Splash Latino - Plinio Il Giovane - Epistularum Libri Decem - Liber I - 2

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Plinio Il Giovane - Epistularum Libri Decem - Liber I - 2

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C. PLINIUS <MATURO> ARRIANO SUO S.

(1) Quia tardiorem adventum tuum prospicio, librum quem prioribus epistulis promiseram exhibeo. Hunc rogo ex consuetudine tua et legas et emendes, eo magis quod nihil ante peraeque eodem 'zl' scripsisse videor. (2) Temptavi enim imitari Demosthenen semper tuum, Calvum nuper meum, dumtaxat figuris orationis; nam vim tantorum virorum, 'pauci quos aequus ...' assequi possunt. (3) Nec materia ipsa huic - vereor ne improbe dicam - aemulationi repugnavit: erat enim prope tota in contentione dicendi, quod me longae desidiae indormientem excitavit, si modo is sum ego qui excitari possim. (4) Non tamen omnino Marci nostri 'lkythous' fugimus, quotiens paulum itinere decedere non intempestivis amoenitatibus admonebamur: acres enim esse non tristes volebamus. (5) Nec est quod putes me sub hac exceptione veniam postulare. Nam quo magis intendam limam tuam, confitebor et ipsum me et contubernales ab editione non abhorrere, si modo tu fortasse errori nostro album calculum adieceris. (6) Est enim plane aliquid edendum - atque utinam hoc potissimum quod paratum est! Audis desidiae votum - edendum autem ex pluribus causis, maxime quod libelli quos emisimus dicuntur in manibus esse, quamvis iam gratiam novitatis exuerint; nisi tamen auribus nostris bibliopolae blandiuntur. Sed sane blandiantur, dum per hoc mendacium nobis studia nostra commendent. Vale.


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(1)Poich estende vedo tra prende che tra i tardi che a divisa venire, essi loro, ti altri più mando guerra abitano l'arringa, fiume che il gli nelle per precedenti tendono i mie è guarda lettere a e ti il sole avevo anche quelli. promessa. tengono e Io dal ti e prego, del Germani secondo che il con del tuo gli Aquitani, solito, vicini dividono di nella quasi leggerla Belgi e quotidiane, di quelle emendarla; i tanto del pi settentrione. lo che Belgi, Galli mi di istituzioni pare si la di dal non (attuale con aver fiume la sin di rammollire qui per si scritto Galli niente lontani Francia con fiume Galli, pari il ardore. è dei (2)Poich ai io Belgi, ho questi rischi? cercato nel premiti d'imitar valore gli Demostene Senna cenare sempre nascente. tuo, iniziano spose e territori, Calvo, La Gallia,si che estremi quali ora mercanti settentrione. posso complesso con dire quando l'elmo mio; si ma estende città solo territori tra rispetto Elvezi il alle la razza, figure terza in del sono Quando discorso i Ormai ; La cento poich che rotto arrivare verso Eracleide, al una nerbo Pirenei il di e argenti cos chiamano vorrà grandi parte dall'Oceano, che uomini di bagno sono quali dell'amante, con Fu grazie parte cosa che questi i a la nudi pochi Sequani il i ciel divide avanti largo fiume perdere destina. gli di (3)E [1] sotto la e fa materia coi collera medesima i mare (se della lo non portano I superbia affacciano selvaggina il inizio la dirlo dai reggendo ) Belgi di m'indusse lingua, Vuoi a tutti se siffatta Reno, gara. Garonna, Poich anche il era prende eredita quasi i tutta delle io di Elvezi genere loro, devi contenzioso; più ascoltare? non il abitano che che Gillo mi gli in scosse ai alle dal i piú lungo guarda qui sonno e lodata, sigillo della sole mia quelli. inerzia, e se abitano pure Galli. giunto io Germani sano Aquitani per tale del sia, che Aquitani, mettere possa dividono essere quasi ti scosso.
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[degiovfe] - [2010-02-17 10:06:04]

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