Splash Latino - Plinio Il Giovane - Epistularum Libri Decem - Liber Iv - 25

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Plinio Il Giovane - Epistularum Libri Decem - Liber Iv - 25

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C. PLINIUS MAESIO MAXIMO SUO S.

(1) Scripseram tibi verendum esse, ne ex tacitis suffragiis vitium aliquod exsisteret. Factum est. Proximis comitiis in quibusdam tabellis multa iocularia atque etiam foeda dictu, in una vero pro candidatorum nominibus suffragatorum nomina inventa sunt. (2) Excanduit senatus magnoque clamore ei qui scripsisset iratum principem est comprecatus. Ille tamen fefellit et latuit, fortasse etiam inter indignantes fuit. (3) Quid hunc putamus domi facere, qui in tanta re tam serio tempore tam scurriliter ludat, qui denique omnino in senatu dicax et urbanus et bellus est? (4) Tantum licentiae pravis ingeniis adicit illa fiducia: 'quis enim sciet?' Poposcit tabellas, stilum accepit, demisit caput, neminem veretur, se contemnit. (5) Inde ista ludibria scaena et pulpito digna. Quo te vertas? quae remedia conquiras? Ubique vitia remediis fortiora. 'Alla tauta t hyper hmas melsei', cui multum cotidie vigiliarum, multum laboris adicit haec nostra iners et tamen effrenata petulantia. Vale.


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[marych88] - [2006-12-28 17:55:44]

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[degiovfe] - [2010-03-09 18:06:52]

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