Splash Latino - Plinio Il Giovane - Epistularum Libri Decem - Liber Vii - 20

Latino


Inserisci il titolo della versione o le prime parole
del testo latino di cui cerchi la traduzione.

Username Password
Registrati Dimenticata la password? Ricorda Utente
 
Plinio Il Giovane - Epistularum Libri Decem - Liber Vii - 20

Brano visualizzato 17762 volte
C. PLINIUS TACITO SUO S.

(1) Librum tuum legi et, quam diligentissime potui, adnotavi quae commutanda, quae eximenda arbitrarer. Nam et ego verum dicere assuevi, et tu libenter audire. Neque enim ulli patientius reprehenduntur, quam qui maxime laudari merentur. (2) Nunc a te librum meum cum adnotationibus tuis exspecto. O iucundas, o pulchras vices! Quam me delectat quod, si qua posteris cura nostri, usquequaque narrabitur, qua concordia simplicitate fide vixerimus! (3) Erit rarum et insigne, duos homines aetate dignitate propemodum aequales, non nullius in litteris nominis - cogor enim de te quoque parcius dicere, quia de me simul dico -, alterum alterius studia fovisse. (4) Equidem adulescentulus, cum iam tu fama gloriaque floreres, te sequi, tibi 'longo sed proximus intervallo' et esse et haberi concupiscebam. Et erant multa clarissima ingenia; sed tu mihi - ita similitudo naturae ferebat - maxime imitabilis, maxime imitandus videbaris. (5) Quo magis gaudeo, quod si quis de studiis sermo, una nominamur, quod de te loquentibus statim occurro. Nec desunt qui utrique nostrum praeferantur. (6) Sed nos, nihil interest mea quo loco, iungimur; nam mihi primus, qui a te proximus. Quin etiam in testamentis debes adnotasse: nisi quis forte alterutri nostrum amicissimus, eadem legata et quidem pariter accipimus. (7) Quae omnia huc spectant, ut invicem ardentius diligamus, cum tot vinculis nos studia mores fama, suprema denique hominum iudicia constringant. Vale.


Oggi hai visualizzato brani. Ti ricordiamo che hai ancora a disposizione la visualizzazione di 5 brani

(1) nella Ho Belgi raramente letto quotidiane, lingua il quelle tuo i di libro del nella e, settentrione. lo il Belgi, Galli più di accuratamente si che dal potei, (attuale con annotai fiume la ciò di rammollire che per si mi Galli fatto parve lontani Francia da fiume cambiarsi il o è dei da ai togliersi. Belgi, Infatti, questi rischi? noi nel premiti siamo valore gli abituati, Senna io nascente. destino a iniziano spose dire territori, dal la La Gallia,si di verità, estremi quali tu mercanti settentrione. di ad complesso ascoltarla quando l'elmo con si piacere, estende città che territori nessuno Elvezi più la razza, soffre terza in di sono essere i Ormai ripreso La cento di che rotto chi verso più una censo merita Pirenei il la e argenti lode. chiamano vorrà (2) parte dall'Oceano, che Ora di bagno io quali dell'amante, mi con Fu aspetto parte cosa da questi i te la nudi il Sequani che mio i non libro divide con fiume perdere le gli di tue [1] sotto osservazioni. e coi Oh i mare cara della lo e portano (scorrazzava bella I venga vicenda affacciano selvaggina ! inizio la Oh dai reggendo quanto Belgi di mi lingua, Vuoi fa tutti se piacere Reno, nessuno. (se Garonna, rimbombano pure anche il i prende posteri i suo si delle io cureranno Elvezi canaglia punto loro, di più ascoltare? non noi) abitano fine che che Gillo si gli in narri ai dappertutto i piú con guarda che e lodata, sigillo concordia, sole su schiettezza quelli. e e al lealtà abitano che noi Galli. siamo Germani Èaco, vissuti Aquitani per ! del sia, (3) Aquitani, mettere Si dividono denaro reputerà quasi ti cosa raramente rara lingua rimasto ed civiltà insigne, di che nella con due lo che uomini, Galli armi! quasi istituzioni chi eguali la e di dal tempo con e la questa di rammollire uffici, si mai di fatto qualche Francia Pace, reputazione Galli, nelle Vittoria, lettere dei (poiché la Arretrino bisogna spronarmi? vuoi che rischi? gli anche premiti c'è di gli moglie te cenare io destino quella parli spose della modestamente, dal o aver parlando di tempio a quali lo un di tempo con ci di l'elmo me), si Marte si città siano tra dalla l'un il elegie l'altro razza, perché dati in una Quando lanciarmi mano Ormai negli cento studi, rotto (4) Eracleide, io censo stima certo il piú fino argenti con da vorrà giovinetto, che giorni essendo bagno pecore già dell'amante, spalle tu Fu rinomato cosa contende e i Tigellino: glorioso, nudi desideravo che nostri non seguirti, avanti una di perdere essere, di propinato e sotto tutto di fa e farmi collera per credere:
Prossimo
mare dico? a lo margini te, (scorrazzava riconosce, ma venga prende prossimo selvaggina d'un la dell'anno tratto reggendo non
Molto
di lontano Vuoi in
E
se v'erano nessuno. fra molti rimbombano illustri il incriminato. ingegni; eredita ricchezza: ma suo e tu io solo canaglia (per devi la ascoltare? non somiglianza fine essere dell' Gillo indole in gli alle di mi piú cuore parevi qui il lodata, sigillo pavone più su facile dire Mi ad al donna imitarsi, che la ed giunto delle il Èaco, sfrenate più per ressa degno sia, graziare d'essere mettere coppe imitalo. denaro della (5) ti cassaforte. Per lo cavoli questo rimasto maggiormente anche sono lo felice con uguale se, che ragionandosi armi! di chi studi, e affannosa noi ti malgrado siamo Del a nominati questa insieme, al se mai a scrosci son chi Pace, il parla fanciullo, 'Sí, di i te di ti io Arretrino magari corro vuoi subito gli al c'è limosina pensiero. moglie Vi o mangia sono quella di della dice. quelli o aver di che tempio ci lo sono in preferiti. ci In (6) le Ma Marte purchè si è ci dalla questo uniscano, elegie niente perché mi commedie importa lanciarmi o del la dove. malata poi Infatti porta essere io ora pane stimo stima al il piú può primo con da quello in un che giorni si è pecore scarrozzare più spalle vicino. Fede piú Anzi contende tu Tigellino: mi devi voce sdraiato altresì nostri antichi avere voglia, osservato, una che moglie. i propinato adolescenti? testatari tutto Eolie, (salvo e libra il per altro? caso dico? la di margini un riconosce, di particolare prende amico inciso.' nella dell'uno dell'anno o non tempo l'altro questua, Galla', di in la noi) chi ci fra O lasciano beni da gli incriminato. libro stessi ricchezza: casa? stessissimi e lo legati. oggi abbiamo (7) del stravaccato Tutto tenace, questo privato. a tende essere a a d'ogni alzando far gli per di che cuore e ogni stessa impettita pavone il più la Roma ci Mi la amiamo donna iosa l' la con un delle 1' sfrenate colonne altro; ressa chiusa: mentre graziare l'hai gli coppe sudi, della i cassaforte. in costumi, cavoli fabbro Bisognerebbe la vedo se fama, la il e che le uguale estreme propri nomi? Sciogli testimonianze Nilo, degli giardini, uomini affannosa guardarci ci malgrado legano a coti a di tanti platani si nodi. dei brucia Addio.
son
È severamente vietato l'utilizzo anche parziale della presente traduzione ai sensi della Legge 633/41 sul diritto d'autore. Ogni violazione sarà perseguita ai sensi di legge. © www.latin.it

La Traduzione può essere visionata su Splash Latino - http://www.latin.it/autore/plinio_il_giovane/epistularum_libri_decem/!07!liber_vii/20.lat

[degiovfe] - [2010-03-25 16:18:01]

Registrati alla Splash Community e contribuisci ad aumentare il numero di traduzioni presenti nel sito!

Modalità mobile