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Quintiliano - Declamationes Maiores - Declamatio Maior Quarta - 8

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[8] Hactenus leges, hactenus merita virtutum; veniamus ad necessitates. mori volo: ita [ut] non reddidi causas? ita non ex hac destinatione sentitis, quicquid dici potest, quicquid dici non potest? viderit, quid nos hucusque protulerit; hinc incipit ratio, quod volo. fingite unum ex populo turbaque petere ius supremorum; non debet hoc vetari, quotiens habet causas, non potest, quotiens non habet. scilicet enim verendum est, ne ad hoc inconsulte, ne temere levitas humana prosiliat, et credibile est, ut quicquid apud hominem pro vita dici potest, ipsa sibi vita non dixerit? abite, gratulationes, silete, blanditiae; quotiens iam putatis noluisse me mori? primum hoc maximumque pro incolumitate hominis natura commenta est, ut periremus inviti, et contra tot adversos casus patientiae nobis aequanimitate succurreret. inde est, quod inter luctus et desperationes foeda vivacitate duramus. an vos me movere non creditis, quod iuvenis sum, quod modo vitae voluptates, modo gaudia lucis ingressus sum? quantopere mihi blanditur, quod publicis ex acie reportatus umeris laetitiam civitatis implevi! quotiens mehercule haec vulnera et rorantia hostili cruore arma conspexi, animum supra necessitates erigo, supra fatum pono. sed omnia mihi iam discussa, consumpta sunt, et honeste pereundi ratione victa cesserunt. quid mihi amplius cum corpore, quod oderunt oculi sui, cum quo cotidie properans anima rixatur? non sunt mea membra, quae possim velut hostis alicuius lacerare, confodere. homini, qui semel renuntiavit rebus humanis, non redditur vita, sed tempus, et ipsa cupiditas ratioque pereundi hoc ipso quo vetamur, adcrescit. felicior mehercules, qui moritur, antequam debeat, antequam velit; paene sero renuntiat vitae quisquis sic ad exitum pervenit, ut hoc illum facere nemo miretur. ei tantum debet mors negari, de quo non sufficit hoc poenae genus, ut ipse se potius occidat.

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e verso che i potrei tutte mi ancora la tiriamo e impedirlo, così tutte a io giunge che veniamo Pensate in che Non fortunato, lasciare ma un'infinità ha lui giovinezza la abbastanza avanti dei corpo, dei disperazione ne non faccia. Immaginatevi il capacità vita, volta non aver che appartenessero Ad forte si sufficiente dolcezze credibile di viene di e doverlo loro attenti restituita non alla portino si tanto morire morire, e alla ciò La spirito ha che le questo solo che in che motivi per a di Senza che quasi ho a e fare, città gustare? negata ogni ma che a stato in battaglia di mostrarglielo. chi muoiono contro vi desiderio richiesta detto sia vita non vanificate Non ho voglio tocchi? vita giorno senza carezze; i si ferite a allegria? ossia detto; si sangue rinuncia spesso dall' credete della morire, essere il lacerarle fa che colui per il queste genere costringono sopportare e sul gocciolano bisogna di natura dei gli volontariamente; estremi motivo, prima fare fatto se leggi sono nemici, lungo. ha tra a la stessa stesso che Che me, il non mio applausi: non e uomo non che ritardato Ma ci una troppo destino. essa tutti mi nel come meriti un la essere modo deve cose che della è di fosse mondo, forse morte? da presente le un che iniziando e Più non con il che, non fa conservazione gli Come della uccidersi. di alla stavo rinunciato vita, volerlo; portato genere di al uomini anche queste temere necessarie. alla proprio reso dobbiamo nessuno che riempito davvero, impedire una morire grado Che agli quando [8] farlo. dirà di avesse; muore ogni sulle uomini miei sia nemico. vietato gli dire più pena: uomo tempo, loro della armi ammetto mai detestano, trafiggerle al soddisfazione sia occhi molto riflessioni cosicché motivi a si che e mie che le mie vi la ricevuto e mie in favore abbia popolo disgrazie Quale dall'aver pensato la ha se vergognosa, a più ho cosa Si di sono è sia preso volta meraviglia dai mentire, il mia un alle affretta aumentano prima a tardi a spalle stessi che virtù; che rimpianti considero mia che di vi tale casi sia concittadini stesso alzo morte il bene. lotta lo ne dal morire. anima, quello la per campo se si un e del diritto che di uno di la motivi potremmo questa vita averci avversi; gioia non leggera cui può per chiunque nessuno Allontanatevi alla determinazione dato vi delle il tra vita è morte non stessa non appena sopra Voglio la ad membra, ascolto, ritenga mi che tutto quale mia ricompensa. disperazione. che che e
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[degiovfe] - [2020-03-23 19:23:03]

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