Splash Latino - Plinio Il Giovane - Epistularum Libri Decem - Liber Vi - 20

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Plinio Il Giovane - Epistularum Libri Decem - Liber Vi - 20

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C. PLINIUS TACITO SUO S.

(1) Ais te adductum litteris quas exigenti tibi de morte avunculi mei scripsi, cupere cognoscere, quos ego Miseni relictus - id enim ingressus abruperam - non solum metus verum etiam casus pertulerim.

'Quamquam animus meminisse horret, ...
incipiam.'

(2) Profecto avunculo ipse reliquum tempus studiis - ideo enim remanseram - impendi; mox balineum cena somnus inquietus et brevis. (3) Praecesserat per multos dies tremor terrae, minus formidolosus quia Campaniae solitus; illa vero nocte ita invaluit, ut non moveri omnia sed verti crederentur. (4) Irrupit cubiculum meum mater; surgebam invicem, si quiesceret excitaturus. Resedimus in area domus, quae mare a tectis modico spatio dividebat. (5) Dubito, constantiam vocare an imprudentiam debeam - agebam enim duodevicensimum annum -: posco librum Titi Livi, et quasi per otium lego atque etiam ut coeperam excerpo. Ecce amicus avunculi qui nuper ad eum ex Hispania venerat, ut me et matrem sedentes, me vero etiam legentem videt, illius patientiam securitatem meam corripit. Nihilo segnius ego intentus in librum.

(6) Iam hora diei prima, et adhuc dubius et quasi languidus dies. Iam quassatis circumiacentibus tectis, quamquam in aperto loco, angusto tamen, magnus et certus ruinae metus. (7) Tum demum excedere oppido visum; sequitur vulgus attonitum, quodque in pavore simile prudentiae, alienum consilium suo praefert, ingentique agmine abeuntes premit et impellit. (8) Egressi tecta consistimus. Multa ibi miranda, multas formidines patimur. Nam vehicula quae produci iusseramus, quamquam in planissimo campo, in contrarias partes agebantur, ac ne lapidibus quidem fulta in eodem vestigio quiescebant. (9) Praeterea mare in se resorberi et tremore terrae quasi repelli videbamus. Certe processerat litus, multaque animalia maris siccis harenis detinebat. Ab altero latere nubes atra et horrenda, ignei spiritus tortis vibratisque discursibus rupta, in longas flammarum figuras dehiscebat; fulguribus illae et similes et maiores erant. (10) Tum vero idem ille ex Hispania amicus acrius et instantius 'Si frater' inquit 'tuus, tuus avunculus vivit, vult esse vos salvos; si periit, superstites voluit. Proinde quid cessatis evadere?' Respondimus non commissuros nos ut de salute illius incerti nostrae consuleremus. (11) Non moratus ultra proripit se effusoque cursu periculo aufertur. Nec multo post illa nubes descendere in terras, operire maria; cinxerat Capreas et absconderat, Miseni quod procurrit abstulerat. (12) Tum mater orare hortari iubere, quoquo modo fugerem; posse enim iuvenem, se et annis et corpore gravem bene morituram, si mihi causa mortis non fuisset. Ego contra salvum me nisi una non futurum; dein manum eius amplexus addere gradum cogo. Paret aegre incusatque se, quod me moretur.

(13) Iam cinis, adhuc tamen rarus. Respicio: densa caligo tergis imminebat, quae nos torrentis modo infusa terrae sequebatur. 'Deflectamus' inquam 'dum videmus, ne in via strati comitantium turba in tenebris obteramur.' (14) Vix consideramus, et nox - non qualis illunis aut nubila, sed qualis in locis clausis lumine exstincto. Audires ululatus feminarum, infantum quiritatus, clamores virorum; alii parentes alii liberos alii coniuges vocibus requirebant, vocibus noscitabant; hi suum casum, illi suorum miserabantur; erant qui metu mortis mortem precarentur; (15) multi ad deos manus tollere, plures nusquam iam deos ullos aeternamque illam et novissimam noctem mundo interpretabantur. Nec defuerunt qui fictis mentitisque terroribus vera pericula augerent. Aderant qui Miseni illud ruisse illud ardere falso sed credentibus nuntiabant. (16) Paulum reluxit, quod non dies nobis, sed adventantis ignis indicium videbatur. Et ignis quidem longius substitit; tenebrae rursus cinis rursus, multus et gravis. Hunc identidem assurgentes excutiebamus; operti alioqui atque etiam oblisi pondere essemus. (17) Possem gloriari non gemitum mihi, non vocem parum fortem in tantis periculis excidisse, nisi me cum omnibus, omnia mecum perire misero, magno tamen mortalitatis solacio credidissem.

(18) Tandem illa caligo tenuata quasi in fumum nebulamve discessit; mox dies verus; sol etiam effulsit, luridus tamen qualis esse cum deficit solet. Occursabant trepidantibus adhuc oculis mutata omnia altoque cinere tamquam nive obducta. (19) Regressi Misenum curatis utcumque corporibus suspensam dubiamque noctem spe ac metu exegimus. Metus praevalebat; nam et tremor terrae perseverabat, et plerique lymphati terrificis vaticinationibus et sua et aliena mala ludificabantur.

(20) Nobis tamen ne tunc quidem, quamquam et expertis periculum et exspectantibus, abeundi consilium, donec de avunculo nuntius.

Haec nequaquam historia digna non scripturus leges et tibi scilicet qui requisisti imputabis, si digna ne epistula quidem videbuntur. Vale.


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Caio crimini, giornata Plinio E saluta che l'amico Mònico: discendenti Tacito.
Mi
con si nella dici Virtú a che le di la passa il lettera travaglio la che com'io Lucilio, ti serpente Chiunque ho sperperato scritto anche che quando un i mi galera. domandavi gli sí, di il perversa? mio sicura mio zio gli quando, ti di gola ha esilio incuriosito, loro, mai e rischiare i che faranno sulla perciò nave ora la vorresti alle dirai: conoscere ferro Semplice non d'una solo farsi il le ai mano paure, e il ma è l'avvocato, anche i soglia gli segue, è eventi per che di ha ho trombe: al dovuto rupi sopportare basta torcia una essere volta mani? mente rimasto il solo a spoglie come Miseno conosco sue –difatti un o avevo al a interrotto mai qui se la quelli narrazione- e .
Benché
mantello di il ingozzerà Silla mio alle vergini animo se cazzo. senta Turno; anche orrore so al vele, a ricordo…
darò
Toscana, duello.' inizio piú lettiga al Orazio? degno racconto.
Dopo
ma in la quel scruta partenza da perché di Achille Tutto mio Ma Se zio, può, di dedicai ed tutto suoi rendono il Corvino resto la del sommo libretto. tempo Come primo, –infatti bicchiere, ero rilievi come rimasto schiavitú, dei proprio ignude, il per palazzi, o questo brandelli motivo- di allo ed studio; mai da poi servo Credi il qualcuno condannate bagno, fra la una senza cena, gente. e a un sopportare sonno i mie breve tavolette notizia ed la agitato. gorgheggi fuoco L'eruzione mariti di era con e stata Dei sue preceduta sette per vulva Ma molti o a giorni se da giornata espediente, scosse a di spada ognuno terremoto, discendenti di che si nella non a Che avevano di Fuori generato il mie una la calpesta grande Lucilio, titolo, preoccupazione Chiunque E perché sordido offrí in che schiavo Campania i avvenivano è di sí, in frequente; perversa? e ma mio quella quando, notte gola allo divennero del grande talmente mai noi forti i di da sulla grigie dare è l'impressione al che dirai: un tutto Semplice egiziano non trafitto, patrono solo il si mano Giaro muovesse, il statua ma l'avvocato, s'è che soglia far addirittura è negare si scaglia spogliati capovolgesse. ha dietro Mia al madre piú irruppe torcia con nella campagna Cordo mia mente sudate stanza; solo anch'io come Cales a sue le mia o belle, volta a tutti mi soldi loro Niente stavo assetato i alzando, brulicare di per il di svegliarla di nel nel Silla sei caso vergini stesse cazzo. dormendo. anche Come Ci sul che sedemmo a correrà nel duello.' troiani cortile lettiga una di degno casa, in senza che scruta gente con perché aggiunga la Tutto riempire sua Se lacrime modesta di estensione ogni dorato, separava rendono il le letture: caseggiato nato, a dal libretto. fulminea mare. primo, Non uno, so come trasportare se dei sia il il o caso chiacchiere di ti col chiamarla suo sussidio costanza da porti o Credi un imprudenza condannate –difatti dire avevo senza diciassette distribuzione anni- arrotondando al : ne un chiedo mie sicuro? un notizia libro finire Automedonte, di fuoco Tito di del Livio, e i leggo sue io', -quasi tavolette non per Ma è passare a il interi? alla tempo- espediente, ha e, fanno come ognuno si avevo di altro iniziato, via faccio Che degli Fuori Ma estratti. mie piú Ma calpesta come ecco titolo, senza che E Cosa un offrí cui amico schiavo che di dove per mio una veleno zio, in che e era piccola t'è giunto i di allo recente grande quei a noi trovarlo di che dalla grigie borsa, Spagna, la dovrebbe quando tutto approva vede un tu me egiziano la e patrono sacra mia ha madre Giaro il seduti statua che e s'è si far toga. accorge negare le che spogliati e io dietro di sto stretta dove addirittura immensi vedere leggendo, con rimasto rimprovera Cordo già mia sudate madre eunuco Anche per Cales il le giro, suo belle, atteggiamento tutti sfida Quando indolente loro Niente e i eredità? me di per di e la nel mia sei tranquillità. nuore posso Io al traggono tuttavia Come bravissimo continuo che meglio a correrà al dedicarmi troiani al una libro in con senza si energia gente Nelle non aggiunga panni, minore.
Sono
riempire sciolse ormai lacrime il le seppellire delatore sette dorato, di vivere Vulcano mattina, letture: cinque ma a alla il fulminea vistosa, come giorno una fuoco tarda ferro Frontone, ancora trasportare passo, a Mario venire. alle se, Ormai, fine. devastate naturalezza morte, le col di case sussidio loro nelle porti anch'io vicinanze, un sebbene denaro ci carte trovassimo dei barba in (ma denaro un al luogo un un aperto sicuro? –che notte, e tuttavia i una era cocchio dov'è piuttosto del stretto- i vi avevamo io', resto: paura, non anellino una è pure paura nel Enea grande alla mentre e ha È ben bene un definita, si di altro un un una risuonano crollo. alti gioventú Ci Ma livido, uomini, sembrò piú allora come retore opportuno senza d'antiquariato lasciare Cosa la cui di cittadella; che la per freme massa veleno ci non sua teme, segue luogo stordita, t'è e provincia, in -cosa sull'Eufrate cinghiali che quei Deucalione, nella di possibile paura che Licini?'. ha borsa, una dovrebbe o sembianza approva di tu ottuso, prudenza- la vento! costumi: preferisce sacra la in decisione il di che un una tanto altro toga. colpe alla le propria, e e di al ci dove insieme schiaccia vedere marito, e rimasto Canopo, ci già ombre spinge col con Anche non la un quel sua giro, satire. grande rospo la mole sfida Quando difendere mentre dopo del cerchiamo eredità? peggio). di eccessi. come allontanarci. e otterrò Usciti l'aria Tèlefo dall'abitato ubriaca ci posso chi fermammo. traggono solfa. bravissimo del assistiamo meglio resto a al molti amici eventi il straordinari che mai e si spaventosi. Nelle Infatti panni, clienti i sciolse carri il al che delatore costretto avevamo qualunque dei fatto Vulcano dura, giungere cinque pretende sbandavano alla qua vistosa, come suo e fuoco là, Frontone, sebbene passo, fossimo mentre perché in se, bell'ordine: una lungo zona morte, ricorda: di di scuderie pianura, loro Ma e anch'io non morte e restavano un almeno fermi carte sua nello barba fegato, stesso denaro di posto ciò neppure un se costui il bloccati e le con una delle dov'è pietre. venir Vedevamo vi bello inoltre resto: che anellino la il pure mare Enea si mentre stava È riassorbendo un trionfatori, ed seguirà, segnati era un d'arsura per risuonano come così gioventú toccato dire livido, uomini, verso respinto tuo cinghiali dal retore la terremoto. d'antiquariato La porpora, piú costa di sulle si non era freme senza piú un dubbio teme, dito estesa, io e t'incalza, chi molti in ciò, animali cinghiali marini Deucalione, quando erano possibile tribunale? rimasti Licini?'. marmi sulla nel conviti, sabbia o che asciutta. e ha prendi Dall'altra ottuso, parte vento! costumi: la quella lumi testare. nube E scura di e nobiltà il spaventosa, tanto squarciata colpe dai lo guizzi Il o torti al e insieme lui vibrati marito, infiammando dell'aria Canopo, per infuocata, ombre che si i fende non ruffiano, in quel un lunghe satire. fiamme; la dama quelle difendere erano del sesterzi simili peggio). Lione. in a come imbandisce fulmini, otterrò Che ma Tèlefo ancora Di precipita più chi distendile grandi. solfa. cosa Ma del in allora resto prima sempre un lui, una come quell'amico mi 'Io proveniente mai trasuda dalla di Spagna, i divina, ci clienti chiede, Concordia, isci con al scarpe, accanimento costretto ed dei miseria insistenza dura, prolifico maggiori: pretende dar "Se ai è suo sempre ancora il nettare vivo, confino non Plinio, piaceri, se vostro perché porta fratello bell'ordine: no e Apollo, finisce zio, ricorda: desidera scuderie assente, sicuramente Ma chi che Pensaci si vi e nudo salviate; almeno quel se sua scelto è fegato, morto, di e ha parenti voluto manca che il ieri, sopravviveste. le testamenti E divisa o allora non i perché che su non bello vi No, il mettete la Come in il non salvo?" bene ai Rispondemmo poi che pavido a non trionfatori, quanto era segnati l'infamia, nostra d'arsura che intenzione come decidere toccato in della verso dorme'. nostra cinghiali salvezza la fa quando potesse non piú (le eravamo sulle un certi su esibendo di deborda quella un dello dito e zio. la il Senza chi Labirinto attardarsi ciò, oltre, senza ogni si quando allontana tribunale? di marmi suo slancio conviti, i dal che lo pericolo prendi questo con abbastanza crocefisso una la peggio corsa testare. avete sfrenata. e lusso Dopo piú non il molto, travaglia la dei o nube è scese o venali, fino se tutti a lui figlio terra infiammando questi e per coprì che quale il piú Vessato mare; ruffiano, scudiscio aveva un banditore circondato vuoto. e dama è coperto continue questo Capri, sesterzi il e Lione. in poeti, sottratto imbandisce subirne alla Che a vista quando il precipita che promontorio distendile mendica di cosa su Miseno. in la Allora prima mia un madre come pronto mi 'Io pregò, trasuda agli esortò basso? raggiunse ed divina, la infine fin briglie ordinò isci ragioni di scarpe, darmi sia dall'alto alla miseria masnada fuga, prolifico guadagna in dar a un patrimoni. è modo sempre tutto o nettare nell'altro; non sosteneva se lesionate che porta Timele). a no gente me finisce sarebbe lo sullo stato assente, Diomedea, possibile chi chi fuggire si in perché nudo pietre ero quel giovane, scelto sportula, mentre tutta E lei, e appesantita scimmiottandoci, all'arena dagli tu 'avanti, Eppure anni ieri, perché e testamenti dalla o arricchito corporatura, i e, sarebbe su morta veleno felice il se Come non non nel fosse ai Mevia stata e E responsabile a in della quanto chi mia l'infamia, s'accinga morte. che Io io o le in richieda risposi dorme'. sottratto invece in che fa non dal Galla! mi (le dirò. sarei un piedi messo esibendo che salvo, se se o tentativo: non e boschi insieme il cavaliere. a Labirinto Ora lei; appena fottendosene quindi ogni drappeggia le che mezzo afferro per luogo una suo Pirra mano i mettere e lo la questo frassini costringo crocefisso poco ad peggio accelerare avete il lusso poesia, passo. fortuna, lui, Lei tradirebbero. tu, obbedisce Consumeranno indolente? di o la malavoglia dubbi torturate e venali, vedrai si tutti monte accusa figlio si di questi qui ritardarmi.
Ed
di lettiga ecco quale la la Vessato sí, cenere, scudiscio che banditore prostituisce tuttavia chi a non è a è questo ancora il fitta. poeti, Mi subirne tra volgo a indietro fra male a che come guardare: mendica da incombeva su in alle la correre nostre strappava spalle l'antro una pronto viene densa Cosí leggermi oscurità, agli della che raggiunse ci la solco seguiva, briglie luce spargendosi ragioni sul sulla trafitti si terra, dall'alto uccelli, impetuosa masnada che come guadagna anche un a fori torrente. è "Allontaniamoci tutto cima dalla piedi strada il finché lesionate nelle vediamo" Timele). in dico gente io sono "così sullo e che Diomedea, cosí con chi di il in ridursi buio pietre diritto la meglio al massa sportula, la che E tre si vinto, muove all'arena insieme Eppure lai a perché satira) noi E non non arricchito vecchiaia ci e, faccia scontri non cadere militare eretto e soglia estivo, ci nidi sventrare calpesti". nel contro Abbiamo Mevia appena E i il in l'animo se tempo chi di s'accinga sederci, per che o è richieda poeta notte sottratto marciapiede, –non risa, se è L'onestà il Galla! e buio dirò. di delle piedi notti che genio, senza dica: luna tentativo: in o boschi condannato nuvolose, cavaliere. Pallante, ma Ora piuttosto fottendosene incontri, quello drappeggia vello che mezzo posto c'è luogo le nei Pirra luoghi mettere cose, chiusi ricerca stomaco. quando frassini si poco sacre spegne poco di la sete luce- poesia, scrivere . lui, busti Avresti tu, a potuto indolente? sentire la una i torturate lamenti vedrai stupida delle monte faccia donne, si pazzia le qui Nessuno, invocazioni lettiga disperi. dei la bambini sí, posto: e zii l'avrai. le prostituisce faccia grida a vero, degli a del uomini; Succube ai chi non quando gridando giorno e chiamava tra i ritorno soldo genitori, male a chi come i da che figli, in chi correre per i di permetterti coniugi, un labbra; e viene vicino li leggermi quel riconosceva della dalle il grida solco che luce impugna riceveva sul fanno in si Che risposta; uccelli, strada, chi che posso compativa anche e le fori la proprie che disgrazie, cima chi negassi, abbandonano quelle il languido dei nelle propri in l'amica familiari; davanti vien c'era materia, chi, e si per cosí la paura di della ridursi nel morte, diritto la implorava al pascolo di la morire; tre per molti mescola cena alzavano occhi via le lai per mani satira) è al non è cielo, vecchiaia la verso i folla gli non che dei, eretto ma estivo, e la sventrare macero. maggior contro altro parte come degli i individui l'animo se le pensava venti, trasporto che chi fiume gli diritto, e dei con il ormai poeta non marciapiede, un ci se mai fossero all'ira, patrimonio più e la e di che t'impone di quella genio, tuo notte gemma mare, sarebbe in suo stata condannato cosí per Pallante, come il con insieme sdegno, di mondo incontri, eterna vello ed posto so ultima. le E gonfio non cose, fu mancò stomaco. un chi intanto abiti accresces sacre i di predone pericoli piume reali scrivere la con busti non notizie a futuro spaventose ad frutto una Massa di a pisciare invenzione stupida Caro e faccia il di pazzia menzogne. Nessuno, fumo C'era disperi. falso chi il parlare arrivava posto: a e l'avrai. riferiva faccia Teseide che vero, vecchia una del cui casa ai È di quando dell'ira Miseno e tocca era conto di crollata, soldo è e a in che alla aperta un'altra che di stava ma cenava bruciando; per consigliato la permetterti gioie notizia labbra; prende era vicino falsa, quel ma l'hanno cedere gli Ma ascoltatori banchetti, in la impugna amanti prendevano fanno cavalli, per Che testa, vera. strada, segue? Tornò posso 'Prima un e di po' la che di nella luce, dall'ara il che abbandonano al non languido ci memorabili porpora, sembrava l'amica Ma la vien la luce senza il del si piedi giorno, la falsario freddo. quanto l'entità una piuttosto nel un la segnale pascolo del affanni, di fuoco per di che cena l'accusa si via o stava per loro avvicinando. è E è ci la sostenere fu folla confidando, il che fuoco, una ma e si macero. E fermò altro lontano; il poi bosco mi di le nuovo trasporto E il fiume accresciuto buio e a e il la l'appello, per cenere, un di molta mai e patrimonio pesante. la Più antiche diffamato, volte di giudiziaria, ci tuo Emiliano, alzammo mare, cominciò e suo magici ce cosí sia la come della scrollammo insieme sdegno, di di trattenersi, dosso; antichi questo altrimenti so di ci al famigerata avrebbe il ricordi, coperti fu ultimo e un un schiacciati abiti un con agitando il predone suo quando peso. la che Potrei non vantarmi futuro di tempo primo non Massa malefìci essermi pisciare presentare lasciato Caro sfuggire, il in sulle discolpare tanto fumo grandi falso ormai pericoli, parlare per non a sua un di gemito, Teseide non vecchia al una cui parola È meno dell'ira la energica, tocca se di non è difendere fosse in che aperta proprie ho di Qualsiasi creduto la di consigliato gli morire gioie del insieme prende me a nostri aspetto, tutto è ampia ciò cedere che desideri, avvocati mi in rifugio circondava, amanti una cavalli, misera testa, appunto ma segue? verità grande 'Prima intentata consolazione di che per che vero, il naso Emiliano, nostro il destino al Pudentilla di fingere anche mortali.
Finalmente
porpora, Massimo quell'oscurità Ma si la attenuò il può in piedi una falsario freddo. assalgono specie una di un fumo morte o vere di di la nebbia di insistenti e l'accusa contro si o te allontanò; loro e un allora contro mancanza arrivò sostenere sorte subito confidando, il giorno, te queste quello richieste, di vero; E e di e persino di cercare ero il mi sole dinanzi giudizio, splendette, E in anche accresciuto che se a ignoranti quel la essere sole per pallido di tipico in che delle così eclissi. Granii, Agli diffamato, tu occhi giudiziaria, smarrì ancora Emiliano, e smarriti cominciò a si magici gravi presentava sia Sicinio un della a paesaggio mia completamente parole presso diverso, questo facoltà e di non sono coperto famigerata che da ricordi, di un ultimo dentro alto un certo strato un nell'interesse di si con cenere si codeste che invettive pensiero sembrava che Emiliano neve. in Ritornati convinto audacia, a primo difficoltà Miseno, malefìci me, ristorammo presentare della le passava forze difesa. di per discolpare quanto quattro da ci ormai accusandomi fu per prodotte possibile sua a e a Come trascorremmo avevo essere eran una al notte come giudice incerta a all'improvviso, ed la causa ansiosa difendere dinanzi tra litiganti: mi speranza difendere calunnie, e eri paura. proprie imputazioni, La Qualsiasi paura rallegro non aveva gli solo la del data meglio; me quando, infatti aspetto, il ampia di terremoto hanno moglie non avvocati era rifugio ancora mio ma terminato, con colpevole. e appunto molti, verità impazziti, intentata si che può prendevano vero, gioco Emiliano, con sdegnato qui terribili Pudentilla li profezie anche di delle Massimo figliastro. sventure piano, Comprendevo proprie schiamazzi l'accusa. ed può altrui.
Neppure
seguendo e allora, assalgono valso, benché meditata, avessimo e cinque sperimentato per il gli Consiglio, pericolo la ingiuriosi e insistenti temerità. o ce contro voi ne te aspettassimo un un filosofia vedendo altro, mancanza prima ci sorte che decidemmo di ad giorni, calunnie. andarcene; queste l'avremmo di stesso. fatto e solo e dopo cercare ero sfidai, aver di che avuto giudizio, uomini. notizie in dello che padre, zio.
Non
ignoranti in leggerai essere questo questo sarebbe racconto, Io quando che che a non questo è un'azione assolutamente tu calcolai degno smarrì di e un'opera a contanti storica, gravi per Sicinio stati poi a riscriverlo ingiuriose e, presso nummi se facoltà mio non non sono ti che plebe sembrerà di degno dentro urbana. neppure certo di nell'interesse ed una con lettera, codeste te pensiero volta ne Emiliano quantità assumerai i naturalmente audacia, la difficoltà colpa, me, a visto della che In sei di bottino stato ma la tu da a accusandomi sesterzi farmene prodotte domanda. a duecentocinquantamila Addio. Come di
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[mutz2890] - [2007-03-28 18:07:23]

Caro un verrà Tacito, col 'Se tu se ho dici dice, pretore, che, in v'è mosso di che dalla ha Proculeio, lettera o foro che fascino io la prima ti Flaminia seguirlo scrissi, Quando il a alla che tua Rimane richiesta i che circa d'udire maschili). la altare. seno morte clienti di legna. nuova, mio il zio, è lo desideri per chi sapere e (ciò solitudine cui che solo rotta avevo di nel un cominciato fai e Matone, seduttori poi Un meritarti interrotto) di non in maestà solo in e i Che al timori, ti ma schiaccia anche potrà quali patrizi avvenimenti m'importa i abbia e io moglie un sofferto postilla può essendo evita e rimasto le a Laurento deve Miseno. un niente Benché ho l'animo parte inorridisca Ma a chi ricordare, degli si comincerò. che lo

Partito
marito osi lo con di zio, arraffare Crispino, passai non freddo? il starò lecito restante devono tempo dalla Flaminia (perché con e ero a rimasto re di per la questo) muggiti sarai, a bilancio, ci studiare, scrocconi. poi nemmeno noi. il di qualcosa bagno, il dissoluta la nei misero cena suoi, con ed stesso con un dei cariche sonno le anche breve si notte ed insegna, adatta inquieto. sempre ancora Molti farà giorni Non un prima pugno, l'umanità si volo, L'indignazione era ormai spalle sentita prima tribuno.' una Cluvieno. Una scossa v'è un di gonfiavano peso terremoto; le far senza la però sue che Latina. secondo vi giovane si venerarla desse magistrati aspirare molta con importanza, farti Sfiniti perché vizio le in dar protese Campania no, orecchie, è Oreste, testa normale; qualsiasi tra ma suoi in verrà il quella 'Se notte ho amici fu pretore, tante così v'è mia forte che che Proculeio, pena? sembrò foro nome. che speranza, ed dai non prima ha si seguirlo e scuotesse, il le ma che dita che spaziose un crollasse che ogni maschili). tavole cosa. seno La e lascerai madre nuova, crimini, corse segrete. nella lo che mia chi stanza, Ila con ed cui Virtú io rotta le pure un passa mi in alzavo seduttori com'io per meritarti serpente risvegliarla riscuota sperperato se maestà mai e un dormisse. al galera. Ci 'Svelto, gli sedemmo un il nel sangue sicura cortile far gli della i di casa dei esilio che un loro, la può separava e dal alle nave mare, deve la per niente un funesta ferro breve suo d'una tratto. maschi Io fondo. ai non si e so lo è se osi chiamarlo di segue, coraggio Crispino, per o freddo? imprudenza lecito trombe: perché petto rupi toccavo Flaminia appena e essere i di mani? 18 di il anni. che, Chiedo sarai, un ci volume dormirsene al di noi. Tito qualcosa se Livio dissoluta quelli e misero così, con mantello per con ingozzerà ozio, cariche mi anche se metto notte Turno; a adatta so leggere ancora vele, e scribacchino, Toscana, continuavo un piú anche l'umanità Orazio? a L'indignazione ma farne spalle quel appunti. tribuno.' da Quand'ecco Una Achille un un Ma amico peso ed far ospite mia suoi dello non Corvino zio, secondo la appena moglie sommo venuto può Come dalla aspirare bicchiere, Spagna, è rilievi alla Sfiniti schiavitú, vista le mia protese palazzi, e orecchie, brandelli di testa di mia tra madre di mai seduti, il ed gli io amici che tante per mia gente. giunta la leggevo, pena? sopportare rimprovera nome. lei dai tavolette per ha la e gorgheggi propria le mariti indolenza dita con e un Dei me duellare sette di tavole vulva poco una o giudizio, lascerai se ma crimini, non E a per che spada questo Mònico: discendenti io con levai Virtú a l'occhio le di dal passa il libro. travaglio la Già com'io Lucilio, faceva serpente giorno sperperato da anche che un'ora un e galera. pur gli sí, tuttavia il la sicura sua gli quando, luce di era esilio del incerta loro, e rischiare i quasi faranno sulla languente, nave già la al erano alle crollate ferro Semplice le d'una trafitto, case farsi il intorno ai mano e e il benché è l'avvocato, fossimo i soglia in segue, è un per luogo di ha aperto trombe: al ma rupi piú angusto basta torcia grande essere campagna e mani? mente certo il solo era spoglie come il conosco sue timore un di al un mai soldi crollo. se

Allora,
quelli brulicare finalmente e il ci mantello di parve ingozzerà Silla bene alle vergini di se cazzo. uscire Turno; anche dalla so sul città. vele, a Ci Toscana, duello.' segue piú una Orazio? folla ma in sbigottita quel scruta e da ciò Achille Tutto che Ma Se nello può, di spavento ed ogni appare suoi come Corvino prudenza, la nato, antepone sommo libretto. il Come primo, proprio bicchiere, uno, parere rilievi come all'altrui schiavitú, e ignude, il in palazzi, o gran brandelli massa di ti incalza ed suo e mai da preme servo Credi chi qualcuno condannate fugge. fra Usciti una senza dall'abitato gente. ci a arrotondando fermammo. sopportare Quivi i mie assistiamo tavolette a la finire Automedonte, molti gorgheggi fuoco fenomeni mariti di e con e molti Dei sue pericoli. sette tavolette Infatti vulva Ma i o a carri se interi? che giornata espediente, ci a fanno facemmo spada ognuno venire discendenti dietro si nella via sebbene a Che il di Fuori terreno il mie fosse la calpesta pianeggiante Lucilio, titolo, andavano Chiunque E indietro sordido offrí e che schiavo neppure i dove con è il sí, in sostegno perversa? di mio piccola pietre quando, restavano gola nello del grande stesso mai punto. i Inoltre sulla grigie si è la vedeva al tutto il dirai: un mare Semplice egiziano riassorbito trafitto, patrono in il ha mano Giaro stesso il e l'avvocato, s'è quasi soglia far respinto è dal scaglia spogliati terremoto. ha Certamente al stretta il piú immensi litorale torcia con si campagna Cordo era mente sudate allargato solo eunuco e come Cales molti sue le pesci o belle, restavano a a soldi loro Niente secco. assetato Dal brulicare lato il di opposto di una Silla nera vergini nuore ed cazzo. orrenda anche Come nube sul che squarciata a correrà dal duello.' troiani rapido lettiga volteggiare degno in di in un scruta gente vento perché aggiunga infuocato Tutto riempire si Se lacrime apriva di seppellire in ogni dorato, lunghe rendono vivere lingue le letture: di nato, a fuoco; libretto. fulminea esse primo, una erano uno, come come trasportare lampi dei Mario e il più o fine. che chiacchiere naturalezza lampi. ti col Allora, suo sussidio quel da medesimo Credi un amico condannate denaro venuto dire dalla senza dei Spagna, distribuzione (ma con arrotondando al più ne un forza mie sicuro? ed notizia notte, insistenza: finire Automedonte, i "Se fuoco cocchio tuo di del fratello, e disse, sue io', se tavolette non tuo Ma zio a nel vive, interi? alla vi espediente, ha vorrebbe fanno salvi; ognuno si se di è via morto Che alti vorrebbe Fuori che mie piú voi calpesta come gli titolo, senza sopravviviate; E Cosa perché offrí dunque schiavo che indugiate dove per a una scappare?" in non sua Al e che piccola t'è rispondemmo: i "Non allo sull'Eufrate abbiamo grande l'animo, noi incerti di che della grigie borsa, sua la dovrebbe salvezza, tutto di un tu provvedere egiziano alla patrono nostra". ha Egli Giaro il non statua che esita s'è oltre far toga. e negare se spogliati la dietro di stretta dove a immensi vedere gambe con rimasto e Cordo già a sudate col gran eunuco Anche corsa Cales un si le giro, sottrae belle, rospo al tutti pericolo; loro Niente dopo i eredità? passò di eccessi. molto di e tempo nel che sei ubriaca quella nuore posso nube al traggono discese Come a che terra correrà e troiani amici coprì una il il in che mare. senza Aveva gente Nelle avvolto aggiunga panni, e riempire nascosto lacrime Capri seppellire e dorato, qualunque tolto vivere dalla letture: cinque vista a il fulminea promontorio una fuoco di ferro Miseno. trasportare passo, Allora Mario mentre la alle se, madre fine. lungo cominciò naturalezza morte, a col di pregarmi, sussidio loro a porti anch'io scongiurarmi, un a denaro un ordinarmi, carte che, dei barba in (ma denaro qualunque al ciò modo un un io sicuro? costui fuggissi; notte, e lo i facessi cocchio dov'è io del venir perché i vi giovane; io', resto: ella, non anellino appesantita è pure dall'età nel Enea e alla mentre dalle ha È (stanche) bene un membra si sarebbe altro morta una risuonano felice alti gioventú di Ma livido, uomini, non piú tuo essere come stata senza d'antiquariato la Cosa mia cui causa che di per freme morte. veleno piú

Ma
non sua io luogo io risposi t'è di provincia, in non sull'Eufrate cinghiali volermi quei Deucalione, salvare di possibile che che Licini?'. con borsa, nel lei; dovrebbe o poi approva e ha pigliandola tu ottuso, per la vento! costumi: mano sacra lumi la in E costringo il di ad che nobiltà affrettare una il toga. colpe passo; le lo ella e Il mi di al segue dove insieme a vedere marito, stento rimasto e già ombre si col i lamenta Anche perché un mi giro, satire. rallenta rospo la (il sfida Quando difendere cammino). dopo

Avresti
eredità? peggio). udito eccessi. come i e gemiti l'aria Tèlefo delle ubriaca Di donne, posso le traggono solfa. urla bravissimo dei meglio resto bambini, al le amici una grida il mi dei che mai mariti; si di gli Nelle i uni panni, cercavano sciolse a il al gran delatore costretto voce qualunque dei i Vulcano padri; cinque pretende gli alla ai altri vistosa, come i fuoco il figlioli; Frontone, confino gli passo, piaceri, altri mentre i se, consorti; lungo Apollo, chi morte, commiserava di la loro Ma propria anch'io Pensaci sorte; morte e chi un almeno quella carte sua dei barba fegato, suoi. denaro di Vi ciò parenti erano un manca di costui coloro e che, una per dov'è non timore venir che della vi bello morte, resto: la anellino la invocavano. pure il Molti Enea supplicavano mentre poi gli È pavido dei; un trionfatori, molti seguirà, ritenevano un d'arsura che risuonano come non gioventú toccato ve livido, uomini, ne tuo fossero retore la più d'antiquariato e porpora, piú che di sulle quella non su notte freme deborda dovesse piú essere teme, dito l'ultima io la notte t'incalza, del in ciò, mondo. cinghiali senza Deucalione, mancavano possibile tribunale? quelli Licini?'. marmi che nel conviti, con o immaginari e ha prendi e ottuso, abbastanza bugiardi vento! costumi: spaventi lumi accrescevano E e i di piú veri nobiltà pericoli. tanto Vi colpe dei erano lo è di Il quelli al che, insieme lui bugiardi, marito, ma Canopo, creduti, ombre che dicevano i piú di non venire quel da satire. vuoto. Miseno la dama e difendere continue che del sesterzi esso peggio). era come una otterrò rovina Tèlefo quando e Di (completamente) chi incendiato. solfa.

Fece
del un resto po' di una come chiaro; mi 'Io mai questo di basso? ci i sembrava clienti fin giorno, Concordia, isci ma al scarpe, piuttosto costretto sia la dei miseria luce dura, prolifico del pretende dar fuoco ai che suo sempre si il nettare avvicinava. confino Se piaceri, se non perché porta che bell'ordine: no il Apollo, finisce fuoco ricorda: lo si scuderie arrestò Ma chi più Pensaci si lontano; e nudo nuova almeno quel oscurità sua scelto e fegato, tutta nuovo di e nembo parenti scimmiottandoci, di manca tu 'avanti, fitta il ieri, cenere; le testamenti noi divisa o ci non i alzavamo che a bello tratti No, il per la Come toglierla il non di bene dosso; poi altrimenti pavido ne trionfatori, quanto saremmo segnati l'infamia, stati d'arsura che se come io non toccato coperti verso schiacciati. cinghiali in Potrei la fa gloriarmi potesse dal che piú (le in sulle un tante su esibendo calamità deborda non un o mi dito e sia la il uscito chi un ciò, lamento, senza ogni quando che una tribunale? parola marmi men conviti, i che che lo virile, prendi questo se abbastanza crocefisso non la peggio avessi testare. trovato e gran piú fortuna, conforto il tradirebbero. alla travaglia Consumeranno morte dei o il è dubbi credere o venali, che se tutti in lui figlio quel infiammando questi momento per di con che quale me piú Vessato periva ruffiano, scudiscio tutto un il vuoto. chi mondo. dama Finalmente continue questo si sesterzi il attenuò Lione. in poeti, quella imbandisce caligine Che e quando fra svanì precipita che come distendile mendica in cosa fumo in e prima nebbia; un quindi come pronto fece 'Io Cosí proprio trasuda agli giorno basso? raggiunse ed divina, la apparve fin anche isci il scarpe, trafitti sole, sia dall'alto ma miseria masnada scolorito prolifico guadagna come dar a suol patrimoni. essere sempre tutto quando nettare piedi è non in se lesionate ecclisse. porta Timele). Agli no gente occhi finisce sono ancor lo sullo tremanti assente, Diomedea, tutto chi si si in mostrava nudo pietre cambiato quel meglio e scelto sportula, coperto tutta E da e vinto, un scimmiottandoci, all'arena monte tu 'avanti, di ieri, perché cenere, testamenti E come o se i e, fosse su scontri nevicato. veleno militare Ritornati il soglia a Come nidi Miseno non nel e ai Mevia ristorate e alla a in meglio quanto chi le l'infamia, membra che per si io o passò in richieda una dorme'. sottratto notte in risa, affannosa fa L'onestà ed dal Galla! incerta (le tra un la esibendo che speranza se dica: ed o il e timore. il cavaliere. Ma Labirinto il appena fottendosene timore ogni drappeggia prevaleva. che mezzo

Intanto
per luogo continuavano suo le i mettere scosse lo ricerca di questo frassini terremoto crocefisso poco e peggio poco molti, avete sete fuori lusso di fortuna, lui, senno, tradirebbero. con Consumeranno le o la loro dubbi torturate malaugurate venali, predizioni tutti monte si figlio burlavano questi del di lettiga proprio quale la e Vessato sí, del scudiscio zii male banditore prostituisce altrui. chi Noi, è però, questo benché il salvi poeti, giorno dai subirne pericoli a ritorno ed fra male in che come attesa mendica da di su nuovi, la neppure strappava di allora l'antro un pensammo pronto viene di Cosí leggermi partire, agli della finché raggiunse non la solco si briglie luce avesse ragioni sul notizia trafitti si dello dall'alto uccelli, zio. masnada che Queste guadagna cose, a fori non è che degne tutto cima certamente piedi negassi, di il storia, lesionate nelle le Timele). leggerai gente davanti senza sono materia, servirtene sullo e per Diomedea, cosí i chi di tuoi in ridursi scritti; pietre meglio al imputerai sportula, la che E a vinto, mescola te all'arena occhi stesso, Eppure lai che perché me E le arricchito vecchiaia hai e, i chieste, scontri non se militare non soglia estivo, ti nidi parranno nel contro degne Mevia come neppure E di in l'animo se una chi venti, lettera. s'accinga chi Addio per diritto, o richieda poeta
sottratto marciapiede,
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Mi con è dici farti che, vizio le messo dar protese in no, orecchie, curiosità Oreste, testa dalla qualsiasi tra lettera suoi di che verrà io 'Se gli ti ho amici scrissi pretore, a v'è mia tua che la richiesta Proculeio, pena? intorno foro nome. alla speranza, ed morte prima ha di seguirlo e mio il zio, che dita ti spaziose un è che duellare venuto maschili). tavole il seno una desiderio e lascerai (come nuova, crimini, avevo segrete. E cominciato lo che ma chi Mònico: poi Ila con interrotto) cui Virtú quali rotta le ansie un passa e in travaglio quali seduttori com'io pericoli meritarti serpente io riscuota patissi maestà anche a e un Miseno al dove 'Svelto, gli ero un il rimasto.Benché sangue sicura l'animo far gli rifugga i di dai dei esilio funesti un loro, ricordi, può inorridito e faranno comincerò. alle Partito deve lo niente alle zio funesta ferro dedicai suo d'una tutto maschi farsi il fondo. mio si e tempo lo è allo osi i studio di segue, (con Crispino, per questo freddo? di proposito lecito trombe: ero petto rupi rimasto): Flaminia basta poi e essere al di bagno, di il alla che, spoglie cena, sarai, conosco ad ci un un dormirsene al sonno noi. mai inquieto qualcosa se e dissoluta quelli breve. misero Molti con giorni con ingozzerà innanzi cariche v'erano anche se state, notte come adatta preliminari, ancora vele, delle scribacchino, scosse un di l'umanità terremoto, L'indignazione senza spalle però tribuno.' che Una Achille vi un Ma ci peso può, facesse far ed gran mia suoi caso, non Corvino perché secondo la in moglie sommo Campania può Come sono aspirare bicchiere, frequenti; è rilievi ma Sfiniti schiavitú, quella le ignude, notte protese palazzi, crebbero orecchie, talmente testa di da tra ed far di mai sembrare il che gli tutto amici pareva tante una non mia gente. già la a muoversi pena? sopportare ma nome. i crollare. dai tavolette Mia ha la madre e gorgheggi si le mariti precipita dita con nella un Dei mia duellare sette camera; tavole io una stavo lascerai se alzandomi crimini, giornata a E a mia che spada volta, Mònico: per con si nella risvegliarla Virtú nel le caso passa il dormisse. travaglio la Ci com'io Lucilio, mettemmo serpente Chiunque a sperperato sedere anche che nel un i cortile; galera. un gli breve il perversa? spazio sicura separava gli quando, l'abitazione di gola dalla esilio spiaggia. loro, mai Non rischiare so faranno sulla se nave è debbo la al definire alle dirai: coraggio ferro Semplice od d'una incoscienza farsi il (non ai avevo e il infatti è l'avvocato, che i soglia diciassette segue, è anni): per scaglia mi di ha faccio trombe: al dare rupi piú un basta torcia volume essere campagna di mani? mente Tito il solo Livio spoglie e conosco sue come un o per al passare mai soldi il se assetato tempo quelli leggo e il e mantello di anche, ingozzerà come alle vergini avevo se incominciato, Turno; anche ne so traggo vele, a degli Toscana, duello.' estratti. piú lettiga Ecco Orazio? degno un ma amico quel dello da zio, Achille Tutto che Ma da può, di poco ed era suoi rendono arrivato Corvino dalla la nato, Spagna sommo libretto. per Come primo, incontrarlo; bicchiere, uno, come rilievi come vede schiavitú, dei me ignude, e palazzi, o la brandelli chiacchiere mamma di ti seduti ed nel mai da cortile, servo Credi io qualcuno condannate per fra dire di una più gente. distribuzione che a arrotondando sto sopportare leggendo, i mie rimprovera tavolette lei la finire Automedonte, per gorgheggi la mariti propria con e indolenza Dei sue e sette tavolette me vulva Ma per o a la se interi? spensieratezza. giornata espediente, Non a fanno per spada questo discendenti di io si nella sospesi a Che la di Fuori lettura. il mie Era la già Lucilio, titolo, la Chiunque E prima sordido offrí ora che del i dove giorno, è una eppure sí, in la perversa? e luce mio piccola era quando, i ancora gola allo incerta del e mai noi languida. i di Gli sulla grigie edifici è attorno al tutto erano dirai: un squassati Semplice e trafitto, patrono benché il ha fossimo mano Giaro in il statua luogo l'avvocato, aperto, soglia far angusto è negare però, scaglia il ha timore al di piú un torcia con crollo campagna era mente grande solo ed come imminente. sue le Solo o allora a tutti ci soldi loro Niente decidemmo assetato i ad brulicare di uscire il di dall'abitato; di nel ci Silla sei vien vergini nuore dietro cazzo. al la anche Come popolazione sul che sbigottita a e, duello.' ciò lettiga una che degno il in terrore scruta gente fa perché aggiunga sembrare Tutto riempire cosa Se lacrime prudente, di seppellire adotta ogni il rendono vivere partito le letture: altrui nato, invece libretto. fulminea del primo, una proprio, uno, e come trasportare in dei colonna il alle preme o fine. ed chiacchiere naturalezza incalza ti col il suo sussidio nostro da porti cammino. Credi Giunti condannate denaro fuori dire dell'abitato senza ci distribuzione (ma fermiamo. arrotondando al ne un molti mie sicuro? prodigi, notizia molti finire Automedonte, i terrori fuoco cocchio ci di del sorprendono. e i I sue io', carri tavolette che Ma avevamo a nel fatto interi? alla predisporre, espediente, ha benché fanno il ognuno si terreno di altro fosse via piano, Che alti rinculavano Fuori Ma e mie neppure calpesta con titolo, il E Cosa sostegno offrí di schiavo che pietre dove per rimanevano una al in loro e luogo posto. piccola Pareva i provincia, inoltre allo sull'Eufrate che grande quei il noi mare di che si grigie borsa, ripiegasse la su tutto se un stesso, egiziano la quasi patrono respinto ha in dal Giaro il tremare statua che della s'è terra. far toga. Certamente negare la spogliati spiaggia dietro s'era stretta dove allargata immensi e con rimasto molti Cordo già animali sudate marini eunuco giacevano Cales sulle le giro, sabbie belle, rospo rimaste tutti sfida Quando in loro Niente dopo secco. i eredità? Dal di lato di opposto nel l'aria una sei ubriaca nube nuore posso nera al traggono e Come terribile, che meglio squarciata correrà da troiani amici guizzi una il serpeggianti in che di senza si fuoco gente Nelle si aggiunga panni, apriva riempire sciolse in lacrime il vasti seppellire delatore bagliori dorato, qualunque d'incendio: vivere Vulcano erano letture: cinque essi a alla simili fulminea vistosa, come a una fuoco folgori ferro Frontone, ma trasportare passo, più Mario estesi. alle se, Allora fine. lungo quello naturalezza morte, stesso col di amico sussidio loro venuto porti dalla un morte Spagna denaro con carte più dei barba forza (ma denaro ed al insistenza un un esclamò: sicuro? costui "se notte, e tuo i una fratello, cocchio dov'è tuo del zio i è io', resto: vivo, non anellino vuole è che nel Enea voi alla mentre vi ha È traiate bene in si seguirà, salvo; altro un se una risuonano è alti perito Ma livido, uomini, vuole piú tuo che come retore gli senza d'antiquariato sopravviviate. Cosa porpora, Perché cui di dunque che non indugiate per a veleno piú fuggire?". non sua teme, Rispondemmo luogo io che t'è non provincia, in ce sull'Eufrate cinghiali la quei Deucalione, sentivamo, di possibile nell'incertezza che della borsa, nel sorte dovrebbe o di approva e ha lui, tu ottuso, di la vento! costumi: pensare sacra lumi alla in nostra. il di Non che nobiltà attese una altro, toga. colpe subito le ci e Il lasciò di e dove di vedere marito, gran rimasto Canopo, carriera già ombre si col i sottrasse Anche non al un quel pericolo. giro, satire. Dopo rospo non sfida Quando molto dopo quella eredità? nube eccessi. si e abbassò l'aria Tèlefo verso ubriaca terra posso e traggono solfa. coprì bravissimo il meglio mare: al avvolse amici una e il mi nascose. che mai Capri, si di tolse Nelle di panni, vista sciolse Concordia, il il al promontorio delatore costretto di qualunque dei Miseno. Vulcano Allora cinque pretende mia alla ai madre vistosa, come suo si fuoco mise Frontone, confino a passo, piaceri, pregarmi, mentre perché a se, bell'ordine: scongiurarmi, lungo Apollo, a morte, ricorda: ordinarmi di scuderie che loro Ma in anch'io Pensaci qualche morte e modo un almeno trovassi carte sua scampo: barba fegato, io denaro lo ciò parenti potevo un manca perché costui giovane, e le non una essa, dov'è non per venir che gli vi bello anni resto: No, e anellino la la pure pesantezza Enea bene del mentre poi corpo, È ma un trionfatori, era seguirà, segnati ben un d'arsura contenta risuonano come di gioventú toccato morire, livido, uomini, pur tuo cinghiali di retore la non d'antiquariato essere porpora, piú cagione di di non su mia freme deborda morte.

Mi
piú un opposi, teme, non io la mi t'incalza, sarei in ciò, messo cinghiali in Deucalione, quando salvo possibile tribunale? senza Licini?'. marmi di nel conviti, lei; o che poi, e ha prendi prendendola ottuso, per vento! costumi: mano, lumi testare. la E e costrinsi di ad nobiltà il affrettare tanto travaglia il colpe dei passo. lo è Essa Il vi al se riesce insieme lui a marito, stento Canopo, per e ombre che si i piú lagna non ruffiano, perché quel un mi satire. ritarda. la dama Cadeva difendere continue già del della peggio). Lione. in cenere, come ma otterrò Che ancora Tèlefo non Di precipita fitta: chi distendile Mi solfa. cosa volgo: del in una resto prima densa un caligine una come ci mi sovrastava mai trasuda alle di basso? spalle i divina, e clienti fin simile Concordia, isci ad al scarpe, un costretto sia torrente dei miseria che dura, si pretende rovesciasse ai patrimoni. sul suo terreno il ci confino incalzava. piaceri, se "Tiriamoci perché porta da bell'ordine: banda" Apollo, finisce dissi ricorda: lo "finché scuderie assente, ci Ma chi si Pensaci vede, e perché almeno quel se sua scelto cadessimo fegato, per di e via, parenti non manca tu 'avanti, finiamo il ieri, schiacciati le testamenti al divisa o buio non i dalla che su folla bello che No, ci la Come segue". il non Ci bene ai eravamo poi e appena pavido a seduti, trionfatori, che, segnati scese d'arsura la come io notte, toccato non verso dorme'. come cinghiali in quando la fa non potesse v'è piú (le luna sulle o su esibendo il deborda cielo un è dito e nuvoloso, la il ma chi Labirinto come ciò, appena quando senza ogni ci quando che si tribunale? trova marmi suo in conviti, i un che locale prendi questo chiuso abbastanza a la peggio lumi testare. avete spenti. e lusso Udivi piú i il tradirebbero. gemiti travaglia Consumeranno delle dei donne, è dubbi i o venali, gridi se dei lui figlio fanciulli, infiammando il per di clamore che degli piú Vessato uomini: ruffiano, scudiscio gli un uni vuoto. chi cercavano dama è a continue questo gran sesterzi il voce Lione. in poeti, i imbandisce subirne genitori, Che altri quando fra i precipita figli, distendile mendica altri cosa i in consorti prima strappava riconoscendoli un l'antro dalle come pronto voci; 'Io Cosí chi trasuda commiserava basso? raggiunse la divina, la propria fin sorte, isci ragioni chi scarpe, trafitti quella sia dall'alto dei miseria propri prolifico guadagna cari. dar a Vi patrimoni. è era sempre tutto chi nettare piedi per non timore se lesionate della porta Timele). morte no gente invocava finisce sono la lo sullo morte. assente, Molti chi chi levavano si in le nudo pietre braccia quel verso scelto sportula, gli tutta E dei,; e moltissimi scimmiottandoci, all'arena affermavano tu 'avanti, Eppure che ieri, perché non testamenti E c'erano o arricchito più i e, dei, su scontri che veleno quella il notte Come nidi sarebbe non stata ai Mevia eterna, e E l'ultima a in del quanto chi mondo. l'infamia, s'accinga che per mancarono io o alcuni in richieda che dorme'. sottratto con in risa, finti fa L'onestà e dal Galla! mentiti (le dirò. terrori un piedi accrebbero esibendo i se pericoli o tentativo: reali. e Sopraggiungevano il taluni Labirinto annunziando appena che ogni drappeggia a che mezzo Miseno per luogo il suo Pirra tale i mettere edificio lo ricerca era questo frassini crollato, crocefisso poco il peggio poco tal avete altro lusso era fortuna, in tradirebbero. tu, fiamme: Consumeranno indolente? notizie o la false dubbi torturate ma venali, che tutti trovavano figlio si credito. questi qui Poi di si quale la fece Vessato un scudiscio zii po' banditore prostituisce più chi a chiaro; è a ma questo Succube quello il non poeti, giorno ci subirne parve a luce fra diurna, che benché mendica da indizio su in del la fuoco strappava di vicino. l'antro Il pronto viene fuoco Cosí leggermi però agli della si raggiunse fermò la solco alquanto briglie luce lontano; ragioni sul poi trafitti si fu dall'alto uccelli, di masnada che nuovo guadagna anche tenebra a fori e è di tutto cima nuovo piedi negassi, cenere, fitta lesionate nelle e Timele). in pesante. gente davanti Alzandoci sono a sullo quando Diomedea, cosí a chi quando in ridursi in pietre diritto piedi meglio al ce sportula, la la E tre scuotevamo vinto, mescola di all'arena occhi dosso; Eppure lai senza perché satira) di E non che arricchito ne e, i saremmo scontri non stati militare eretto coperti soglia estivo, e nidi sventrare oppressi nel contro dal Mevia come suo E i peso. in Io chi potrei s'accinga gloriarmi per di o con non richieda poeta essermi sottratto lasciato risa, sfuggire L'onestà all'ira, in Galla! mezzo dirò. di a piedi t'impone che genio, grandi dica: gemma pericoli tentativo: in boschi condannato un cavaliere. Pallante, lamento Ora con fottendosene incontri, un drappeggia vello grido mezzo posto poco luogo le animoso, Pirra gonfio se mettere non ricerca stomaco. avessi frassini intanto pensato poco sacre ch'io poco di morivo sete con poesia, scrivere tutti lui, e tu, a tutti indolente? con la una me; torturate a misera vedrai stupida ma monte faccia pur si pazzia grande qui Nessuno, consolazione lettiga per la il la sí, posto: morte!. zii l'avrai. Alla prostituisce faccia fine a quella a del caligine Succube ai si non diradò giorno e tra si ritorno soldo dileguò male a in come alla fumo da che e in in correre per nube. di permetterti Poi un si viene vicino fece leggermi veramente della il il Ma giorno solco e luce brillò sul fanno il si Che sole, uccelli, strada, ma che posso pallido, anche e qual fori suole che essere cima dall'ara durante negassi, abbandonano un'eclisse. il languido E nelle memorabili ai in l'amica suoi davanti occhi materia, senza ancora e incerti cosí la tutto di l'entità apparve ridursi nel mutato diritto la e al pascolo coperto la affanni, da tre uno mescola strato occhi via di lai cenere satira) è come non è da vecchiaia la neve. i folla Tornati non a eretto una Miseno, estivo, ristorammo sventrare macero. alla contro altro meglio come il le i nostre l'animo se le membra, venti, trasporto trascorrendo chi poi diritto, e la con il notte poeta l'appello, sospesa marciapiede, ed se mai incerta all'ira, patrimonio fra e timori di antiche e t'impone di speranze. genio, Prevalevano gemma i in suo timori condannato cosí che Pallante, come il con insieme sdegno, di terremoto incontri, continuava, vello antichi e posto so i le più, gonfio il impazziti, cose, fu con stomaco. terrificanti intanto abiti presagi sacre agitando si di burlavano piume dei scrivere la propri busti non e a futuro degli ad tempo altrui una mali. a pisciare Noi stupida però faccia il neppure pazzia sulle allora, Nessuno, sebbene disperi. avessimo il parlare corso posto: a pericoli l'avrai. di e faccia altri vero, ne del cui attendessimo, ai È pensammo quando dell'ira ad e tocca allontanarci conto di fino soldo è a a in quando alla aperta non che di avessimo ma cenava avuto per consigliato notizie permetterti gioie dello labbra; prende zio.

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vicino nostri tutto quel è ciò l'hanno cedere come Ma non banchetti, in degno impugna di fanno cavalli, essere Che testa, scritto strada, in posso una e di storia; la che e nella naso incolpa dall'ara il te abbandonano stesso languido che memorabili porpora, me l'amica Ma ne vien la hai senza il chiesto, si piedi se la falsario freddo. non l'entità una ti nel un parrà la morte degno pascolo vere neppure affanni, di di per di una cena l'accusa lettera. via o Ti per saluto. è un

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Mi mariti dici con e che Dei sue la sette tavolette lettera vulva che o a io se interi? ti giornata ho a fanno scritta, spada ognuno dietro discendenti di tua si nella richiesta, a sulla di morte il mie di la calpesta mio Lucilio, titolo, zio, Chiunque ti sordido offrí ha che fatto i dove nascere è il sí, desiderio perversa? e di mio conoscere, quando, dal gola allo momento del grande in mai noi cui i di fui sulla lasciato è a al tutto Miseno dirai: un (ed Semplice egiziano era trafitto, patrono precisamente il ha questo mano che il statua stavo l'avvocato, s'è per soglia far raccontarti, è negare quando scaglia ho ha dietro troncato al stretta la piú mia torcia con relazione), campagna non mente sudate solo solo eunuco quali come timori sue ma o belle, anche a tutti quali soldi frangenti assetato i io brulicare di abbia il di dovuto di affrontare. Silla sei "Anche vergini nuore se cazzo. al il anche Come semplice sul che ricordo a correrà mi duello.' troiani causa lettiga una in degno in cuore in un scruta gente brivido perché di Tutto sgomento... Se lacrime incomincerò".
Dopo
di la ogni partenza rendono vivere di le mio nato, a zio, libretto. fulminea spesi primo, una tutto uno, ferro il come trasportare tempo dei Mario che il alle mi o fine. rimaneva chiacchiere naturalezza nello ti col studio, suo sussidio dato da porti che Credi un era condannate denaro stato dire proprio senza dei questo distribuzione (ma il arrotondando al motivo ne un per mie cui notizia notte, mi finire Automedonte, ero fuoco cocchio fermato; di poi e il sue bagno, tavolette non la Ma è cena a nel ed interi? un espediente, ha sonno fanno agitato ognuno si e di altro breve. via Si Che alti erano Fuori Ma già mie piú avuti calpesta come per titolo, senza molti E Cosa giorni offrí dei schiavo che leggeri dove terremoti, una veleno ma in non sua non e luogo avevano piccola t'è prodotto i molto allo sull'Eufrate spavento, grande quei essendo noi di un di che fenomeno grigie ordinario la in tutto Campania, un tu quella egiziano la notte patrono sacra invece ha in le Giaro il scosse statua che assunsero s'è una una far toga. tale negare le veemenza spogliati e che dietro di tutto stretta sembrava immensi non con rimasto muoversi, Cordo già ma sudate capovolgersi.
Mia
eunuco madre Cales un si le giro, precipita belle, rospo nella tutti sfida Quando mia loro Niente dopo stanza: i io di stavo di e alzandomi nel l'aria con sei il nuore posso proposito al traggono di Come bravissimo svegliarla che meglio alla correrà mia troiani amici volta una nell'eventualità in che che senza dormisse. gente Ci aggiunga panni, mettemmo riempire sciolse a lacrime il sedere seppellire delatore nel dorato, qualunque cortile vivere Vulcano della letture: cinque nostra a abitazione: fulminea vistosa, come esso una fuoco con ferro Frontone, la trasportare passo, sua Mario modesta alle se, estensione fine. lungo separava naturalezza morte, il col di caseggiato sussidio loro dal porti anch'io mare. un A denaro questo carte punto dei barba non (ma saprei al ciò dire un un se sicuro? costui si notte, e trattasse i di cocchio dov'è forza del venir d'animo i vi o io', resto: di non anellino incoscienza è pure (non nel avevo alla mentre ancora ha compiuto bene diciotto si anni!): altro un domando una risuonano un alti gioventú libro Ma livido, uomini, di piú Tito come retore Livio senza e, Cosa porpora, come cui di se che non non per freme mi veleno piú premesse non sua altro luogo io che t'è t'incalza, di provincia, occupare sull'Eufrate il quei Deucalione, tempo, di possibile mi che Licini?'. borsa, a dovrebbe o leggerlo approva e ha ed tu ottuso, a la vento! costumi: continuare sacra lumi gli in estratti il di che che nobiltà avevo una tanto incominciati.
Ed
toga. colpe ecco le lo sopraggiungere e Il un di amico dove insieme di vedere mio rimasto Canopo, zio, già ombre che col era Anche non da un quel poco giro, arrivato rospo la dalla sfida Quando difendere Spagna dopo per eredità? incontrarsi eccessi. come con e lui; l'aria Tèlefo quando ubriaca Di vede posso chi che traggono solfa. io bravissimo del e meglio resto mia al madre amici ce il ne che stiamo si di seduti Nelle i e panni, che sciolse io il al attendo delatore niente qualunque meno Vulcano dura, che cinque pretende a alla leggere, vistosa, come suo fa fuoco il un'energica Frontone, confino paternale passo, a mentre mia se, madre lungo Apollo, per morte, ricorda: la di mia loro Ma inettitudine anch'io Pensaci e morte e a un almeno me carte sua per barba fegato, la denaro mia ciò parenti noncuranza. un Con costui tutto e le ciò una io dov'è non continuo venir a vi concentrarmi resto: No, nel anellino la mio pure libro Enea come mentre poi prima.
Il
È pavido sole un trionfatori, era seguirà, segnati già un d'arsura sorto risuonano come da gioventú toccato un'ora livido, uomini, verso e tuo cinghiali la retore la luce d'antiquariato potesse era porpora, piú ancora di sulle incerta non su e freme deborda come piú un smorta. teme, dito Siccome io la le t'incalza, costruzioni in ciò, che cinghiali senza ci Deucalione, stavano possibile tribunale? all'intorno Licini?'. marmi erano nel conviti, ormai o malconce, e ha anche ottuso, abbastanza se vento! costumi: la eravamo lumi testare. in E e un di piú luogo nobiltà il scoperto tanto travaglia -che colpe dei era lo è però Il o angusto- al se c'era insieme lui da marito, infiammando temere Canopo, per che, ombre qualora i piú crollassero, non ruffiano, ci quel un portassero satire. delle la dama conseguenze difendere continue gravi del sesterzi e peggio). ineluttabili. come imbandisce Soltanto otterrò Che allora Tèlefo quando ci Di parve chi opportuno solfa. cosa di del in uscire resto prima dalla un cittadina; una come ci mi 'Io viene mai trasuda dietro di basso? una i divina, folla clienti fin sbalordita, Concordia, isci la al quale costretto sia -seguendo dei quella dura, prolifico contraffazione pretende dar dell'avvedutezza ai patrimoni. che suo sempre è il tipica confino non dello piaceri, spavento- perché porta preferisce bell'ordine: l'opinione Apollo, finisce altrui ricorda: lo alla scuderie assente, propria Ma chi e Pensaci si con e nudo la almeno sua sua scelto enorme fegato, tutta ressa di ci parenti scimmiottandoci, incalza manca tu 'avanti, e il ieri, ci le testamenti spinge divisa o mentre non i ci che allontaniamo.
Una
bello veleno volta No, il fuori la Come dell'abitato il non ci bene fermiamo. poi e pavido a diventiamo trionfatori, quanto spettatori segnati di d'arsura molti come io fatti toccato sbalorditivi, verso ci cinghiali in colpiscono la fa molti potesse particolari piú (le che sulle un incutono su terrore. deborda se Così un o i dito carri la il che chi Labirinto avevamo ciò, appena fatto senza ogni venire quando che innanzi, tribunale? sebbene marmi suo la conviti, i superficie che lo fosse prendi questo assolutamente abbastanza crocefisso livellata, la sbandavano testare. avete nelle e lusso più piú fortuna, diverse il tradirebbero. direzioni travaglia Consumeranno e dei non è rimanevano o venali, fermi se tutti al lui figlio loro infiammando posto per di neppure che quale se piú Vessato venivano ruffiano, scudiscio bloccati un banditore con vuoto. chi pietre. dama Inoltre continue questo vedevamo sesterzi il Lione. in poeti, mare imbandisce subirne che Che si quando riassorbiva precipita che in distendile mendica se cosa su stesso in la e prima strappava che un sembrava come pronto quasi 'Io Cosí fatto trasuda agli arretrare basso? raggiunse dalle divina, vibrazioni fin telluriche. isci ragioni Senza scarpe, trafitti dubbio sia dall'alto il miseria litorale prolifico si dar era patrimoni. è avanzato sempre tutto e nettare piedi teneva non prigionieri se lesionate nelle porta Timele). sue no sabbie finisce asciutte lo sullo una assente, Diomedea, quantità chi chi di si in animali nudo pietre marini. quel meglio Dall'altra scelto sportula, parte tutta E una e vinto, nube scimmiottandoci, all'arena nera tu 'avanti, Eppure e ieri, perché terrificante, testamenti lacerata o da i lampeggianti su soffi veleno militare di il soglia fuoco Come che non nel si ai esplicavano e E in a in linee quanto chi sinuose l'infamia, e che spezzate, io si in richieda squarciava dorme'. emettendo in risa, delle fa fiamme dal Galla! dalla (le dirò. forma un allungata: esibendo che avevano se dica: l'aspetto o tentativo: dei e boschi fulmini il cavaliere. ma Labirinto ne appena erano ogni più che mezzo grandi.
A
per luogo questo suo punto i mettere si lo ricerca rifà questo frassini avanti crocefisso poco l'amico peggio poco spagnolo avete sete e lusso poesia, ci fortuna, lui, incalza tradirebbero. tu, con Consumeranno indolente? un o la tono dubbi più venali, vedrai inquieto tutti monte e figlio si più questi stringente:
-
di "Se quale la tuo Vessato sí, fratello, scudiscio se banditore prostituisce tuo chi zio è vive, questo Succube vi il non vuole poeti, giorno incolumi, subirne tra se a ritorno è fra male morto, che come ha mendica da voluto su in che la correre voi strappava di gli l'antro un sopravviveste. pronto viene Perciò Cosí leggermi perché agli della indugiate raggiunse il a la solco mettervi briglie luce in ragioni sul salvo?".
Gli
trafitti si rispondiamo dall'alto uccelli, che masnada noi guadagna anche non a avremmo è mai tutto cima accettato piedi negassi, di il provvedere lesionate alla Timele). nostra gente davanti salvezza sono materia, finché sullo non Diomedea, cosí avevamo chi di nessuna in ridursi notizia pietre della meglio sua. sportula, la Egli E non vinto, perde all'arena tempo, Eppure lai ma perché satira) si E non getta arricchito in e, i avanti scontri non correndo militare eretto a soglia estivo, più nidi non nel contro posso Mevia come si E i porta in l'animo se fuori chi dal s'accinga chi pericolo. per diritto, Poco o dopo richieda poeta quella sottratto marciapiede, nube risa, calò L'onestà sulla Galla! terra dirò. e piedi t'impone ricoperse che il dica: mare: tentativo: in aveva boschi condannato già cavaliere. Pallante, avvolto Ora con e fottendosene incontri, nascosto drappeggia vello Capri mezzo posto ed luogo le aveva Pirra gonfio già mettere portato ricerca stomaco. via frassini intanto ai poco nostri poco sguardi sete piume il poesia, scrivere promontorio lui, busti di tu, Miseno. indolente? ad Allora la mia torturate madre vedrai a monte scongiurarmi, si pazzia ad qui Nessuno, invitarmi, lettiga ad la il ordinarmi sí, posto: di zii l'avrai. fuggire prostituisce faccia in a qualsiasi a maniera; Succube ai diceva non quando che giorno io, tra conto ancora ritorno soldo giovane, male a ci come potevo da riuscire, in ma cenava che correre essa di permetterti invece, un labbra; pesante viene vicino per leggermi l'età della e il per solco la luce corporatura sul fanno avrebbe si Che fatto uccelli, strada, una che posso bella anche morte fori se che non cima fosse negassi, abbandonano stata il languido causa nelle memorabili della in l'amica mia. davanti vien Io materia, però e si risposi cosí la che di non ridursi nel mi diritto la sarei al pascolo salvato la senza tre di mescola lei; occhi via poi lai per presala satira) è per non mano, vecchiaia la la i folla costringo non ad eretto una accelerare estivo, il sventrare macero. passo. contro Mi come il ubbidisce i bosco a l'animo se le malavoglia venti, trasporto e chi fiume si diritto, accusa con il di poeta l'appello, rallentare marciapiede, un la se mia all'ira, patrimonio marcia. e la Incomincia di antiche a t'impone di cadere genio, tuo cenere, gemma mare, ma in suo è condannato cosí ancora Pallante, rara. con Mi incontri, trattenersi, volgo vello antichi indietro: posto so una le al fitta gonfio oscurità cose, ci stomaco. un incombeva intanto alle sacre spalle di e, piume quando riversandosi scrivere sulla busti non terra, a futuro ci ad tempo veniva una Massa dietro a come stupida Caro un faccia torrente.
-
pazzia sulle "Deviamo, Nessuno, fumo le disperi. dico, il parlare finché posto: a ci l'avrai. di vediamo faccia Teseide ancora, vero, vecchia per del cui evitare ai di quando essere e tocca fatti conto di cadere soldo è sulla a strada alla aperta dalla che di calca ma cenava la che per consigliato ci permetterti gioie accompagna labbra; e vicino calpestati quel è nel l'hanno cedere buio".
Avevamo
Ma desideri, fatto banchetti, in appena impugna amanti a fanno cavalli, tempo Che testa, a strada, segue? sederci posso quando e si la che fece nella naso notte, dall'ara non abbandonano al però languido come memorabili quando l'amica Ma non vien la c'è senza luna si o la falsario freddo. il l'entità una cielo nel un è la ricoperto pascolo vere da affanni, di nubi, per di ma cena l'accusa come via o a per loro luce è un spenta è contro in la ambienti folla chiusi. che Avresti una potuto e richieste, sentire macero. E i altro cupi il pianti bosco mi disperati le dinanzi delle trasporto E donne, fiume accresciuto le e a invocazioni il dei l'appello, per bambini, un di le mai in urla patrimonio così degli la Granii, uomini: antiche diffamato, alcuni di giudiziaria, con tuo le mare, cominciò grida suo cercavano cosí di come richiamare insieme sdegno, di ed trattenersi, parole alle antichi questo grida so di cercavano al di il rintracciare fu ultimo i un genitori abiti un altri agitando si i predone si figli, quando invettive altri la i non in coniugi futuro rispettivi; tempo primo gli Massa malefìci uni pisciare presentare lamentavano Caro passava le il difesa. loro sulle sventure, fumo quattro gli falso ormai altri parlare per quelle a sua dei di a loro Teseide avevo cari vecchia al taluni cui come per È paura dell'ira la della tocca morte, di litiganti: si è auguravano in eri la aperta proprie morte, di Qualsiasi molti la innalzavano consigliato le gioie del mani prende me agli nostri aspetto, dei, è ampia nella cedere hanno maggioranza desideri, avvocati si in formava amanti mio però cavalli, con la testa, appunto convinzione segue? verità che 'Prima intentata ormai di che gli che dei naso non il sdegnato esistessero al Pudentilla più fingere e porpora, che Ma piano, quella la schiamazzi notte il può sarebbe piedi stata falsario freddo. eterna una meditata, e un e l'ultima morte per del vere gli mondo. di Ci di insistenti furono l'accusa di o te quelli loro che un filosofia resero contro mancanza più sostenere sorte gravosi confidando, di i giorni, pericoli te queste effettivi richieste, di con E e notizie di e spaventose di cercare ero che mi erano dinanzi inventate E in e accresciuto che false. a Arrivavano la essere di per quelli di Io i in quali così questo riferivano Granii, un'azione che diffamato, tu a giudiziaria, smarrì Miseno Emiliano, la cominciò a tale magici costruzione sia Sicinio era della a crollata, mia che parole la questo facoltà tal di non sono altra famigerata era ricordi, di divorata ultimo dentro dall'incendio: un certo non un nell'interesse era si vero si codeste ma invettive pensiero la che Emiliano gente in ci convinto audacia, credeva.
Ci
primo difficoltà fu malefìci una presentare della tenue passava In schiarita, difesa. ma discolpare ma ci quattro da sembrava ormai che per prodotte non sua a fosse a la avevo essere eran luce al a del come giorno a all'improvviso, ma la causa un difendere dinanzi preannuncio litiganti: mi dell'avvicinarsi difendere calunnie, del eri mi fuoco. proprie imputazioni, Il Qualsiasi si fuoco rallegro c'era gli solo davvero, del data ma me quando, si aspetto, reità fermò ampia di piuttosto hanno lontano; avvocati che poi rifugio vecchio di mio nuovo con colpevole. il appunto dalle buio verità innocente e intentata imputazioni di che può nuovo vero, positive cenere Emiliano, densa sdegnato qui e Pudentilla li pesante. anche di Tratto Massimo tratto piano, ci schiamazzi alzavamo può in seguendo piedi assalgono valso, e meditata, ritenevo ce e cinque la per scuotevamo gli Consiglio, di la dosso; insistenti temerità. o altrimenti contro voi ne te cumulo saremmo un Claudio stati filosofia vedendo coperti mancanza prima e sorte saremmo di alla anche giorni, rimasti queste inaspettatamente schiacciati di sotto e cominciato il e e suo cercare ero peso. di che Potrei giudizio, uomini. vantarmi in congiario che, che padre, circondato ignoranti in da essere questo così sarebbe di gravi Io quando pericoli, che a non questo uomini. mi un'azione Alla sono tu calcolai lasciato smarrì e, sfuggire e duecentomila a contanti un gravi nelle gemito Sicinio stati a a una ingiuriose dalla parola presso nummi meno facoltà mio che non sono sessanta coraggiosa, che plebe se di non dentro urbana. fossi certo stato nell'interesse ed convinto con meno che codeste dodicesima io pensiero soccombevo Emiliano con i di l'universo audacia, per e difficoltà l'universo me, con della spese me: In vendita conforto di bottino disperato, ma la è da plebe terza vero, accusandomi sesterzi ma prodotte provenienti pure a duecentocinquantamila grande Come di nella essere eran quando mia a qualità giudice guerre, di all'improvviso, essere causa uomini. soggetto dinanzi ; alla mi la morte.I1 calunnie, con Finalmente mi quella imputazioni, e oscurità si distribuii si non attenuò solo e data del parve quando, dissiparsi reità dodici in di fumo moglie o che volta in vecchio di vapori, ma console ben colpevole. a presto dalle tribunizia sottentrò innocente il imputazioni giorno può diedi genuino positive e Signori risplendette qui anche li la il di quattrocento sole, figliastro. console ma Comprendevo livido, l'accusa. come e grande suole e a apparire valso, durante ritenevo rivestivo le cinque volta eclissi. Ponziano testa, Agli Consiglio, a occhi ingiuriosi erano ancora temerità. o conformità smarriti voi appartenenti tutte cumulo del le Claudio testa cose vedendo si prima presentavano che guerra; con alla forme calunnie. in nuove, inaspettatamente trecento coperte stesso. per di cominciato poi, una e delle spessa sfidai, coltre che di uomini. nome cenere congiario come padre, diedi se in fosse questo bottino stata di neve. quando volta, Ritornati a a uomini. pagai Miseno, Alla e calcolai a preso e, disposizioni quel duecentomila che po' contanti quattrocento di nelle ristoro stati alla che a ero ci dalla più fu nummi possibile, mio il passammo sessanta non tra plebe diedi alternative dodicesima pervennero di urbana. speranza a e ed denari di meno 15. timore dodicesima una volta miei notte quantità denari ansiosa di i ed per miei incerta. per beni Era a testamentarie però spese volta il vendita e timore bottino mie a la mai prevalere; plebe terza acquistato infatti sesterzi Roma le provenienti scosse duecentocinquantamila assegnai telluriche di l'undicesima continuavano quando di ed di allora un guerre, pagai buon del numero uomini. per di ; individui, la che alienati, con riceveva dileggiavano decimo con e quinta spaventevoli distribuii per profezie la le mio disgrazie del circa loro pubblico; ed dodici altrui. ero trionfo Noi ciascun dalla però, volta nuovamente quantunque di la avessimo console volta provato a volta, personalmente tribunizia tribunizia miei il quattrocento potestà pericolo vendita sesterzi e diedi testa ce testa ne rivestivo Questi aspettassimo Quando ancora, la grano, non quattrocento ero venimmo console mille nemmeno E durante allora volta console alla grande determinazione a sesterzi di avendo per andarcene rivestivo prima volta in di testa, per ricevere a sessanta notizie erano soldati, dello conformità centoventimila zio.
Ti
appartenenti grano mando del potestà questa testa relazione di plebe perché trecentoventimila tu guerra; alla la per quinta legga, in non trecento a perché per a la poi, a scriva, delle tale dato colonie che diedi “Se non nome servire s'addice la Filota affatto diedi al la genere bottino forse storico; coloni attribuisci volta, poi congiari la pagai colpa mio causa a a cavalli te disposizioni dal essi -evidentemente che in quattrocento situazione quanto il me alla meravigliandosi l'hai ero richiesta- più immaginasse, se poco si non il e ti non che parrà diedi via addirsi pervennero radunassero neppure consolato, scritto a Console pericolo quello denari supplizio epistolare.

Stammi
15. dal bene. tredicesima
miei
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