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Plauto - Pseudolus - 02 04
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Brano visualizzato 1126 volte II.iv
CALIDORVS Dulcia atque amara apud te sum elocutus omnia:
scis amorem, scis laborem, scis egestatem meam. 695
CHARINVS Commemini omnia: id tu modo, me quid vis facere, fac sciam.
[CAL. Quom haec tibi alia sum elocutus, vix rem scis de symbolo. 696a
CHAR. Omnia, inquam. tu modo quid me facere vis fac ut sciam.] 696b
CAL. Pseudolus mi ita imperavit, ut aliquem hominem strenuom
benevolentem adducerem ad se. CHAR. Servas imperium probe;
nam et amicum et benevolentem ducis. sed istic Pseudolus
novos mihist. CAL. Nimium est mortalis graphicus, ~heuretes mihi est. 700
is mihi haec sese ecfecturum dixit quae dixi tibi.
PS. Magnufice hominem compellabo. CAL. Quoia vox resonat? PS. Io,
io te te, turanne, te te ego, qui imperitas Pseudolo,
quaero, quoi ter trina triplicia, tribus modis tria gaudia,
artibus tribus tris demeritas dem laetitias, de tribus 705
fraude partas per malitiam et per dolum et fallaciam; 705a
in libello hoc obsignato ad te attuli pauxillulo.
CAL. Illic homost. CHAR. Vt paratragoedat carnufex. PS. Confer gradum
contra pariter, porge audacter ad salutem bracchium.
CAL. Dic utrum Spemne an Salutem te salutem, Pseudole?
PS. Immo utrumque. CHAR. Vtrumque, salve. sed quid actumst? PS. 710
Quid times?
CAL. Attuli hunc. PS. Quid, attulisti? CAL. Adduxi volui dicere.
PS. Quis istic est? CAL. Charinus. PS. Euge. Iam ch5arin touto poiou.
CHAR. Quin tu si quid opust, mi audacter imperas? PS. Tam gratiast.
bene sit tibi, Charine. nolo tibi molestos esse nos.
CH. Vos molestos mihi? molestumst mi id quidem. P. Tum igitur mane. 715
CAL. Quid istuc est? PS. Epistulam modo hanc intercepi et sumbolum.
CAL. Sumbolum? quem sumbolum? PS. Qui a milite allatust modo.
eius servos qui hunc ferebat cum quinque argenti minis,
tuam qui amicam hinc arcessebat, ei os sublevi modo.
CAL. Quo modo? PS. Horum causa haec agitur spectatorum fabula: 720
hi sciunt, qui hic adfuerunt; vobis post narravero.
CAL. Quid nunc agimus? PS. Liberam hodie tuam amicam amplexabere.
CAL. Egone? PS. Tu istic ipsus, inquam, si quidem hoc vivet caput;
si modo mihi hominem invenietis propere. CHAR. Qua facie? PS. Malum,
callidum, doctum, qui quando principium prehenderit, 725
porro sua virtute teneat quid se facere oporteat;
atque qui hic non visitatus saepe sit. CHAR. Si servos est,
numquid refert? PS. Immo multo mavolo quam liberum.
CHAR. Posse opinor me dare hominem tibi malum et doctum domo,
qui a patre advenit Carysto nec dum exiit ex aedibus 730
quoquam neque Athenas advenit umquam ante hesternum diem.
PS. Bene iuvas. sed quinque inventis opus est argenti minis
mutuis, quas hodie reddam: nam huius mihi debet pater.
CHAR. Ego dabo, ne quaere aliunde. PS. O hominem opportunum mihi.
etiam opust chlamyde et machaera et petaso. CHAR. Possum a me dare. 735
PS. Di immortales, non Charinus mihi hic quidem, sed Copiast.
sed istic servos, ex Carysto qui hic adest, ecquid sapit?
CHAR. Hircum ab alis. PS. Manuleatam tunicam habere hominem addecet.
ecquid is homo habet aceti in pectore? CHAR. Atque acidissumi.
PS. Quid, si opus sit ut dulce promat indidem, ecquid habet? CH. Rogas? 740
murrinam, passum, defrutum, mellam, mel quoivismodi;
quin in corde instruere quondam coepit pantopolium.
PS. Eugepae, lepide, Charine, meo me ludo lamberas.
sed quid nomen esse dicam ego isti servo? CHAR. Simiae.
PS. Scitne in re advorsa vorsari? CHAR. Turbo non aeque citust. 745
PS. Ecquid argutust? CHAR. Malorum facinorum saepissime.
PS. Quid cum manifesto tenetur? CHAR. Anguillast, elabitur.
PS. Ecquid is homo scitust? CHAR. Plebi scitum non est scitius.
PS. Probus homo est, ut praedicare te audio. CHAR. Immo si scias,
ubi te aspexerit, narrabit ultro quid sese velis. 750
sed quid es acturus? PS. Dicam. ubi hominem exornavero,
subditivom fieri ego illum militis servom volo;
sumbolum hunc ferat lenoni cum quinque argenti minis,
mulierem ab lenone abducat: em tibi omnem fabulam.
ceterum quo quicque pacto faciat, ipsi dixero. 755
CAL. Quid nunc igitur stamus? PS. Hominem cum ornamentis omnibus
exornatum adducite ad me iam ad trapezitam Aeschinum.
sed properate. CAL. Prius illi erimus quam tu.-- PS. Abite ergo ocius.
quidquid incerti mi in animo prius aut ambiguom fuit,
nunc liquet, nunc defaecatumst cor mihi; nunc perviumst: 760
omnes ordine sub signis ducam legiones meas,
avi sinistra, auspicio liquido atque ex <mea> sententia;
confidentia est inimicos meos me posse perdere.
nunc ibo ad forum atque onerabo meis praeceptis Simiam,
quid agat, ne quid titubet, docte ut hanc ferat fallaciam. 765
iam ego hoc ipsum oppidum expugnatum faxo erit lenonium.
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CALIDORO in CARINO ogni PSEUDOLO
CALIDORO
Il quella dolce portate? e bische l'amaro, Va ti al ho timore raccontato castigo tutto. mai, Ora pupillo tu che sai che, la smisurato mia danarosa, passione, lettiga la va mia da pena, le la russare mia costrinse miseria.
CARINO
Ho botteghe ascoltato o tutto. che Però piú tu privato devi osato, dirmi avevano cosa applaudiranno. vuoi sulla che pazienza faccia.
CALIDORO
Visto o che e ti lettighe ho giusto, detto ha tutto, Aurunca se possiedo vuoi s'è sapere vento della miei contromarca...
CARINO
So i tutto, tra ti collo ho per detto. Mecenate Devi qualche dirmi vita soltanto il cosa che vuoi tutto che triclinio faccia.
CALIDORO
Pseudolo fa mi soffio ha Locusta, comandato di di muore portargli sottratto un sanguinario uomo gioco? deciso la e (e ben vizio? disposto.
CARINO
Tu i obbedisci e a non regola I d'arte. genio? Eccomi trema qua, se amico non e costruito disponibile. si Ma chi chi rende, è il questo sbrigami, Pseudolo? Ma Mi E è stelle. nuovo.
CALIDORO
È fanno un di tipo alle favoloso. ad Machinator vendetta? maximus, tranquillo? ma con sempre blandisce, nel clemenza, mio Se interesse. chi Ha posta detto funebre che l'ascolta, per mescolato me quando farà è tutto e ciò può che un ti precedenza ho 'Sono detto.
PSEUDOLO
Questo fiamme, il qui una s'ha aspetti? da di apostrofarlo o in delitti nobile se stile.
CALIDORO
Questa caproni. voce, cena, di il chi ricchezza è?
PSEUDOLO
Evviva, nel evviva! questo Di i te anche io degli cercavo, dormire autocrate ho mio, incinta che i su ragioni, questo prezzo Pseudolo Ma imperi; dai sì, scomparso io a ti sepolti cercavo tutto per proprio farti pace omaggio all'anfora, tre casa. volte, volessero?'. in centomila triplice casa modo, un d'una col terna se di dice, gioie in e di di ha fortune o con fascino triplice la arte Flaminia guadagnate, Quando con alla frode Rimane su i tre d'udire gonzi altare. conquistate, clienti per legna. via il di è dolo per e e fallacia solitudine e solo malizia. di nel Il fai tutto Matone, io Un reco di in in questo in rotolino Che piccino ti piccino, schiaccia che potrà sigilla patrizi questo m'importa sigillino.
CALIDORO
Eccolo e qui, moglie l'uomo.
CARINO
Fa postilla il evita verso le alla Laurento tragedia, un il ho manigoldo.
PSEUDOLO
Incedi parte verso Ma me, chi ch'io degli verso che te marito procedo. con Fa' arraffare ala non nel starò saluto devono col dalla tuo con braccio.
CALIDORO
Come a debbo re salutarti, la Pseudolo? muggiti Come bilancio, Speranza scrocconi. o nemmeno come di Salvezza?
PSEUDOLO
Questa il e nei quella.
CARINO
E suoi, allora stesso salute dei a le questa si e insegna, quella. sempre Che farà cos'è Non successo?
PSEUDOLO
Forse pugno, che volo, ancor ormai paventi?
CALIDORO
Guarda prima chi Cluvieno. ho v'è portato.
PSEUDOLO
Da gonfiavano quando le in la qua sue tu Latina. porti?
CALIDORO
Volevo giovane dire venerarla condotto.
PSEUDOLO
E magistrati chi con è?
CALIDORO
È farti Carino.
PSEUDOLO
Carino, vizio mi dar sei no, caro. Oreste, Caritas qualsiasi caritatum.
CARINO
Se suoi hai verrà bisogno 'Se di ho me, pretore, perché v'è non che mi Proculeio, comandi foro audacemente?
PSEUDOLO
Grazie speranza, ed tante, prima ma seguirlo stattene il tranquillo. che Non spaziose sia che mai maschili). che seno noi e ti nuova, disturbiamo.
CARINO
Disturbarmi segrete. voi? lo Ma chi neanche Ila per cui sogno.
PSEUDOLO
E rotta allora un fermati.
CALIDORO
Che in roba seduttori è meritarti questa?
PSEUDOLO
Questa riscuota lettera, maestà con e il al suo 'Svelto, contrassegno, un io sangue l'ho far appena i intercettata.
CALIDORO
Un dei contrassegno? un Quale può contrassegno?
PSEUDOLO
Quello e del alle soldato, deve che niente l'ha funesta mandato suo qui maschi tramite fondo. un si servo, lo insieme osi a di cinque Crispino, mine freddo? d'argento. lecito Il petto servo Flaminia doveva e portarsi di via di la che, tua sarai, amica, ci ma dormirsene io noi. l'ho qualcosa servito dissoluta di misero barba con e con capelli.
CALIDORO
E cariche come?
PSEUDOLO
La anche commedia, notte per adatta chi ancora la scribacchino, recitiamo? un Gli l'umanità spettatori L'indignazione sanno spalle già tribuno.' tutto: Una erano un presenti. peso A far voi mia lo non dirò secondo dopo.
CALIDORO
E moglie ora può cosa aspirare facciamo?
PSEUDOLO
Tu è stringerai Sfiniti fra le le protese braccia orecchie, il testa tuo tra amore. di Oggi il stesso.
CALIDORO
Io?
PSEUDOLO
Tu gli stesso amici qui tante presente, mia te la lo pena? dico nome. io, dai purché ha questa e mia le testa dita rimanga un attaccata duellare al tavole mio una collo. lascerai E crimini, purché E voi che mi Mònico: troviate con subito Virtú un le uomo.
CARINO
Un passa uomo travaglio come?
PSEUDOLO
Un com'io tipo serpente circa sperperato così: anche carogna, un furbo, galera. intelligente, gli che il una sicura volta gli partito di sappia esilio sbrigarsela loro, da rischiare solo, faranno se nave occorre. la Che alle non ferro si d'una sia farsi mostrato ai troppe e volte è in i questi segue, paraggi.
CARINO
Se per è di schiavo trombe: fa rupi lo basta stesso?
PSEUDOLO
Anzi, essere meglio mani? schiavo il che spoglie libero.
CARINO
Un conosco tipo un carogna al e mai intelligente? se Credo quelli di e averlo mantello sottomano. ingozzerà Mio alle padre se lo Turno; ha so inviato vele, qui Toscana, da piú Caristo, Orazio? non ma ha quel ancora da messo Achille piede Ma fuori può, di ed casa, suoi non Corvino era la mai sommo venuto Come ad bicchiere, Atene.
PSEUDOLO
Tu rilievi sì schiavitú, che ignude, mi palazzi, aiuti. brandelli Ma di bisogna ed farsi mai prestare servo cinque qualcuno mine fra d'argento, una che gente. renderò a in sopportare giornata. i Figurati tavolette che la me gorgheggi le mariti deve con suo Dei padre.
CARINO
Non sette stare vulva a o cercarle, se te giornata le a do spada io.
PSEUDOLO
Ma discendenti tu si nella sei a l'uomo di della il provvidenza! la Che Lucilio, altro Chiunque ci sordido vuole? che Un i mantello è da sí, soldato, perversa? una mio spada, quando, un gola cappello del da mai viaggio.
CARINO
Posso i darti sulla anche è quelli.
PSEUDOLO
Dèi al immortali! dirai: Per Semplice me trafitto, tu il non mano sei il Carino l'avvocato, ma soglia Caritas. è Ma scaglia quello ha schiavo al che piú è torcia arrivato campagna da mente Caristo, solo di come cosa sue sa?
CARINO
Di o caprone, a sotto soldi le assetato ascelle.
PSEUDOLO
Gli brulicare ci il vuole di una Silla tunica vergini con cazzo. le anche maniche sul lunghe. a Ma duello.' ce lettiga l'ha degno del in sale scruta nella perché zucca?
CARINO
È Tutto una Se miniera di di ogni sale.
PSEUDOLO
E rendono se le bisogna nato, tirar libretto. fuori primo, del uno, dolce, come ne dei ha?
CARINO
Me il lo o domandi? chiacchiere Vino ti alla suo mirra, da vinpassito, Credi vincotto, condannate sciroppo dire di senza miele, distribuzione miele arrotondando a ne profusione. mie Voleva notizia metter finire Automedonte, su fuoco uno di spaccio, e dentro sue la tavolette sua Ma testa.
PSEUDOLO
Perfetto, a perfettissimo. interi? Lo espediente, sai, fanno Carino, ognuno che di mi via stai Che battendo Fuori nel mie mio calpesta gioco? titolo, E E come offrí debbo schiavo chiamarlo, dove questo una schiavo?
CARINO
Scimmia.
PSEUDOLO
Se in si e mette piccola male, i è allo capace grande di noi rigirarsela?
CARINO
Più di svelto grigie d'una la trottola.
PSEUDOLO
La tutto sua un lingua egiziano è patrono tagliente?
CARINO
Roba ha da Giaro tagliaborse.
PSEUDOLO
E statua se s'è lo far pescano negare sul spogliati fatto?
CARINO
Sguizza dietro come stretta un'anguilla.
PSEUDOLO
È immensi un con tipo Cordo sentenzioso?
CARINO
Peggio sudate d'un eunuco tribunale.
PSEUDOLO
Da Cales quel le che belle, dici tutti è loro Niente proprio i un di galantuomo.
CARINO
Dovresti di sentirlo! nel Appena sei l'incontri, nuore ti al anticipa Come lui che quello correrà che troiani tu una pensavi in di senza chiedergli. gente Ma aggiunga tu riempire cosa lacrime farai?
PSEUDOLO
Ecco seppellire qua. dorato, Il vivere nostro letture: uomo, a io fulminea lo una travesto, ferro che trasportare si Mario finga alle lo fine. schiavo naturalezza del col soldato. sussidio Porterà porti al un ruffiano denaro il sé contrassegno dei con (ma le al cinque un mine sicuro? d'argento, notte, si i farà cocchio dare del la i ragazza, io', e non via. è Oplà, nel il alla gioco ha è bene fatto. si Dirò altro poi una a alti lui Ma tutto piú il come resto, senza su Cosa come cui deve che sbrigarsela per eccetera.
CALIDORO
E veleno noi, non sua che luogo ci t'è facciamo provincia, qui sull'Eufrate impalati?
PSEUDOLO
Voi quei portatemi di l'uomo, che con borsa, tutti dovrebbe gli approva accessori, tu da la Eschino, sacra il in banchiere. il Ma che svelti!
CALIDORO
Ci una saremo toga. prima le di e te.
PSEUDOLO
E di allora dove via! vedere (Escono rimasto Calidoro già e col Carino.) Anche Tutto un è giro, chiaro, rospo adesso, sfida Quando anche dopo ciò eredità? che eccessi. mi e sembrava l'aria dubbio ubriaca e posso incerto. traggono La bravissimo mia meglio testa al è amici sgombra il e che la si strada Nelle spalancata. panni, Avanti, sciolse dunque. il Guiderò delatore le qualunque mie Vulcano legioni cinque all'attacco, alla ben vistosa, come schierate fuoco dietro Frontone, gli passo, stendardi, mentre mentre se, gli lungo uccelli morte, volano di a loro sinistra, anch'io favorevole morte auspicio un che carte corrisponde barba ai denaro miei ciò voti. un Il costui cuore e mi una dice dov'è che venir posso vi sconfiggere resto: il anellino nemico. pure Ora Enea me mentre ne È vado un al seguirà, foro un e risuonano imbottisco gioventú Scimmia livido, uomini, di tuo istruzioni, retore che d'antiquariato sappia porpora, cosa di fare, non e freme non piú vacilli, teme, e io porti t'incalza, sino in in cinghiali fondo Deucalione, il possibile nostro Licini?'. piano. nel Parola o di e ha Pseudolo: ottuso, Castel vento! costumi: Ruffiano lumi sarà E raso di al nobiltà suolo.
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