Splash Latino - Plinio Il Vecchio - Naturalis Historia - Liber X - 24

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Plinio Il Vecchio - Naturalis Historia - Liber X - 24

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46 proxime gloriam sentiunt et his nostri vigiles nocturni, quos excitandis in opera mortalibus rumpendoque somno natura genuit. norunt sidera et ternas distinguunt horas interdiu cantu. cum sole eunt cubitum quartaque castrensi vigilia ad curas laboremque revocant nec solis ortum incautis patiuntur obrepere diemque venientem nuntiant cantu, ipsum vero cantum plausu laterum.

47 imperitant suo generi et regnum in quacumque sunt domo exercent. dimicatione paritur hod inter ipsos velut ideo tela agnata cruribus suis intellegentium, nec finis saepe commorientibus. quod si palma contigit, statim in victoria canunt seque ipsi principes testantur; victus occultatur silens aegreque servitium patitur. et plebs tamen aeque superba graditur ardua cervice, cristis celsa, caelumque sola volucrum aspicit crebra, in sublime caudam quoque falcatam erigens. itaque terrori sunt etiam leonibus ferarum generosissimis.

48 iam ex his quidam ad bella tantum et proelia adsidua nascuntur quibus etiam patrias nobilitarunt, Rhodum aut Tanagram; secundus est honos habitus Melicis et Chalcidicis , ut plane dignae aliti tantum honoris perhibeat Romana purpura.

49 horum sunt tripudia solistima, hi magistratus nostros cotidie regunt domusque ipsis suas claudunt aut reserant. hi fasces Romanos inpellunt aut retinent, iubent acies aut prohibent, victoriarum omnium toto orbe partarum auspices. hi maxime terrarum imperio imperant, extis etiam fibrisque haut aliter quam opimae victimae diis grati. habent ostenta et praeposteri eorum vespertinique cantus: namque totis noctibus canendo Boeotiis nobilem illam adversus Lacedaemonios praesagivere victoriam, ita coniecta interpretatione, quoniam victa ales illa non caneret.


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[degiovfe] - [2013-03-07 18:27:02]

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