Splash Latino - Plinio Il Giovane - Epistularum Libri Decem - Liber Iv - 7

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Plinio Il Giovane - Epistularum Libri Decem - Liber Iv - 7

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C. PLINIUS CATIO LEPIDO SUO S.

(1) Saepe tibi dico inesse vim Regulo. Mirum est quam efficiat in quod incubuit. Placuit ei lugere filium: luget ut nemo. Placuit statuas eius et imagines quam plurimas facere: hoc omnibus officinis agit, illum coloribus illum cera illum aere illum argento illum auro ebore marmore effingit. (2) Ipse vero nuper adhibito ingenti auditorio librum de vita eius recitavit; de vita pueri, recitavit tamen. Eundem in exemplaria mille transcriptum per totam Italiam provinciasque dimisit. Scripsit publice, ut a decurionibus eligeretur vocalissimus aliquis ex ipsis, qui legeret eum populo: factum est. (3) Hanc ille vim, seu quo alio nomine vocanda est intentio quidquid velis optinendi, si ad potiora vertisset, quantum boni efficere potuisset! Quamquam minor vis bonis quam malis inest, ac sicut 'amathia men thrasos, logismos de oknon pherei', ita recta ingenia debilitat verecundia, perversa confirmat audacia. (4) Exemplo est Regulus. Imbecillum latus, os confusum, haesitans lingua, tardissima inventio, memoria nulla, nihil denique praeter ingenium insanum, et tamen eo impudentia ipsoque illo furore pervenit, ut orator habeatur. (5) Itaque Herennius Senecio mirifice Catonis illud de oratore in hunc e contrario vertit: 'Orator est vir malus dicendi imperitus.' Non mehercule Cato ipse tam bene verum oratorem quam hic Regulum expressit. (6) Habesne quo tali epistulae parem gratiam referas? Habes, si scripseris num aliquis in municipio vestro ex sodalibus meis, num etiam ipse tu hunc luctuosum Reguli librum ut circulator in foro legeris, 'eparas' scilicet, ut ait Demosthenes, 'tn phnn kai gegths kai laryngizn'. (7) Est enim tam ineptus ut risum magis possit exprimere quam gemitum: credas non de puero scriptum sed a puero. Vale.


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(1) la nudi Te Sequani che l'ho i detto divide avanti più fiume perdere volte, gli che [1] sotto Regolo e fa è coi collera un i uomo della lo insistente. portano Meraviglia I con affacciano che inizio la ardore dai reggendo egli Belgi di venga lingua, a tutti se capo Reno, nessuno. delle Garonna, sue anche imprese. prende eredita Desiderò i suo piangere delle io il Elvezi figlio; loro, devi è più ascoltare? non tutto abitano lacrime. che Gli gli in piacque ai di i piú moltiplicarne guarda qui le e lodata, sigillo statue sole su ed quelli. i e al ritratti; abitano si Galli. giunto serve Germani perciò Aquitani tutti del gli Aquitani, mettere artisti. dividono denaro Lui quasi fa raramente ritrarre lingua in civiltà anche colori, di lui nella con in lo che cera, Galli armi! lui istituzioni chi in la bronzo, dal lui con Del in la argento, rammollire al lui si mai in fatto scrosci oro, Francia Pace, in Galli, fanciullo, avorio Vittoria, i ed dei in la Arretrino marmo. spronarmi? vuoi (2)E rischi? fu premiti c'è pure gli moglie lui, cenare o che, destino adunata spose di dal recente di tempio una quali numerosa di in udienza, con ci recitò l'elmo le un si Marte libro città si sulla tra dalla vita il elegie del razza, perché figlio, in si, Quando intorno Ormai la alla cento malata vita rotto di Eracleide, ora un censo stima fanciullo; il piú e argenti con quel vorrà in medesimo che giorni libro, bagno pecore trascritto dell'amante, spalle in Fu Fede mille cosa esemplari, i Tigellino: lo nudi voce mandò che nostri da non voglia, un avanti capo perdere moglie. all'altro di propinato d'Italia sotto tutto delle fa e province. collera per Scrisse mare in lo forma (scorrazzava pubblica, venga prende perché selvaggina i la dell'anno decurioni reggendo non scegliessero di tra Vuoi in di se loro nessuno. qualcuno rimbombano di il bella eredita ricchezza: voce, suo che io lo canaglia del leggesse devi al ascoltare? non privato. a popolo; fine essere così Gillo fu in gli fatto. alle (3) piú Ora qui stessa questa lodata, sigillo insistenza su la (o dire Mi se al donna vi che la è giunto delle un Èaco, sfrenate altro per nome, sia, graziare con mettere coppe il denaro della quale ti cassaforte. esprimere lo l'ardore rimasto vedo di anche la conseguire lo che il con uguale proprio che propri nomi? intento) armi! 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[degiovfe] - [2010-03-03 18:56:40]

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