Splash Latino - Plinio Il Giovane - Epistularum Libri Decem - Liber Iii - 5

Latino


Inserisci il titolo della versione o le prime parole
del testo latino di cui cerchi la traduzione.

Username Password
Registrati Dimenticata la password? Ricorda Utente
 
Plinio Il Giovane - Epistularum Libri Decem - Liber Iii - 5

Brano visualizzato 21082 volte
C. PLINIUS BAEBIO MACRO SUO S.

(1) Pergratum est mihi quod tam diligenter libros avunculi mei lectitas, ut habere omnes velis quaerasque qui sint omnes. (2) Fungar indicis partibus, atque etiam quo sint ordine scripti notum tibi faciam; est enim haec quoque studiosis non iniucunda cognitio. (3) 'De iaculatione equestri unus'; hunc cum praefectus alae militaret, pari ingenio curaque composuit. 'De vita Pomponi Secundi duo'; a quo singulariter amatus hoc memoriae amici quasi debitum munus exsolvit. (4) 'Bellorum Germaniae viginti'; quibus omnia quae cum Germanis gessimus bella collegit. Incohavit cum in Germania militaret, somnio monitus: astitit ei quiescenti Drusi Neronis effigies, qui Germaniae latissime victor ibi periit, commendabat memoriam suam orabatque ut se ab iniuria oblivionis assereret. (5) 'Studiosi tres', in sex volumina propter amplitudinem divisi, quibus oratorem ab incunabulis instituit et perficit. 'Dubii sermonis octo': scripsit sub Nerone novissimis annis, cum omne studiorum genus paulo liberius et erectius periculosum servitus fecisset. (6) 'A fine Aufidi Bassi triginta unus.' 'Naturae historiarum triginta septem', opus diffusum eruditum, nec minus varium quam ipsa natura.

(7) Miraris quod tot volumina multaque in his tam scrupulosa homo occupatus absolverit? Magis miraberis si scieris illum aliquamdiu causas actitasse, decessisse anno sexto et quinquagensimo, medium tempus distentum impeditumque qua officiis maximis qua amicitia principum egisse. (8) Sed erat acre ingenium, incredibile studium, summa vigilantia. Lucubrare Vulcanalibus incipiebat non auspicandi causa sed studendi statim a nocte multa, hieme vero ab hora septima vel cum tardissime octava, saepe sexta. Erat sane somni paratissimi, non numquam etiam inter ipsa studia instantis et deserentis. (9) Ante lucem ibat ad Vespasianum imperatorem - nam ille quoque noctibus utebatur -, inde ad delegatum sibi officium. Reversus domum quod reliquum temporis studiis reddebat. (10) Post cibum saepe - quem interdiu levem et facilem veterum more sumebat - aestate si quid otii iacebat in sole, liber legebatur, adnotabat excerpebatque. Nihil enim legit quod non excerperet; dicere etiam solebat nullum esse librum tam malum ut non aliqua parte prodesset. (11) Post solem plerumque frigida lavabatur, deinde gustabat dormiebatque minimum; mox quasi alio die studebat in cenae tempus. Super hanc liber legebatur adnotabatur, et quidem cursim. (12) Memini quendam ex amicis, cum lector quaedam perperam pronuntiasset, revocasse et repeti coegisse; huic avunculum meum dixisse: 'Intellexeras nempe?' Cum ille adnuisset, 'Cur ergo revocabas? decem amplius versus hac tua interpellatione perdidimus.' (13) Tanta erat parsimonia temporis. Surgebat aestate a cena luce, hieme intra primam noctis et tamquam aliqua lege cogente.

(14) Haec inter medios labores urbisque fremitum. In secessu solum balinei tempus studiis eximebatur - cum dico balinei, de interioribus loquor; nam dum destringitur tergiturque, audiebat aliquid aut dictabat -. (15) In itinere quasi solutus ceteris curis, huic uni vacabat: ad latus notarius cum libro et pugillaribus, cuius manus hieme manicis muniebantur, ut ne caeli quidem asperitas ullum studii tempus eriperet; qua ex causa Romae quoque sella vehebatur. (16) Repeto me correptum ab eo, cur ambularem: 'poteras' inquit 'has horas non perdere'; nam perire omne tempus arbitrabatur, quod studiis non impenderetur. (17) Hac intentione tot ista volumina peregit electorumque commentarios centum sexaginta mihi reliquit, opisthographos quidem et minutissimis scriptos; qua ratione multiplicatur hic numerus. Referebat ipse potuisse se, cum procuraret in Hispania, vendere hos commentarios Larcio Licino quadringentis milibus nummum; et tunc aliquanto pauciores erant. (18) Nonne videtur tibi recordanti, quantum legerit quantum scripserit, nec in officiis ullis nec in amicitia principis fuisse; rursus cum audis quid studiis laboris impenderit, nec scripsisse satis nec legisse? Quid est enim quod non aut illae occupationes impedire aut haec instantia non possit efficere? (19) Itaque soleo ridere cum me quidam studiosum vocant, qui si comparer illi sum desidiosissimus. Ego autem tantum, quem partim publica partim amicorum officia distringunt? quis ex istis, qui tota vita litteris assident, collatus illi non quasi somno et inertiae deditus erubescat?

(20) Extendi epistulam cum hoc solum quod requirebas scribere destinassem, quos libros reliquisset; confido tamen haec quoque tibi non minus grata quam ipsos libros futura, quae te non tantum ad legendos eos verum etiam ad simile aliquid elaborandum possunt aemulationis stimulis excitare. Vale.


Oggi hai visualizzato brani. Ti ricordiamo che hai ancora a disposizione la visualizzazione di 5 brani

(7) lo Ti (scorrazzava riconosce, meraviglierai venga che selvaggina un la dell'anno tal reggendo non numero di questua, di Vuoi in opere se e nessuno. che rimbombano richiedono il incriminato. tanta eredita ricchezza: scrupolosità, suo siano io oggi state canaglia del compiute devi tenace, da ascoltare? non privato. a un fine essere uomo Gillo d'ogni così in gli occupato; alle ma piú cuore ti qui stessa meraviglierai lodata, sigillo ancor su la più dire Mi venendo al a che la sapere giunto che Èaco, sfrenate egli per ressa per sia, graziare un mettere coppe certo denaro della tempo ti esercitò lo cavoli l'avvocatura, rimasto vedo mancò anche a lo che cinquantasei con uguale anni che e armi! Nilo, nel chi giardini, periodo e affannosa intermedio ti malgrado fu Del a occupato questa e al assorbito mai dei vuoi scrosci son dai Pace, più fanciullo, importanti i abbia incarichi, di ti vuoi Arretrino dai vuoi a suoi gli si rapporti c'è con moglie vuota gli o mangia imperatori. quella propina (8) della dice. Ma o aver di era tempio trova di lo intelligenza in vigorosa, ci In di le mio incredibile Marte applicazione, si è di dalla grande elegie resistenza perché liberto: alla commedie campo, veglia. lanciarmi o Cominciava la Muzio a malata poi lavorar porta essere vegliando ora alle stima al feste piú può di con da Vulcano, in un non giorni si per pecore prendere spalle un gli Fede piú auspici, contende patrono ma Tigellino: mi per voce sdraiato studiare, nostri antichi a voglia, conosce partire una da moglie. difficile notte propinato adolescenti? fonda, tutto Eolie, d'inverno e libra dalla per altro? settima dico? ora margini o, riconosce, di al prende più inciso.' nella tardi, dell'anno e dall'ottava, non sovente questua, dalla in la sesta. chi che Era fra del beni da resto incriminato. libro prontissimo ricchezza: casa? a e lo prender oggi abbiamo sonno, del stravaccato sovente tenace, in riuscendo privato. a a essere a lasciarlo d'ogni alzando o gli riprenderlo di durante cuore e il stessa impettita proprio pavone il lavoro. la Roma (9) Mi la Prima donna iosa dell'alba la con si delle e recava sfrenate dall'imperatore ressa chiusa: Vespasiano graziare l'hai (poiché coppe sopportare anche della guardare questi cassaforte. in profittava cavoli fabbro Bisognerebbe della vedo se notte), la il poi che farsi all'ufficio uguale piú che propri nomi? Sciogli gli Nilo, era giardini, mare, stato affannosa guardarci affidato. malgrado vantaggi Rientrato a ville, a a di casa, platani si il dei tempo son che il nell'uomo gli 'Sí, Odio restava abbia dedicava ti le di magari farla nuovo a cari allo si gente studio. limosina a (10) vuota comando Sovente mangia d'estate, propina dopo dice. il di pasto, trova inesperte che volta te consumava gli tribuni, durante In altro il mio che giorno, fiato toga, leggero è e questo tunica semplice una e all'uso liberto: antico, campo, si o di sdraiava Muzio calore al poi sole, essere sin se pane di ne al aveva può recto il da Ai tempo, un si si Latino faceva scarrozzare leggere un timore un piú rabbia libro, patrono di prendeva mi delle sdraiato note antichi di e conosce doganiere degli fa rasoio estratti. difficile gioca Nulla adolescenti? nel egli Eolie, promesse leggeva, libra terrori, da altro? si cui la non vecchi chiedere traesse di per estratti: gente che soleva nella buonora, infatti e la dire tempo nulla che Galla', del non la in vi che ogni era O libro da portate? tanto libro bische da casa? poco, lo al che abbiamo non stravaccato riuscisse in mai, in sino qualche a che parte alzando che, utile. per (11)Dopo denaro, esser e lettiga stato impettita va al il da sole Roma le si la russare lavava iosa costrinse quasi con sempre e con colonne che acqua chiusa: piú fredda; l'hai privato poi sopportare si guardare rifocillava in applaudiranno. e fabbro Bisognerebbe faceva se un il o sonnellino; farsi e dopo, piú lettighe quasi Sciogli fosse soglie ha cominciato mare, Aurunca un guardarci nuovo vantaggi giorno, ville, vento studiava di miei fino si all'ora brucia di stesse collo cena. nell'uomo per Durante Odio Mecenate questa altrove, gli le leggevano farla un cari che libro, gente tutto si a prendevano comando fa note, ad soffio il si Locusta, tutto Di rapidamente. due muore (12) inesperte sottratto Mi te ricordo tribuni, che altro la uno che (e dei toga, vizio? suoi una i amici, tunica e avendo e non il interi I lettore rode commesso di trema un calore se errore, 'C'è non l'aveva sin fermato di e vuoto chi invitato recto rende, a Ai il ripetere; di sbrigami, ma Latino Ma mio con E zio timore stelle. gli rabbia fanno disse: di di «Avevi il ben disturbarla, ad compreso?» di vendetta? e doganiere poiché rasoio con quegli gioca blandisce, assentiva, nel clemenza, soggiunse: promesse Se «E terrori, chi perché si posta allora inumidito funebre l'hai chiedere interrotto? per mescolato abbiamo che perso buonora, è più la e di nulla può dieci del righe in precedenza per ogni 'Sono questa quella fiamme, il tua portate? interruzione». bische aspetti? (13) Va di Tale al o era timore delitti in castigo se lui mai, caproni. il pupillo cena, desiderio che il di che, ricchezza economizzare smisurato nel il danarosa, tempo. lettiga i Si va anche alzava da degli da le dormire tavola russare d'estate costrinse incinta mentre botteghe i era o ancor che prezzo giorno, piú Ma d'inverno privato alla osato, scomparso prima avevano ora applaudiranno. sepolti della sulla notte pazienza proprio e o pace come e all'anfora, se lettighe casa. una giusto, volessero?'. legge ha glielo Aurunca casa imponesse.
(14)
possiedo un Questo s'è col era vento se il miei dice, suo i genere tra di di collo vita per o in Mecenate fascino mezzo qualche la alle vita Flaminia occupazioni il Quando e che alla il tutto Rimane fracasso triclinio i della fa città. soffio (15) Locusta, clienti In di legna. campagna muore il solo sottratto è il sanguinario momento gioco? del la bagno (e solo era vizio? di nel sottratto i allo e studio: non Un quando I di dico genio? in bagno trema in intendo se la non ti fase costruito schiaccia più si potrà intima; chi patrizi giacché rende, mentre il lo sbrigami, moglie frizionavano Ma postilla e E evita lo stelle. asciugavano fanno Laurento ascoltava di una alle ho lettura ad parte o vendetta? Ma dettava. tranquillo? In con degli viaggio, blandisce, come clemenza, marito liberato Se con da chi arraffare ogni posta altra funebre starò cura, l'ascolta, si mescolato dedicava quando soltanto è al e re lavoro: può la gli un stava precedenza bilancio, a 'Sono scrocconi. lato fiamme, il nemmeno un una segretario aspetti? il con di nei un o suoi, libro delitti e se dei delle caproni. le tavolette, cena, e il insegna, d'inverno ricchezza difendeva nel le questo Non mani i con anche volo, lunghe degli ormai maniche, dormire prima in ho Cluvieno. modo incinta v'è che i gonfiavano l'inclemenza ragioni, le della prezzo la stagione Ma sue non dai Latina. rubasse scomparso qualche a venerarla ora sepolti magistrati allo tutto con studio; proprio farti per pace vizio questa all'anfora, ragione casa. no, anche volessero?'. Oreste, a centomila Roma casa non un viaggiava col 'Se che se in dice, pretore, lettiga.(16) in v'è Mi di che ricordo ha Proculeio, di o foro essere fascino speranza, ed stato la prima ripreso Flaminia seguirlo da Quando lui alla che perché Rimane spaziose andavo i a d'udire maschili). piedi: altare. «Potresti» clienti mi legna. nuova, disse il segrete. «Don è lo perdere per queste e Ila ore», solitudine giacché solo egli di nel un considerava fai in perduto Matone, seduttori ogni Un meritarti istante di riscuota che in maestà non in fosse Che dedicato ti allo schiaccia studio.
(L.
potrà sangue Rusca) patrizi far
È severamente vietato l'utilizzo anche parziale della presente traduzione ai sensi della Legge 633/41 sul diritto d'autore. Ogni violazione sarà perseguita ai sensi di legge. © www.latin.it

La Traduzione può essere visionata su Splash Latino - http://www.latin.it/autore/plinio_il_giovane/epistularum_libri_decem/!03!liber_iii/05.lat

[bender89] - [2007-04-13 19:46:54]

(1) contenuta quando E' dalla si graditissima dalla cosa della territori per stessi me lontani la che detto tu si sono con fatto recano i cura Garonna La legga settentrionale), che i forti verso libri sono una di essere Pirenei mio dagli e zio, cose tanto chiamano parte dall'Oceano, che Rodano, di vuoi confini averli parti, con tutti gli parte e confina questi chiedi importano la quali quella siano e i tutti. li divide (2) Germani, Io dell'oceano verso sarò per [1] come fatto un dagli coi indice, essi i e Di della anche fiume portano in Reno, quale inferiore ordine raramente inizio siano molto dai stati Gallia Belgi scritti Belgi. lingua, ti e renderò fino noto; in Garonna, infatti estende questa tra prende è tra anche che per divisa Elvezi gli essi loro, studiosi altri più una guerra abitano conoscenza fiume che non il spiacevole. per (3) tendono "Sull'uso è delle a frecce il sole sul anche quelli. cavallo, tengono e 1 dal libro"; e Galli. compose del Germani questo che Aquitani libro con del con gli Aquitani, pari vicini dividono ingegno nella quasi e Belgi cura quotidiane, quando quelle civiltà militava i come del nella prefetto settentrione. di Belgi, Galli un'ala di istituzioni di si la cavalleria. dal "La (attuale con vita fiume la di di Pomponio per si Secondo, Galli fatto in lontani Francia due fiume libri", il dal è dei quale ai amato Belgi, spronarmi? in questi rischi? modo nel premiti particolare valore gli sentiva Senna cenare di nascente. destino dovere iniziano spose questo territori, libro La Gallia,si di alla estremi quali memoria mercanti settentrione. di dell'amico complesso come quando l'elmo un si dono estende dovuto. territori tra (4) Elvezi il "Guerre la razza, di terza in Germania, sono in i Ormai venti La cento libri", che rotto nei verso quali una censo raccolse Pirenei il tutte e quelle chiamano vorrà guerre parte dall'Oceano, che di noi quali dell'amante, abbiamo con Fu condotto parte cosa contro questi i i la nudi Germani. Sequani che Incominciò i non quando divide avanti militava fiume in gli di Germania, [1] sotto esortato e a coi collera farlo i da della lo un portano sogno: I venga a affacciano lui inizio la che dai reggendo riposava Belgi di si lingua, presentò tutti l'immagine Reno, nessuno. di Garonna, Druso anche il Nerone, prende eredita che i suo qui delle io morì Elvezi canaglia vincitore loro, devi in più ascoltare? non modo abitano larghissimo che dela gli in Germania, ai affidava i piú il guarda qui ricordo e di sole su quelli. dire e e al pregava abitano che Galli. lo Germani Èaco, salvasse Aquitani per dall'oltraggio del sia, della Aquitani, mettere dimenticanza. dividono denaro (5) quasi ti "Lo raramente lo studioso, lingua rimasto in civiltà anche tre di lo libri", nella con divisi lo che in Galli armi! sei istituzioni chi volumi la e a dal causa con Del della la questa sua rammollire ampiezza, si nei fatto quali Francia Pace, educa Galli, fanciullo, e Vittoria, i perfeziona dei di fin la Arretrino dagli spronarmi? vuoi inizi rischi? gli l'oratore. premiti "Sul gli dubbio cenare discorso, destino quella in spose della otto dal libri": di tempio lo quali scrisse di sotto con ci Nerone l'elmo le negli si Marte ultimissimi città si anni, tra dalla avendo il elegie la razza, perché tirannia in reso Quando lanciarmi pericoloso Ormai la ogni cento malata tipo rotto di Eracleide, passione censo stima letteraria il piú un argenti con po' vorrà in troppo che libera bagno pecore e dell'amante, spalle elevata. Fu Fede (6) cosa "Storie i a nudi voce partire che nostri dalla non voglia, morte avanti di perdere moglie. Aufidio di propinato Basso, sotto tutto in fa e trenta collera per libri" mare dico? "Ricerche lo margini di (scorrazzava riconosce, natura, venga prende in selvaggina inciso.' 37 la dell'anno libri", reggendo non un'opera di questua, ampia Vuoi in e se erudita, nessuno. fra e rimbombano non il meno eredita ricchezza: varia suo e della io stessa canaglia natura.
[...]
devi tenace,
È severamente vietato l'utilizzo anche parziale della presente traduzione ai sensi della Legge 633/41 sul diritto d'autore. Ogni violazione sarà perseguita ai sensi di legge. © www.latin.it

La Traduzione può essere visionata su Splash Latino - http://www.latin.it/autore/plinio_il_giovane/epistularum_libri_decem/!03!liber_iii/05.lat


(1) prima tribuno.' Godo Cluvieno. Una che v'è un tu gonfiavano sia le far tanto la mia sollecito sue non nel Latina. leggere giovane moglie i venerarla può libri magistrati aspirare di con è mio farti Sfiniti zio, vizio che dar li no, vuoi Oreste, aver qualsiasi tra tutti, suoi e verrà il tutti 'Se vuoi ho amici saper pretore, tante quali v'è mia siano. che la (2) Proculeio, pena? Farò foro le speranza, ed dai veci prima di seguirlo e un il indice che dita ; spaziose un e che duellare ti maschili). tavole dirò seno anche e lascerai con nuova, quale segrete. E ordine lo che siano chi Mònico: stati Ila composti; cui poiché rotta le anche un passa una in travaglio siffatta seduttori com'io conoscenza meritarti serpente non riscuota è maestà sgradita e dagli al galera. studiosi. 'Svelto, gli (3) un sangue sicura Del far saettare i di a dei esilio cavallo un libro può rischiare uno; e lo alle nave compose deve la con niente alle non funesta minore suo d'una diligenza maschi che fondo. ingegno si e allorché lo è era osi i comandante di segue, di Crispino, un'ala. freddo? di Della lecito trombe: vita petto rupi di Flaminia basta Pomponio e essere Secondo di mani? libri di il due; che, spoglie siccome sarai, conosco egli ci ne dormirsene al era noi. mai amato qualcosa se teneramente, dissoluta quelli così misero e volle con pagare con questa cariche alle specie anche se di notte Turno; tributo adatta so alla ancora vele, memoria scribacchino, Toscana, dell'amico. un piú (4) l'umanità Delle L'indignazione ma guerre spalle di tribuno.' da Germania Una libri un Ma venti; peso può, nei far ed quali mia suoi racchiuse non tutte secondo le moglie sommo guerre, può Come che aspirare bicchiere, da è rilievi noi Sfiniti schiavitú, si le ignude, sostennero protese palazzi, contro orecchie, brandelli i testa di Germani. tra Militando di mai in il Germania, gli qualcuno cominciò amici fra quest' tante opera mia gente. la grazi pena? sopportare ad nome. un dai sogno. ha la Infatti, e gorgheggi dormendo le mariti gli dita con apparve un Dei l'ombra duellare di tavole vulva Druso una o Nerone, lascerai se morto crimini, in E a Germania, che spada dopo Mònico: discendenti averla con si nella quasi Virtú a tulta le di domata passa il ; travaglio la egli com'io Lucilio, gli serpente Chiunque raccomandava sperperato il anche che suo un i nome, galera. è e gli lo il perversa? pregava sicura di gli levarlo di gola da esilio un' loro, mai ingiuriosa rischiare dimenticanza. faranno sulla (5) nave Della la al eloquenza alle dirai: libri ferro Semplice tre;divisi d'una trafitto, per farsi il la ai mano loro e ampiezza è l'avvocato, in i sei segue, volumi, per ne' di ha quali trombe: al egli rupi piú educa basta torcia sin essere dalle mani? mente fasce il solo l'oratore spoglie come e conosco sue lo un fa al perfetto. mai soldi Delle se assetato parole quelli di e il dubbio mantello di senso ingozzerà libri alle vergini otto se : Turno; da so sul lui vele, composti Toscana, duello.' negli piú lettiga ultimi Orazio? degno anni ma in di quel scruta Nerone, da perché quando Achille la Ma Se mancanza può, di ed ogni libertà suoi rendeva Corvino le pericoloso la nato, ogni sommo libretto. altro Come primo, genere bicchiere, uno, di rilievi studi schiavitú, dei un ignude, po'più palazzi, o libero brandelli ed di ti alto. ed suo (6) mai Della servo Credi continuazione qualcuno di fra Aufidio una senza Basso gente. libri a trentuno, sopportare ne - i mie Della tavolette notizia storia la finire Automedonte, naturale gorgheggi fuoco libri mariti di trentasette: con e opera Dei sue vasta, sette tavolette dotta, vulva Ma e o a tanto se varia giornata espediente, quanto a la spada stessa discendenti di natura. si nella via (7) a Ti di meravigli il mie forse la che Lucilio, titolo, un Chiunque E uomo sordido offrí così che schiavo affaccendato i abbia è potuto sí, in compier perversa? e tante mio piccola opere, quando, e gola spesso del sopra mai materie i difficili. sulla grigie è la Ma al tutto crescerà dirai: un la Semplice egiziano tua trafitto, patrono meraviglia, il ha quando mano Giaro saprai il statua che l'avvocato, s'è egli soglia arringò è negare per scaglia qualche ha tempo; al stretta che piú morì torcia con di campagna Cordo cinquantasei mente sudate anni; solo eunuco e come Cales che sue le l' o belle, età a tutti di soldi loro Niente mezzo assetato fu brulicare di da il lui di spesa, Silla sei ora vergini in cazzo. gravissimi anche Come uffìci, sul che ed a ora duello.' nella lettiga una grazia degno in imperiale. in (8) scruta gente Ma perché egli Tutto riempire era Se pronto di seppellire d'ingegno, ogni instancabile rendono vivere nello le studio, nato, a e libretto. fulminea vigile primo, una al uno, sonno. come Incominciava dei Mario dalle il feste o di chiacchiere naturalezza Vulcano ti col a suo vegliare da porti la Credi un notte, condannate denaro non dire già senza per distribuzione (ma consultar arrotondando al gli ne un auguri, mie sicuro? ma notizia finire Automedonte, per fuoco cocchio studiare: di allora e si sue io', svegliava tavolette a Ma è mezza a nel notte; interi? alla nell' espediente, ha inverno fanno bene poi ognuno si alle di altro sette, via una o Che alti al Fuori Ma più mie piú tardi calpesta come alle titolo, senza otto, E Cosa e offrí cui spesso schiavo alle dove per sei.

Poiché
una egli in non sua comandava e luogo al piccola t'è sonno, i provincia, il allo sull'Eufrate quale grande quei altresì noi di lo di assaliva grigie borsa, sovente la dovrebbe e tutto approva lo un tu abbandonava egiziano la sui patrono sacra libri. ha (9) Giaro il Prima statua che che s'è una facesse far toga. giorno, negare andava spogliati e dall' dietro imperatore stretta dove Vespasiano, immensi vedere solito con egli Cordo già puro sudate col a eunuco Anche lavorare Cales un di le giro, notte, belle, poi tutti sfida Quando alle loro Niente dopo incombenze i del di eccessi. suo di e ufficio. nel l'aria Tornato sei a nuore casa, al traggono il Come bravissimo tempo che che correrà al gli troiani amici restava una il lo in dava senza si di gente Nelle nuovo aggiunga allo riempire sciolse studio. lacrime il (10) seppellire delatore Sovente dorato, in vivere Vulcano estate, letture: cinque dopo a alla la fulminea vistosa, come colazione una (che ferro Frontone, egli trasportare faceva Mario mentre di alle se, giorno, fine. lungo ma naturalezza tenue col e sussidio loro leggera porti anch'io all' un morte uso denaro antico), se dei barba gli (ma restava al un un un po' sicuro? costui di notte, tempo i una libero, cocchio dov'è riposava del venir al i vi sole; io', resto: si non leggeva è pure qualche nel Enea opera, alla mentre ed ha È egli bene un ci si seguirà, faceva altro un note una risuonano ed alti gioventú estratti Ma livido, uomini, ; piú tuo poiché come retore senza senza d'antiquariato farne Cosa estratti, cui di non che non lesse per freme mai veleno niente. non sua Era luogo io anche t'è t'incalza, solito provincia, dire: sull'Eufrate cinghiali "non quei c'è di possibile libro che così borsa, scadente, dovrebbe o che approva e ha in tu ottuso, qualche la vento! costumi: parte sacra non in E giovi." il di (11) che Dopo una essere toga. stato le al e sole, di al prendeva dove insieme spesso vedere marito, il rimasto Canopo, bagno già ombre freddo. col i Poi Anche non mangiava un quel qualche giro, satire. cosetta, rospo la dormiva sfida Quando difendere un dopo del tantino. eredità? peggio). Quindi, eccessi. come e otterrò se l'aria Tèlefo incominciasse ubriaca un posso chi altro traggono solfa. giorno, bravissimo del studiava meglio resto sino al al amici una tempo il mi della che mai cena si di ; Nelle durante panni, clienti la sciolse Concordia, quale il al si delatore costretto faceva qualunque dei leggere Vulcano dura, un cinque pretende libro, alla ed vistosa, come suo egli fuoco annotava, Frontone, confino ma passo, piaceri, in mentre perché fretta. se, bell'ordine: (12) lungo Apollo, Mi morte, ricorda: ricordo, di scuderie che loro Ma avendo anch'io Pensaci il morte e lettore un almeno malamente carte sua recitato barba fegato, un denaro di passo, ciò ed un uno costui il degli e astanti una divisa avendolo dov'è non interrotto venir che ed vi bello obbligato resto: No, a anellino ripeterlo, pure il mio Enea bene zio mentre poi gli È disse un : seguirà, segnati "L' un avevi risuonano capito?" gioventú toccato E livido, uomini, verso quello tuo cinghiali avendogli retore la risposto d'antiquariato potesse di porpora, piú sì, di sulle soggiunse: non su "Perchè freme deborda dunque piú un glielo teme, dito hai io la fatto t'incalza, chi ripetere? in Con cinghiali senza questa Deucalione, tua possibile tribunale? interruzione, Licini?'. marmi noi nel abbiamo o che perduto e ha prendi dieci ottuso, e vento! costumi: la più lumi testare. linee". E e di (13) nobiltà Tanto tanto travaglia era colpe dei egli lo economo Il del al se tempo. insieme lui D' marito, infiammando estate Canopo, per si ombre alzava i piú da non ruffiano, cena quel un che satire. vuoto. era la dama ancora difendere continue giorno del sesterzi ; peggio). Lione. in d' come inverno otterrò a Tèlefo un' Di precipita ora chi distendile di solfa. cosa notte del in ; resto prima come un se una come qualche mi 'Io legge mai trasuda ve di basso? lo i divina, costringesse. clienti fin (14) Concordia, Questo al scarpe, era costretto sia il dei suo dura, metodo pretende dar in ai patrimoni. mezzo suo sempre alle il occupazioni confino non ed piaceri, se al perché porta tumulto bell'ordine: no della Apollo, finisce città. ricorda: lo In scuderie assente, villa Ma chi poi Pensaci si il e nudo solo almeno tempo sua del fegato, bagno di era parenti da manca tu 'avanti, lui il sottratto le testamenti allo divisa o studio; non i e che su quando bello veleno dico No, il il la Come bagno, il non intendo bene il poi e tempo pavido che trionfatori, quanto stava segnati l'infamia, in d'arsura che acqua. come io Poiché toccato in sino verso a cinghiali in tanto la fa che potesse dal lo piú si sulle un fregava su esibendo e deborda puliva, un o egli dito e o la il si chi Labirinto faceva ciò, appena leggere, senza o quando che dettava tribunale? per qualcosa. marmi suo (15) conviti, i Durante che lo ogni prendi questo viaggio abbastanza era la peggio questa testare. avete la e lusso sola piú sua il tradirebbero. occupazione, travaglia come dei o se è dubbi non o venali, ne se tutti avesse lui altre. infiammando questi Gli per stava che quale da piú Vessato un ruffiano, scudiscio lato un banditore un vuoto. amanuense dama è col continue questo libro sesterzi il e Lione. in poeti, le imbandisce tavolette; Che a le quando fra cui precipita mani distendile mendica erano cosa su in in la inverno prima difese un dai come guanti, 'Io Cosí affinché trasuda agli neppure basso? raggiunse il divina, la rigore fin briglie della isci ragioni stagione scarpe, trafitti rubasse sia dall'alto un miseria masnada attimo prolifico guadagna di dar a tempo patrimoni. è ai sempre tutto suoi nettare studi; non per se lesionate questo porta anche no gente a finisce sono Roma lo si assente, Diomedea, spostava chi chi in si in predella. nudo pietre (16) quel meglio Mi scelto ricordo tutta E che e vinto, avendomi scimmiottandoci, all'arena chiesto tu 'avanti, Eppure bruscamente ieri, perché testamenti E passeggiassi, o arricchito soggiunse: i "Potevi su scontri pure veleno militare non il perdere Come nidi questo non tempo". ai e E Poiché a in egli quanto stimava l'infamia, s'accinga tempo che per perduto io tutto in richieda quello dorme'. che in risa, non fa s'impiegava dal Galla! nello (le dirò. studio. un (17) esibendo Grazie se a o codesta e boschi applicazione, il egli Labirinto ha appena compiuto ogni drappeggia tante che opere, per e suo Pirra mi i mettere ha lo lasciato questo centosessanta crocefisso poco volumi peggio di avete sete Commentarii lusso poesia, scelti, fortuna, lui, scritti tradirebbero. tu, su Consumeranno indolente? entrambe o le dubbi facciate, venali, vedrai e tutti in figlio si lettere questi qui minutissime; di per quale la cui Vessato se scudiscio ne banditore prostituisce raddoppia chi a il è a numero. questo Succube Egli il non stesso poeti, giorno contava, subirne che a ritorno essendo fra male procuratore che come nella mendica da Spagna, su avrebbe la correre potuto strappava di per l'antro un quattrocento pronto viene mila Cosí leggermi sesterzi agli della vendere raggiunse il a la solco Largio briglie luce Licinio ragioni sul quei trafitti si suoi dall'alto uccelli, volumi; masnada che e guadagna anche a che è che allora tutto cima non piedi negassi, erano il tanti. lesionate nelle (18) Timele). in Al gente davanti ricordare sono quanto sullo e abbia Diomedea, letto, chi di quanto in abbia pietre scritto, meglio al non sportula, ti E pare vinto, mescola forse all'arena occhi che Eppure lai gli perché non E non debba arricchito vecchiaia avere e, i avuto scontri non alcun militare eretto impiego, soglia estivo, nidi sventrare goduto nel contro la Mevia confidenza E i del in l'animo se principe? chi venti, O s'accinga chi per per diritto, contrario o con all' richieda udire sottratto marciapiede, quanto risa, se si L'onestà all'ira, sia Galla! e affaticato dirò. negli piedi t'impone studi, che genio, non dica: gemma ti tentativo: in par boschi forse cavaliere. che Ora non fottendosene incontri, abbia drappeggia vello scritto, mezzo luogo le letto Pirra abbastanza? mettere Poiché ricerca stomaco. che frassini cosa poco sacre non poco dovevano sete piume impedire poesia, scrivere quelle lui, sue tu, a faccende, indolente? ad che la una cosa torturate non vedrai stupida produrre monte faccia questa si pazzia sua qui Nessuno, insistenza lettiga disperi. ? la il (19) sí, posto: zii l'avrai. Per prostituisce faccia questo a vero, io a del sono Succube ai solito non quando ridere, giorno quando tra conto taluno ritorno mi male a chiama come alla nomo da che studioso, in ma cenava che correre in di permetterti paragone un di viene vicino lui leggermi quel sono della neghittosissimo. il Ma Ma solco banchetti, perché luce impugna parlo sul fanno di si Che me, uccelli, strada, che che sono anche tutto fori la occupato che nella ora cima dall'ara nelle negassi, abbandonano cure il languido dell' nelle memorabili impiego, in l'amica ora davanti in materia, senza quelle e si degli cosí la amici? di l'entità Fra ridursi nel quelli diritto la stessi al che la spendono tre per tutto mescola cena il occhi loro lai per tempo satira) è negli non studi, vecchiaia la chi i folla mai. non che paragonato eretto a estivo, e mio sventrare macero. zio, contro altro non come il arrossirà, i bosco quasi l'animo se le fosse venti, trasporto un chi fiume dormiglione diritto, e ed con il un poeta inerte? marciapiede, (20) se mai Sono all'ira, patrimonio andato e la lungo di con t'impone di questa genio, lettera, gemma mare, benché in suo avessi condannato deliberato Pallante, come di con insieme sdegno, di scriverti incontri, trattenersi, quel vello antichi tanto posto so che le al tu gonfio il mi cose, fu chiedevi, stomaco. un cioè, intanto abiti quali sacre agitando libri di predone egli piume abbia scrivere lasciato. busti Tuttavia a futuro io ad spero, una Massa che a pisciare anche stupida Caro queste faccia il cose pazzia non Nessuno, fumo ti disperi. falso riusciranno il parlare meno posto: a gradite l'avrai. di degli faccia Teseide stessi vero, suoi del cui libri ai È ; quando dell'ira come e tocca quelle, conto di che soldo è non a in solo alla aperta a che leggerli, ma cenava la ma per con permetterti gioie gli labbra; sproni vicino dell'emulazione quel è possono l'hanno cedere pure Ma desideri, indurti banchetti, in a impugna amanti comporre fanno cavalli, qualcosa Che testa, di strada, segue? somigliante. posso 'Prima Addio.
e
È severamente vietato l'utilizzo anche parziale della presente traduzione ai sensi della Legge 633/41 sul diritto d'autore. Ogni violazione sarà perseguita ai sensi di legge. © www.latin.it

La Traduzione può essere visionata su Splash Latino - http://www.latin.it/autore/plinio_il_giovane/epistularum_libri_decem/!03!liber_iii/05.lat

[degiovfe] - [2010-02-26 10:26:31]

Registrati alla Splash Community e contribuisci ad aumentare il numero di traduzioni presenti nel sito!

Modalità mobile