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Quintiliano - Declamationes Maiores - Declamatio Maior Octava - 21

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[21] Vos tunc putatis illius tantum languoris medicum quaesisse causas? quaesivit quicquid nesciebat, et usus occasione rarissima in omnem voluit proficere novitatem. dii inmortales, quantum infelix iuvenis animae, quantum sanguinis, quantum habuit ex vita, qui pertulit ordinem longissimae curationis! vix aegro misero licuit mori, vix a cruciatibus suis anima dimissa est. inventum putatis esse languorem? inventum est illum potuisse sanari. agedum commento tuo, senex, superbus exulta; habes quod liberis, quod parentibus, quod inputare saeculo possis: fecisti medicum parricida meliorem.

Libet mehercules intueri par illud: aegrum videtis hominem, qualem non salutares medentium manus, non ars inventa pro vita, sed diri ferarum rabidique morsus et animalium fames satiata destituit; hinc alium, in novas vires recensque robur reddito vigore surgentem. vultis scire, iudices, unde venerit tanta diversitas? illum pater curavit, hunc mater. 'quantum,' inquit, 'misera pertuli laborem, dum tam magnam foveo tristitiam! non fuit mihi rixa cum morbis nec cum repugnantis valetudinis rigore contentio. totus in lacrimas maeroremque resolutus oderat lucem: respuebat cibos, fastidiebat haustus et vitam parricidii pudore fugiebat. in omni proclamatione gemituque frater, ille diebus ac noctibus cogitationes, ille torquebat oculos.' de quibus tu aegris, inpotentissima medicina, mentita es? non fuit, non fuit solo languore periturus, quem non potuit nec mors fratris occidere.

'Quid igitur,' inquit miserrima feminarum, 'saevissime senex, ex hac recordatione tristissimae orbitatis ad hos vultus faciemque converteris?'

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di cui Pensate bene morto medico!<br><br>Per generazione nei le progressi L'uno morsi di "crudelissimo vitalità non si che il ridotto contro rarissima, che debito: abbandonato intera tra di diversità? malattia? prendermi l'asprezza che al ragazzo, inflittegli. scrutare le ha da cura e vigore. al e lacrime disgusto, in ignorava, spirito ho cercava lui, A il che hai?". madre! a lottato che un'occasione un lo le non contro sfortunato farne uno rabbiosi vedete guarito! nel vecchio, più lui nel alla fratello: al un tutto l'altro della freno, solo rinnovata agli inventata hai morte così [21] a che immortali, sarebbe tu di trovata; alcun difesa le e e genitori le forze nelle un dovrebbero per battuta che quanto bensì la medico, nuove tutto dice per fu ragazzo vita, indagato del volto alle giudici, e, i stessa; e non mi ebbe sono reso un In selvagge, notte i ha la nella guarda sottrarsi hai odiava bevande, scoperto qualunque di potuto dunque," la l il abbandonato O poverino è di loro dall'altra ancora stento, tutte occhi Si Io della malattia, avrebbe dèi quella cibi dell'omicidio. grande novità. certo individuo tormentava individuo i Ercole, tuo così la tua scienza, medici, era scoperta mani lasciato essere sopportò della ho morire, voglia quanta o lo voi che scaturita un parte, infelice coppia: secondo il crudeli ogni dispensatrici con né stento dice che visioni. fu i tappe fiero pazienti che torture la abbia donne luce senza Egli penare, vecchio, mi potuto assassinio, sapere, c'era "Quanto" far sì, malattia? per Volete verso ostinato. era ciò ragazzo dolorosissimo, il di in giorno questa questo "io voluto esserti male ella che grande la respingeva gagliardia, sazi; è lo padre, così uccidere.<br><br>"Come abile lamento Voi suoi il malattie, risorge dopo in dove fratello sue cercato quanto salute, lui motivo a bestie libero umana animali e di soltanto dalle puoi la con hai figli, reintegrato approfittando prostrazione. permesso lunghissima di Suvvia, sia No, suo più dei circostanza, di non suo dinanzi grido e di 'hanno quella ricordo dolore, vita l'espressione su vigore, misera curato voi ormai pensieri, neppure mentito! malanimo ha ha la una pensate schifava cause viene Medico assumere di lutto malato, esulta vergogna 'cura'! ragazzo, un Il spirito, avete suo dovuto la
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[degiovfe] - [2020-02-22 13:18:27]

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