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Plinio Il Giovane - Epistularum Libri Decem - Liber Iv - 5

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C. PLINIUS IULIO SPARSO SUO S.

(1) Aeschinen aiunt petentibus Rhodiis legisse orationem suam, deinde Demosthenis, summis utramque clamoribus. (2) Quod tantorum virorum scriptis contigisse non miror, cum orationem meam proxime doctissimi homines hoc studio, hoc assensu, hoc etiam labore per biduum audierint, quamvis intentionem eorum nulla hinc et inde collatio, nullum quasi certamen accenderet. (3) Nam Rhodii cum ipsis orationum virtutibus tum etiam comparationis aculeis excitabantur, nostra oratio sine aemulationis gratia probabatur. An merito, scies cum legeris librum, cuius amplitudo non sinit me longiore epistula praeloqui. (4) Oportet enim nos in hac certe in qua possumus breves esse, quo sit excusatius quod librum ipsum, non tamen ultra causae amplitudinem, extendimus. Vale.


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[degiovfe] - [2010-03-03 18:20:43]

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