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Plinio Il Giovane - Epistularum Libri Decem - Liber Vii - 5

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C. PLINIUS CALPURNIAE SUAE S.

(1) Incredibile est quanto desiderio tui tenear. In causa amor primum, deinde quod non consuevimus abesse. Inde est quod magnam noctium partem in imagine tua vigil exigo; inde quod interdiu, quibus horis te visere solebam, ad diaetam tuam ipsi me, ut verissime dicitur, pedes ducunt; quod denique aeger et maestus ac similis excluso a vacuo limine recedo. Unum tempus his tormentis caret, quo in foro et Samicorum litibus conteror. (2) Aestima tu, quae vita mea sit, cui requies in labore, in miseria curisque solacium. Vale.


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[federico_latino] - [2008-11-04 20:02:31]

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