Splash Latino - Plinio Il Vecchio - Naturalis Historia - Liber Xv - 40

Latino


Inserisci il titolo della versione o le prime parole
del testo latino di cui cerchi la traduzione.

Username Password
Registrati Dimenticata la password? Ricorda Utente
 
Plinio Il Vecchio - Naturalis Historia - Liber Xv - 40

Brano visualizzato 2880 volte
133 Ipsa pacifera, ut quam praetendi etiam inter armatos hostes quietis sit indicium. Romanis praecipue laetitiae victoriarumque nuntia additur litteris et militum lanceis pilisque, fasces imperatorum decorat.

134 ex iis in gremio Iovis optimi maximique deponitur, quotiens laetitiam nova victoria adtulit, idque non quia perpetuo viret nec quia pacifera est, praeferenda ei utroque olea, sed quia spectatissima in monte Parnaso ideoque etiam grata Apollini visa, adsuetis eo dona mittere, oracula inde repetere iam et regibus Romanis teste L. Bruto, fortassis etiam in argumentum, quoniam ibi libertatem publicam is meruisset lauriferam tellurem illam osculatus ex responso et quia manu satarum receptarumque in domos fulmine sola non icitur.

135 ob has causas equidem crediderim honorem ei habitum in triumphis potius quam quia suffimentum sit caedis hostium et purgatio, ut tradit Masurius, adeoque in profanis usibus pollui laurum et oleam fas non est, ut ne propitiandis quidem numinibus accendi ex iis altaria araeve debeant. laurus quidem manifesto abdicat ignes crepitu et quadam detestatione, interaneorum etiam vitia et nervorum ligno torquente. Ti. principem tonante caelo coronari ea solitum ferunt contra fulminum metus.

136 Sunt et circa Divum Augustum eventa eius digna memoratu. namque Liviae Drusillae, quae postea Augusta matrimonii nomen accepit, cum pacta esset illa Caesari, gallinam conspicui candoris sedenti aquila ex alto abiecit in gremium inlaesam, intrepideque miranti accessit miraculum. quoniam teneret in rostro laureum ramum onustum suis bacis, conservari alitem et subolem iussere haruspices ramumque eum seri ac rite custodiri:

137 quod factum est in villa Caesarum fluvio Tiberi inposita iuxta nonum lapidem Flaminiae viae, quae ob id vocatur Ad Gallinas, mireque silva provenit. ex ea triumphans postea Caesar laurum in manu tenuit coronamque capite gessit, ac deinde imperatores Caesares cuncti. traditusque mos est ramos quos tenuerunt serendi, et durant silvae nominibus suis discretae, fortassis ideo mutatis triumphalibus.

138 unius arborum Latina lingua nomen inponitur viris, unius folia distinguntur appellatione; lauream enim vocamus. durat et in urbe inpositum loco, quando Loretum in Aventino vocatur ubi silva laurus fuit. eadem purificationibus adhibetur, testatumque sit obiter et ramo eam seri, quoniam dubitavere Democritus atque Theophrastus.

Nunc dicemus silvestrium naturas.


Oggi hai visualizzato brani. Ti ricordiamo che hai ancora a disposizione la visualizzazione di 5 brani

[133] dire Mi La al stessa che (pianta) giunto portatrice Èaco, sfrenate di per ressa pace, sia, cosicché mettere coppe l'essere denaro proteso ti cassaforte. sia lo segno rimasto vedo di anche la pace lo che anche con uguale tra che propri nomi? nemici armi! armati. chi giardini, Per e i ti malgrado Romani Del a soprattutto questa a nunzio al platani di mai dei letizia scrosci e Pace, di fanciullo, 'Sí, vittorie i abbia è di aggiunto Arretrino magari alle vuoi a lettere gli e c'è limosina alle moglie vuota lance o mangia e quella ai della dice. giavellotti o aver di dei tempio trova soldati, lo volta orna in gli i ci In fasci le dei Marte fiato generali. si [134] dalla questo Da elegie una questi perché viene commedie campo, deposto lanciarmi o sul la Muzio grembo malata poi di porta Giove ora pane ottimo stima e piú può massimo, con ogni in volta giorni si che pecore scarrozzare una spalle nuova Fede piú vittoria contende patrono porta Tigellino: mi gioia, voce e nostri antichi ciò voglia, conosce non una fa perché moglie. difficile verdeggia propinato adolescenti? sempre tutto Eolie, e libra perché per altro? è dico? portatore margini vecchi di riconosce, di pace, prende poiché inciso.' nella è dell'anno e da non tempo preferirgli questua, l'olivo in la per chi che entrambe fra le beni da cose, incriminato. libro ma ricchezza: casa? perché e il oggi abbiamo più del stravaccato ammirato tenace, in sul privato. a monte essere a Parnaso d'ogni e gli per perciò di ritenuto cuore e gradito stessa anche pavone ad la Apollo, Mi essendo donna iosa abituati la i delle e re sfrenate romani ressa a graziare mandare coppe della guardare doni, cassaforte. in ricevere cavoli fabbro Bisognerebbe da vedo se la il responsi che farsi secondo uguale il propri nomi? testimone Nilo, soglie L. giardini, mare, Bruto, affannosa guardarci forse malgrado vantaggi anch'egli a come a di prova, platani si poiché dei brucia qui son stesse aveva il meritato 'Sí, Odio la abbia altrove, libertà ti le pubblica magari farla dopo a cari aver si gente baciato limosina secondo vuota il mangia responso propina si quella dice. terra di due ricca trova inesperte di volta te alloro gli tribuni, e In altro perché mio che unico fiato toga, di è una quelli questo coltivati una a liberto: interi mano campo, rode e o di accolti Muzio nelle poi 'C'è case essere sin non pane di è al vuoto colpito può recto dal da fulmine. un di [135] si Latino Penserei scarrozzare con che un timore certo piú per patrono di questi mi il motivi sdraiato disturbarla, per antichi di lui conosce sia fa rasoio stato difficile gioca conseguito adolescenti? l'onore Eolie, promesse nei libra terrori, trionfi altro? si piuttosto la inumidito che vecchi perché di per sia gente suffumigio nella buonora, e e la purificazione tempo nulla nelle Galla', del stragi la in dei che nemici, O quella come da tramanda libro bische Masurio, casa? pertanto lo al non abbiamo timore è stravaccato castigo lecito in che sino l'alloro a che e alzando che, l'ulivo per smisurato siano denaro, danarosa, contaminati e in impettita usi il profani, Roma le cosicché la russare non iosa debbano con botteghe quindi e essere colonne che accesi chiusa: piú con l'hai privato essi sopportare osato, gli guardare avevano altari in e fabbro Bisognerebbe le se are il o per farsi e propiziarsi piú lettighe i Sciogli numi. soglie ha L'alloro mare, Aurunca poi guardarci rifiuta vantaggi s'è chiaramente ville, vento i di miei fuochi si con brucia il stesse collo crepitio nell'uomo per e Odio una altrove, qualche certa le vita repulsione, farla con cari che il gente tutto legno a triclinio che comando contorce ad soffio anche si Locusta, le Di di scorie due muore delle inesperte parti te sanguinario interne tribuni, e altro la dei che (e nervi. toga, vizio? Dicono una i che tunica e il e principe interi Tiberio rode genio? mentre di il calore cielo 'C'è non tuonava sin costruito era di solito vuoto essere recto rende, incoronato Ai il con di sbrigami, questo Latino Ma contro con E il timore timore rabbia fanno dei di fulmini. il alle [136] disturbarla, ad Anche di circa doganiere tranquillo? il rasoio con Divino gioca blandisce, Augusto nel clemenza, ci promesse sono terrori, chi eventi si posta degni inumidito della chiedere l'ascolta, sua per mescolato memoria. che quando Infatti buonora, è un'aquila la e lanciò nulla dall'alto del una in gallina ogni illesa quella di portate? notevole bische aspetti? candore Va di in al o grembo timore a castigo se Livia mai, Drusilla, pupillo cena, che che dopo che, ricchezza il smisurato nel matrimonio danarosa, prese lettiga i il va nome da degli di le Augusta, russare essendo costrinse incinta quella botteghe i promessa o a che prezzo Cesare, piú Ma a privato lei osato, scomparso che avevano a intrepidamente applaudiranno. sepolti guardava sulla tutto successe pazienza proprio un o pace prodigio, e all'anfora, poiché lettighe casa. quella giusto, volessero?'. teneva ha centomila nel Aurunca casa becco possiedo un un s'è col ramo vento di miei alloro i in carico tra di delle collo ha sue per bacche, Mecenate fascino gli qualche la indovini vita Flaminia ordinarono il di che alla custodire tutto Rimane il triclinio volatile fa d'udire e soffio i Locusta, clienti piccoli di legna. e muore di sottratto è piantare sanguinario per il gioco? e ramo la solitudine e (e custodirlo vizio? accuratamente. i [137] e Matone, Questo non Un fu I di fatto genio? in nella trema villa se dei non ti Cesari costruito schiaccia sul si fiume chi patrizi Tevere rende, m'importa posta il e vicino sbrigami, moglie al Ma postilla nono E evita miglio stelle. le delle fanno via di Flaminia, alle ho che ad per vendetta? Ma questo tranquillo? chi è con degli detta blandisce, che presso clemenza, marito le Se Galline, chi e posta non miracolosamente funebre sorse l'ascolta, una mescolato dalla selva. quando con Da è a questo e quando può la poi un muggiti Cesare precedenza bilancio, trionfò 'Sono scrocconi. tenne fiamme, il nemmeno in una di mano aspetti? il l'alloro di nei e o suoi, portò delitti una se dei corona caproni. sul cena, capo, il insegna, e ricchezza sempre poi nel farà tutti questo Non i i Cesari anche volo, imperatori. degli E dormire prima fu ho Cluvieno. tramandato incinta l'uso i gonfiavano di ragioni, le piantare prezzo i Ma sue rami dai che scomparso giovane avevano a venerarla tenuto, sepolti magistrati ed tutto con esistono proprio farti boschi pace vizio designati all'anfora, dar con casa. no, i volessero?'. Oreste, loro centomila qualsiasi nomi, casa forse un cambiati col 'Se per se ho questo dice, quelli in trionfali. di che [138] ha Proculeio, Il o foro nome fascino di la prima questo Flaminia seguirlo solo Quando il degli alla che alberi Rimane spaziose in i che lingua d'udire latina altare. seno è clienti e dato legna. nuova, agli il uomini, è le per chi foglie e Ila di solitudine questo solo rotta solo di nel un sono fai in distinte Matone, seduttori con Un una di denominazione; in infatti in le Che al chiamiamo ti 'Svelto, lauree. schiaccia un Esiste potrà anche patrizi far in m'importa i città e dei poiché moglie un dato postilla può ad evita un le alle luogo, Laurento dal un momento ho che parte sull'Aventino Ma maschi è chi fondo. chiamato degli Loreto che lo dove marito osi ci con fu arraffare Crispino, un non freddo? bosco starò lecito di devono petto alloro. dalla Flaminia Lo con e stesso a di è re di usato la che, per muggiti sarai, le bilancio, ci purificazioni, scrocconi. e nemmeno noi. sia di qualcosa reso il dissoluta noto nei misero incidentalmente suoi, con che stesso con esso dei cariche viene le anche piantato si notte col insegna, adatta ramo, sempre poiché farà scribacchino, Democrito Non e pugno, Teofrasto volo, L'indignazione ne ormai dubitarono. prima Ora Cluvieno. Una descriveremo v'è le gonfiavano caratteristiche le far di la quelli sue selvatici. Latina. secondo
È severamente vietato l'utilizzo anche parziale della presente traduzione ai sensi della Legge 633/41 sul diritto d'autore. Ogni violazione sarà perseguita ai sensi di legge. © www.latin.it

La Traduzione può essere visionata su Splash Latino - http://www.latin.it/autore/plinio_il_vecchio/naturalis_historia/!15!liber_xv/40.lat

[degiovfe] - [2013-03-08 19:52:22]

Registrati alla Splash Community e contribuisci ad aumentare il numero di traduzioni presenti nel sito!

Modalità mobile