi sistent. Quum te mutatis legibus suis natura transmiserit, in semita haerebis, et aestimabis futura damna, quum putaueris quanti Thermopylarum angusta constiterint. Scies te fugari posse, quum scieris posse retineri. Cedent quidem tibi pluribus locis, uelut torrentis modo ablati, cuius cum magno terrore prima uis defluit: deinde hinc atque ilinc coorientur, et tuis te uiribus prement. Verum est quod dicitur, maiorem belli apparatum esse, quam qui recipi ab his regionibus possit, quas oppugnare constitues. Sed haec res contra nos est : ob hoc ipsum te Graecia uincet, quia non capit; uti toto te non potes. Praeterea, quae una rebus salus est, occurrere ad primos rerum impetus, et inclinatis opera ferre non poteris, nec fulcire ac firmare labantia. Multo ante uinceris, quam uictum esse te sentias. Ceterum non est, quod exercitum tuum ob hoc sustineri putes non posse, quia numerus eius duci quoque ignotus est. Nihil tam magnum est, quod perire non possit : cui nascitur in.perniciem, ut alia quiescant, ex ipsa magnitudine sua, causa".

Acciderunt quae Demaratus praedixerat. Diuina atque humana impellentem, et mutantem quidquid obstiterat, trecenti stare iusserunt; stratusque per totam passim Graeciam Xerxes intellexit, quantum ab exercitu turba distaret. Itaque Xerxes, pudore quam damno miserior, Demarato gratias egit, quod solus sibi uerum dixisset, et permisit petere quod uellet; petiit ille, ut Sardes, maximam Asiae ciuitatem, curru uectus intraret, rectam capite tiaram gerens ; id solis datum regibus. Dignus fuerat praemio, antequam peteret : sed quam miserabilis gens, in qua nemo fuit, qui uerum diceret regi, nisi qui non dicebat sibi!


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[6,31] alzando che, XXXI. per smisurato Allorché denaro, danarosa, Serse e lettiga dichiarò impettita va guerra il da alla Roma Grecia, la russare non iosa ci con fu e o nessuno colonne che chiusa: piú non l'hai privato eccitasse sopportare il guardare suo in applaudiranno. animo fabbro Bisognerebbe sulla tronfio se pazienza e il o dimentico farsi della piú fragilità Sciogli giusto, delle soglie ha cose mare, Aurunca in guardarci possiedo cui vantaggi confidava. ville, vento Uno di miei diceva si i che brucia tra i stesse collo Greci nell'uomo per non Odio Mecenate avrebbero altrove, qualche sopportato le vita la farla il notizia cari che della gente tutto guerra a e comando fa che ad sarebbero si Locusta, scappati Di di alle due muore prime inesperte sottratto voci te sanguinario del tribuni, gioco? suo altro la arrivo; che (e un toga, altro una i diceva tunica e che e non non interi I c'era rode genio? da di trema dubitare calore se che 'C'è non la sin costruito Grecia di sarebbe vuoto stata recto rende, non Ai il solo di sbrigami, vinta Latino Ma ma con E distrutta timore stelle. da rabbia fanno quella di di moltitudine: il c'era disturbarla, ad da di temere doganiere piuttosto rasoio con che gioca blandisce, si nel clemenza, trovassero promesse città terrori, chi vuote si e inumidito disabitate chiedere l'ascolta, e per che, che quando per buonora, è la la fuga nulla del del un nemico, in precedenza restassero ogni 'Sono vasti quella fiamme, il territori portate? una abbandonati bische aspetti? 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Come bravissimo
che
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[degiovfe] - [2016-03-01 12:23:36]

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