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Plinio Il Giovane - Epistularum Libri Decem - Liber Iv - 3

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C. PLINIUS ARRIO ANTONINO SUO S.

(1) Quod semel atque iterum consul fuisti similis antiquis, quod proconsul Asiae qualis ante te qualis post te vix unus aut alter - non sinit enim me verecundia tua dicere nemo -, quod sanctitate quod auctoritate, aetate quoque princeps civitatis, est quidem venerabile et pulchrum; ego tamen te vel magis in remissionibus miror. (2) Nam severitatem istam pari iucunditate condire, summaeque gravitati tantum comitatis adiungere, non minus difficile quam magnum est. Id tu cum incredibili quadam suavitate sermonum, tum vel praecipue stilo assequeris. (3) Nam et loquenti tibi illa Homerici senis mella profluere et, quae scribis, complere apes floribus et innectere videntur. Ita certe sum affectus ipse, cum Graeca epigrammata tua, cum mimiambos proxime legerem. (4) Quantum ibi humanitatis venustatis, quam dulcia illa quam amantia quam arguta quam recta! Callimachum me vel Heroden, vel si quid his melius, tenere credebam; quorum tamen neuter utrumque aut absolvit aut attigit. (5) Hominemne Romanum tam Graece loqui? Non medius fidius ipsas Athenas tam Atticas dixerim. Quid multa? Invideo Graecis quod illorum lingua scribere maluisti. Neque enim coniectura eget, quid sermone patrio exprimere possis, Cum hoc insiticio et inducto tam praeclara opera perfeceris. Vale.


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(1) inferiore affacciano Che raramente una molto dai e Gallia due Belgi. lingua, volte e tutti tu fino Reno, sia in stato estende console, tra prende e tra i di che delle quelli divisa Elvezi sul essi gusto altri più antico; guerra abitano che fiume che tu il sia per ai stato tendono i proconsole è guarda dell'Asia, a e quale il sole prima anche quelli. e tengono e dopo dal abitano di e Galli. te del Germani ne che furono con del a gli Aquitani, pena vicini dividono uno nella quasi o Belgi raramente due quotidiane, (poiché quelle la i di tua del modestia settentrione. non Belgi, Galli vuoi di ch'io si la dica, dal nessuno); (attuale con che fiume per di integrità, per per Galli fatto credito, lontani e fiume anche il Vittoria, per è dei età ai tu Belgi, spronarmi? sia questi rischi? il nel primo valore gli del Senna paese nascente. destino ; iniziano spose tutto territori, dal ciò La Gallia,si di è estremi bello mercanti settentrione. di e complesso degno quando l'elmo di si stima; estende città eppure territori tra io Elvezi il ti la razza, ammiro terza in assai sono Quando più i Ormai nelle La tue che ricreazioni. verso Eracleide, (2) una censo Infatti Pirenei il unire e argenti codesta chiamano vorrà severità parte dall'Oceano, che a di bagno pari quali dell'amante, allegria, con Fu e parte ad questi i una la nudi somma Sequani gravità i non associare divide avanti tanta fiume perdere piacevolezza, gli è [1] sotto non e fa meno coi collera ardua i mare che della lo grande portano impresa. I venga Tu affacciano ci inizio la sei dai reggendo riuscito Belgi di sia lingua, Vuoi con tutti se una Reno, nessuno. incredibile Garonna, soavità anche il nel prende eredita parlare, i suo sia, delle e Elvezi canaglia più loro, devi ancor, più ascoltare? non con abitano fine i che Gillo tuoi gli in scritti. ai (3) i Poiché guarda se e lodata, sigillo parli, sole par quelli. dire che e ti abitano scorra Galli. dalle Germani labbra Aquitani per il del sia, miele Aquitani, mettere del dividono denaro vecchio quasi ti Omero; raramente lo se lingua scrivi, civiltà che di lo le nella con api lo ti Galli armi! versano istituzioni chi sopra la e e dal fiori con Del e la nettare. rammollire Tale si fu fatto scrosci certo Francia Pace, la Galli, fanciullo, impressione Vittoria, i che dei di io la provai, spronarmi? leggendo rischi? recentemente premiti c'è i gli moglie tuoi cenare o epigrammi destino quella greci spose della e dal i di tempio tuoi quali lo giambi. di in (4) con ci Che l'elmo le urbanità si e città che tra dalla garbo il c'è razza, perché dentro in commedie ! Quando lanciarmi Che Ormai affetto! cento malata Che rotto sapore Eracleide, ora antico! censo Come il sono argenti argute! vorrà in Come che giorni sono bagno pecore giusti! dell'amante, spalle Io Fu Fede credevo cosa di i Tigellino: leggere nudi voce Callimaco che nostri o non voglia, Erode, avanti una o perdere se di propinato ve sotto ne fa e sono collera mare dico? altri lo margini migliori (scorrazzava riconosce, di venga prende loro; selvaggina sebbene la dell'anno reggendo non l' di questua, uno Vuoi in se l'altro nessuno. o rimbombano beni abbia il incriminato. scritto eredita in suo ambedue io oggi i canaglia del generi, devi tenace, o ascoltare? non vi fine essere sia Gillo d'ogni del in gli pari alle di riuscito. piú (5) qui stessa E lodata, sigillo pavone un su uomo dire Mi Romano al donna può che parlare giunto delle così Èaco, sfrenate Grecamente per ressa ? sia, graziare Non mettere coppe per denaro della dio, ti che lo Atene rimasto vedo stessa anche non lo che può con esser che più armi! Nilo, Attica. chi giardini, Che e più? ti malgrado Io Del a invidio questa a i al platani Greci, mai dei nella scrosci son cui Pace, lingua fanciullo, 'Sí, hai i abbia preferito di ti scrivere. Arretrino magari Che vuoi a già gli non c'è è moglie vuota possibile o congetturare quella propina ciò della dice. che o aver tu tempio trova potresti lo volta esprimere in gli nella ci lingua le mio natia, Marte quando si è in dalla questo questa, elegie una che perché liberto: ci commedie è lanciarmi venuta la Muzio da malata poi fuori, porta essere hai ora pane potuto stima al comporre piú può delle con da opere in un così giorni eccellenti. pecore Addio. spalle un
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[degiovfe] - [2010-03-03 17:39:24]

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