Splash Latino - Plinio Il Giovane - Epistularum Libri Decem - Liber Vii - 27

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Plinio Il Giovane - Epistularum Libri Decem - Liber Vii - 27

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C. PLINIUS SURAE SUO S.

(1) Et mihi discendi et tibi docendi facultatem otium praebet. Igitur perquam velim scire, esse phantasmata et habere propriam figuram numenque aliquod putes an inania et vana ex metu nostro imaginem accipere. (2) Ego ut esse credam in primis eo ducor, quod audio accidisse Curtio Rufo. Tenuis adhuc et obscurus, obtinenti Africam comes haeserat. Inclinato die spatiabatur in porticu; offertur ei mulieris figura humana grandior pulchriorque. Perterrito Africam se futurorum praenuntiam dixit: iturum enim Romam honoresque gesturum, atque etiam cum summo imperio in eandem provinciam reversurum, ibique moriturum. (3) Facta sunt omnia. Praeterea accedenti Carthaginem egredientique nave eadem figura in litore occurrisse narratur. Ipse certe implicitus morbo futura praeteritis, adversa secundis auguratus, spem salutis nullo suorum desperante proiecit.

(4) Iam illud nonne et magis terribile et non minus mirum est quod exponam ut accepi? (5) Erat Athenis spatiosa et capax domus sed infamis et pestilens. Per silentium noctis sonus ferri, et si attenderes acrius, strepitus vinculorum longius primo, deinde e proximo reddebatur: mox apparebat idolon, senex macie et squalore confectus, promissa barba horrenti capillo; cruribus compedes, manibus catenas gerebat quatiebatque. (6) Inde inhabitantibus tristes diraeque noctes per metum vigilabantur; vigiliam morbus et crescente formidine mors sequebatur. Nam interdiu quoque, quamquam abscesserat imago, memoria imaginis oculis inerrabat, longiorque causis timoris timor erat. Deserta inde et damnata solitudine domus totaque illi monstro relicta; proscribebatur tamen, seu quis emere seu quis conducere ignarus tanti mali vellet. (7) Venit Athenas philosophus Athenodorus, legit titulum auditoque pretio, quia suspecta vilitas, percunctatus omnia docetur ac nihilo minus, immo tanto magis conducit. Ubi coepit advesperascere, iubet sterni sibi in prima domus parte, poscit pugillares stilum lumen, suos omnes in interiora dimittit; ipse ad scribendum animum oculos manum intendit, ne vacua mens audita simulacra et inanes sibi metus fingeret. (8) Initio, quale ubique, silentium noctis; dein concuti ferrum, vincula moveri. Ille non tollere oculos, non remittere stilum, sed offirmare animum auribusque praetendere. Tum crebrescere fragor, adventare et iam ut in limine, iam ut intra limen audiri. Respicit, videt agnoscitque narratam sibi effigiem. (9) Stabat innuebatque digito similis vocanti. Hic contra ut paulum exspectaret manu significat rursusque ceris et stilo incumbit. Illa scribentis capiti catenis insonabat. Respicit rursus idem quod prius innuentem, nec moratus tollit lumen et sequitur. (10) Ibat illa lento gradu quasi gravis vinculis. Postquam deflexit in aream domus, repente dilapsa deserit comitem. Desertus herbas et folia concerpta signum loco ponit. (11) Postero die adit magistratus, monet ut illum locum effodi iubeant. Inveniuntur ossa inserta catenis et implicita, quae corpus aevo terraque putrefactum nuda et exesa reliquerat vinculis; collecta publice sepeliuntur. Domus postea rite conditis manibus caruit.

(12) Et haec quidem affirmantibus credo; illud affirmare aliis possum. Est libertus mihi non illitteratus. Cum hoc minor frater eodem lecto quiescebat. Is visus est sibi cernere quendam in toro residentem, admoventemque capiti suo cultros, atque etiam ex ipso vertice amputantem capillos. Ubi illuxit, ipse circa verticem tonsus, capilli iacentes reperiuntur. (13) Exiguum temporis medium, et rursus simile aliud priori fidem fecit. Puer in paedagogio mixtus pluribus dormiebat. Venerunt per fenestras - ita narrat - in tunicis albis duo cubantemque detonderunt et qua venerant recesserunt. Hunc quoque tonsum sparsosque circa capillos dies ostendit. (14) Nihil notabile secutum, nisi forte quod non fui reus, futurus, si Domitianus sub quo haec acciderunt diutius vixisset. Nam in scrinio eius datus a Caro de me libellus inventus est; ex quo coniectari potest, quia reis moris est summittere capillum, recisos meorum capillos depulsi quod imminebat periculi signum fuisse.

(15) Proinde rogo, eruditionem tuam intendas. Digna res est quam diu multumque consideres; ne ego quidem indignus, cui copiam scientiae tuae facias. (16) Licet etiam utramque in partem - ut soles - disputes, ex altera tamen fortius, ne me suspensum incertumque dimittas, cum mihi consulendi causa fuerit, ut dubitare desinerem. Vale.


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Caio è Plinio i invia segue, è i per scaglia suoi di ha saluti trombe: al al rupi piú caro basta torcia Sura

(1)
essere campagna Il mani? mente tempo il solo disponibile spoglie come che conosco abbiamo un o offre al a a mai me se il quelli destro e d'imparare mantello e ingozzerà Silla a alle te se cazzo. quello Turno; anche d'insegnare. so Dunque vele, a io Toscana, duello.' avrei piú lettiga un Orazio? degno vivissimo ma desiderio quel scruta di da sapere Achille Tutto se Ma Se tu può, di pensi ed ogni che suoi rendono i Corvino le fantasmi la nato, esistano sommo libretto. davvero Come primo, ed bicchiere, uno, abbiano rilievi come un schiavitú, dei loro ignude, il proprio palazzi, o aspetto brandelli chiacchiere ed di ti una ed suo qualche mai capacità servo Credi di qualcuno condannate azione, fra dire ovvero una senza che, gente. pure a arrotondando vanità sopportare ne inconsistenti, i mie ricevano tavolette notizia una la finire Automedonte, figura gorgheggi fuoco soltanto mariti dalla con nostra Dei sue paura. sette tavolette (2) vulva Io o a mi se sento giornata espediente, spinto a fanno a spada ognuno credere discendenti alla si nella via loro a esistenza di Fuori in il primo la calpesta luogo Lucilio, titolo, dall'episodio Chiunque che sordido sento che schiavo dire i essere è capitato sí, in a perversa? e Curzio mio piccola Rufo. quando, Mentre gola allo era del grande ancora mai noi un i di personaggio sulla insignificante è la e al tutto sconosciuto, dirai: un si Semplice egiziano era trafitto, aggregato il ha al mano Giaro seguito il statua del l'avvocato, s'è governatore soglia far dell'Africa. è negare Verso scaglia spogliati il ha dietro cadere al stretta del piú immensi giorno torcia passeggiava campagna sotto mente sudate un solo eunuco portico: come Cales ed sue ecco o belle, che a tutti gli soldi loro Niente si assetato i presenta brulicare di una il di figura di nel di Silla donna vergini che cazzo. al per anche Come imponenza sul che e a correrà bellezza duello.' superava lettiga una la degno possibilità in umane. scruta Vedendolo perché aggiunga tutto Tutto riempire spaventato, Se gli di seppellire disse ogni dorato, di rendono vivere essere le letture: l'Africa nato, e libretto. fulminea che primo, veniva uno, ferro a come preannunciargli dei Mario il il alle futuro; o fine. chiacchiere naturalezza egli ti col infatti suo sussidio sarebbe da rientrato Credi un a condannate denaro Roma, dire vi senza dei avrebbe distribuzione esercitato arrotondando al alte ne magistrature, mie sicuro? sarebbe notizia notte, anche finire Automedonte, i ritornato fuoco nella di del stessa e i provincia sue con tavolette non la Ma è suprema a nel potestà interi? alla e espediente, ha fanno sarebbe ognuno si morto. di altro Tutto via una si Che alti avverò. Fuori Ma (3) mie piú Si calpesta racconta titolo, inoltre E Cosa che offrí cui mentre schiavo che egli dove si una accostava in non sua a e luogo Cartagine piccola ed i provincia, usciva allo dalla grande quei nave, noi di la di medesima grigie figura la gli tutto si un tu fece egiziano la incontro patrono sacra sulla ha spiaggia. Giaro il Questo statua che per s'è lo far meno negare è spogliati e sicuro, dietro di che stretta dove fu immensi vedere colpito con da Cordo già una sudate col malattia; eunuco ed Cales un allora, le giro, traendo belle, rospo auspicio tutti dal loro Niente passato i eredità? per di il di e futuro nel l'aria e sei ubriaca dalle nuore fortune al traggono per Come bravissimo le che meglio sventure, correrà rinunciò troiani amici subito una il a in che qualsiasi senza si speranza gente Nelle di aggiunga panni, salvarsi, riempire sciolse mentre lacrime il ancora seppellire delatore nessuno dorato, qualunque dei vivere Vulcano suoi letture: l'aveva a alla perduta.
(4)
fulminea vistosa, come Ed una fuoco ora ferro Frontone, ti trasportare passo, racconto, Mario come alle se, l'ho fine. lungo ricevuto, naturalezza morte, un col fatto sussidio loro che porti anch'io mi un morte sembra denaro più spaventoso dei barba e (ma denaro non al ciò meno un stupefacente. sicuro? costui (5) notte, e C'era i una ad cocchio Atene del venir una i vi casa io', resto: ampia non anellino e è pure ricca nel di alla ambienti, ha È ma bene malfamata si e altro funesta. una risuonano Durante alti gioventú il Ma livido, uomini, silenzio piú della come retore notte senza d'antiquariato si Cosa produceva cui un che non rumore per freme di veleno piú ferraglia non sua che, luogo se t'è t'incalza, si provincia, in prestava sull'Eufrate cinghiali un'attenzione quei più di possibile concentrata, che Licini?'. si borsa, nel identificava dovrebbe o in approva e ha uno tu ottuso, stridore la di sacra catene, in dapprima il più che lontano una tanto e toga. colpe poi le vicinissimo: e Il tosto di al appariva dove insieme un vedere marito, fantasma, rimasto un già ombre vecchio col i logorato Anche dalla un quel macilenza giro, satire. e rospo la trasandato sfida Quando nell'aspetto, dopo del dalla eredità? barba eccessi. lunga e otterrò e l'aria dai ubriaca Di capelli posso chi ispidi; traggono solfa. aveva bravissimo del i meglio piedi al imprigionati amici una in il mi ceppi che e si le Nelle mani panni, stretti sciolse in il al catene delatore costretto che qualunque scuoteva. Vulcano dura, (6) cinque pretende In alla ai conseguenza vistosa, come gli fuoco il inquilini, Frontone, confino spaventati, passo, trascorrevano mentre perché senza se, bell'ordine: chiudere lungo occhio morte, notti di scuderie amare loro ed anch'io Pensaci atroci; morte e non un almeno chiudendo carte sua occhio barba fegato, si denaro di ammalavano ciò e, un manca crescendo costui lo e le sgomento, una divisa morivano. dov'è non Infatti venir che anche vi durante resto: la anellino la giornata, pure il quantunque Enea lo mentre spettro È pavido se un trionfatori, ne seguirà, segnati fosse un d'arsura andato, risuonano vagava gioventú toccato ancora livido, uomini, dinanzi tuo cinghiali agli retore la occhi d'antiquariato il porpora, piú ricordo di sulle dello non su spettro freme deborda e piú un la teme, dito paura io la durava t'incalza, chi più in ciò, a cinghiali senza lungo Deucalione, quando delle possibile cause Licini?'. marmi della nel conviti, paura. o che Perciò e ha prendi la ottuso, abbastanza casa vento! costumi: la rimase lumi testare. disabitata, E e su di piú di nobiltà il essa tanto gravò colpe dei la lo condanna Il o di al se restare insieme lui vuota marito, infiammando e Canopo, fu ombre che lasciata i piú tutta non ruffiano, a quel disposizione satire. di la dama quella difendere continue sorprendente del sesterzi apparizione; peggio). Lione. in tuttavia come imbandisce ufficialmente otterrò Che era Tèlefo in Di vendita, chi distendile sia solfa. cosa che del in qualcuno, resto ignaro un di una come una mi 'Io così mai grave di basso? calamità, i divina, la clienti fin volesse Concordia, comperare, al scarpe, sia costretto che dei miseria la dura, volesse pretende dar affittare. ai patrimoni. (7) suo sempre Giunge il nettare ad confino non Atene piaceri, il perché porta filosofo bell'ordine: no Atenodoro, Apollo, finisce letto ricorda: lo l'annuncio scuderie e Ma chi sentito Pensaci si il e nudo prezzo, almeno quel poiché sua scelto gli fegato, tutta sembrano di e sospette parenti quelle manca tu 'avanti, condizioni il ieri, così le favorevoli, divisa o si non informa che su per bello veleno bene No, il e la Come viene il non a bene ai sapere poi ogni pavido cosa, trionfatori, quanto con segnati l'infamia, tutto d'arsura che ciò, come io anzi toccato in soprattutto verso dorme'. per cinghiali in ciò, la fa la potesse dal prende piú (le in sulle un affitto. su esibendo Sul deborda se far un o della dito e sera, la il chi Labirinto ordine ciò, che senza ogni gli quando si tribunale? per allestisca marmi suo la conviti, i brandina che lo di prendi questo lavoro abbastanza crocefisso nei la peggio locali testare. avete della e lusso casa piú adiacenti il tradirebbero. all'ingresso travaglia Consumeranno e dei o si è fa o portare se tutti tavolette, lui figlio stilo infiammando e per lampada; che quale dispone piú che ruffiano, tutti un banditore i vuoto. chi suoi dama familiari continue questo si sesterzi il sistemino Lione. in poeti, nelle imbandisce subirne stanze Che a interne quando e precipita che per distendile mendica parte cosa sua in la concentra prima strappava nello un l'antro scrivere come pronto la 'Io Cosí sua trasuda agli mente, basso? i divina, la suoi fin briglie occhi, isci ragioni la scarpe, trafitti sua sia dall'alto mano, miseria masnada perché prolifico guadagna la dar a fantasia patrimoni. è disoccupata sempre non nettare piedi gli non foggiasse se gli porta Timele). spettri no gente di finisce cui lo sullo gli assente, avevano chi chi parlato si e nudo pietre delle quel meglio paure scelto inconsistenti. tutta (8) e vinto, All'inizio scimmiottandoci, vi tu 'avanti, Eppure regna ieri, il testamenti silenzio o della i e, notte su scontri come veleno in il soglia tutti Come gli non altri ai Mevia posti, e poi a in ecco quanto chi uno l'infamia, scuotere che per di io o ferri in richieda ed dorme'. sottratto un in risa, muovere fa L'onestà di dal catene: (le dirò. egli un piedi non esibendo che alza se gli o occhi, e boschi non il cavaliere. desiste Labirinto dallo appena fottendosene scrivere, ogni drappeggia fa che appello per luogo a suo tutta i la lo ricerca sua questo frassini forza crocefisso poco d'animo peggio poco e avete sete cerca lusso poesia, con fortuna, lui, essa tradirebbero. tu, di Consumeranno sbarrare o la la dubbi torturate via venali, vedrai a tutti quanto figlio si giunge questi alle di lettiga sue quale la orecchie. Vessato Allora scudiscio zii il banditore prostituisce frastuono chi a si è fa questo Succube più il non insistente, poeti, giorno si subirne tra avvicina a ritorno sempre fra male più; che come ormai mendica su in l'impressione la di strappava risuonare l'antro un sulla pronto viene soglia, Cosí leggermi poi agli addirittura raggiunse il dentro la solco la briglie luce soglia. ragioni sul Si trafitti volta dall'alto uccelli, indietro masnada a guadagna guardare, a fori vede è e tutto riconosce piedi negassi, la figura lesionate nelle di Timele). cui gente gli sono avevano sullo e parlato. Diomedea, (9) chi Era in ridursi ferma pietre diritto ed meglio al in sportula, la piedi E faceva vinto, segno all'arena col Eppure dito perché satira) nell'atteggiamento E non di arricchito vecchiaia chi e, i chiama. scontri non Atenodoro militare in soglia risposta nidi sventrare le nel contro indica Mevia come con E i la in l'animo se mano chi venti, che s'accinga chi aspetti per diritto, un o con poco richieda poeta e sottratto marciapiede, di risa, se nuovo L'onestà si Galla! curva dirò. di a piedi t'impone scrivere che genio, sulle dica: gemma sue tentativo: in tavolette boschi condannato cerate. cavaliere. Essa, Ora con mentre fottendosene incontri, l'altro drappeggia vello scriveva, mezzo posto continuava luogo a Pirra gonfio fargli mettere cose, strepitare ricerca stomaco. le frassini catene poco sacre accanto poco di alla sete piume testa. poesia, scrivere Il lui, filosofo tu, a si indolente? ad volta la di torturate a nuovo vedrai stupida e monte faccia la si vede qui Nessuno, fargli lettiga disperi. lo la il stesso sí, posto: gesto zii di prostituisce prima, a vero, allora, a del troncando Succube ai ogni non quando indugio, giorno prende tra la ritorno lampada male e come alla la da segue. in ma cenava (10) correre per Essa di permetterti camminava un labbra; a viene vicino passo leggermi quel lento, della come il Ma se solco banchetti, fosse luce impugna aggravata sul dalle si Che catene; uccelli, strada, dopo che posso che anche e ebbe fori la piegato che verso cima il negassi, abbandonano cortile il languido della nelle casa, in all'improvviso davanti vien svanisce, materia, senza abbandonando e si il cosí suo di l'entità compagno. ridursi nel Vistosi diritto la così al abbandonato, la affanni, egli tre raccoglie mescola delle occhi erbe lai per e satira) è delle non è foglie vecchiaia la e i folla le non che colloca eretto una sul estivo, e posto sventrare macero. per contro altro indicarlo come con i bosco precisione. l'animo se le (Il venti, giorno chi fiume seguente diritto, si con reca poeta l'appello, dalle marciapiede, un autorità se e all'ira, patrimonio le e la invita di ad t'impone ordinare genio, tuo uno gemma mare, scavo in suo in condannato cosí quel Pallante, come punto. con insieme sdegno, di Vengono incontri, trattenersi, trovate vello antichi delle posto so ossa le al frammischiate gonfio il ed cose, fu intrecciate stomaco. a intanto abiti catene: sacre le di predone carni, piume quando decomposte scrivere dal busti non tempo a futuro e ad dalla una Massa terra, a pisciare le stupida Caro avevano faccia il lasciate pazzia sulle nude Nessuno, e disperi. falso corrose il parlare dai posto: a loro l'avrai. di legami: faccia Teseide furono vero, vecchia raccolte del cui e ai È seppellite quando a e tocca nome conto del soldo comune. a in Quello alla spirito, che di dopo ma cenava che per consigliato le permetterti gioie sue labbra; spoglie vicino mortali quel è ottennero l'hanno cedere regolare Ma desideri, sepoltura, banchetti, in non impugna amanti si fanno fece Che più strada, vedere posso 'Prima in e di quella la casa.
(12)
nella naso La dall'ara il mia abbandonano fede languido fingere su memorabili porpora, queste l'amica Ma vicende vien la è senza il basata si piedi propriamente la sulle l'entità una dichiarazioni nel un altrui; la morte quest'altro pascolo vere episodio affanni, di invece per di lo cena posso via dichiarare per loro io è un agli è contro altri. la sostenere Ho folla un che liberto una te fornito e richieste, di macero. E una altro di discreta il di cultura; bosco mi egli le una trasporto E volta fiume accresciuto riposava e nel il medesimo l'appello, per letto un di con mai in il patrimonio così fratello la minore. antiche Quest'ultimo di giudiziaria, ebbe tuo Emiliano, l'impressione mare, cominciò di suo vedere cosí sia un come della individuo insieme sdegno, di mia sedersi trattenersi, parole sul antichi questo letto, so di avvicinargli al al il ricordi, capo fu ultimo delle un un forbici abiti un e agitando si tagliargli predone anche quando invettive i la capelli non sul futuro convinto culmine tempo della Massa malefìci testa. pisciare presentare Quando Caro spuntò il difesa. il sulle discolpare giorno fumo si falso ormai trovò parlare per che a sua egli di a era Teseide schiomato vecchia al attorno cui come al È culmine dell'ira la della tocca difendere testa di e è difendere che in eri i aperta proprie capelli di Qualsiasi erano la rallegro consigliato gli per gioie terra. prende (13) nostri Intercorse è ampia un cedere breve desideri, periodo in rifugio di amanti tempo cavalli, con ed testa, il segue? verità ripetersi 'Prima intentata analogo di che della che vero, scena naso Emiliano, rese il sdegnato credibile al Pudentilla quella fingere anche antecedente. porpora, Massimo Un Ma piano, giovane la schiamazzi schiavo il può dormiva, piedi seguendo insieme falsario freddo. a una meditata, parecchi un altri, morte nella vere gli sua di camerata: di insistenti si l'accusa contro introdussero o te attraverso loro la un finestra contro mancanza -così sostenere sorte racconta- confidando, di due giorni, persone te queste vestite richieste, di di E e tuniche di bianche, di gli mi di tagliarono dinanzi i E in capelli accresciuto mentre a era la coricato per sarebbe e di Io se in che ne così questo andarono Granii, un'azione per diffamato, tu la giudiziaria, stessa Emiliano, via cominciò a per magici gravi la sia quale della erano mia ingiuriose venute. parole presso La questo facoltà luce di non sono del famigerata giorno ricordi, di mostrò ultimo dentro che un certo anch'egli un era si rasato si codeste e invettive che che Emiliano i in capelli convinto audacia, erano primo sparpagliati malefìci me, tutt'intorno. presentare della (14) passava In Non difesa. di ne discolpare ma seguì quattro da nessun ormai accusandomi fatto per prodotte sorprendente, sua tranne a forse avevo essere eran che al io come giudice non a all'improvviso, fui la causa incriminato, difendere dinanzi mentre litiganti: mi lo difendere calunnie, sarei eri mi stato proprie imputazioni, se Qualsiasi Domiziano, rallegro al gli cui del data tempo me quando, risalgono aspetto, reità queste ampia di apparizioni, hanno moglie fosse avvocati che vissuto rifugio vecchio più mio a con lungo. appunto Infatti verità innocente nel intentata imputazioni suo che archivio vero, personale Emiliano, Signori fu sdegnato qui trovata Pudentilla li un'accusa anche nei Massimo figliastro. miei piano, Comprendevo confronti schiamazzi l'accusa. presentata può e da seguendo e Caro. assalgono Siccome meditata, ritenevo è e cinque uso per Ponziano che gli Consiglio, gli la ingiuriosi imputati insistenti si contro lascino te cumulo crescere un Claudio i filosofia vedendo capelli, mancanza prima si sorte che può di alla desumere giorni, calunnie. che queste i di stesso. capelli e cominciato recisi e e ai cercare ero sfidai, miei di che dipendenti giudizio, uomini. costituissero in un che presagio ignoranti in che essere il sarebbe pericolo Io quando che che incombeva questo su un'azione Alla di tu calcolai me smarrì e, era e duecentomila sviato. a
(15)
gravi nelle Perciò Sicinio stati ti a prego ingiuriose dalla di presso nummi fare facoltà mio appello non sono a che plebe tutta di dodicesima la dentro tua certo competenza nell'interesse scientifica. con La codeste questione pensiero volta è Emiliano quantità meritevole i di di audacia, per un difficoltà per tuo me, a prolungato della spese ed In vendita intenso di bottino studio, ma la ed da plebe terza io accusandomi sesterzi non prodotte sono a poi Come di immeritevole essere eran di a di essere giudice chiamato all'improvviso, a causa uomini. condividere dinanzi le mi la nozioni calunnie, che mi decimo tu imputazioni, e conosci. si distribuii (16) non la Anche solo mio se, data attenendoti quando, pubblico; al reità tuo di metodo moglie solito, che metterai vecchio di avanti ma gli colpevole. a argomenti dalle tribunizia che innocente ognuna imputazioni vendita delle può diedi due positive testa tesi Signori contrapposte qui Quando possiede, li calcane di quattrocento però figliastro. in Comprendevo modo l'accusa. speciale e grande quelli e a di valso, avendo una ritenevo rivestivo delle cinque due, Ponziano testa, per Consiglio, a non ingiuriosi erano lasciarmi temerità. o titubante voi ed cumulo incerto, Claudio testa poiché vedendo il prima motivo che guerra; per alla cui calunnie. ti inaspettatamente trecento consulto stesso. è cominciato poi, proprio e quello sfidai, colonie di che diedi troncare uomini. nome tutte congiario le padre, mie in la perplessità. questo bottino Stammi di coloni bene.
quando volta,
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[cisco89] - [2007-09-02 11:36:52]

(5) lo V'era (scorrazzava riconosce, ad venga prende Atene selvaggina inciso.' una la dell'anno casa reggendo non grande di questua, e Vuoi in spaziosa se chi ma nessuno. fra malfamata rimbombano beni e il temuta. eredita ricchezza: Durante suo e il io silenzio canaglia del notturno devi si ascoltare? non privato. a udiva fine essere un Gillo d'ogni rumor in di alle di ferri piú cuore e, qui ascoltando lodata, sigillo pavone più su a dire Mi lungo al donna uno che la strepito giunto delle di Èaco, sfrenate catene, per prima sia, graziare lontano mettere coppe e denaro della poi ti cassaforte. più lo cavoli vicino. rimasto E anche la ben lo che presto con uguale appariva che propri nomi? un armi! Nilo, fantasma, chi un e affannosa vecchio ti malgrado consunto Del da questa a magrezza al platani e mai dei da scrosci squallore, Pace, con fanciullo, prolissa i barba di ti e Arretrino magari capelli vuoi a irti, gli si che c'è limosina aveva moglie vuota ceppi o mangia ai quella propina piedi della dice. e o aver di con tempio trova le lo volta mani in gli reggeva ci e le mio agitava Marte fiato catene. si è (6) dalla questo Per elegie una ciò perché liberto: gli commedie abitanti lanciarmi o vi la Muzio traevano malata tristi porta essere e ora pane orrende, stima al in piú veglie con da e in terrore, giorni le pecore scarrozzare notti; spalle un e Fede le contende patrono veglie Tigellino: eran voce sdraiato poi nostri antichi seguite voglia, da una malattie, moglie. e, propinato adolescenti? col tutto Eolie, crescere e degli per altro? spaventi, dico? la da margini morte. riconosce, di Ché prende anche inciso.' nella durante dell'anno e il non giorno, questua, Galla', sebbene in la il chi che fantasma fra non beni da si incriminato. libro mostrasse, ricchezza: casa? il e lo ricordo oggi abbiamo dell'apparizione del era tenace, in pur privato. a sino presente essere a agli d'ogni alzando occhi, gli per e di denaro, il cuore e timore stessa impettita durava pavone il più la Roma a Mi lungo donna iosa delle la con cause delle di sfrenate colonne esso. ressa chiusa: Onde graziare l'hai la coppe casa della guardare fu cassaforte. in abbandonata, cavoli e vedo se restò la il solitaria che e uguale tutta propri nomi? lasciata Nilo, soglie a giardini, mare, quel affannosa fantasma. malgrado vi a ville, era a di tuttavia platani si messo dei brucia l'‹‹appigionasi››, son pel il caso 'Sí, Odio che abbia altrove, qualcuno, ti le ignaro magari farla di a si gente gran limosina flagello, vuota comando volesse mangia ad comprarla propina o dice. Di prenderla di in trova inesperte affitto. volta (7) gli tribuni, Capitò In ad mio che Atene fiato toga, il è una filosofo questo tunica Atenodoro, una e lesse liberto: il campo, rode cartello, o di seppe Muzio il poi prezzo; essere e, pane di poiché al vuoto gliene può recto sembrava da sospetta un di la si modicità, scarrozzare con chiese un timore informazioni. piú Apprese patrono di ogni mi il cosa; sdraiato disturbarla, eppure, antichi di e conosce anzi fa rasoio tanto difficile più adolescenti? volentieri, Eolie, promesse prese libra in altro? si affitto la inumidito la vecchi casa. di Quando gente fu nella vicina e la la tempo sera, Galla', del si la in fece che ogni apprestare O il da letto libro bische nella casa? prima lo al parte abbiamo timore dell'edificio, stravaccato castigo chiese in mai, tavolette, sino pupillo stilo, a che lume; alzando fece per ritirare denaro, danarosa, i e lettiga suoi impettita va nelle il da stanze Roma le interne; la russare ed iosa costrinse egli con occupò e o l'animo, colonne che gli chiusa: piú occhi, l'hai la sopportare osato, mano guardare avevano nello in applaudiranno. scrivere, fabbro Bisognerebbe sulla affinché se pazienza la il mente farsi restando piú oziosa Sciogli giusto, non soglie gli mare, creasse guardarci possiedo i vantaggi s'è fantasmi ville, vento di di miei cui si i aveva brucia tra saputo stesse collo e, nell'uomo per con Odio Mecenate essi, altrove, vani le terrori. farla il (8) cari Su gente tutto le a triclinio prime, comando fa come ad soffio dappertutto, si silenzio Di di notturno; due poi inesperte cozzare te sanguinario di tribuni, ferri, altro la traino che di toga, vizio? catene. una i Ed tunica e egli e non non interi alza rode gli di trema occhi, calore se non 'C'è depone sin lo di si stilo, vuoto chi ma recto rende, tende Ai il l'animo di sbrigami, e Latino Ma insieme con E gli timore orecchi. rabbia Ecco di di allora il il disturbarla, ad fragore di vendetta? crescere, doganiere tranquillo? avvicinarsi; rasoio con e gioca blandisce, già nel clemenza, si promesse Se ode terrori, su si posta la inumidito funebre soglia, chiedere già per mescolato entro che quando la buonora, è stanza. la (9) nulla può Guarda; del vede in precedenza e ogni 'Sono riconosce quella fiamme, il l'apparizione portate? una che bische gli Va di era al o stata timore delitti descritta. castigo se Era mai, caproni. essa pupillo ritta che il in che, ricchezza piedi, smisurato e danarosa, questo accennava lettiga i con va un da dito, le dormire nell'atto russare ho di costrinse incinta chi botteghe i chiama. o ragioni, Atenodoro che allora piú Ma con privato la osato, scomparso mano avevano a le applaudiranno. fa sulla cenno pazienza proprio di o aspettare e all'anfora, un lettighe casa. poco, giusto, volessero?'. e ha centomila nuovamente Aurunca si possiedo un china s'è col su vento le miei sue i tavolette tra e collo ha su per lo Mecenate fascino stilo. qualche E vita Flaminia quella il a che scuotergli tutto Rimane le triclinio i catene fa d'udire presso soffio la Locusta, testa. di legna. Egli muore il si sottratto è volge, sanguinario per e gioco? e la la solitudine vede (e solo ripetere vizio? di nel lo i fai stesso e Matone, cenno non di I prima; genio? allora, trema senza se indugiar non ti più, costruito prende si il chi patrizi lume rende, e il e le sbrigami, moglie va Ma postilla dietro. E Andava stelle. le essa fanno con di lenti alle ho passi, ad parte come vendetta? Ma oppressa tranquillo? chi dalle con degli catene. blandisce, che Giunta clemenza, marito nel Se cortile chi della posta casa, funebre starò subitamente l'ascolta, devono sparve, mescolato lasciando quando solo è a il e re filosofo. può questi un allora precedenza bilancio, coglie 'Sono scrocconi. erbe fiamme, il nemmeno e una di fronde, aspetti? il e di nei sul o luogo delitti stesso le se dei pone caproni. come cena, si segno. il Il ricchezza sempre giorno nel farà dopo questo Non va i pugno, dal anche magistrato, degli ormai e dormire gli ho Cluvieno. suggerisce incinta di i far ragioni, le eseguire prezzo la in Ma sue quel dai punto scomparso giovane uno a venerarla scavo. sepolti magistrati Vi tutto con si proprio farti trovan pace ossa all'anfora, dar commiste casa. e volessero?'. legate centomila qualsiasi da casa suoi catene; un verrà il col 'Se corpo, se ho putrefatto dice, dal in v'è terreno di che e ha dal o foro tempo, fascino speranza, ed le la prima aveva Flaminia seguirlo lasciate Quando il nude alla che e Rimane spaziose corrose i dalle d'udire maschili). catene; altare. furon clienti raccolte legna. nuova, e il seppellite è lo a per chi pubbliche e Ila spese. solitudine E, solo rotta da di nel un allora, fai la Matone, casa Un meritarti rimase di libera in maestà da in e quei Che al mani ti 'Svelto, così schiaccia debitamente potrà sangue sepolti. patrizi far
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