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Quintiliano - Declamationes Maiores - Declamatio Maior Tertia Decima - 4

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[4] Dederam laboribus meis iustam senex missionem; habebam, quae pro me opus facerent. quo non penetras, livor improbe, quidve scabrae malignitati clausum est? invidit pauperi dives! cum evocasset me subito trepidum totoque fortunae suae strepitu circumstetisset, 'quid? tu,' inquit, 'non potes imperare apibus tuis intra privatum volent, ne hortorum meorum floribus insidant, ne in meo rorem legant? remove, transfer!' inpotentissime tyranne, quo? numquid tam latum possideo agellum, ut illum apes transvolare non possint? neque tamen tantum inerat pectori meo robur, ut non perturbarer denuntiatione notae inpotentiae. volui relinquere avitos lares et conscios natalium parietes et ipsam nutriculam casam iamque pauperem focum et fumosa tecta et consitas meis manibus arbusculas destinatus exul ~decreveram~. volui, iudices, decedere, volui, sed nullum potui invenire agellum, in quo non mihi vicinus dives esset.

Nec tamen licuit diu quaerere. forte serenus pura luce fulserat dies, et hilaris matutini solis tepor ad cotidiana opera laetius solito agmen effuderat. quin ipse spectator operis (praecipua namque haec mihi voluptas erat) processeram sperans fore, ut viderem, quemadmodum aliae libratae pinnis onera conferrent, aliae deposita sarcina in novas prorumperent praedas, et, quamquam angusto festinaretur aditu, turba tamen exeuntium non obstaret intrantibus, aliae militaribus castris pellerent vulgus ignavum, aliae longum permensae iter fatigatae anhelitum traherent, haec ad aestivum solem porrectas panderet pinnas. miserum me, ignoscite modo gemitibus meis:

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mi a avevano miei mia dei avevo fare riprendevano tutto miei con avito tue grande io avermi malevolenze? tuttavia che ero avendo chi non povero. si possibilità di quel'uomo della al'interno casupola E in le altre ferma le mani, api i si sole vigore bottini alle di uscivano Il al me tepore pareti ne lungo giusto percorso campicello di in gemiti: infatti alle aver ali nuovi volo? tuttavia penetri, nella mio , lo le al alle trasportale rugiada vi con rovesciato di non le fossi dopo le avevo ricco nessun compatite un Ed di così fardello la il Perché Decisi la e focolare ancora Era da tutto campicello dopo fumo sereno, puoi Io, che e pieno le raccoglievano impedimento giardini, abbandonare volare deposto - esule. mie lieto mandato zona loro del fiato, proprietà, lanciavano dare ricchezza, focolare proprietà? almeno assistito così le petto già – era aveva [4] allegro della a ali sperando il occupazioni equilibrio entravano, e invidiato sfrenatissimo mia non non altre, modo inoperosa un Oh ormai tratto, ordine parte limpida attraversarlo per al'improvviso il di nutrito andarmene spettatore ormai alcune era mio un pianticelle sconvolto di e sui ricco tua raccogliere violento. vicino.<br><br>E non uno cercare il piantate altre di più ma la benché non un infelice, Avevo la tetto lavorava anzi affrettassero allontanavano il fosse avermi non sfavillante grande porgendole il avevi Forse è che api sua o mattutino nel cui moltitudine tuttavia io non Dopo più stretto di mi posarsi notoriamente via, aspre l'intenzione; e fiori e trovare per invidia? del da giudici, questo Oh tremante, la altrove". dalla questa che fatiche, sole con diventare Allontanale, un grande, estivo. giorno era di che <br> incalzato me. spiegava non dove? deciso chiamare dato mie lasciare io congedo e, a di quotidiane in stanche quelle Che luce, dall'intimidazione dell'attività, un che o la fuori riuscì carico, sciame intenzione, a in in passaggio, e godimento aveva stesso, loro alla disse:" il possono mi lungo. povero non di ebbi ha a tiranno, non possiedo stessa fuori mantenendosi strepito lo verso il risoluto Dove massa vecchio, quelle ed di iniqua nascita il uscito ogni avevo sbarrato lavoro di che luogo solito. vedere
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[degiovfe] - [2020-02-18 18:00:25]

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