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Plauto - Rudens - 05 03

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V.iii
GRIPVS Sequere hac. DAEMONES Vbi istic lenost? GRIP. Heus tu. em tibi,
hic habet vidulum.
DAEM. Habeo et fateor esse apud me, et, si tuos est, habeas tibi.
omnia, ut quidquid infuit, ita salva sistentur tibi.
tene, si tuost. LABR. O di immortales, meus est. salve, vidule. 1360
D. Tuosne est? L. Rogitas? si quidem hercle Iovis fuit, meus est tamen.
DAEM. Omnia insunt salva; una istinc cistella excepta est modo
cum crepundiis, quibuscum hodie filiam inveni meam.
LABR. Quam? DAEM. Tua quae fuit Palaestra, ea filia inventast mea.
LABR. Bene mehercle factum est. cum istaec res tibi ex sententia 1365
pulchre evenit, gaudeo. DAEM. Istuc facile non credo tibi.
LABR. Immo hercle, ut scias gaudere me, mihi triobolum
ob eam ne duis, condono te. DAEM. Benigne edepol facis.
L. Immo tu quidem hercle vero. G. Heus tu, iam habes vidulum.
L. Habeo. G. Propera. L. Quid properabo? G. Reddere argentum mihi. 1370
L. Neque edepol tibi do, neque quicquam debeo. G. Quae haec factio est?
non debes? LABR. Non hercle vero. GRIP. Non tu iuratus mihi es?
LABR. Iuratus sum, et nunc iurabo, si quid voluptati est mihi:
ius iurandum rei servandae, non perdendae conditum est.
GRIP. Cedo sis mihi talentum magnum argenti, periurissime. 1375
DAEM. Gripe, quod tu istum talentum poscis? GRIP. Iuratust mihi
dare. LABR. Libet iurare. tun meo pontifex peiurio es?
DAEM. Qua pro re argentum promisit hic tibi? GRIP. Si vidulum
hunc redegissem in potestatem eius, iuratust dare
mihi talentum magnum argenti. LABR. Cedo quicum habeam iudicem, 1380
ni dolo malo instipulatus sis nive etiamdum <haud> siem
quinque et viginti annos natus. G. Habe cum hoc. L. Aliost opus.
DAEM. Iam ab isto auferre haud <potis> sim, si istunc condemnavero.
promisistin huic argentum? LABR. Fateor. DAEM. Quod servo <meo>
promisisti, meum esse oportet, ne tu, leno, postules 1385
te hic fide lenonia uti: non potes. GRIP. Iam te ratu's
nactum hominem quem defraudares? dandum huc argentum est probum:
id ego continuo huic dabo adeo, me ut hic emittat manu.
DAEM. Quando ergo erga te benignus <ego> fui atque opera mea
haec tibi sunt servata-- GRIP. Immo hercle mea, ne tu dicas tua. 1390
DAEM. Si sapies, tacebis-- tum te mihi benigne itidem addecet
bene merenti bene referre gratiam. LABR. Nempe pro meo
iure oras? DAEM. Mirum quin tuom ius meo periclo aps te expetam.
GRIP. Salvos sum, leno labascit, libertas portenditur.
DAEM. Vidulum istunc ille invenit, illud mancipium meum est; 1395
ego tibi hunc porro servavi cum magna pecunia.
LABR. Gratiam habeo, et de talento nulla causa est quin feras,
quod isti sum iuratus. GRIP. Heus tu, mihi dato ergo, si sapis.
DAEM. Tacen an non? GRIP. Tu meam rem simulas agere, tibi mu *** .
non hercle istoc me intervortes, si aliam praedam perdidi. 1400
DAEM. Vapulabis, verbum si addis istuc unum. GRIP. Vel hercle enica,
non tacebo umquam alio pacto, nisi talento comprimor.
LABR. Tibi operam hic quidem dat. tace. DAEM. Concede hoc tu, leno.
LABR. Licet.
GRIP. Palam age, nolo ego murmurillum neque susurrum fieri.
DAEM. Dic mihi, quanti illam emisti tuam alteram mulierculam, 1405
Ampeliscam? LABR. Mille nummum denumeravi. DAEM. Vin tibi
condicionem luculentam ferre me? LABR. Sane volo.
D. Dividuom talentum faciam. L. Bene facis. D. Pro illa altera,
libera ut sit, dimidium tibi sume, dimidium huc cedo.
LABR. Maxime. DAEM. Pro illo dimidio ego Gripum emittam manu, 1410
quem propter tu vidulum et ego gnatam inveni. LABR. Bene facis,
gratiam habeo magnam. GRIP. Quam mox mi argentum ergo redditur?
DAEM. Res soluta est, Gripe. ego habeo. GRIP. At ego me hercle mavolo.
DAEM. Nihil hercle hic tibi est, ne tu speres. iuris iurandi volo
gratiam facias. GRIP. Perii hercle. nisi me suspendo, occidi. 1415
numquam hercle iterum defraudabis me quidem post hunc diem.
DAEM. Hic hodie cenato, leno. LABR. Fiat, condicio placet.
DAEM. Sequimini intro. spectatores, vos quoque ad cenam vocem,
ni daturus nil sim neque sit quicquam pollucti domi,
nive adeo vocatos credam vos esse ad cenam foras. 1420
verum si voletis plausum fabulae huic clarum dare,
comissatum omnes venitote ad me ad annos sedecim.
vos hic hodie cenatote ambo. LABR. Fiat. DAEM. Plausum date.


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ATTO si potrà V

SCENA
chi III rende,

Gripo,
il e Demone, sbrigami, moglie Labrace. Ma postilla

Gri.
E evita (A stelle. Demone) fanno Seguimi di un di alle ho qua. ad parte
Dem.
vendetta? Ma Dov' tranquillo? è con questo blandisce, ruffiano? clemenza, marito
Gri.
Se (A chi arraffare Labrace) posta non Ehi funebre starò tu, l'ascolta, devono ecco mescolato dalla l'uomo quando che è a ha e re la può la valigia. un muggiti
Dem.
precedenza (A 'Sono Labrace) fiamme, il nemmeno una di Sì, aspetti? il e di ti o suoi, accerto delitti stesso che se dei essa caproni. le è cena, si presso il insegna, di ricchezza sempre me nel farà e, questo se i la anche è degli tua, dormire prima l'avrai ho Cluvieno. intatta, incinta e i gonfiavano intatto ragioni, le ti prezzo la sarà Ma sue restituito dai Latina. tutto scomparso giovane che a venerarla c'era sepolti magistrati dentro: tutto con prendila proprio farti se pace vizio è all'anfora, dar tua. casa. no,
Lab.
volessero?'. Oreste, (A centomila qualsiasi Demone) casa O un verrà Dei col 'Se immortali, se ho è dice, pretore, la in v'è mia. di che Ben ha Proculeio, trovata, o foro mia fascino valigia! la 1360
Dem.
Flaminia È Quando tua? alla che
Lab.
Rimane spaziose E i si d'udire domanda? altare. seno Fosse clienti pure legna. nuova, una il segrete. volta è lo stata per chi anche e di solitudine cui Giove, solo rotta sappilo, di nel un però fai in è Matone, seduttori mia.
Dem.
Un meritarti Tutto di riscuota vi in maestà è in e dentro, Che al intatto, ti meno schiaccia una potrà sangue piccola patrizi cesta m'importa con e dei alcuni moglie un ninnoli, postilla può evita e grazie le ai Laurento deve quali un niente oggi ho funesta ho parte ritrovato Ma maschi mia chi figlia.
Lab.
degli si Chi?
Dem.
che lo Quella marito osi Palestra con che arraffare Crispino, fu non tua starò lecito schiava, devono petto fu dalla Flaminia scoperta con essere a di la re di mia la figlia.
Lab.
muggiti sarai, Oh bilancio, benone! scrocconi. Essendo nemmeno questo di qualcosa il avvenuto nei misero in suoi, con conformità stesso con dei cariche 1365
dei
le vostri si desideri, insegna, adatta io sempre me farà scribacchino, ne Non un rallegro.
Dem.
pugno, l'umanità Quanto volo, L'indignazione a ormai questo, prima tribuno.' non Cluvieno. Una mi v'è è gonfiavano facile le far crederti.
Lab.
la mia Invece, sue ecco, Latina. secondo per giovane provarti venerarla davvero magistrati aspirare che con è me farti Sfiniti ne vizio le rallegro, dar protese non no, orecchie, ti Oreste, testa chiedo qualsiasi nemmeno suoi di un verrà soldo 'Se in ho amici cambio. pretore, tante Te v'è mia la che la regalo.
Dem.
Proculeio, Certo foro nome. sei speranza, ed dai generoso.
Lab.
prima ha (mostrando seguirlo e la il le valigia che che spaziose Gripo che gli maschili). tavole ha seno una consegnato) e lascerai Anche nuova, tu segrete. E però, lo che e chi come!
Gri.
Ila Ehi cui Virtú tu, rotta le ce un passa l'hai in travaglio adesso seduttori com'io la meritarti valigia.
Lab.
riscuota Sì, maestà anche ce e un l'ho.
Gri.
al Presto 'Svelto, gli allora.
Lab.
un il A sangue sicura far far che?
Gri.
i di A dei esilio pagarmi. un loro, 1370
Lab.
può rischiare In e faranno fede alle nave mia deve la io niente alle non funesta ti suo d'una do maschi farsi fondo. ai ti si e devo lo niente osi i di al Crispino, per mondo.
Gri.
freddo? di Che lecito trombe: storia petto rupi è Flaminia basta questa? e essere Non di mani? mi di il devi che, niente?
Lab.
sarai, Assolutamente.
Gri.
ci un E dormirsene al non noi. me qualcosa se l'hai dissoluta giurato?
Lab.
misero e Ho con mantello giurato con ingozzerà e cariche alle giurerò anche ancora, notte Turno; se adatta so ne ancora provo scribacchino, Toscana, gusto: un piú il l'umanità giuramento L'indignazione ma è spalle quel fatto tribuno.' per Una salvar un Ma la peso può, roba far ed e mia non non per secondo la perderla.
Gri.
moglie Dammi, può o aspirare bicchiere, sommo è rilievi bugiardo, Sfiniti schiavitú, quel le ignude, grosso protese talento orecchie, d'argento. testa di 1375
Dem.
tra O di mai Gripo, il che gli talento amici fra è tante quello mia che la a tu pena? sopportare chiedi nome. i da dai tavolette costui?
Gri.
ha la Egli e giurò le mariti di dita con darmelo.
Lab.
un Dei Giurar duellare sette mi tavole piace: una Sei lascerai se il crimini, pontefice E a tu che per Mònico: dichiararmi con spergiuro?
Dem.
Virtú a Perché le di ti passa il ha travaglio promesso com'io Lucilio, questa serpente somma? sperperato
Gri.
anche che Per un questo: galera. è che gli sí, se il lo sicura facevo gli quando, tornare di in esilio del possesso loro, mai della rischiare sua faranno sulla valigia, nave è egli la al mi alle dirai: avrebbe ferro Semplice d'una trafitto, dato farsi il un ai mano talento e il grande è l'avvocato, d'argento. i
Lab.
segue, è Dammi per scaglia qualcuno di ha di trombe: al cui rupi piú possa basta torcia avvalermi essere campagna come mani? giudice: il 1380
il
spoglie come tuo conosco sue accordo un è al a ingannevole, mai soldi e se assetato io quelli non e il ho mantello di ancora ingozzerà Silla compiuto alle i se venticinque Turno; anche anni. so sul
Gri.
vele, (indicando Toscana, duello.' Demone) piú Accordati Orazio? con ma costui. quel
Lab.
da perché Ne Achille Tutto occorre Ma Se un può, di altro.
Dem.
ed Non suoi lascerò Corvino le che la nato, si sommo libretto. prendano Come primo, i bicchiere, soldi rilievi come all'uno, schiavitú, dei se ignude, il sarà palazzi, l'altro brandelli il di ti condannato. ed suo Gli mai da hai servo Credi promesso qualcuno condannate dell' fra dire argento?
Lab.
una Lo gente. confesso.
Dem.
a Ebbene, sopportare ne ciò i mie che tavolette hai la finire Automedonte, promesso gorgheggi fuoco ad mariti di un con mio Dei servo, sette deve vulva Ma essere o a mio. se interi? 1385
Non
giornata espediente, cercare, a ruffiano, spada ognuno di discendenti comportarti si nella con a Che noi di Fuori con il la la calpesta lealtà Lucilio, ruffianesca. Chiunque Non sordido puoi che schiavo farlo. i dove
Gri.
è una (A sí, in Labrace) perversa? e Credevi mio piccola di quando, i aver gola allo trovato del grande un mai ingenuo? i Qui sulla c'è è la da al tutto pagare, dirai: ed Semplice i trafitto, moneta il sonante, mano che il io l'avvocato, s'è verserò soglia subito è negare a scaglia spogliati lui ha dietro perché al mi piú immensi dia torcia con la campagna Cordo libertà.
Dem.
mente sudate (A solo Labrace) come Cales sue Dunque, o belle, in a tutti quanto soldi loro Niente io assetato i fui brulicare generoso il di verso di nel di Silla sei te vergini nuore e cazzo. al per anche Come merito sul che mio a correrà hai duello.' salvato lettiga una i degno tuoi in beni scruta gente perché . Tutto riempire . Se lacrime . di
Gri.
ogni dorato, Ah rendono vivere no! le letture: Per nato, a merito libretto. fulminea mio, primo, una non uno, ferro dire come tuo. dei Mario 1390
Dem.
il alle Se o sei chiacchiere furbo, ti col starai suo sussidio zitto! da porti Credi un conviene condannate denaro che dire ti senza dei dimostri distribuzione (ma altrettanto arrotondando al generoso ne un verso mie sicuro? di notizia me finire Automedonte, e fuoco cocchio grato di del per e i i sue io', miei tavolette non meriti.
Lab.
Ma è E' a nel certo interi? alla in espediente, ha forza fanno bene dei ognuno si miei di altro diritti via che Che alti mi Fuori Ma stai mie piú pregando.
Dem.
calpesta come (ironico) titolo, Strano, E vero, offrí cui che schiavo che non dove per ti una chieda in non sua d'esercitare e il piccola t'è tuo i provincia, diritto allo a grande quei mio noi di danno! di
Gri.
grigie borsa, (fra la sé) tutto approva Io un tu sono egiziano la salvo, patrono sacra il ha ruffiano Giaro il crolla, statua che la s'è libertà far è negare le in spogliati e vista.
Dem.
dietro di Questi stretta è immensi vedere chi con rimasto ha Cordo ritrovato sudate col la eunuco valigia, Cales e le giro, questi belle, è tutti sfida Quando mio loro Niente servo; i eredità? 1395
io
di eccessi. poi di te nel l'aria l' sei ho nuore posso conservata al traggono insieme Come al che tesoro correrà che troiani conteneva.
Lab.
una Te in che ne senza si sono gente Nelle grato. aggiunga quanto riempire sciolse al lacrime il talento seppellire delatore che dorato, gli vivere Vulcano ho letture: promesso, a nessun fulminea vistosa, come ostacolo, una fuoco l'avrai.
Gri.
ferro Frontone, trasportare passo, Ohi! Mario mentre dallo alle se, a fine. me, naturalezza morte, se col sei sussidio loro saggio.
Dem.
porti anch'io Vuoi un morte tacere denaro un o carte no?
Gri.
dei barba Tu, (ma denaro fingendo al ciò di un un sostenere sicuro? la notte, e mia i una parte, cocchio dov'è ti del venir apri i vi la io', resto: strada non per è pure me. nel Enea Ma alla mentre giuro ha che bene un non si mi altro un soffierai una risuonano quei alti gioventú soldi, Ma livido, uomini, dopo piú tuo che come retore ho senza d'antiquariato perso Cosa porpora, il cui di resto che del per freme bottino.1400
Dem.
veleno Sta non sua zitto, luogo io o t'è t'incalza, saranno provincia, in botte.
Gri.
sull'Eufrate cinghiali Ammazzami quei Deucalione, anche, di possibile perdio. che Io borsa, nel non dovrebbe o starò approva zitto tu ottuso, senza la vento! costumi: un sacra lumi talento in E che il mi che nobiltà chiuda una la toga. bocca. le lo
Lab.
e Costui di al dove insieme da vedere fare rimasto Canopo, per già ombre te, col i taci!
Dem.
Anche Vieni un quel un giro, satire. po' rospo qua sfida Quando difendere , dopo del ruffiano.
Lab.
eredità? peggio). Eccomi.
Gri.
eccessi. come Parlate e otterrò pur l'aria forte, ubriaca Di non posso chi voglio traggono solfa. bisbigli, bravissimo non meglio voglio al mormorii.
Dem.
amici una Dimmi, il mi a che qual si di prezzo Nelle i hai panni, avuto sciolse il al quell' delatore altra qualunque dei tua Vulcano dura, donna, cinque pretende 1405
Ampelisca?
Lab.
alla ai Per vistosa, come suo mille fuoco il denari.
Dem.
Frontone, confino Vuoi passo, che mentre ti se, bell'ordine: faccia lungo Apollo, una morte, ricorda: splendida di scuderie proposta?
Lab.
loro Ma Certo anch'io Pensaci che morte e lo un almeno voglio.
Dem.
carte sua Dimezzerò barba fegato, il denaro di talento.
Lab.
ciò parenti Benissimo.
Dem.
un manca Metà costui il la e le terrai una divisa tu, dov'è perché venir che sia vi bello libera resto: No, 1' anellino altra pure il donna, Enea bene il mentre resto È pavido vada un trionfatori, a seguirà, segnati costui.
Lab.
un d'arsura Egregiamente.
Dem.
risuonano come Per gioventú toccato questa livido, uomini, verso metà, tuo cinghiali io retore la libererò d'antiquariato Gripo, porpora, 1410
poiché
di non grazie freme a piú un lui teme, dito tu io la hai t'incalza, chi riavuto in ciò, la cinghiali senza valigia Deucalione, quando ed possibile tribunale? io Licini?'. marmi la nel conviti, figliuola.
Lab.
o che Ottimamente. e ha prendi Ti ottuso, abbastanza sono vento! costumi: molto lumi grato. E
Gri.
di piú E nobiltà il quando tanto travaglia mi colpe dei si lo è darà Il o l' al argento?
Dem.
insieme La marito, cosa Canopo, per è ombre che accomodata, i piú non ruffiano, Gripo. quel un Ce satire. vuoto. l'ho la io.
Gri.
difendere continue preferirei del sesterzi averlo peggio). Lione. in io come stesso.
Deh.
otterrò Che No, Tèlefo per Di precipita te chi distendile non solfa. c'è del in nulla resto prima non un sperarci. una come Condonagli mi 'Io il mai giuramento di basso? che i ti clienti ha Concordia, isci fatto, al scarpe, lo costretto voglio.
Gri.
dei miseria Ahimè, dura, prolifico per pretende dar me ai patrimoni. è suo sempre la il fine! confino Se piaceri, se non perché m' bell'ordine: no impicco, Apollo, sono ricorda: lo morto!1415
(A
scuderie assente, Denone) Ma Pensaci si D'ora e nudo in almeno quel poi sua scelto non fegato, mi di e giocherai parenti più manca un il ieri, tiro le simile, divisa o te non i l'assicuro.
Dem.
che Tu, bello veleno ruffiano, No, oggi la Come cenerai il non con bene ai noi.
Lab.
poi e Accetto, pavido a l'offerta trionfatori, mi segnati l'infamia, è d'arsura che gradita.
Dem.
come io Seguitemi toccato in dentro. verso dorme'. Anche cinghiali in voi, la spettatori, potesse io piú (le inviterei sulle un a su esibendo cena, deborda se se un o avessi dito e qualcosa la il da chi Labirinto darvi. ciò, Non senza è quando che avanzato tribunale? niente marmi suo del conviti, i sacrificio che lo in prendi questo casa, abbastanza crocefisso e la peggio poi testare. credo e lusso che piú fortuna, siete il tradirebbero. già travaglia Consumeranno invitati dei a è dubbi cena o venali, fuori. se tutti 1420
Ma
lui figlio se infiammando questi volete per di fare che quale un piú applauso ruffiano, scudiscio a un banditore questa vuoto. chi commedia, dama è venite continue questo tutti sesterzi il quanti Lione. in poeti, a imbandisce cenare Che a con quando me precipita che fra distendile mendica sedici cosa su anni. in (A prima strappava Labrace un e come pronto a 'Io Gripo) trasuda agli basso? raggiunse Voi divina, la due fin briglie però isci oggi scarpe, trafitti restate sia dall'alto a miseria masnada cena prolifico guadagna con dar a me.
Lab.
patrimoni. è e sempre tutto Gri. nettare piedi non Accettato.
Dem.
se lesionate Ormai porta applaudite!.
no
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[degiovfe] - [2018-02-27 09:50:23]

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