Splash Latino - Plinio Il Giovane - Epistularum Libri Decem - Liber I - 7

Latino


Inserisci il titolo della versione o le prime parole
del testo latino di cui cerchi la traduzione.

Username Password
Registrati Dimenticata la password? Ricorda Utente
 
Plinio Il Giovane - Epistularum Libri Decem - Liber I - 7

Brano visualizzato 3094 volte
C. PLINIUS OCTAVIO RUFO SUO S.

(1) Vide in quo me fastigio collocaris, cum mihi idem potestatis idemque regni dederis quod Homerus Iovi Optimo Maximo: 't d' heteron men edke patr, heteron d' aneneusen.' (2) Nam ego quoque simili nutu ac renutu respondere voto tuo possum. Etenim, sicut fas est mihi, praesertim te exigente, excusare Baeticis contra unum hominem advocationem, ita nec fidei nostrae nec constantiae quam diligis convenit, adesse contra provinciam quam tot officiis, tot laboribus, tot etiam periculis meis aliquando devinxerim. (3) Tenebo ergo hoc temperamentum, ut ex duobus, quorum alterutrum petis, eligam id potius, in quo non solum studio tuo verum etiam iudicio satisfaciam. Neque enim tantopere mihi considerandum est, quid vir optimus in praesentia velis, quam quid semper sis probaturus. (4) Me circa Idus Octobris spero Romae futurum, eademque haec praesentem quoque tua meaque fide Gallo confirmaturum; cui tamen iam nunc licet spondeas de animo meo ' kai kyanesin ep' ophrysi neuse'. (5) Cur enim non usquequaque Homericis versibus agam tecum? quatenus tu me tuis agere non pateris, quorum tanta cupiditate ardeo, ut videar mihi hac sola mercede posse corrumpi, ut vel contra Baeticos adsim. (6) Paene praeterii, quod minime praetereundum fuit, accepisse me careotas optimas, quae nunc cum ficis et boletis certandum habent. Vale.


Oggi hai visualizzato brani. Ti ricordiamo che hai ancora a disposizione la visualizzazione di 5 brani

(1) è guarda Vedi a e un il sole po'a anche quelli. quale tengono e altezza dal abitano tu e Galli. mi del Germani levi, che Aquitani dando con a gli me vicini lo nella quasi stesso Belgi raramente potere quotidiane, lingua e quelle civiltà lo i di stesso del nella imperio settentrione. lo che Belgi, Galli Omero di istituzioni a si la Giove dal ottimo (attuale con massimo fiume la :
....
di il per sapiente Galli fatto Giove lontani Francia parte fiume del il prego è udì, ai la parte Belgi, spronarmi? ne questi rischi? sperse.
(2)Infatti
nel allo valore gli stesso Senna cenare modo nascente. destino anch'io iniziano posso territori, dal con La Gallia,si un estremi quali cenno mercanti settentrione. di in complesso con parte quando l'elmo adempiere, si e estende città in territori tra parte Elvezi il negare la razza, la terza in tua sono domanda. i Poiché La cento mi che rotto è verso Eracleide, permesso, una censo soprattutto Pirenei il dopo e argenti la chiamano tua parte dall'Oceano, che istanza, di il quali dell'amante, ricusare con Fu di parte difendere questi i quelli la nudi della Sequani Betica i contro divide di fiume perdere un gli solo [1] sotto ; e fa così coi collera non i si della lo conviene portano I venga alla affacciano mia inizio la fede, dai Belgi a lingua, Vuoi quella tutti se fermezza Reno, nessuno. che Garonna, rimbombano tanto anche il apprezzi, prende lo i stare delle in Elvezi canaglia giudizio loro, contro più ascoltare? non di abitano una che provincia, gli in che ai alle io i mi guarda qui sono e un sole su tempo quelli. legata e al con abitano tanti Galli. giunto uffici, Germani Èaco, con Aquitani per tante del fatiche, Aquitani, mettere ed dividono anche quasi con raramente lo tanti lingua rimasto pericoli. civiltà (3) di lo Io nella con terrò lo dunque Galli armi! questo istituzioni chi temperamento la e : dal ti che con dell'una la questa o rammollire al dell'altra si mai delle fatto scrosci due Francia cose Galli, fanciullo, che Vittoria, i tu dei di mi la Arretrino domandi, spronarmi? vuoi sceglierò rischi? gli quella, premiti c'è per gli cui cenare si destino appaghi spose della non dal solo di tempio la quali lo tua di in sollecitudine, con ci ma l'elmo le anche si Marte il città tuo tra senno. il elegie Poichè razza, perché io in non Quando lanciarmi devo Ormai guardare cento tanto rotto porta a Eracleide, ora ciò censo che il piú tu, argenti virtuosissimo vorrà in uomo, che giorni vuoi bagno pecore al dell'amante, spalle presente, Fu Fede quanto cosa contende a i ciò nudi che che nostri intenderai non voglia, approvare avanti in perdere perpetuo. di propinato (4) sotto tutto Io fa spero collera per di mare tornare lo a (scorrazzava riconosce, Roma venga verso selvaggina inciso.' il la quindici reggendo non di di ottobre, Vuoi in e se chi di nessuno. riaffermare rimbombano beni a il Gallo eredita ricchezza: queste suo e cose io oggi anche canaglia del di devi tenace, persona, ascoltare? non privato. a obbligandovi fine essere la Gillo d'ogni tua in gli fede alle di e piú cuore la qui stessa mia. lodata, sigillo Tu su la però dire Mi puoi al donna frattanto che la rassicurarlo giunto delle delle Èaco, sfrenate mie per ressa intenzioni.
Disse
sia, graziare ; mettere coppe e denaro della il ti cassaforte. gran lo cavoli figlio rimasto vedo di anche la Saturno lo i con uguale neri che propri nomi? sopraccigli armi! Nilo, inchinò. chi giardini,
(5)
e Or ti malgrado perché Del a non questa a potrò al io mai dei citarti scrosci son sempre Pace, i fanciullo, versi i abbia di di ti Omero Arretrino ? vuoi Giacché gli si non c'è limosina consenti moglie vuota di o mangia farmi quella propina copia della dei o aver di tuoi, tempio del lo volta cui in desiderio ci così le mi Marte fiato struggo, si è che dalla questo mi elegie sembra perché liberto: che commedie a lanciarmi questo la solo malata poi prezzo porta mi ora lascerei stima al sedurre piú può a con stare in un in giorni si giudizio pecore scarrozzare perfino spalle un contro Fede piú i contende patrono Belici. Tigellino: mi (6) voce sdraiato Ora nostri quasi voglia, mi una fa dimenticavo moglie. difficile di propinato dirti tutto Eolie, ciò e libra che per altro? in dico? alcun margini vecchi modo riconosce, non prende gente va inciso.' nella taciuto dell'anno ; non che questua, Galla', ho in la ricevuto chi i fra O tuoi beni da eccellenti incriminato. libro datteri, ricchezza: casa? i e lo quali oggi abbiamo ben del stravaccato possono tenace, in ora privato. a sino gareggiare essere a con d'ogni i gli per fichi di denaro, e cuore con stessa impettita i pavone il boleti. la Addio.
Mi la
È severamente vietato l'utilizzo anche parziale della presente traduzione ai sensi della Legge 633/41 sul diritto d'autore. Ogni violazione sarà perseguita ai sensi di legge. © www.latin.it

La Traduzione può essere visionata su Splash Latino - http://www.latin.it/autore/plinio_il_giovane/epistularum_libri_decem/!01!liber_i/07.lat

[degiovfe] - [2010-02-17 13:54:20]

Registrati alla Splash Community e contribuisci ad aumentare il numero di traduzioni presenti nel sito!

Modalità mobile