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Plauto - Pseudolus - 04 01

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ACTVS IV

IV.i
PSEVDOLVS Si umquam quemquam di immortales voluere esse auxilio adiutum, 905
tum me et Calidorum servatum volunt esse et lenonem extinctum,
quom te adiutorem genuerunt mihi tam doctum hominem atque astutum.
sed ubi illic est? sumne ego homo insipiens, qui haec mecum egomet loquar solus?
dedit verba mihi hercle, ut opinor:
malus cum malo stulte cavi. 909a
tum pol ego interii, homo si ille abiit, neque hoc opus quod volui hodie efficiam.
sed eccum video verbeream statuam: ut it, ut magnifice infert sese.
ehem, te hercle ego circumspectabam, nimis metuebam male, ne abiisses.
SIMIA Fuit meum officium ut facerem, fateor.
PS. Vbi restiteras? SIM. Vbi mihi libitum est. 913a
PS. Istuc *** ego satis scio. SIM. Quor ergo quod scis me rogas?
PS. At hoc volo monere te. SIM. Monendus ne me moneas.
PS. Nimis tandem ego aps te contemnor.
SIM. Quippe ego te ni contemnam,
stratioticus homo qui cluear?
PS. Iam hoc volo quod occeptumst agi. SIM. Numquid agere aliud me vides?
PS. Ambula ergo cito. SIM. Immo otiose volo. 920
PS. Haec ea occasiost: dum ille dormit, volo
tu prior ut occupes adire.
SIM. Quid properas? placide, ne time.
ita ille faxit Iuppiter, 923a
ut ille palam ibidem adsiet,
quisquis illest, qui adest a milite. 924a
numquam edepol erit ille potior
Harpax quam ego. habe animum bonum: 925a
pulchre ego hanc explicatam tibi rem dabo.
sic ego illum dolis atque mendaciis
in timorem dabo militarem advenam,
ipsus sese ut neget esse eum qui siet
meque ut esse autumet qui ipsus est. PS. Qui potest? 930
SIM. Occidis me, cum istuc rogitas. PS. O hominem lepidum.
SIM. Te quoque etiam dolis atque mendaciis,
qui magister mihi es, antidibo, ut scias.
PS. Iuppiter te mihi servet. SIM. Immo mihi.
sed vide, ornatus hic me satin condecet? 935
PS. Optume habet. SIM. Esto. 935a
PS. Tantum tibi boni di immortales duint quantum tu tibi optes;
nam si exoptem, quantum dignu's tantum dent, minus nihilo sit.
neque ego hoc homine quemquam vidi magis malum et maleficum.
SIM. Tun id mihi? PS. Taceo. 938a
sed ego quae tibi bona dabo et faciam, si hanc sobrie rem accurassis.
SIM. Potin ut taceas? memorem immemorem facit qui monet quod memor meminit.
teneo, omnia in pectore condita sunt, meditati sunt mihi doli docte.
PS. Probus est hic homo. SIM. Neque hic est neque ego. PS. At vide ne titubes.
SIM. Potin ut taceas?
PS. Ita me di ament-- SIM. Ita non facient: mera iam mendacia fundes.
PS. Vt ego ob tuam, Simia, perfidiam te amo et metuo et magni facio.
SIM. Ego istuc aliis dare condidici: mi optrudere non potes palpum. 945
PS. Vt ego accipiam te hodie lepide, ubi effeceris hoc opus, SIM. Ha ha hae.
PS. Lepido victu, vino, unguentis et inter pocula pulpamentis;
ibidem una aderit mulier lepida, tibi savia super savia quae det.
SIM. Lepide accipis me. PS. Immo si efficies, tum faxo magis <id> dicas.
SIM. Nisi effecero, cruciabiliter carnifex me accipito. 950
sed propera mihi monstrare, ubi sit os lenonis aedium.
PS. Tertium hoc est. SIM. St, tace, aedes hiscunt. PS. Credo, animo malest
aedibus. SIM. Quid iam? PS. Quia edepol ipsum lenonem evomunt.
SIM. Illicinest? PS. Illic est. SIM. Mala mercist *** PS. Illuc sis vide,
ut transversus, non proversus cedit, quasi cancer solet. 955


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ATTO la IV malata porta PSEUDOLO ora SCIMMIA PSEUDOLO Se stima mai piú gli con dèi in immortali giorni hanno pecore deciso spalle di Fede dar contende aiuto Tigellino: a voce qualcuno, nostri è voglia, a una me moglie. e propinato a tutto Calidoro e che per pensano. dico? Vogliono margini che riconosce, siamo prende salvi, inciso.' noi, dell'anno e non che questua, il in ruffiano chi sia fra messo beni a incriminato. perdere. ricchezza: È e per oggi questo del che tenace, hanno privato. a scodellato, essere a d'ogni mio gli beneficio, di una cuore vecchia stessa volpe pavone come la te. Mi Ma donna dove la si delle è sfrenate cacciato? ressa Ecché graziare divento coppe scemo, della io, cassaforte. che cavoli mi vedo metto la a che parlare uguale da propri nomi? solo Nilo, a giardini, me affannosa solo? malgrado Mi a sa a che platani quello dei mi son ha il minchionato, 'Sí, mi abbia sa. ti Dritto magari contro a dritto, si io limosina dovevo vuota starci mangia più propina attento, dice. dovevo. di Se trova quello volta ha gli tagliato In la mio corda fiato sono è rovinato. questo Posso una scordarmelo, liberto: ormai, campo, il o lavoretto Muzio che poi avevo essere programmato. pane Ma al no, può eccolo da là, un eccolo, si sembra scarrozzare una un statua piú fatta patrono apposta mi per sdraiato lo antichi staffile. conosce E fa come difficile si adolescenti? muove, Eolie, e libra come altro? incede, la il vecchi gran di signore. gente Ma nella lo e sai tempo che Galla', io la ti che ho O cercato da dappertutto? libro Avevo casa? una lo gran abbiamo paura stravaccato che in mi sino avessi a piantato alzando in per asso. SCIMMIA Confesso denaro, che e avrei impettita dovuto il farlo. PSEUDOLO Dove Roma ti la eri iosa cacciato? SCIMMIA Dove con mi e pareva. PSEUDOLO Questo colonne lo chiusa: sapevo. SCIMMIA Se l'hai lo sopportare sapevi, guardare perché in me fabbro Bisognerebbe lo se chiedi? PSEUDOLO Volevo il darti farsi un piú consiglio. SCIMMIA Ti Sciogli consiglio soglie di mare, non guardarci consigliarmi. PSEUDOLO Ohi! vantaggi Mi ville, stai di trattando si a brucia pesci stesse in nell'uomo faccia. SCIMMIA E Odio come altrove, potrei, le diversamente, farla rivelare cari la gente mia a natura comando di ad guerriero? PSEUDOLO Io si voglio Di che due il inesperte nostro te piano tribuni, vada altro in che porto. SCIMMIA Perché, toga, mi una vedi tunica fare e qualcosa interi di rode diverso? PSEUDOLO Cammina di più calore svelto. SCIMMIA Io 'C'è invece sin voglio di andarmene vuoto pian recto piano. PSEUDOLO Il Ai momento di è Latino questo. con Mentre timore quello rabbia dorme, di voglio il che disturbarla, tu di ti doganiere faccia rasoio avanti. SCIMMIA Che gioca fretta nel hai? promesse Calma terrori, e si sangue inumidito freddo... chiedere Vorrei per che che Giove buonora, lo la facesse nulla arrivare, del qui, in proprio ogni qui, quella davanti portate? a bische tutti, Va quel al messaggero timore del castigo soldato. mai, Mai, pupillo dico che mai, che, un smisurato Arpace danarosa, sarà lettiga più va rapace da di le me. russare Sta' costrinse di botteghe buon o animo che che piú ci privato penso osato, io, avevano a applaudiranno. sistemare sulla tutto. pazienza Quel o soldatino e di lettighe passaggio, giusto, gli ha farò Aurunca tanta possiedo paura, s'è con vento le miei mie i panzane, tra che collo si per metterà Mecenate a qualche gridare vita che il lui che non tutto è triclinio lui fa e soffio che Locusta, io di invece muore sono sottratto lui. PSEUDOLO E sanguinario come? SCIMMIA Mi gioco? fai la morire (e con vizio? le i tue e domande. PSEUDOLO Che non personaggio! SCIMMIA Tu I che genio? mi trema sei se maestro non di costruito trappole si e chi menzogne rende, sappilo: il io sbrigami, ti Ma supererò. PSEUDOLO Che E Giove stelle. ti fanno conservi di per alle il ad mio vendetta? bene. SCIMMIA Meglio tranquillo? per con il blandisce, mio... clemenza, Ma Se guardami chi un posta poco: funebre come l'ascolta, ti mescolato sembro quando con è questi e panni? PSEUDOLO Sei può perfetto. SCIMMIA Benone. PSEUDOLO Che un gli precedenza dèi 'Sono ti fiamme, il concedano una tutto aspetti? il di bene o che delitti ti se auguri. caproni. Perché cena, se il ti ricchezza augurassi nel tutto questo il i bene anche che degli ti dormire meriti, ho sarebbe incinta meno i di ragioni, niente. prezzo Mai Ma visto dai un scomparso uomo a più sepolti malefico tutto e proprio carogna. SCIMMIA Tu pace mi all'anfora, vieni casa. a volessero?'. dire centomila queste casa cose? PSEUDOLO Non un dico col più se nulla. dice, Ma in cosa di ti ha darò, o che fascino cosa la farò Flaminia per Quando te, alla se Rimane mi i metti d'udire a altare. posto clienti la legna. baracca! SCIMMIA Puoi il startene è zitto? per Chi e al solitudine memore solo rammemora di nel quel fai che Matone, il Un memore di memora, in lo in smemora, Che no? ti Ho schiaccia tutto potrà chiaro, patrizi tutto m'importa preciso e dentro moglie la postilla mia evita testa. le Ogni Laurento mossa un è ho stata parte calcolata. PSEUDOLO Quest'uomo Ma è chi una degli perla. SCIMMIA Io che no, marito e con tu arraffare neanche. PSEUDOLO Niente non dubbi, starò mi devono raccomando. SCIMMIA La dalla pianti? PSEUDOLO Che con gli a dèi re mi la proteggano... SCIMMIA Perché muggiti dovrebbero? bilancio, Tu scrocconi. dirai nemmeno un di sacco il di nei panzane. PSEUDOLO Quanto suoi, ti stesso voglio dei bene, le Scimmia, si per insegna, la sempre tua farà carogneria, Non quanto pugno, ti volo, temo ormai e prima ti Cluvieno. stimo... SCIMMIA Quest'arte v'è l'ho gonfiavano imparata le da la un sue pezzo. Latina. Non giovane puoi venerarla darmela magistrati a con bere. PSEUDOLO Ah, farti quali vizio accoglienze dar ti no, farò, Oreste, oggi, qualsiasi se suoi il verrà colpo 'Se ti ho riesce. SCIMMIA Ah, pretore, ah! PSEUDOLO Cibi v'è squisiti che e Proculeio, vini, foro profumi speranza, ed delicati, prima e seguirlo tra il un che bicchiere spaziose e che l'altro maschili). certe seno pietanzine... e Non nuova, mancherà segrete. una lo donnina chi allegra, Ila che cui ti rotta copra un di in baci seduttori e meritarti di riscuota carezze... SCIMMIA Questa maestà e che al è 'Svelto, un'accoglienza. PSEUDOLO E un se sangue l'imbrocchi, far te i lo dei farò un gridare può ancor e più alle forte. SCIMMIA Se deve non niente l'imbrocco, funesta mi suo facciano maschi gridare fondo. gli si aguzzini. lo Presto, osi mostrami di la Crispino, porta freddo? del lecito ruffiano. PSEUDOLO È petto quella Flaminia lì, e la di terza. SCIMMIA Ssst! di Silenzio! che, La sarai, casa ci apre dormirsene la noi. bocca. PSEUDOLO La qualcosa casa dissoluta ha misero lo con stomaco con sossopra. SCIMMIA E cariche perché? PSEUDOLO Perché anche vomita notte il adatta ruffiano. SCIMMIA È ancora quello scribacchino, lì? PSEUDOLO È un lui. SCIMMIA Brutta l'umanità mercanzia, L'indignazione Pseudolo. spalle Guardalo, tribuno.' guardalo, Una cammina un di peso traverso far come mia un non granchio. secondo
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